lunedì 28 settembre 2015

BOTTERO ORGANIZZA UN INCONTRO PER RICORDARE BARTOLI MA MOLTI DISERTANO! LE GUERRE TRA ADDETTI!!!

In questi giorni è in pieno svolgimento Romics 2015, manifestazione fumettistica organizzata nella capitale come di consueto e qualcuno ha pensato che fosse l'occasione giusta per organizzare un incontro per ricordare Lorenzo Bartoli, il co-creatore di John Doe e di tante serie pubblicate negli anni dalla ex-Editoriale Eura oggi Editoriale Aurea. L'organizzazione è stata affidata ad Alessandro Bottero, mitico redattore della Play Press negli anni novanta e oggi affermato editore con l'etichetta Bottero Edizioni. Sul suo profilo Facebook scrive: Oggi domenica 4 ottobre, a un anno dalla scomparsa di Lorenzo Bartoli si è tenuto, in occasione di Romics edizione autunnale 2015, un incontro che ha ripercorso... la carriera di questo autore. L'incontro era stato organizzato da me, dietro input di Romics, e ha visto la partecipazione di Andrea Domestici, Moreno Burattini, Stefano Piccoli e Mauro Laurenti come ospiti/"ricordatori". Devo dire che mi unisco alla tristezza di Domestici che ha detto una cosa vera: un anno fa per i funerali la chiesa era piena. Oggi eravamo una decina. Non c'era nessuno dell'Eura/Aurea. Non c'era nessuno dei suoi allievi delle varie scuole. Non c'era nessuno dei disegnatori che Bartoli ha aiutato a esordire. La notizie è girata. Forse non mesi e mesi fa, ma comunque nei tempi giusti perché la gente lo sapesse. Però molti non sono venuti. Ho detto chi c'era e quelli sono. Se vi vengono in mente altri nomi legati alla storia di Bartoli non erano presenti. Ognuno avrà avuto i suoi motivi e le sue motivazioni, Romics può essere una bolgia infernale, e magari - diciamocelo perché mi piace essere chiaro - il fatto che l'avessi organizzata io per qualcuno è stato un problema. Rimane il fatto che nelle altre manifestazioni di fumetto meno "bolgia", più "autoriali", più "attente al fumetto" di Bartoli in tutto questo anno non si è parlato. Romics è stata l'unica che ha dedicato spazio e tempo a Lorenzo, sia in primavera che in autunno. E questi sono fatti. Spero che la gente in futuro se ne ricordi. Un incontro di alto livello con personalità di spicco del mondo del fumetto, tra cui Moreno Burattini, deus-ex-machina di Zagor e Mauro Laurenti, disegnatore dello stesso Zagor e di Dampyr per la Bonelli Editore. Assenti: l'altro co-creatore di John Doe e oggi curatore di Dylan Dog con il coordinamento di Franco Busatta e rappresentanti della ex-Editoriale Eura.
 

Bottero si lamenta del fatto che l'incontro è andato quasi deserto. Un vero peccato perché gli intervenuti hanno ricordato la figura dell'importante autore e la sua carriera. Non è sostenibile che altri non ne sapessero nulla. La notizia è girata parecchio, ma forse è stata ignorata perché ad organizzare l'incontro è stato chiamato proprio Alessandro Bottero. Un lettore chiamato Giorgio Neri è intervenuto sul profilo pubblico del curatore di Dylan Dog chiedendo spiegazioni. La risposta è stata laconica, come si evince dallo screenshot postato dallo stesso fan. In un commento apparso sul post della pagina di Cagliostro E-Press ha poi scritto: Alle 22;04 Recchioni mi ha bannato dal suo profilo. E per fortuna che lui era uno di quelli che diceva: Stacce. Qualche minuto dopo scrive in un nuovo commento: Mi si accuserà di battere sempre lo stesso tasto ma, secondo me, chi avrebbe dovuto essere presente era Recchioni, il cui sodalizio con Bartoli era la cosa migliore dell'Eura Editoriale. Forse per dissidi con lo stesso Bartoli all'epoca di John Doe, forse perché accasato ormai, ma Recchioni avrebbe dato una buona pubblicità all'evento con la sua faccia da cool e per tutti quei fighetti che gli vanno dietro. Sui motivi della sua assenza non è difficile formulare ipotesi alla luce dello screenshot che riporta le sue parole. Noi ci domandiamo: contrapposizioni e dissidi di natura personale e/o professionale non potevano essere vinti in ragione dell'importanza di essere presenti ad un incontro di quel tenore? Solo perché ad organizzare un incontro commemorativo è stato chiamato Alessandro Bottero è un motivo sufficiente per non essere presenti quando si trattava di ricordare una persona che non è più tra noi? Se è così, allora chi ha incaricato Bottero di organizzare l'incontro ha sbagliato o forse non immaginava che la sua presenza avrebbe indotto tanti illustri addetti ai lavori a non essere presenti. Bottero precisa che l'incontro è nato dietro input di Romics e quindi dei vertici della organizzazione della fiera romana. Noi ci domandiamo: se erano presenti Moreno Burattini e Mauro Laurenti della Sergio Bonelli Editore, perché non c'erano gli altri? Forse avevano da fare e non potevano essere presenti, ma Bottero non ha rivelato se sono intervenute giustificazioni. Quindi, in assenza di queste, dobbiamo pensare che le assenze non siano state motivate.
 
Non che vi fosse un obbligo in questo senso. Poteva esserci un obbligo morale, ma parliamo di un vincolo che in caso di inosservanza produce le conseguenze solo sul piano di provenienza. Non c'erano obblighi di contratto, ma ciò nonostante Burattini e Laurenti erano presenti. Possiamo pensare che esistano motivi per cui i rapporti tra Alessandro Bottero e alcuni addetti ai lavori, autori e collaboratori di altre case editrici siano difficili? Anche se fosse, non ci sembra un motivo sufficiente del perché l'incontro succitato sia andato deserto. Noi la pensiamo così. Bottero Edizioni è distribuita in edicola dalla Pegasus Distribuzione s.r.l., l'azienda di proprietà di Pasquale Saviano, a sua volta proprietario della Rw Edizioni s.r.l., che pubblica in Italia in esclusiva le serie DC, ma come azienda di distribuzione, porta in fumetteria i prodotti di tanti editori diversi. Sul suo catalogo, Mega, ci sono titoli Panini, Star, Bonelli, Astorina, Coconino, Rizzoli Lizard, ecc. Quindi, il problema non concerne le proprietà delle case editrici e di distribuzione e quindi qual è la spiegazione? L'origine dei dissidi, se ci sono stati? Abbiamo messo in azione i nostri Arkivarer e il risultato è stato un articolo pubblicato sul blog chiamato Pronto alla resa il giorno 25 ottobre 2010 ancora oggi gestito dall'attuale curatore di Dylan Dog, ruolo che ricopre dal settembre 2013. Di questo articolo abbiamo realizzato lo screenshot qualora in futuro venisse modificato o cancellato. Il testo, firmato dallo stesso curatore, dice: Dunque, qualche tempo fa, ho deciso di ignorare sistematicamente un sito di giornalismo fumettistico chiamato Fumetto d'Autore. Le ragioni per cui ho deciso di ignorarlo sono che non mi piace il taglio dei loro articoli, la faziosità del loro punto di vista e, in certi casi, la loro etica professionale. In buona sostanza, ritengo che Fumetto d'Autore sia il corrispettivo fumettistico de il Giornale di Feltri. E come ignoro quel quotidiano, trovo del tutto lecito ignorare il sito di Bottero e Messina. Ma tra questo e sperare che Fumetto d'Autore taccia, ce ne passa parecchia di acqua sotto i ponti. Anzi, a dirla tutta, io credo che sia un bene che Fumetto d'Autore esista. Prima di tutto perché è l'unico sito dedicato ai fumetti in Italia che fa del vero giornalismo, non limitandosi a pubblicare news degli addetti stampa, innocue interviste promozionali agli autori e qualche blanda recensione...
 
...ma proponendo approfondimenti e inchieste. Dunque, l'autore afferma di avere manifestato la volontà di ignorare il sito di cui era responsabile Alessandro Bottero. Nulla da osservare. Rientra nel concetto della libertà individuale scegliere cosa seguire e cosa no. Così come dichiarare, nei casi in cui si ha un profilo di rilevanza pubblica, la propria volontà onde farla conoscere ai propri fan ed altri. Spiega i motivi: secondo il curatore dylaniato gli articoli di FdA avrebbero un taglio fazioso. Inoltre, dimostra di non gradire l'etica professionale di Bottero e di Messina. Poi traccia un parallelo con il quotidiano chiamato Il Giornale utilizzato come metro di paragone negativo. Come se avesse voluto dire: siccome non mi piace Il Giornale allo stesso modo e per gli stessi motivi non mi piace FdA. Va bene. Poi aggiunge che nei suoi auspici vorrebbe che FdA tacesse! Ma perché, domandiamo noi? Se un sito scrive articolo dal taglio non gradito perché ci si dovrebbe augurare che taccia? Dov'è finita la libertà di espressione? E perché qualcuno dovrebbe decidere chi deve parlare e chi no? Infatti, dice che tra questo suo auspicio e la realizzazione passerà molta acqua sotto i ponti. Basti pensare che attualmente FdA è tuttora attivo! Poi afferma che, per lui, è un bene che FdA esista perché sarebbe, secondo il suo giudizio, l'unico sito che fa del vero giornalismo in Italia! Parole che dovrebbero far pulsare il cuore di felicità a Bottero e Messina! Non solo dice che FdA fa del vero giornalismo a fumetti, ma è anche l'unico sito che se ne occupa, facendo capire che tutti gli altri rientrano nella seconda categoria alla quale aveva accennato sopra: cioè quei siti che pubblicano news degli addetti stampa, innocue interviste promozionali agli autori e qualche blanda recensione. Sotto questo aspetto siamo d'accordo con il curatore dylaniato. FdA era allora l'unico sito che faceva del vero giornalismo, mentre tutti gli altri non facevano altro che svolgere un ruolo di supporto o di promozione degli sforzi editoriali. Beh, oggi c'è anche Comix Archive, che non è un sito giornalistico, ma qualcosa in più. Il sito numero uno nel settore, molto seguito da autori e addetti ai lavori di tutte le case editrici nazionali ed estere. Siamo noti come il Sito Straordinario non per niente! Dunque, il curatore dylaniato mostra di stimare FdA anche se non condivide il taglio e i contenuti dei loro articoli.

Le nostre recensioni sono molto famose. Non hanno nulla di promozionale, né le nostre interviste sono finalizzate a dar mostra degli autori e opere. Il nostro obiettivo è dire le cose come sono, fornendo le fonti, con indicazione dei link, da cui le notizie sono state prese. Ma andiamo avanti perché l'articolo è lungo e variegato. Finora non ci sembrano presenti motivi per i quali fosse necessario non essere presenti all'incontro organizzato da Bottero. Prosegue quello che oggi è l'attuale curatore di Dylan Dog nel succitato articolo: Per la prima volta un sito di giornalismo fumettistico fa domande e cerca, alla sua maniera, di unire i puntini... e la gente va in panico, si indigna, minaccia querele, invoca l'intervento di non si sa quale arbitro. E, più che altro, mostra tutta la sua inadeguatezza in termini di comunicazione e la sua scarsa riflessione su cosa significhi, davvero, una stampa libera da ogni censura (e non solo "la stampa che piace a noi libera da ogni censura"). Nuove parole di elogio verso Bottero. Afferma che il curatore che per la prima volta un sito di giornalismo fumettistico fa domande, cerca di unire i puntini e gli altri si indignano, minacciano querele, ecc., confermando che ciò che dagli articoli di FdA è emerso è argomento significativo. Una stampa libera ha questa missione. In termini tecnici i giornali vengono definitivi cani da guardia della democrazia. Organi di controllo del corretto rispetto delle regole in una società che di regole ferree ha bisogno, ogni più che mai dopo che una sinistra al potere sta sfasciando il tessuto sociale, economico e morale del Paese. E continua: Sia chiaro: non sto dicendo che le domande di Fumetto d'Autore siano particolarmente intelligenti o ficcanti o che le sue teorie e posizioni brillino per acume. Anzi, a dirla tutta, credo l'esatto opposto. Ma se le loro domande sono goffe e le loro conclusioni claudicanti, le reazioni che suscitano lo sono ancora di più, anche da parte di chi avrebbe tutte la ragioni per uscire a testa alta da qualsiasi confronto. Mi chiedo che cosa succederebbe se ci fosse davvero qualche giornalista in gamba a venire e rimestare nel nostro piccolo orto e quante magagne uscirebbero fuori. Perché se c'è qualcosa di cui il nostro settore ha paura sono le domande, lo dimostra il recente caso di Ciccarelli e CUS e lo dimostrano, ogni giorno, le reazioni agli articoli (spesso davvero innocui nella loro...

...infondatezza) di Fumetto d'Autore. Poi iniziano le frecciatine. Afferma che i contenuti degli articoli di FdA non brillano per l'acume, non sono intelligenti o ficcanti. Questa è la sua opinione, dalla quale dissentiamo. Pensiamo che vi sia una chiara contraddizione rispetto a quello che aveva prima affermato. Se FdA è l'unico sito che fa giornalismo vero, gli altri cosa fanno? Non citiamo altri siti, ma il curatore li ha messi tutti nello stesso calderone e pensiamo anche quelli in cui si faceva intervistare o scriveva. Non sappiamo se oggi ha mutato opinione sugli altri. Se le opinioni di Bottero sono discutibili, ancora di più lo sono le reazione che suscita. Partiamo da questa considerazione: se Bottero dice la verità e oggi sappiamo che ha sempre correttamente rappresentato il quadro, allora le reazioni degli altri non possono che confermare che ha ragione. Cita magagne che esisterebbero nel piccolo orto, cioè nel mondo del fumetto e fa capire che grazie a Bottero escono fuori. E sono tutte vere. Poi dice che se c'è una cosa di cui il settore ha paura, queste sono le domande. Cita il caso Ciccarelli e il forum di Comicus, sul quale magari torneremo in un'altra occasione. Per la cronaca, Ciccarelli è il deux-ex-machina della Saldapress, che oggi pubblica TWD su licenza concessa da Kirkman nel 2012. Dice che certe reazioni sono superflue visto che le asserzioni di FdA sono infondate e questo è un altro controsenso. Se le cose che scrive Bottero sono infondate, perché le reazioni sono così veementi? Può solo significare che le cose che scrive Bottero non sono infondate. La rabbia generata in altri da alcuni articoli apparsi su FdA lo dimostra. Ci si incavola quando le cose sono vere non quando sono false. Poi prosegue nella sua carica: In maniera probabilmente inconsapevole, il sito di Bottero e Messina è diventato il perfetto reagente per evidenziare tutta l'inadeguatezza di un settore che ha l'aspirazione di essere, e fare, "cultura" e che invece è ancora fermo alle riunioni di condominio. A margine, aggiungo che è triste pensare ad un mondo in cui a fare informazione c'è solo il Giornale di Feltri e nemmeno un Corriere della Sera qualsiasi, ma questa è un'altra storia. Dice che FdA è diventato il reagente della inadeguatezza del settore, che secondo lui vorrebbe fare cultura, ma fa condominio. Parole del curatore, poi insiste con il suo giudizio de Il Giornale.

Questo quotidiano è di proprietà della famiglia Berlusconi, ma non dice perché secondo lui Il Giornale non farebbe informazione corretta. Sarà perché questo mezzo di informazione dice le cose come sono e non come alcuni vorrebbero che fosse? E' la stessa filosofia che caratterizza FdA. Se un sito internet si mettesse a scrivere che le cose vanno bene, che gli editori stanno bene e che le serie vendono, scriverebbe un mucchio di fesserie, che alla fine verrebbero a galla. Lo stesso sito dovrebbe poi spiegare ai suoi lettori perché gli editori sono falliti e le testate sono chiuse. Le chicche dell'articolo si trovano nei commenti e nelle risposte fornite dal curatore. Gennaro Costanzo, attuale responsabile di Comicus, scrive: Una precisazione, visto che citi Comicus: non esiste nessun caso Ciccarelli e Cus (almeno per noi). Innanzitutto, in questo caso hai considerato sola la versione di Ciccarelli, bannatto dal forum per flame. Più volte è stato chiesto a Ciccarelli in quel topic di motivare le sue accuse, da lì sarebbe potuta partire una discussione interessante. Non l'ha fatto ed è andato contro un regolamento che lui stesso ha accettato. Che non ci sia nulla contro Ciccarelli, basti guardare le recensioni sul nostro sito. Sai com'è, cerchiamo di essere obbiettivi e se uno lavora bene (o lavora male) lo diciamo. E, conoscendoci, credo che sai che persone siamo. Abbiamo tanti difetti, ma non amiamo linciaggi e censure. Questo, senza specificare che forum e sito sono "fratelli", ma non la stessa persona. Sei una persona intelligente, confido che su questo ci sia almeno un chiarimento nel tuo post per dovere di cronaca. ;). Il Costanzo respinge le accuse circa l'esistenza di un caso-Ciccarelli. Afferma che questi è stato bannato per avere lanciato accuse senza motivarle. Dice che su Comicus sono obiettivi, ma i recenti attacchi a Daryl Dark della Cagliostro E-Press sembrano militare in senso contrario. Il curatore risponde: Scusami, Gennaro, ma io non ho visto accuse da parte di Ciccarelli (e ho seguito il topic dall'inizio). Ho visto il Ciccarelli fare una domanda, e venire bannato per questa. Anche alla luce dei trascorsi del Cicca sul forum. Adesso, a casa mia, vale il principio che le domande non sono mai imbarazzanti e che, al massimo, le risposte possono esserlo. E poi dai, non puoi venirmi a dire, in tutta coscienza, che non ci sono realtà editoriali e...

...persone che sono ampiamente tutelate sul forum di CUS e altre che invece non godono degli stessi privilegi. Io stesso sono tutelato su CUS. La Double Shot, lo è. La Planeta lo è stata. E dipende da tanti fattori: amicizia, interessi, in certi casi leccaculaggine e via dicendo. Va bene tutto, tranne nascondersi, sempre, dietro un dito. Il curatore sostiene, a soccorso di Ciccarelli, che questi ha fatto una domanda e che per tutta risposta è stato bannato. E cosa ancora più importante, dice che esistono realtà editoriali che nel forum di Comicus sono più tutelate di altre! Afferma che Lui è tutelato su Comicus, che la Double Shot lo è, mentre la Planeta lo è stata! Dice che questi favori hanno varie origini: amicizie, interessi, lecchinaggio, ecc. Il curatore, dunque, descrive del forum di Comicus una immagine non positiva, anzi preoccupante. Gennaro Costanzo non condivide l'opinione del curatore e respinge decisamente le accuse. Comicus, secondo lui, non è così e infatti scrive nel commento successivo: No, Roberto, non è così. A riprova, Alessio D'Uva è stato bannato dal forum. Parliamo del presidente della Double Shot. Quella che è "l'intoccabile" del nostro forum. Rileggi la discussione, io ricordo che Ciccarelli è stato invitato a chiarire più volte quello che ha detto, eh. Se io vengo sul tuo blog, provoco e mi nascondo dietro ad un dito, faccio flame. E se il regolamento del forum lo vieta. Da parte nostra, non c'è mai stato alcuna censura o tutela per nessuno. In nessun caso. Se ci sono dei limiti sono da imputare ai nostri mezzi (oggi scarsi) ma non ad alcun tipo di "mafia" interna. Se così fosse, per tornare su Ciccarelli, avremmo recensito una merda i suoi prodotti, per dire. Sarebbe logico, no? Quello che da fuori davvero non capite è quanto siano infondate tutte le cazzate che vengono scritte sul conto di un gruppo di persone che, tra l'altro, è estraneo a tutto. Ma pensi che i ragazzi che collaborano con noi sanno di tutte le congetture varie che citate dall'esterno? Al massimo, queste cose le posso sapere io o un altro paio di collaboratori più navigati. Da parte mia, MAI c'è stata una censura o un atteggiamento simile nei confronti di qualcuno. Se un nostro collaboratore vuole fare qualcosa, ha il totale via libera, io garantisco solo che quello che viene pubblicato sia valido. Ora, dite quello che volete, francamente è un gioco che stanca. Comicus è un...

...sito di appassionati che parla molto di fumetti. Se ha ottenuto il successo che ha, un motivo ci sarà pure. Vedeteci pure tutto quello che volete vedere voi, la mia soddisfazione è quella di andare avanti con la coscienza pulita. E parlo a nome di tutto lo staff. Ps. Ho usato il termine mafia, ora sarebbe più appropriato utilizzare camorra visto che il baricentro si è alzato. Costanzo cita un certo Alessio D'Uva identificandolo come il presidente della Double Shot, che in quel momento svolgeva incarichi di service italiano della Planeta DeAgostini. L'anno successivo alcuni membri della Double Shot confluirono nella redazione della Lion Comics, divisione editoriale della Rw, che dal gennaio 2012 pubblica in Italia le serie della DC Comics su licenza esclusiva. Respinge le accuse, dice che su Comicus c'è libertà e che tutti possono parlare e cita il ban di D'Uva, che secondo il curatore di Dylan Dog sarebbe un intoccabile, come esempio di imparzialità. E insiste nel dire che Ciccarelli è stato bannato perché non ha motivato le sue accuse. Il curatore risponde a suo modo: Sintetico: continuate a ripetere di non fare confusione tra forum e sito e poi tu mi viene a fare un collegamento tra i problemi di Cicca sul forum e le recensioni dei suoi volumi sul sito. Che legame c'è? Facendola molto rapida e attenendomi il più possibile al caso in questione: a mio modo di vedere, Ciccarelli fece una domanda "Chi paga?". Non è detto che lui conoscesse la risposta e, nell'ambito di una discussione, non è nemmeno pertinente. Lo avete bannato sulla base di una risposta non data a una domanda fatta da lui stesso. Se non ti sembra strano. Detto questo, è ovvio che anche "i protetti" vengono bannati. Ma se io fossi stato bannato tutte le volte che me lo sarei meritato, avrei ancora da scontarne. E lo stesso vale per Priccio, giusto per fare un esempio. Dice che Ciccarelli ha fatto una domanda su Chi paga, precisando che forse non conosceva la risposta. Dopo avere fatto questa domanda, Ciccarelli è stato bannato. Precisa che il fatto di essere bannato non è garanzia di imparzialità e parla di un certo Priccio. Costanzo non ci sta e insiste: No, Robè, è stato bannato per l'atteggiamento, non per quello. Suvvia. Anzi, con i ban che ha dovrebbe essere bannato a vita. Suvvia, da te mi aspetto maggiore attenzione e lucidità, se ti rispondo è perché ti ritengo una persona molto intelligente.

(Specifico che io non ho alcun "potere" sui ban, non sono un moderatore). L'esempio del sito è per farti capire che se davvero ci fosse un atteggiamento del genere, le cose sarebbero differenti. Sei sicuro che a sbagliare siano i moderatori con un utenti pluri-bannato? Che si attenga alle regole, e può dire tutto. Non negherei news/interviste etc. alla persona che più mi sta sul cazzo pur di non andar contro i miei principi. Anche perché, non mi faccio facilmente il sangue amaro. Lo stesso Cicca, se fa qualcosa di interessante lo intervisto volentieri. E con la faziosità che c'è in giro, è davvero ridicolo che si accusi noi. Purtroppo, il tutto si basa sulla buona fede di chi scrive e di chi legge. Io ti metto la mia parola davanti, tu fanne quello che vuoi: credici oppure no. Non posso fare altro. Credo sia tutto. Se vuoi parlare d'altro, io sono qui. Scusa per il doppio post quasi identico, il messaggio era scomparso. Ciccarelli, secondo lui, è stato bannato perché aveva fatto polemica, per il suo atteggiamento e non per la domanda pur legittima. Parla di Ciccarelli come di un utente verso il quale sono stati presi diversi provvedimenti sanzionatori, facendo capire che solo per questo i moderatori che lo hanno bannato non sbagliano! A dar man forte a Costanzo arriva un tipo che si fa chiamare Mozo, uno dei moderatori del tempo: rrobe, ciccarelli è stato bannato non per quella domanda, ma per il fatto che quando gli è stato chiesto di rendere conto di quello che diceva, e magari stimolare una discussione interessante, lui rispose con un alzata di spalle e con un "via via, che lo sapete tutti di quello che sto parlando", salvo che nessuno di noi sapeva un cazzo. quando la domanda di chiarimento è stata reiterata, lui semplicemente se ne è fottuto, preferendo le solite polemichette; i regolamenti cerchiamo di interpretarli e di adattarli: le cazzate le facciamo non c'è dubbio, ma in questo caso stai facendo una dietrologia che non ha motivo di esistere; detto questo, condivido assolutamente il tuo messaggio su FDA: quei due a me mi fanno ridere, davvero per i chiari intenti polemici che hanno nei riguardi di cus e di altre realtà del mondo del fumetto in italia. Ma il loro tentativo apre sicuramente questioni rilevanti e, nonostante tutto, le loro cose le leggo volentieri (lo ammetto spesso per farmi due risate, ma sempre piu' spesso anche per altro). E infatti...

Insiste con il dire che Ciccarelli è stato bannato giustamente. Dice che Bottero e Messina, quelli di FdA, come li chiama lui, fanno ridere, ma non spiega perché. Il curatore dice: Per Mr. Mozo e per Gennaro: che vi devo dire? io leggo quel topic e la vedo diversa da voi. Poi, per carità, i moderatori siete voi e le scelte le fate voi sulla base delle vostre valutazioni, ma io, da esterno, la vedo come ho scritto. Con tutta l'onestà intellettuale possibile. Mozo risponde: rrobe, onesta intellettulae per onesta intellettuale, non posso far altro che riportarti quello di cui si è discusso ins tanza moderazione. E il motivo dle bannaggio a ceccarelli in quell'occasione è stato quello che ho descritto, e che ho commentato anche sul suo blog; potevamo spiegare meglio? forse, sai quante cazzate si fanno. Ma quello e non altro è stato il motivo, e ti devo dire sinceramente che io se ci penso continuo ancora a chiedermi di cosa parlava. Ci sarebbe voluto tanto a dire chiaramente "oh ragazzi, io so questo, questo e quest'altro e il motivo per cui ho fatot quella uscita è questo", bona li! invece alla mia richiesta di spiegazioni prima c'è stata una presa di culo, poi un lo sapete benissimo di che parlo, e infine il nulla. Questo, da interno, è quello che è successo; sulle asimmetrie di valutazioni ,e' una tua idea. io penso sia sbagliata, ma tant'è. Mi faceva piacere chiarire la questione ciccarelli di cui parli, perche' secondo me è un esempio proprio sbagliato. Quello che non capiamo è quale sarebbe questo caso-Ciccarelli. I moderatori di Comicus difendono la loro posizione, ma non spiegano. Quello che ci ha colpito è l'affermazione del curatore di Dylan Dog secondo cui su Comicus alcuni editori sarebbero tutelati e altri no e in effetti i recenti attacchi a Daryl Dark della Cagliostro E-Press lo dimostrerebbero. Scrive un tipo chiamato Ceccogrullo: Un esempio? Se on sbaglio poco dopo che alcuni personaggi della DS furono incaricati di alcune traduzioni Planeta (una grande casa editrice che dopo 5 anni continua ad infarcire i suoi albi con errori e refusi) gli amministratori del forum decisero di "ghettizzare" in un topic apposito le segnalazioni sugli errori e refusi negli albi ("moriremo tutti"). Secondo logica io che sarei interessato all'acquisto di un albo dovrei sfogliarmi le 96 pagine del topic sulle segnalazioni mentre sarebbe più facile andare a guardare direttamente...

...nella discussione dell'albo stesso. Si è resa la cosa molto più nascosta. E' stata un sottile gioco politico degno di Berlusconi. Dice che a dimostrazione del fatto che alcuni editori sono più tutelati di altri la decisione di spostare le domande sulle traduzioni degli albi DC da parte della Double Shot per conto della Planeta se sarebbe la prova. Spostando tutte le domande in un topic apposito, i problemi sollevati da quelle traduzioni sarebbero stati più nascosti. Gennaro Costanzo proprio non ci sta e insiste: Certo, come no. Ormai siamo al pompiere che non vuole salvare il gattino sull'albero ma ce l'ha messo lui. Il topic nacque, così come altre scelte simili, perché troppo spesso si finiva in off topic e gli utenti si lamentavano che non si parlava dell'albo specifico. Non è vietato segnalare i refusi di un albo all'interno del topic, ma se la discussione degenera, si sposta la discussione nel topic specifico dei refusi. I moderatori agirono seguendo la maggioranza degli utenti, così come fatto di recente per le preview. Purtroppo, qualche scontento c'è sempre. E, in ogni caso, se ne può sempre e liberamente parlare, non c'è "censura" al riguardo. Mi stupisco sempre di vengano (o si vogliano) travisare i fatti. Spesso la malizia è negli occhi di chi guarda. Dice che la decisione di spostare le questioni sulle traduzioni della Double Shot, i cui membri l'anno dopo confluirono nella redazione della Lion Comics, divisione editoriale della Rw che subentrò a Planeta nella traduzione degli albi DC in Italia, non aveva la funzione di tutelarla. Secondo noi, questa affermazione è difficilmente credibile. Se si mettono le domande di uno stesso argomento in un solo topic è più difficile per il lettore avvedersene. Sorpresa delle sorprese, arriva Ciccarelli è scrive: Per i moderatori di Comicus in ascolto e pure per il Prez della Double Shot: per citare il poeta "siete falsi come Giuda, e dirvi Giuda è un complimento." Ma scusate, io faccio di cognome Ciccarelli. Cerco sul web e il Ciccarelli più famoso non sono io ma quello del dentifricio. Editoria e dentifrici, ambiti imprenditoriali poco attinenti uno con l'altro, concorderete. Di chi é la Bao? Di Michele Foschini e Caterina Marietti. Non solo di Michele Foschini (maschilisti!). Avete il web? Usatelo. Magari incrociate i dati con "Geronimo Stilton". Ecco, questa è un dato di fatto che il Prez & co. sapevano...

...(ci lavorano insieme, no?) ma che nessuno (credo nemmeno Bottero & Messina che sempre sul pezzo stanno) ha voluto MAI far emergere. Dirò di più: questo è un dato che TUTTI gli operatori del settore sanno ma su cui, pubblicamente (come ha dimostrato anche quel topic) sorvolano volentieri. Perché? Questo ve lo potete anche chiedere da soli e darvi una risposta. Sono sicuro che sarà quella esatta. (e tu Gennaro o quell'altro di cui non so il nome potete anche non saperlo ma, concedetemelo, è un vostro limite. Tanto per dire, credo che Marco Rizzo lo sappia bene). Detto questo, non voglio togliere un grammo né una virgola dal lavoro editoriale fatto da Bao: ha capitali, voglia di fare, conoscenza della materia e, uno dopo l'altro, sta sfornando bei titoli (e, fosse solo per il fatto che ha scippato a Panini "Bone", Bao meriterebbe il mio applauso). Un idiota ha commentato che le mie osservazioni sono dettate solo da invidia. Come ho fatto notare (non so se allo stesso idiota o ad un altro) il mio lavoro e gli obiettivi che con esso ho via via centrato mi permettono di non invidiare nessuno. Nello stesso universo possono coesistere Bao e saldaPress. E anche l'idiota. Che ci si creda o meno, le mie osservazioni mirano solo a chiarire quali sono le forze che si muovono in campo, a fare (nel mio piccolissimo) quell'informazione che, come ha fatto notare anche Rrobe, farebbe taaaanto bene all'ambiente in cui tutti noi (e quindi anche l'idiota) lavoriamo; ps: e sul fatto "se ci fosse stato sulle balle davvero Ciccarelli non avremmo nemmeno recensito i suoi volumi" la risposta è semplice: siete nerd, non potete fare altrimenti. Tante parole, ma non dice niente di illuminate. Vorrebbe far intendere cose che, però, può capire solo lui. Dice che i proprietari di Bao Publishing sono Michele Foschini e Caterina Marietti e che la Bao è stata abile a soffiare Bone alla Panini Comics. E noi aggiungiamo, quindi? Un utente chiamato Preacher scrive: la contemporaneità tra apertura "moriremo tutti" e traduzioni per Planeta. non è assolutamente vero. la prima traduzione per Planeta mia e di Stefano Visinoni (Mad Classic) risale addirittura al 2007. L'apertura di "moriremo tutti" al febbraio 2009, più di un anno e mezzo dopo. e il topic è stato aperto per le lamentele di molti utenti che trovavano i topic pieni di post sulle traduzioni e dovevano spulciare pagine e pagine di quei...

...per trovare dei commenti sulle storie. Poi, caro ceccogrullo, libero di crederci o meno. Ma questi, come dicono i gggiornalisti, sono fatti; riguardo questione Ciccarelli: perché, alla richiesta di chiarimenti alla sua domanda "Chi paga?" non ha scritto quello che ha scritto qua? Mantenendola sul vago tutti i moderatori (anche e soprattutto quelli che niente sanno di queste cose) l'hanno trovata un'insinuazione. E poi, detto tra noi, dov'è il problema di chi paga? L'ha ribadito anche Ciccarelli nel suo post più sopra. Probabilmente il fatto che tra gli admin del forum ci siano due persone della DS spinge a pensare a un conflitto di interessi. Io so che non è così, perché le decisioni moderatorie vengono prese collegialmente. Ma capisco che qualcuno lo possa pensare, per quanto io possa ribadire che non è vero, che sono a posto con la mia coscienza, che cerco di essere sempre obiettivo e che, appunto, le decisioni vengono prese collegialmente. Spero che le persone intelligenti capiscano queste cose. Poi ci sono i dodoria del caso, ma che c'entra, io parlo di persone normali. :-); da un po' di tempo penso che potrei indirizzare le mie energie a cose più utili che moderare un forum e dover giustificare ogni mia azione. Chi è Preacher? Dice di essere un traduttore che ha realizzato il suo primo lavoro per la Planeta nel 2007 e in quel momento a occuparsi di questi lavori per gli spagnoli era la Planeta. Questo Preacher era uno dei traduttori della Magic Press di Alessio Danesi? La domanda sorge spontanea perché attualmente Danesi è il direttore editoriale della Lion Comics, nella quale confluì nel gennaio 2012. Afferma che tra i moderatori di Comicus ci sono due persone della DS, ma non fa i nomi. E se questo non è un conflitto d'interessi cosa lo sarebbe? Ma forse scherzava perché altrimenti la sua affermazione sarebbe stata logicamente insostenibile. In un commento successivo afferma che in quel momento faceva parte della Double Shot e infatti scrive: io, ovviamente, parlo per la parte relativa al forum. di cosa fa il sito non mi interesso, se non quando gli devo mandare comunicati stampa come DS. Peccato che non abbia citato il suo nome! Ancora Ciccarelli con dichiarazioni incredibili su Comicus: Per le precisazioni di Priccio: in certe questioni domandarsi chi paga è legittimo ed è ipocrita far passare l'idea che certe...

...cose accadono solo perché qualcuno è più bravo di tutti (e, come già detto, questo non toglie un grammo della mia personale stima nei confronti della bravura e della qualità di Bao). Da quello che sapevo io (che sono bravo fino a un certo punto) tutto ciò che ha sopra il nome di Neil Gaiman (soprattutto se riguarda l'editoria per l'infanzia) aveva una blindatura sopra bella grossa come una casa. E quella blindatura aveva il sigillo di Mondadori (magari blindatura ufficiosa, ma quando c'è di mezzo la grande M. non è difficile immagine che l'ufficiosità ci mette un attimo a diventare ufficialità). Se qualcosa, come "Crazy hair", esce da quella blindatura è doveroso farsi delle domande. Soprattutto se, a seguire, c'è un'opera di Alan Moore e Bone che entrano in catalogo. E anche la "commessa di lavoro" di Planeta. Detto questo, è stato ipocrita da parte dei moderatori (con cui voi di DS siete in contatto) mettere il cerotto alla mia domanda facendo finta che io non volessi spiegare quello che in realtà già sapevate (e credo ci sia stato anche un commento dell'editore di Italy Comics in merito: gli rompete il cazzo così poi, se dice qualcosa, avete l'occasione per bannarlo. Ma tanto mi avete bannato lo stesso...). Io guardo solo quante volte tu e gli altri di DS siete intervenuti (a smorzare, correggere, puntualizzare e qualche volta, appunto, a bannare) ogni volta che si toccava questo argomento. Bastava dire, appunto, un Bao ed arrivavate in formazione come una squadrglia di X-Wing (sì, nerd anche io) a smazzolare amichevolmente. Sarà anche un caso ma... non credo. Infine, ogni volta che escono questioni di questo tipo c'è qualcuno che dice "da un po' di tempo penso che potrei indirizzare le mie energie a cose più utili che moderare un forum e dover giustificare ogni mia azione.". Prima il Prez, poi tu e, chissà come mai, restate sempre lì. Come vi ho già detto, il lavoro che svolgete (con DS e con le altre case editrici con cui collaborate) non vi pone più al di sopra delle parti e quindi – mio consiglio – per il bene di una maggiore chiarezza all'interno del forum sarebbe opportuno che teneste separate le due cose. In questo modo si risolverà il problema? Non credo: Comicus (sito e forum), nel corso del tempo è spesso diventato per alcuni occasioni per poter iniziare a lavorare nel mondo dell'editoria e quindi credo che il problema evidenziato non...

...solo dal sottoscritto continuerà a permanere. Priccio e Preacher sono la stessa persona? Possibile, perché Ciccarelli sembra riferirsi al suo commento. Un elemento per giungere alla sua definitiva identificazione. Dice che Comicus è diventato, nel corso del tempo, spesso per alcuni una occasione per poter lavorare nel mondo della editoria. Seguono vari commenti in cui i moderatori di Comicus difendono la loro linea di gestione e Gennaro Costanzo afferma che Marco Rizzo non collabora più da anni per Comicus. Sarà vero? Ciccarelli ne dubita e in un commento successivo scrive: Gennaro, aggiungi un altro "poverini": di chi è la proprietà di ComicUs? Risponde Costanzo: Marco è il fondatore di Comicus, ma non ha parola nella linea editoria da anni. Il sito è giustamente intestato a lui, mi sembra davvero il minimo, eh. Però, tutto quello che vedete online, non c'entra nulla con lui. Dice che Rizzo, che attualmente è uno dei supervisori della Panini e da qualche mese ha preso il posto di Luca Scatasta sulle serie mutanti, è stato il fondatore del forum, ma che da tempo se ne è allontanato. Ciccarelli non ci crede e scrive: Dato di fatto: ComicUs è proprietà di Marco Rizzo. Dopo interviene lo stesso Rizzo che scrive: Cicca ti aspetto nella mia villa ad Antigua (sempre se mi guarderai in faccia... o come alla scorsa Napoli tirerai dritto facendo finta di non avere visto il mio saluto - due volte, una mentre abbracciavo un amico comune). Così mi riveli queste grandi verità sul mondo dell'editoria, visto che sembra che ne sai una più del diavolo - chissà forse anche sul mio conto. Maurizio vieni anche tu, dai, ho un faldone pieno di recensioni di CUS e una copia del mio curriculum così puoi confrontarli.Vero, vi meritate i Feltri e Belpietro vari, discutibili attentati e crociate ad hoc inclusi... peccato non poter parlare di fumetti, ahinoi. Ciccarelli insiste: "Vero, vi meritate i Feltri e Belpietro vari, discutibili attentati e crociate ad hoc inclusi... peccato non poter parlare di fumetti, ahinoi." Sempre la stessa chiosa quando qualcuno prova anche solo a fare delle domande. Sempre le stesse parole mirate a squalificare il pensiero altrui se anche solo vi da un po' fastidio. Tu, Marco, ma anche voi Priccio e Stefano, lavorate con alcune case editrici/persone che ci stanno dentro/le possiedono: è normale che cerchiate di tutelare questi rapporti e...

...quindi, non vediate di buon occhio chi solleva domande/critiche/osservazioni in quella direzione. In sostanza, Ciccarelli dice che siccome Marco, Priccio e Stefano Visinoni lavorano ora per le case editrici, cercando di tutelarle applicando una rigida censura verso chi li contesta! All'epoca di questa discussione, cioè la fine del 2010, quindi la proprietà di Comicus era ancora di Marco Rizzo, mentre oggi il suo nome continua ad essere indicato come fondatore. Poi Ciccarelli rivela di avere avuto un passato come dipendente della Panini e infatti scrive: Come ho già scritto altrove (e pure più volte) anni fa gruppo saldatori, come studio di progettazione grafica, ha lavorato per circa 3 anni con Panini, soprattutto per ciò che riguardava i fumetti che pubblicavano in Francia e Germania (impaginazione delle parti editoriali) e alcuni dei loro album di figurine. Eravamo bravini nel nostro lavoro e nemmeno tanto cari ma, nonostante ciò, Panini ha deciso di interrompere la collaborazione quando abbiamo inaugurato saldaPress (ma non posso sapere se le due cose sono collegate). Dice che per tre anni lui e i suoi amici hanno svolto mansioni di grafica per gli albi che la Panini pubblicava in Francia e Germania, ma che dopo avere aperto la Saldapress la Panini si arrabbiò interrompendo ogni rapporto con loro! Normale, da dipendenti erano diventati concorrenti! Chiude la carrellata un commento dell'attuale curatore di Dylan Dog che scrive a dimostrazione delle sue tesi: Come volevasi dimostrare. Mai vista tante reazioni scomposte per quelle che, di fatto, sono solo domande. E questo a prescindere che si tratti di CUS, di Bao, di Planeta o Double Shot. La prima regola per vivere sereni in questo settore è non chiedere. Se chiedi, stai facendo insinuazioni e perpetri bassezze e rancori personali. Facciamo un esempio sulla querelle Rizzo, Cus e via discorrendo. E' strano farsi delle domande su Rizzo alla luce del fatto che risulta essere l'intestatario di CUS, un dipendente Panini (e prima di Panini di altre case editrice) e un autore in forze a Becco Giallo e ad altri editori? No, non è strano. E' lecito. Perché la posizione di Marco è di fatto sfumata e presta il fianco a illazioni e congetture. Poi, io sono certo che Marco è una persona onesta... ma non riesco a capire come possa sorprendersi che qualcuno gli ponga delle domande. Proprio non ci riesco.

Specie alla luce del paese in cui viviamo, nella condizione politica in cui è. Dice che ci sono state reazioni scomposte a dimostrazione del fatto che nel mondo del fumetto ci sono cose che tutti sanno, ma che tutti devono fingere di non sapere. Afferma che all'epoca, cioè nel 2010, Comicus era di proprietà di Marco Rizzo, il quale all'epoca (come ora) era dipendente della Panini e come autore di Becco Giallo. E si sorprende del fatto che Rizzo, a sua volta, si sorprenda se qualcuno gli domanda se è lui il proprietario del forum di Comicus. In sostanza, tutto si riduce a una cosa semplice: proprietari, admin e moderatori del forum di Comicus all'epoca erano dipendenti e/o collaboratori di case editrici, che cercavano di tutelare nelle discussioni sul forum, questo secondo il pensiero dell'attuale curatore di Dylan Dog. E che se qualcuno contesta uno degli editori protetti, tra cui il curatore ha menzionato la Double Shot e lui stesso, interviene la mannaia della moderazione, bannando l'utente. Nel caso, il buon Ciccarelli della Saldapress. Arrivando ad una conclusione, abbiamo rilevato in queste parole del curatore di Dylan Dog molti apprezzamenti per Alessandro Bottero e ancora non capiamo perché abbia disertato l'incontro che lui ha organizzato a Romics 2015 per ricordare Lorenzo Bartoli. E ancora non capiamo il commento in cui lui associa la persona di Bottero ad una parola non qui ripetibile. Non capiamo, così come non capiamo chi sia Preacher! Dalle parole qui riportate, si è dichiarato traduttore per la Double Shot insieme a Visinoni. Che in alcuni casi viene chiamato Priccio, ma nessuno ha menzionato il suo nome. Noi pensiamo che se anche attualmente alcuni moderatori e admin del forum di Comicus sono collaboratori di case editrici, quanto meno dovrebbero lasciare il forum per evitare di cadere in palesi conflitti d'interesse. Lo abbiamo visto di recente con Daryl Dark della Cagliostro E-Press. Utenti e moderatori di Comicus si sono lanciati in attacchi contro la serie che sarà presentata a Lucca Comics in un volume di 220 pagine al prezzo di 14,90 euro. La domanda alla quale cercavamo risposta: perché il curatore di Dylan Dog non è stato presente all'incontro organizzato da Bottero lascia pensare che tra i due ci siano motivi di contrasto, ma in questa occasione si poteva soprassedere. Dimitry Temnov.

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