sabato 3 ottobre 2015

DYLAN DOG N. 347! LA MEGA-RECENSIONE! PAOLA BARBATO: CHE DELUSIONE! MESSAGGI E SIMBOLI ESOTERICI!!!

Quando si entra in una certa casa chiedendo qualcosa, prima o poi in cambia della cosa avuta ci sarà chiesto di dare qualcosa a nostra volta. Una regola vecchia come il mondo, che forse è alla base di questa storia di Dylan Dog intitolata Gli abbandonati, che si candida ad essere la peggiore del rilancio, più di quella del numero 342 e più ancora di quelle dei numeri 344, 345 e 346. Paola Barbato, l'autrice di questa insolita avventura, offre alcuni spunti sui cui è opportuno riflettere con attenzione. Prima, però, è più importante soffermarsi su un altro punto: le avventure della Barbato non ci hanno convinto molto. Questa, come le altre, eccettuati certi messaggini che si colgono qua e la, si caratterizza per leggerezza, poche idee e una trama inconsistente. Anche le sceneggiature ci hanno deluso alquanto. Troppo leggere, con pochi momenti topici, che dopo qualche pagina annoiano il lettore e gli fanno pentire di avere comprato il fumetto. Non che gli altri autori si stiano comportando meglio. Lo dimostra la massiccia ondata di insoddisfazione sulla rete con migliaia di messaggi e post di lettori che chiedono: perché non la smettete di massacrare Dylan Dog? E' mai possibile che sia stato Sclavi a chiedervi questo? Noi non ci crediamo e mai ci crederemo. Se questo è un rilancio, è difficile credere che l'intenzione degli autori sia quella di migliorare le cose dylaniate. Si contestava parecchio la gestione Gualdoni. Oggi tutti pagherebbero oro per riavere Gualdoni come curatore. E non è difficile capire il perché. Molti riavrebbero il vecchio, caro Dylan Dog, quell'Old Boy, che saltuariamente si vede sul Maxi, dove stanno riciclando le storie della vecchia gestione. E soprattutto si metterebbero da parte gli sperimentalismi grafici che stanno mettendo a dura prova la pazienza dei lettori ovvero di quelli che, nonostante tutto e molto stoicamente, continuano a comprare la collana. Non che ci voglia molto per scrivere una storia indirizzata ad un pubblico senza molte pretese intellettuali e con un bagaglio culturale assai modesto come l'attuale parco-lettori dylaniato e la delusione che tanti provano risiede in questo: prima ci si impegnava di più. Oggi si crede di poter ottenere lo stesso risultato con molto meno. Se il lettore non brilla per intelligenza e cultura, perché ci si dovrebbe impegnare di più nel fare qualcosina in più che, in tutti i casi, non verrebbe capito? E tuttavia, Paola Barbato delude, molto. Deludeva anche nella passata gestione e spesso le critiche più accese durante il periodo Gualdoni interessavano i mesi in cui lei scriveva le storie di Dylan Dog. Tra il 2009 e il 2013 della Barbato sono state pubblicate soltanto quattro storie: una nel 2009, due nel 2011 e una nel 2012! A queste si aggiungono tre storie brevi: una nel 2008, una nel 2009 e una nel 2011. Né il periodo fuori Bonelli sia stato particolarmente felice per lei. Come rivela Fumetto d'Autore in uno storico articolo del 25 maggio 2013, il suo Davvero scritto per la Star Comics è stato un flop clamoroso con appena 4.000 copie dei primi due numeri e con passaggio alla bimestralità. Erano tempi in cui, secondo quanto riporta fedelmente FdA, i rapporti della Barbato con l'attuale curatore non erano dei migliori. Riporta l'articolo: All'epoca di Davvero on line, Recchioni attaccò duramente la Barbato, accusandola di sfruttare gli autori gratuitamente per la realizzazione delle puntate pubblicate in rete, perché, diceva la rockstar, è Roba che è sbagliata e non solo fa male al fumetto, ma fa male al lavoro di tutti. Poi i rapporti devono essere migliorati. Da quando è iniziato il rilancio, le storie pubblicate della Barbato sono aumentate, ma il gradimento dei lettori è sceso. E questo spiega perché della Barbato durante l'era Gualdoni le storie si contavano con il contagocce. Al massimo una all'anno. Ed era già troppo.


E ora passiamo alla storia perché, come sopra anticipato, rivela parecchi elementi interessanti, non per la storia in se, del tutto trascurabile e senza dubbio, come da molti osservato, la peggiore del nuovo corso, ma per i messaggini che si colgono qua e la avulsi dalla trama e da alcuni riferimenti esoterico-massonici di tutto rilievo. Cominciamo con la copertina di Angelo Stano. Essenziale, con pochi fronzoli. Uno sfondo bianco. Una pista di atterraggio di colore rosso. Un aereo che sta scendendo e Dylan Dog che sta scappando. L'ispirazione è nata da una famosa scena di un film di Alfred Hitchcock, Intrigo Internazionale, in cui il protagonista, Cary Grant, mentre aspettava un autobus in aperta campagna, veniva attaccato da un aereo. Se prestiamo bene attenzione, però, ci accorgiamo di alcuni elementi che all'occhio del lettore distratto non appaiono. Perché la pista di atterraggio è rossa come il sangue? E soprattutto perché la prospettiva della pista rappresenta una piramide, un chiaro simbolo massonico? Inoltre, è possibile cogliere anche un messaggio satanico. Chi osserva è dal basso. La parte finale della piramide disegna una croce vista da sotto. Come chi osserva sia all'inferno e vorrebbe salire di sopra! Un riferimento che nella storia della Barbato di questo numero si vedrà di continuo, con i protagonisti che vogliono salire sopra, disperatamente per salvarsi dalla tentacolare presenza che imperversa per le strade. Ma cosa rappresenta questa presenza o simboleggia? Qualcosa che attira le tante persone, offrendo un ricco piatto, gustoso e chiedendo in cambio qualcosa di più? Anche l'aereo è strano. La sua posizione è insolita. Anziché scendere in modo lineare, è inclinato sul lato sinistro, quello più oscuro. E sembra provenire dal vertice della piramide, come se fosse un messaggio, un avviso. Dylan Dog lo ha percepito, sa che non c'è nulla di buono in esso e tenta di scappare. Il titolo della storia è Gli abbandonati, ma di chi si parla in realtà? Abbandonati da chi? Dal mondo esterno? Se c'è qualcuno che chiede aiuto è forse perché è finito intrappolato in qualcosa in cui non avrebbe mai voluto entrare. I redazionali, al contrario dei precedenti, sono ridotti ai minimi termini. Non trapela il nervosismo del numero 344, in cui gli autori e soprattutto il curatore, sfruttando un vecchio e poco diplomatico appello sclaviano, mandarono i lettori critici a quel Paese, quello cantato da una nota canzone di Alberto Sordi. Ma nelle poche parole ci sono tanti simboli. L'aereo è un veicolo, uno strumento per recarsi in un luogo e quale se non l'inferno? Non tanto quello ultraterreno, ma uno più naturale, quello della mancanza di libertà e di chi non è più padrone della propria vita e si sente abbandonato. Credeva che nella casa avrebbe incontrato amici, ma intorno si è scoperto circondato da oppressori. Chi entra nella Casa all'inizio ottiene favori e possibilità che prima non avrebbe mai avuto. Poi viene il momento di ricambiare il favore e cominciano i dolori e storie come queste degli Abbandonati. I disegni sono di Giampiero Casertano, che costituiscono l'unica nota lieta di una storia inesistente. Ottime tavole e impegno con la consueta cura dei particolari, della costruzione della tavola e delle espressioni dei protagonisti. Le inquadrature non sono eccezionali, ma sono evocative e comunicano al lettore molto di più di quello che una sceneggiatura mediocre offre. Unica pecca, le poche mezze tinte, che rappresentano tavole piatte, poco profonde, ma questo aspetto forse rispecchia una storia che di profondità ha veramente poco. Le persone spariscono, senza lasciare tracce, nelle vicinanze di una cittadina chiamata Wynbring dove si trova un aeroporto. Non esiste alcuna cittadina inglese con questo nome, ma in Australia c'è un aeroporto di nome Wynbring.

Negli anni precedenti, a causa dei rilevanti rumori che provenivano dagli aerei che atterravano e decollavano, molti cittadini avevano lasciato il posto. Dylan viene incaricato dalla sorella di uno degli scomparsi, tale signora Wolper, per trovare la verità. Ad accompagnarlo in questa esoterica avventura l'ex-ispettore Bloch abbigliato come suggerisce il suo nuovo nome, Sherlock Holmes! I fan non hanno ancora digerito del tutto la trovata più provocatoria del nuovo corso, quella del nome di Bloch rivelata nel numero 338 dell'ottobre 2014. La delusione arriva dopo poche pagine. La cittadina di Wynbring è davanti a loro. Bloch sta illustrando a Dylan i casi delle sparizioni, quando all'improvviso l'Indagatoro viene risucchiato da una forza oscura, come quelle forze che si annidano ovunque, che attirano i cuori cattivi, mentre quelli benedetti sono protetti. Perfino a Dante è capitato di essersi trovato, ad un certo punto della sua vita, in una selva oscura! E Dylan si risveglia nella totale oscurità. Un demone tentacolare si è impossessato del suo spirito. Gli offre calore e riparo e lui stesso afferma di trovarsi bene, ma non sa o non immagina che il demone vuole la sua anima. Del corpo materiale non sa che farsene. Intanto, il povero Bloch si risveglia di lì a poco nella sua auto, ferma all'angolo di una strada della città deserta. In giro non si vede anima viva. Ad un certo punto, un aereo sembra precipitargli addosso! Sono i velivoli che si alzano di continuo dal vicino aeroporto. Il mite ispettore capisce perché la gente se n'è andata da quel posto. Proprio in quel momento Dylan si desta dalla narcosi in cui la creatura l'aveva intrappolato. Il rumore dell'aereo ha spezzato le sue catene. Come di chi, prendendo un aereo e volando via, fugge da un luogo senza libertà. L'aereo passa e il demone tentacolare riguadagna la forza e Dylan cade di nuovo nel torpore psicotropico, ma non prima di capire che la strana nebbia che circonda le sue gambe non promette nulla di buono. Se si lascerà sedurre da essa, avrà grandi privilegi, ma in cambio dovrà dare la sua anima. L'idea non lo attira e così fugge al piano di sopra. La nebbia non può raggiungerlo lì. In strada Bloch nota la prima anima viva della cittadina. Un tipo dallo sguardo terrorizzato alla finestra. Cosa gli è successo? E' uno degli scomparsi! Dunque, gli Abbandonati sono lì, massonicamente presenti. Lui gli indica di guardare in basso e di non muoversi. Lui non può uscire. Le porte e le finestre della casa sono bloccate. Nessuno può uscire e nessuno può entrare. Bloch ha quasi l'impressione che la terra sotto di lui si muova. Come se stesse camminando sopra qualcosa di vivo, minaccioso. Bloch cerca di chiamare Jenkins, che consultata la rete, gli fa un breve quadro della storia di Wynbring. La presenza capisce che l'ex-ispettore è un problema e deve eliminarlo. Sta per risucchiarlo, quando un altro aereo spezza le sue catene. Bloch riesce ad entrare in una delle case e nello stesso tempo Dylan incontra gli altri Abbandonati, che raccontano una storia simile alla sua. Mentre si stavano avvicinando alla città si sono ritrovati risucchiati in quel posto. L'unico modo per resistere alla creatura è stare sui piani alti. Il suo punto debole è il forte rumore degli aerei, che la terrorizza. La presenza di strani esseri nel terreno ricorda molto la trama del film Tremors del 1989 con Kevin Bacon. In quella pellicola, giganteschi vermi preistorici si erano risvegliati a causa del rumore delle trivellazioni petrolifere e minacciavano i pochi cittadini del Paese. Nessuno dei protagonisti poteva camminare sul terreno. Il rumore dei passi attirava i sensibilissimi mostri. Come in quel film, tutti i protagonisti di questa storia si ritrovano sui tetti! Se scendono, sono perduti. La salvezza è a portata di mano. Devono lasciare la città. Subito. Prima che sia tardi.

Dylan, Bloch e gli altri si rendono conto che ogni volta che passa una aereo la creatura si indebolisce. Forse è lì da milioni di anni come i vermoni giganti nel film Tremors e qualcosa, ad un certo punto, l'ha risvegliata. Attraverso i tetti il gruppo deve raggiungere la zona limitrofa della cittadina, dove c'è la macchina. Se riescono a raggiungerla sono salvi. La creatura ha capito i loro piani e non intende permetterglielo. Sa che se i suoi ospiti se ne andranno resterà sola, per sempre. Nessuno tornerà mai in una città caratterizzata da rumori infernali come quelli dei maledetti aerei che vanno e vengono rendendo la vita impossibile agli abitanti. Wynbring, a tutti gli effetti, è una città fantasma. E forse anche i morti avrebbero difficoltà a riposare in pace in quella zona. Dylan Dog rischia molto, ad un certo punto è quasi preda della creatura tentacolare, ma con abile mossa e un po' di fortuna riesce a portare in salvo tutti o quasi gli Abbandonati. Il mistero è risolto, ma la storia non è finita. Mentre Dylan e gli altri si allontanano, la creatura è furiosa. E' di nuovo sola! No, non può permetterlo. Tutta colpa dei maledetti aerei che vanno e vengono e spaventano le persone. Non chiedeva molto. Voleva persone che le facessero compagnia. Se ne sarebbe stata buona e tranquilla. Non avrebbe dato loro fastidio. Poi, notando che molti se ne andavano, aveva scoperto che grazie ai suoi poteri, poteva intrappolare le persone e farle vivere in una narcosi idilliaca come quella degli stupefacenti. E così aveva iniziato a catturare chi si avventurava nei pressi di Wynbring e ora? Come farà? La sua reazione è incredibile. Senza curarsi troppo del rumore, si alza, imperiosa, fuoriesce da ogni finestra, dal terreno, da ogni buco. Le stesse case di Wynbring sono diventate parte del suo corpo, come una di quelle misteriose organizzazioni di criminali che ambiscono a controllare la vita delle persone, il demone che si trova nelle profondità di Wynbring non è da meno. I suoi tentacoli si alzano vigorosi e si stringono intorno ad uno degli aerei che sta passando. La forza del demone è tale da far schiantare il velivolo a terra, abbattendosi sulle case, ma i suoi passeggeri non periscono. Diventano preda della creatura, che ora ha di nuovo tanti amici con cui dividere la solitudine. La storia finisce così, nel nulla come è iniziata. Una lettura veloce, fugace, che può arricchire un momento di svago, ma nulla di più. In fondo, a ben pensarci, Dylan Dog è un fumetto indirizzato ai ragazzi e non un'opera di letteratura. Un raccontino leggero, anche se i fan dylaniati non hanno mai letto un libro e non sono riusciti a raggiungere un livello di istruzione adeguato. La vera chicca di questa storia non è la storia, ma i suoi messaggini! Qua e là sembra trasparire un grido di aiuto. Di chi in una Casa è rimasto intrappolato Davvero e vorrebbe che Dylan Dog l'aiutasse ad uscire. Non è facile ed è quasi impossibile, anche cogliere la sostanza del messaggio. Quella vera. Se l'Indagatoro non può essere d'aiuto, forse potrebbe riuscire Daryl Dark, il nuovo investigatore del soprannaturale della Cagliostro E-Press? A differenza dei numeri precedenti, ci sono meno riferimenti satanistici, ma quelli esoterici non mancano. E se la soluzione fosse il rumore, forte? Non quello di un aereo, che nella realtà difficilmente passerebbe così vicino alle case, ma un rumore diverso. I padroni della Casa hanno paura del rumore, se la loro presenza venisse scoperta, sarebbero perduti. I cittadini circonderebbero la Casa e la annienterebbero con tutti i suoi abitanti. E' già successo nel corso della Storia, succederà ancora e allora il segreto è far rumore, forte e qualcuno per le strade sentirà il grido di aiuto. E come l'Indagatoro farà di tutto per aiutarlo a liberarsi. Bisogna salire in alto, dove il Diavolo non può arrivare. Kristoffer Barmen.

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