domenica 25 ottobre 2015

DYLAN DOG N. 349: LA MEGA-RECENSIONE! RIECCO NORA MA LA STORIA NON DECOLLA! PARODIA E SATANISMO!!!

Più si prosegue nella lettura di queste avventure del rilancio di Dylan Dog maggiore diventa la consapevolezza di trovarsi di fronte ad una operazione che con il concetto di rilancio ha poco a che fare. Il livello delle storie, paragonato a quello delle avventure pubblicate durante la gestione Gualdoni, sembra nettamente peggiorato. I critici hanno avuto gioco facile. Questo non è il Dylan Dog di Tiziano Sclavi e anche se è stato dichiarato che il rilancio sarebbe stato concepito dal suo creatore, mentre l'attuale curatore e gli altri autori impegnati nel progetto avrebbero soltanto un ruolo esecutivo, è difficile credere che queste storie siano state avallate o in qualche modo approvate dallo stesso Sclavi. Ogni volta crediamo di trovarci davanti alla storia dylaniata peggiore finora uscita. Ogni volta il giudizio viene smentito dal nuovo numero, rivelatosi peggiore del precedente. Il numero 349 uscito nell'ottobre 2015 intitolato La morta non dimentica rientra in questa categoria. Paola Barbato continua a deludere. Come il numero precedente, la storia non decolla mai. I personaggi si muovono in una ambientazione parodistica come se si fosse in presenza di una commedia horror. Le trovate partono dal presupposto di colpire il lettore ma al più strappano qualche risata. Il target sembra essere quello dei lettori infraquattordicenni di venti anni fa. Le sceneggiature sono leggere, quasi scontate e la noia domina tra le pagine. Paola Barbato, come Gigi Simeoni e Barbara Baraldi della storia dello scorso mese, sembrano lontani dalla tradizione della collana. Una continua ricerca di una dimensione horror che non arriva a compimento. Come se la bussola avesse smesso di funzionare e la direzione che si credeva giusta si è rivelata sbagliata. I lettori contestano. Alcuni hanno già abbandonato la collana. Altri molleranno con l'uscita del numero 350 per chiudere in bellezza. In tutti i casi è la crisi che spinge a prendere decisioni necessarie. Se Dylan Dog è diventato un ramo secco è giusto che venga tagliato. La nostra impressione è che il curatore e il parco autori impegnati nell'operazione del rilancio non siano adeguati. Che forse era meglio puntare su autori più esperti, magari stranieri, ma in grado di muovere le acque in un mare che da mesi sembra immobile. Se la scossa doveva venire dagli elementi narrativi introdotti in questi mesi, l'unico risultato che sembra raggiunto è quello di far parlare di Dylan Dog in termini negativi sulle community. E' probabile che, in qualche modo, il dissenso sia arrivato in redazione perché gli editoriali del numero 344 sono stati veicolo di uno sfogo duro verso i critici. Uno sfogo che si è concluso con un solenne Nun ce rompete. Un invito ad una gita in un certo Paese di cui cantava Alberto Sordi, sancendo la rottura con una parte importante del popolo dylaniato ansioso di mostrare ad editore e nuova gestione che così le cose non possono andare avanti. Paola Barbato delude anche in questo numero dopo il 347 di due mesi fa. Un albo che molti hanno decretato come il peggiore mai uscito di Dylan Dog. Un numero pieno di messaggi e foriero di significati misteriosi. Prima che iniziasse il rilancio di Paola Barbato si parlava poco nel mondo dylaniato. Tra il 2009 e il 2013 gli sono state pubblicate soltanto quattro avventure: una nel 2009, due nel 2011 e una nel 2012! A queste si aggiungono tre storie brevi: una nel 2008, una nel 2009 e una nel 2011. Né il periodo fuori Bonelli è stato particolarmente felice per lei. Come rivela Fumetto d'Autore in uno storico articolo del 25 maggio 2013, il suo Davvero scritto per la Star Comics è stato un flop clamoroso con appena 4.000 copie dei primi due numeri e con passaggio alla bimestralità. Erano tempi in cui, secondo quanto riporta fedelmente FdA, i rapporti della Barbato con l'attuale curatore non fossero dei migliori. Riporta il pezzo: All'epoca di Davvero on line, Roberto Recchioni attaccò duramente la Barbato, accusandola di sfruttare gli autori gratuitamente per la realizzazione delle puntate pubblicate in rete, perché, diceva la rockstar, è Roba che è sbagliata e non solo fa male al fumetto, ma fa male al lavoro di tutti. Poi i rapporti devono essere migliorati. Da quando è iniziato il rilancio, le storie pubblicate della Barbato sono aumentate, ma il gradimento dei lettori è sceso. E questo spiega perché della Barbato durante l'era Gualdoni le storie si contavano con il contagocce. Al massimo una all'anno. Ed era già troppo.
 

Alla luce di ciò e siccome le storie alla Bonelli vengono progettate con un anticipo di 12-24 mesi, ci chiediamo se queste avventure altro non siano che soggetti rifiutati dalla gestione di Giovanni Gualdoni e che ora vengano riproposti ottenendo l'imprimatur della nuova gestione. Il sospetto ci sembra fondato alla luce dei contenuti lontani da un livello in linea con la tradizione bonelliana. Storie disimpegnate, diverse dalla profondità di avventure dylaniate più celebri e come detto sopra indirizzate ad un pubblico giovanilistico con poche velleità culturali. Si afferma che sul Maxi vengano proposte storie della passata gestione. L'idea che ci siamo fatti è che quelle siano le storie approvate da Gualdoni, mentre queste potrebbero essere quelle bocciate in quel periodo. Idee e contenuti che ora, secondo la versione ufficiale pubblicata sugli editoriali del numero 337, sarebbero state approvate da Tiziano Sclavi, deus-ex-machina del rilancio. E' Davvero così? Nutriamo forti dubbi in questo senso. Dubbi alimentati dalle storie che ogni mese escono in edicola. Anche se non abbiamo ritenuto la storia della Baraldi del mese scorso accettabile secondo certi standard, è stato attuato un tentativo coraggioso di esplorare territori nuovi, ponendo Dylan Dog in una dimensione originale sebbene ispirata ai film del regista Dario Argento. Con il numero di questo mese si è tornati indietro. Al Dylan parodistico del numero 347, al Dylan confusionario del numero 346 e al Dylan anticristiano del numero 345. La storia presenta qualche spunto pregevole. Nel tentativo di spostare l'attenzione sul lato comico, l'avventura riesce a donare momenti di puro spirito. Una ilarità che non si vedeva da molto tempo. Pochi sprazzi di brillantezza in un contesto che poteva essere sfruttato meglio. A tratti la storia è sembrata piena di vitalità, ma nel complesso si è rivelata poco profonda. Un altro aspetto positivo è dato dai disegni di Bruno Brindisi. Punti forti dell'artista sono la grande espressività dei personaggi e la cura dei particolari con uno stile apparentemente caotico, ma ordinato nella sua dimensione. Ci sono sembrati migliori i disegni della prima parte dell'albo, mentre quelli della seconda leggermente inferiori come qualità. Le tavole di Brindisi sono molto elaborate. Le figure sono un elemento dello scenario, ma il suo Dylan Dog è quello più somigliante all'attore Rupert Everett. Secondo alcuni Brindisi è l'unico che riesce a cogliere l'esatta essenza dell'ispettore Bloch dal punto di vista grafico. Dopo questa premessa doverosa, passiamo ad esaminare la storia. Il giudizio è negativo sotto molti aspetti. Pochi quelli positivi come ora vedremo meglio. L'idea di fondo basata sulla tassidermia è buona, richiama una vecchia storia di Dampyr, il numero 82 del gennaio 2007 intitolato Via del sortilegio, dove il cattivo della situazione era un tassidermista. Iniziamo come al solito dalla copertina. I riferimenti esoterici e satanistici in particolare non mancano come al solito. Una copertina per certi versi simile, dal punto di vista subliminale, a quella del numero 339. Una ricerca ossessiva del numero 3, il numero diabolico. Il numero perfetto che richiama, se messo in orizzontale il numero 666 della bestia biblica. Il numero 3 è presente ovunque in questa copertina, che mostra Nora seduta su una poltrona sormontata dalle teste di animali impagliati, tra cui quella di Dylan Dog! Tre sono i vertici dello schienale della poltrona. Tre sono le teste di animali sopra Nora, ma attenzione perché quella centrale è quella di Dylan Dog! Tre sono i vertici della caffettiera che si trova sul lato destra. Il numero tre richiama anche la stessa Nora. La punta della testa e le due braccia aperte rappresentano graficamente il numero 3. Le piastrelle della parete sono formate a gruppi di tre! Il numero tre è ovunque in questa copertina. Se prendiamo il nome di Dylan Dog e lo dividiamo nel modo seguente: Dyl An Dog, notiamo che si formano tre gruppi di lettere. L'aspetto più interessante ci sembra la figura del tre rappresentata dalle tre teste sopra Nora. Quella centrale rappresenta Dylan Dog. La scena richiama quella della Crocefissione. Dylan è al centro e la sua espressione è quella di sconcerto. Le due figure ai lati sono quelle di due animali diabolici, spesso rappresentati nelle messe nere. Sul tavolo dove è appoggiata la caffettiera, c'è un cuore umano come i terribili elementi che vengono portati durante i riti satanici.

Gli editoriali non offrono spunti particolari di riflessione. Omaggi ad autori scomparsi e il riferimento a storie vecchie di Dylan Dog, i numeri 338 e 344. Il curatore ci informa che i cattivi di questa storia sono Nora e Gus, due criminali depravati apparsi nel numero 338, il famoso albo che ha fatto arrabbiare tutta la comunità dylaniata. In quella occasione la storia, scritta sempre da Paola Barbato, rivelò che il nome di Bloch era Sherlock Holmes! Molti risero! Molti si arrabbiarono! Molti smisero di comprare la collana. Si disse che l'idea era di Tiziano Sclavi, ma ci sembrò una trovata provocatoria congegnata appositamente per far parlare di se. Chiamare Bloch come il celebre investigatore di Conan Doyle è sembrato ai più quasi uno sfottò per il mite ispettore. In quella storia veniva presentata Wickedford, la località in cui Bloch si era trasferito dopo le dimissioni dalla polizia londinese. In quell'albo facemmo la triste conoscenza di Carpenter e Rania, i nuovi poliziotti che lo hanno sostituito a Scotland Yard, la cui caratterizzazione non è mai riuscita ad alcuno degli autori impegnati nelle storie da quel momento in poi. In quella avventura Nora Cuthbert si rivolgeva a Dylan Dog chiedendogli di scoprire chi l'aveva uccisa! La ragazza, infatti, non poteva morire e come lei tante persone della cittadina! Gus Bleach, impresario di pompe funebri, era in crisi. Visto che nessuno moriva i suoi affari stavano andando male. La Morte aveva smesso di fare il suo lavoro! Richiami molto forti alla saga di John Doe, ideata dal curatore anni fa per la Editoriale Eura-Aurea. Ma cosa era accaduto esattamente? Bloch era caduto in depressione. Morte credeva che il vecchio avrebbe potuto tirare le cuoia, mettendo a rischio i suoi piani. Senza Bloch, infatti, Dylan Dog non avrebbe più avuto una guida sicura nel suo percorso di vita. Bisognava impedirlo. Morte posò falce e sudario e cominciò ad interpretare il ruolo di tre diverse persone che allietarono la vita di Bloch, facendogli capire che nella sua nuova cittadina avrebbe avuto più di un motivo per vivere come a Londra. Mentre faceva questo, la gente smetteva di morire perché Morte era impegnata a consolare il povere ex-ispettore! Una di queste non-morte era proprio Nora Cuthbert, erede di una nota famiglia di criminali depravati inglesi. Alla fine Dylan ritrova la falce della morte e con quella colpisce Nora e Gus, ma anziché farle morire sul serio donò loro l'immortalità! Non potendo più morire, Nora e Gus iniziano propositi di vendetta contro Dylan Dog! Il titolo di questo episodio La morta non dimentica si riferisce a Nora e alla sua vendetta che ora racconteremo. Insieme a lei il solito Gus! Una nota si rende necessaria. Il curatore parla di continuity più serrata tra gli episodi, come se questo elemento fosse tale da spingere i lettori a comprare la collana. Noi riteniamo che sia una buona storia, in continuity o meno, l'elemento che induce una persona a leggere gli albi, non la continuity. Ma a parte questo, è evidente un fatto. Il numero 338 è uscito nell'ottobre 2014. Il numero 349 è uscito nell'ottobre 2015! Come si può pensare di organizzare una continuity tra due numeri con una distanza di un anno? Una cura editoriale dovrebbe essere curata meglio. Il gioco di parole è necessario per sottolineare un fatto che molti in rete pensano: quanto tempo viene dedicato alla cura di Dylan Dog se poi il risultato è una continuity tra due albi usciti uno a distanza di un anno dall'altro? Entrambe le storie sono ambientate a Wickedford. Sarebbe stato meglio farle uscire a distanza di pochi mesi l'una dall'altra. La nostra ipotesi in merito è la seguente: come abbiamo sottolineato nella recensione del numero 338, quella storia è stata ritoccata nella parte iniziale e in quella finale. Forse si trattava di una vecchia storia di Paola Barbato bocciata dalla gestione Gualdoni e ora riproposta dalla nuova supervisione. Era necessario modificarla. Ambientarla a Wickedford e non a Londra, inserire i personaggi di Nora e Gus e tutto il resto. La storia del numero 349 sarà stata progettata più o meno nello stesso periodo, ma non poteva essere proposta subito. O forse l'idea era proprio quella di creare una ret-con di questa storia modificando una precedente tenuta nel cassetto. E ora passiamo alla storia. La vendetta di Nora e Gus contro Dylan. Ma perché vendetta? Dylan donandogli l'immortalità gli ha fatto un favore oppure no?

Dylan sta facendo le pulizie di casa e come le casalinghe di rupertiana memoria non vuole separarsi dal ciarpame. Groucho, tra una battuta e l'altra, cerca di convincerlo a liberarsi delle cianfrusaglie. Bussano alla porta. Sono Bloch e Jenkins. Vogliono assumere Dylan Dog per un caso. L'aspetto è formale. I due gli danno il lei a Dylan, il quale si chiede se è tutto uno scherzo orchestrato ai suoi danni. Meglio essere formali. Il distacco professionale costringerà Dylan a contenersi. Bloch non è più suo amico. E' un cliente e deve essere trattato come tale. Dylan sta al gioco e partono per Wickedford. Edwina Bolton è una cara amica di Bloch. Di recente ha perso il marito, cadendo in depressione. All'improvviso, però, il suo atteggiamento cambia. Felice, ilare come se la tragedia non l'avesse mai sfiorata. Bloch vuole conoscere il motivo di un cambiamento così repentino e desidera che Dylan scopra la verità. Sia il gioco del lei professionale che una scusa così flebile per indurre Dylan a recarsi nella nuova cittadina di Bloch ci sono sembrati elementi parodistici inseriti dalla Barbato per alienare una noia che altrimenti avrebbe colpito la storia. Il marito della Bolton è veramente morto? Jenkins, che adesso si occupa della cura dei giardini di alcune delle ville della zona, asserisce di averlo visto affacciato ad una finestra della casa di Edwina! Dylan vi si introduce di nascosto e scopre la terribile verità! Il marito della donna è morto, ma il suo corpo è stato impagliato dall'opera di quello che sembra un tassidermista, la cui tecnica consiste nel trattamento delle pelli con sostanze conservative e nella successiva imbottitura che consenta di dare agli animali imbalsamati gli aspetti di quelli vivi. Mistero risolto. A Dylan fa orrore la tassidermia, soprattutto se applicata agli esseri umani. Storia finita? Nooooo! Appena tornato a Londra, Dylan scopre che la sua ragazza di nome Connie è stata uccisa! Il suo corpo impagliato era stato adagiato sull'androne della sua casa! Dylan è sconvolto. Capisce che la mano dell'assassino è la stessa di Wickedford e ora deve farvi ritorno per catturarlo. Un momento: Dylan ha una ragazza? Nel numero 344, uscito cinque mesi fa, aveva fatto cenno ad una certa Connie, presentandola come la sua fidanzata ufficiale. In quella storia la ragazza partiva per il Sahara e ora stava per tornare. Dylan Dog è prostrato dal dolore. E qui sottolineiamo una grossa ingenuità: evidente il tentativo di fare continuity con un numero vecchio, ma perché presentare e bruciare un personaggio così in fretta e liquidare il dolore di Dylan in tre paginette? Sarebbe opportuna una lettura approfondita di storie della Marvel Comics per capire cosa è una continuity. Nuovi fatti sconvolgono Wickedford. In un regolamento di conti tra mafiosi russi e irlandesi vengono ritrovati altri manichini! Dylan capisce che c'è la mano di Nora, che ora dirige la famiglia mafiosa dei Cuthbert. Nell'irruzione nella villa viene catturato Willie, uno dei membri bastardi della famiglia. Nora lo ha risparmiato per portare un messaggio all'Indagatore. Vuole lui. I familiari delle vittime dichiarano di essere avvicinati subito dopo la perdita dei loro cari. Una persona gli assicura, dietro adeguato compenso, che un procedimento permetterà ai corpi di conservarsi come se fossero vivi. Solo un tassidermista esperto è in grado di realizzare il processo. I sospetti cadono su Lauren Stetson. Dylan e Bloch gli fanno visita, ma senza risultati. In realtà, la donna è in combutta con Nora e Gus. E' lei che trasforma i cadaveri in manichini. I due criminali catturano Bloch e come nella migliore tradizione dei cartoni animati giapponesi, un messaggio video compare sugli schermi della centrale di polizia: abbiamo Bloch! Dite a Dylan di venire qui e sostituirsi a lui. Dylan non può fare a meno di ubbidire. Con se porta il clarinetto, il galeone e una pistola. Sa che potrebbe lasciarci la pelle, ma deve salvare il suo amico. Lo sconto è furibondo. Nora e Gus non possono morire. Dylan lo sa, ma può rendergli la vita difficile. Fa saltare in aria una camera iperbarica dove i corpi di altre vittime sono conservati. Tutto ciò che resta di Nora è il suo cuore, che Gus porta via. Ciò che ha salvato Bloch dall'impagliamento è il fatto che Lauren si era innamorata di lui. Nora e Gus sono davvero immortali? Siccome le anime lasciano subito la dimensione terrena, forse ad impersonare Nora e Gus sono due demoni. Kristoffer Barmen.

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