martedì 15 settembre 2015

TEX N. 658! MEGA-RECENSIONE! KID RODELO E' DI NUOVO IN SELLA! TANTI OMICIDI! IN UNA PAROLA: WINNIPEG!

La doppia storia di Tito Faraci presentata nei numeri 656-657 ha fatto dimenticare l'avventura poco esaltante di Gianfranco Manfredi all'interno dei numeri 654-655. Intrisa di riferimenti politici di sinistra, che riflettono l'ideologia dell'autore, non ci è parsa conforme alla tradizione del personaggio portabandiera della casa editrice milanese. L'avventura narrata nel numero 658 si intitola Winnipeg e ci porta nella città canadese capitale della provincia di Manitoba. Una storia dal sapore classico con le mitiche giubbe rosse, le pittoresche divise della Royal Canadian Mounted  Police, cioè la Regia Polizia a Cavallo Canadese. In seguito del massacro di alcuni nativoamericani della tribù degli Assiniboine, avvenuto nel 1873 a Cypress Hills, tra l'Alberta ed il Saskatchewan, da parte di una banda di cacciatori proveniente da Fort Whoop-up, che il primo ministro Canadese, sir John A. Macdonald, decise di far propria la proposta del colonnello Robertson-Ross e di istituire un corpo di polizia a cavallo nei territori occidentali del Canada. Il nuovo corpo, che era molto modesto come numero per evitare che l’istituzione di una grande unità ai confini con gli USA potesse essere interpretata da questi ultimi come una provocazione, fu dotato di una uniforme con la giubba di colore rosso, lo stesso colore che all'epoca vestiva l’esercito di Sua Maestà Britannica. Il primo nome ufficiale assegnato al nuovo corpo di polizia, composto da poco più di trecento unità, fu North-West Mounted Police, Polizia a cavallo del nord-ovest, dal 1901 come Royal Mounted Police con competenza su tutto il territorio del Canada, ma ben presto i suoi appartenenti divennero famosi come mounties o come red-coats, giubbe rosse. La copertina realizzata sapientemente da Claudio Villa sembra coniugare le due istituzioni, quella dei rangers del Texas e quella delle Giubbe Rosse canadesi. Negli editoriali si parla del Color Tex n. 7 intitolato La strada per Serenity, per sottolineare la più recente pubblicazione di Aquila della Notte. Desta perplessità l'affidamento della storia alla nuova curatela di Dylan Dog dopo le devastanti polemiche generate dal rilancio della collana. Critiche feroci che non hanno risparmiato nessuno a causa delle trovate provocatorie che hanno cancellato quasi del tutto il personaggio nato dalla fantasia di Sclavi. I lettori di Tex sono preoccupati. Temono che in futuro scelte così assurde possano minare la solidità della collana più venduta dell'editore, quindi pregiudicandolo come sta avvenendo per Dylan o Orfani, altra collana flop della Bonelli. In particolare, i lettori temono di vedere pensionato Kit Karson o Tex Willer usare un'arma moderna ottenuta in un viaggio nel futuro! Per ora il pericolo sembra lontano, ma chi può dirlo? Per narrare avventure così c'è già Zagor, il quale, a sua volta, non se la sta passando benissimo.


Non che i lettori di Zagor possono dirsi così tranquilli. La mania di inserire a forza nelle storie dylaniate elementi narrativi omosessuali e lesbici per affermare la pericolosa teoria del gender, che nega in radice l'identità sessuale delle persone violando uno dei diritti fondamentali dell'uomo, potrebbe riservare cattive sorprese. Un Dylan Dog omosessuale o uno Zagor che vuole sposare Cico sarebbero sviluppi più inquietanti di quelli che vedrebbero un Kit Karson in pensione o un Tex Willer che, dopo un viaggio nel tempo, per parlare con i suoi amici usa un cellulare Ghost 9000! Il secondo pezzo degli editoriali indica l'elenco degli albi a colori in uscita ad agosto. Quel colore che in casa Bonelli si vedeva solo in rari casi e che oggi sembra diventato così popolare con evidenti preoccupazioni da parte dei lettori. Il colore costa. I lettori di Orfani lo sanno bene. 4,50 euro per leggere 96 pagine riprese da immagini di videogiochi intrise di riferimenti politici anarchici e di sinistra, fa pensare. Orfani era una testata che doveva portare nuovi lettori alla Bonelli. Gli autori, in una intervista al Fatto Quotidiano, dicevano di voler riempire lo stadio San Paolo di Napoli, che ha più di 80.000 spettatori. Oggi Orfani venderà, si e no, circa 24-25.000 copie (e siamo ottimisti), quindi quanto una comune serie Bonelli e la domanda che ci poniamo è: che fine hanno fatto i 3 milioni di euro messi in preventivo per le prime due stagioni? Lo dichiararono gli autori in una intervista alla rubrica Spettacoli di Tiscali. Tre milioni di euro per avere vendite medie di 24-25.000 copie, cioè quanto Zagor o Dampyr? Che Orfani sia il più clamoroso flop della Bonelli non ci sono dubbi. Qualche affannato asslickers dylaniato dice, ok ma esce anche all'estero, la Bao ci ha fatto dei volumi prestige e la Rai ci ha ricavato una specie di cartone animato. Se si pensa di ritornare dei tre milioni di euro spesi con le vendite in 4-5 Paesi dove la Bonelli è sconosciuta o per i diritti di un cartone animato di cui si sono perse le tracce, significa che qualcuno non ha capito nulla di aspetti sui quali è meglio che non ritorni più al fine di evitare clamorose figuracce. Il colore, quindi, non porta nuovi lettori. Né arricchisce una storia senza idee, una trama convincente e tirata avanti senza alcuna passione. Le storie attuali di Dylan Dog sono così e questo spiega perché il rilancio è stato un flop. Tornando a Tex Willer, dopo questa lunga ma doverosa digressione, siamo a Winnipeg, nella provincia canadese del Manitoba. Ai testi troviamo Mauro Boselli, curatore della collana e ai disegni Alfonso Font. Boselli costruisce una storia credibile, piena di elementi e spunti di interesse, accattivante al punto giusto, dimostrando una abilità fuori dal comune nel portare il lettore su punti sempre diversi, dirigendolo a proprio piacimento per poi cambiare tutto e rimettere rimescolare le carte.

Quello che si ha per scontato fino a quel momento cade nella pagina successiva. Lo stile di Font si allontana dai canoni realistici bonelliani, ma l'energia e la vitalità dei disegni sopperiscono a questa mancanza ispirando il lettore verso grandi maestri americani come quelli dei fumetti pulp degli anni 30 come Dick Tracy. Il saloon Lucky Star è famoso per gli spettacoli di Dallas, una ballerina bellissima e corteggiatissima. Il proprietario è Mike Foster, un abile giocatore di poker. Imbattibile per chiunque pensi di essere migliore di lui. Non tutti accettano di buon grado la sconfitta. Il sospetto che bari si annida nella mente dei più pervicaci giocatori creando il rischio che la partita finisca a pistolettate. A guardare le spalle di Foster c'è Kid Rodelo, un giovane che ha perso l'uso delle gambe e un braccio. Con l'altro è insuperabile e si rivela un costante pericolo per chiunque cerchi di regolare i conti alla vecchia maniera. Kid Rodelo è anche il titolo di un famoso film western del 1966 interpretato da Don Murray sullo sfondo di una storia di tre individui che scappano dal carcere di Yuma in cerca della refurtiva di una favolosa rapina, rivelando non poche similitudini con il film Il buono, il brutto e il cattivo di Sergio Leone. Le continue scaramucce al saloon preoccupano il colonnello Braddock delle Giubbe Rosse, la Mounted Police canadese. Kid Rodelo è una vecchia conoscenza di Tex. Si è visto nel numero 641 del marzo 2014, un albo scritto da Boselli e disegnato da Font come quello oggetto di questa recensione. Una banda di rapinatori si era accanita contro le banche del sud-ovest. Tra i criminali c'erano per l'appunto Kid Rodelo, la sorella Dallas e Mike Foster, un giocatore di poker. La storia di oggi riprende quegli eventi e offre la possibilità di vedere Rodelo e company nella loro nuova vita in Canada, dove stanno cercando di rigare dritto. Kid Rodelo è amareggiato per la sua condizione. Spesso si compiange. Vorrebbe farla finita, ma il sangue bollente e la tendenza alla violenza sono ancora presenti nella sua mente. Il colonnello Jim Braddock è preoccupato e scrive a Tex Willer, esprimendo i suoi dubbi sugli sviluppi di una situazione che potrebbe esplodere. Tex comincia a nutrire dubbi circa la validità della sua decisione passata di avere inviato da quelle parti Rodelo e soci. Intanto, nella vicina città di Selkirk, che concorre con Winnipeg per lo status di capoluogo di provincia di Manitoba, Thomas Grant riceve la visita di un misterioso individuo che credeva morto. Il misterioso uomo, celato nell'ombra, gli ricorda che parte dei soldi con cui oggi ha comprato la sua posizione di proprietario della compagnia di pellicce e più importante uomo d'affari della città derivano da ricchezze che solo in parte erano sue. A Winnipeg la situazione precipita. Misteriosi omicidi insanguinano le strade.

Uomini d'affari schierati per Selkirk perdono la vita, come il Calver, assassinato una notte dopo una serata al saloon. Stevens, un ex-ranger, non ha potuto fare molto per salvarlo. Gli omicidi denotato alcune stranezze. Avvengono sempre di notte o al buio, facendo capire che l'assassino non vuole essere visto in faccia. Prima di essere centrato mortalmente, Calver è stato colpito da un pugnale. Stevens dichiarerà successivamente che non aveva sentito passi avvicinarsi al suo padrone quella notte, ma solo un fruscio. Tex arriva a Winnipeg insieme a Kit Karson, Kit Willer e Tiger Jack. Odono da Braddock gli ultimi sviluppi e decidono di fare visita a Doug Packard, un giornalista del Manitoba Free Press, che si è salvato per puro miracolo dall'attentato. Le modalità dell'aggressione sono insolite. Mentre stava rincasando di notte, viene raggiunto da alcuni colpi di fucile sparati da un cespuglio. Uno lo colpisce alla sua spalla, ma gli permette di fuggire. Credendo di essere spacciato, cade a terra e si gira, ma del misterioso killer nessuna traccia. Verrà soccorso da un medico che passava  nelle vicinanze. I sospetti di Tex e Braddock si concentrano su Kid Rodelo. Nonostante sia invalido, il braccio è sempre veloce e potrebbe arrangiarsi su una sedia a rotelle per commettere i suoi omicidi. Questo spiegherebbe perché le vittime non hanno sentito passi avvicinarsi o non sono stati inseguiti. Il giovane Kit Willer crede alla innocenza di Rodelo. Prova simpatia per lui e forse pena per la sua condizione, ma Tex vuole vederci chiaro. Non si fida delle sue impressioni. Nemmeno quando vede Kid cadere da cavallo. Nonostante sia invalido, potrebbe avere conservato parte delle sue capacità e riuscire a commettere in qualche modo gli omicidi. Kid, infatti, nasconde dei segreti, che conosce soltanto Mose, il suo fidato collaboratore e amico. La chiave del mistero forse non è lui, nonostante tutto. A Selkirk, infatti, si notano molte facce nuove, alcune provenienti dal sud, dagli Usa e non hanno buona reputazione. Sono criminali ricercati e lavorano per Thomas Grant. Che ci sia lui dietro gli assassinii? Non ci sarebbe di che meravigliarsi. Grant ha ambizioni politiche e tutte le vittime sono persone che potevano creargli problemi nella sua scalata al potere. Una sera Tex e Carson decidono di far visita ad un saloon dove questi tipi sogliono riunirsi. Finisce in una mega-rissa. Tex voleva agitare le acque e far uscire i criminali allo scoperto. E infatti, la notte successiva, alcuni di questi individui gli tendono un agguato mentre sono ad un hotel. Una bottiglia di liquore viene alterata con del sonnifero, ma Tex non beve mai prima di dormire e blocca i criminali appena in tempo. I metodi di Tex non sono sempre ortodossi, ma si rivelano efficaci. Provocare e prendere a pugni i sospettati è un sistema come un altro per ottenere risultati.

Dietro l'attentato a Tex ci sono gli uomini di Grant, ma l'attacco non è collegato agli omicidi che stanno insanguinando le strade della città. Tex è un pericolo e doveva essere eliminato. Grant prende l'iniziativa senza consultare il suo misterioso socio, quello che gli aveva fatto visita una notte all'inizio della storia. Nel colloquio con Grant rivela di avere un vecchio conto da regolare con Aquila della Notte. Al momento opportuno sarà lui a uccidere Tex, la sua nemesi. Le ultime pagine rivelano il colpo di scena. Una notte Dallas entra nella casa di suo fratello, ma il letto è vuoto. Dietro di lui si staglia l'ombra dello stesso, in piedi! Kid Rodelo gli rivela che da qualche tempo aveva ripreso l'uso delle gambe. La sensibilità gli era tornata, riaccendendogli la fiamma del suo ardore, ma non è lui il killer misterioso. Ha tenuto tutto nascosto per evitare che tutti pensassero che fosse lui il killer. Solo Mose conosce il suo segreto e ora chiede alla sorella Dallas di non rivelarlo a nessuno. Nelle ultime tavole, si celebrano i funerali dei due criminali che avevano assaltato Tex. Alle spese ha pensato Grant. Il rito si celebrerà sulla chiesa della collina. Una musica melodiosa arriva da un organo. Grant ha chiamato dal sud uno dei migliori organisti sulla piazza. La storia si conclude con molti dubbi. Se sembra che l'assassino non sia Kid Rodelo, è probabile che il misterioso socio di Thomas Grant sia qualcun altro. Uno che conosce Tex e ha con lui un vecchio conto da regolare. La chiave del mistero si trova forse nel numero 641 dell'anno scorso? Una attenta rilettura di questo albo si rende necessaria prima del nuovo numero, il 659 che si intitola La chiesa sulla collina. Se con Tito Faraci nei due scorsi numeri il livello delle storie di Tex si è alzato dopo la disastrosa doppia avventura di Manfredi nei numeri 654-655, con Mauro Boselli il miglioramento è ancora più palpabile. La ricchezza di una storia si desume anche dal numero di elementi narrativi presenti e mirabilmente uniti in un contesto affascinante. E' ciò che traspare dalla storia del curatore di questo mese. Una buona storia texiana. Ci ha colpito favorevolmente la caratterizzazione dei personaggi. Boselli e Font avevano già trattato di Kid Rodelo nel numero 641 e questo li ha agevolati in questo numero, ma ciò non toglie nulla al valore di un'ottima avventura. Una scena ci è rimasta impressa. Quando Kid Rodelo si staglia dietro la sorella, in piedi, con il volto celato dal buio, pistola puntata e nella tipica posa del pistolero ci ha ricordato una vecchia scena del film Il ritorno di Ringo del 1965 con Giuliano Gemma! Ognuno che ha letto questa storia avrà trovato simpatia per Kid Rodelo e scommettiamo che più o meno tutti avranno voluto vederlo in piedi. Di nuovo forte come un tempo. La grandezza di Tex è anche questa. Il mistero aleggia ancora nella storia. Kristoffer Barmen.

Nessun commento:

Posta un commento

Il tuo messaggio sarà sottoposto ad approvazione dei proprietari e/o amministratori, gestori di questo sito. Se conterrà insulti, offese, minacce, intimidazioni, anche velate ed indirette ed altri contenuti offensivi o minacciosi, sarà segnalato all'Autorità Giudiziaria con conseguente presentazione di denuncia/querela.