lunedì 5 ottobre 2015

DYLAN DOG: TRA 12 MESI POTREBBE ARRIVARE UN NUOVO CURATORE! LE INCREDIBILI RIVELAZIONI SU COMICUS!

Il mondo dylaniato del fumetto è in fermento per alcune dichiarazioni rese dall'attuale curatore della collana di Dylan Dog sul forum di Comicus nelle ultime ore. Pare che le posizioni di chi chiede l'arrivo di una nuova supervisione per rilanciare l'Indagatore dell'Incubo e riportare il personaggio alla sua grandezza di un tempo potrebbero concretizzarsi nei prossimi mesi. Non c'è ancora nulla di definito in merito circa i tempi e le modalità dell'avvicendamento, ma le parole usate nelle dichiarazioni lasciano capire che potrebbero esserci cambiamenti importanti. L'insoddisfazione verso la nuova gestione del dylaniato Indagatore è cresciuta parecchio negli ultimi mesi. Si è passati dagli annunci a spron battuto riecheggiati dalle interviste sui giornali agli attacchi, nemmeno poi tanto velati, degli autori verso i lettori con termini ed espressioni dure. In alcune pubbliche interviste si è affermato che il malcontento sarebbe circoscritto ad una piccola fascia molto rumorosa di lettori sulla rete. Affermazione difficile da accogliere visto e considerato che la rete è molto grande e non è possibile per un numero ridotto di utenti influenzare le intenzioni di acquisto dei lettori. Basta leggere le continue lamentele espresse nel forum di Craven Road 7, storica community dylaniata o sulla pagina ufficiale della collana per capire che chi si lamenta non è uno, due o tre persone, ma tante. E la dimostrazione è arrivata negli editoriali del numero 344, dove gli autori e lo stesso curatore hanno preso una posizione molto decisa verso i critici, facendo capire che il Dylan sclaviano non tornerà più e che devono accontentarsi di quello che passa il convento, cioè un personaggio che secondo alcuni avrebbe poco in comune con la complessità di quello sclaviano. Quegli editoriali terminarono con uno storico Nun ce rompete, riprendendo le parole dello stesso Sclavi in un editoriale del 1993. Quella frase venne pronunciata in un preciso contesto storico, molto diverso da quello attuale e soprattutto allora Dylan Dog vendeva circa cinque volte quello che vende adesso. Sclavi era il curatore e soprattutto il creatore del personaggio e se lo poteva permettere, assumendosene le relative responsabilità. Collocate negli editoriali del numero 344 quelle parole sono suonate come una dichiarazione di resa. Come se avessero voluto dire: il Dylan di oggi è questo, prendetene atto. O così o pomì.
 

L'esordio di Daryl Dark, nuovo investigatore del soprannaturale di Cagliostro E-Press, che ha fatto il suo debutto in questi mesi ha fatto capire al deluso popolo dylaniato che è ancora possibile giostrare bene con il concetto sul quale Sclavi ha costruito la sua fortuna. Non è stato detto ancora tutto e molto altro potrebbe essere detto in futuro. Daryl Dark farà il suo esordio ufficiale a Lucca Comics in un elegante volume 17x24 brossurato con alette contenente la prima stagione di dodici episodi. 224 pagine al prezzo di 14,90 euro. Daryl Dark è stato realizzato graficamente sulle sembianze dell'attore inglese Joseph Finnies, un attore con tutti gli attributi al posto giusto e questo elemento probabilmente ha fatto breccia nel cuore di tanti delusi dylaniati che di vedere il loro personaggio realizzato con le labbra in rilievo non ne potevano più. La dichiarazione di Dylan Dog nel numero 342 secondo cui lui non ha mai amato nessuna donna con cui è stato in questi 29 anni ha fatto scattare il campanello d'allarme. Sulle varie community e i social network viene rimpianta la gestione Gualdoni. Per quanto deludente si trattava pur sempre del vecchio Dylan, quello al quale tutti erano abituati. Ed oggi quelle avventure vengono proposte nel Maxi dopo che la collana gigante ha chiuso per basse vendite dopo oltre venti anni di pubblicazione. Gli autori, per parte loro, hanno cercato di respingere le critiche sostenendo che non si trattava di vere critiche, ma di opinioni viziate da rancori personali. Il che può essere vero per qualcuno ma non per le migliaia di persone che in questi mesi hanno testimoniato la loro disapprovazione sulla rete. I battibecchi tra autori e lettori sono frequenti e le loro prese di posizione non piacciono. Non attirano simpatia in un momento difficile. E i lettori rispondono con l'indifferenza. Dylan Dog non mi piace più e smetto di comprarlo. Questo il succo del discorso di molti lettori che non hanno ottenuto le risposte che volevano. I toni duri servono a poco quando dall'altra parte ci sono persone che hanno il coltello dalla parte del manico. Il lettore è una creatura sensibile. Se si sente attaccato reagisce a suo modo: non compra più il fumetto. Hater, troll, talebano, ecc., questi e molti altri i termini usati per respingere le critiche! Noi ci domandiamo: è mai possibile che tutti quelli che criticano lo facciano per motivi personali contro questo o quell'autore?
 
Poiché una cosa del genere non è possibile, dobbiamo presumere che le critiche siano esse in perfetta buona fede. Che poi ci siano addetti ai lavori o autori che abbiano risentimenti verso gli attuali autori questa è un'altra storia e poiché parliamo di questioni personali, esulano dal contesto attuale. Perciò in molti si sono stufati del muro contro muro e gradirebbero che arrivasse un nuovo curatore in grado di ricompattare il fronte dylaniato per convincere chi ha deciso di lasciare la serie con l'arrivo dell'attuale curatore a ritornare sui propri passi. Impresa difficile con la crisi economica che devasta il Paese e con storie che, come sottolineato nelle nostre recensioni, non sono apparse di impatto come era stato pure promesso. I lettori sono massicciamente stufi della solita promessa: il prossimo numero sarà quello della svolta! Qualcosa che non avete mai visto! E poi il risultato è quello solito, uguale a quello del numero precedente. Ai lettori non importa chi sia il curatore, ma siccome spendono i loro soldi hanno il diritto di criticare quando qualcosa non incontra il loro gradimento. La replica del fronte autori: non capite un'acca della nostra arte. Il lettore non è uno scrittore o un disegnatore. E' un lettore. Legge ciò che gli piace e il piacere di quello che legge riflette la sua personalità. Se Dylan Dog non piace più significa che gli autori non riescono più a catturare l'interesse dei lettori. Gli autori non la vedono così. Sono certi di stare facendo bene. Dicono che Dylan Dog va bene, ma non rivelano i dati di vendita. Un fatto curioso perché fino ad un paio di anni fa i dati di vendita non erano un segreto per nessuno. Ne parlavano tutti alle fiere e gli stessi autori su FB non avevano difficoltà. Poi lo stop. Improvviso e inspiegabile. Fumettologica pubblicò lo scorso giugno dei dati ufficiali della Bonelli e quello fu l'inizio della segretezza. Da quel momento è stato difficile carpire le notizie sui dati di vendita, ma qualcosa esce sempre. Elementi che messi insieme offrono la possibilità di costruire il quadro completo. Verrebbe da domandare: se dite che Dylan Dog ha aumentato i suoi lettori, perché non precisate quanto vendeva prima e quanto vende ora? Tutte domande che resteranno senza risposta. Ci si deve accontentare delle dichiarazioni ufficiali, ma senza i dati numerici di raffronto paiono più indirizzate a scopi promozionali che a fare chiarezza su di esse.
 
Per quanto ci riguarda, se i forum e i social network esprimono posizioni critiche, non è difficile pervenire ad una logica conclusione: Dylan Dog va male. Non lo ammetteranno mai, ma noi pensiamo che sia così. Non è nemmeno giusto affermare, come il curatore ha dichiarato in una recente intervista, che chi è favorevole magari mette solo un like, chi è contrario si esprime! Chi è favorevole lo dice, non si limita a mettere solo il Like. Affermare una cosa del genere implica non conoscere Facebook e la sua filosofia di base. E' un social network. E' predisposto per consentire a tutti di potersi esprimere. Si esprimono tutti, favorevoli e contrari, ma questi ultimi sono in grande maggioranza. Il grande muro di opposizione all'attuale curatore deve avere fatto breccia in qualche modo a leggere le sue dichiarazioni sul forum di Comicus, noto portale fondato da Marco Rizzo, che oggi collabora con la Panini Comics, che a sua volta controlla i diritti Bonelli nei mercati stranieri. Cosa ha detto il curatore di Dylan Dog sul forum di Comicus? Il 12 ottobre, alle ore 17:15, l'utente Skull scrive: Se continuano così ne vedremo delle belle quando il Rrobe lascerà Dylan, tra nemmeno troppo tempo! Il gelo cala sulla community! L'attuale curatore è stato insediato nel settembre 2013, due anni fa e in questo biennio sono arrivate molte, tante critiche, il cui peso, forse, ha fatto rivedere alla Bonelli la sua decisione. Murdock gli risponde poco dopo: Eh si immagino che tre citazioni di una serie tv e un cellulare avranno un effetto catastrofico. Una battuta per sdrammatizzare quelle che sono le principali critiche rivolte verso il rilancio: cambiamenti marginali, ma le storie sono rimaste mediocri e rispetto alla passata gestione sono decisamente peggiorate. Un altro utente scrive: Ma è una battuta o lascia veramente? Lasciare in questo momento o tra poco significherebbe certificazione di un fallimento. Una catastrofe in termini di immagine. Se hai fallito con Dylan Dog sarai ricordato per questo e non per avere lavorato su Dylan Dog. Noi ci domandiamo: ma davvero credevano che inserire un cellulare ogni 3-4 vignette avrebbe reso le storie più interessanti? Un paio di ore dopo, Skull scrive: Ma non è nemmeno lontanamente quello. Magari fosse quello. Cosa sa questi? E' a conoscenza di fatti che hanno o stanno per determinare l'affidamento della collana ad altri?
 
Ragioniamo su questo punto. Le scelte alla Bonelli non vengono prese certo il giorno prima della sua rimozione. Vengono programmate con netto anticipo. Che il Gualdoni non sarebbe stato più il curatore non è stato deciso nell'agosto 2013, bensì molto tempo prima. La domanda a questo punto è: in Bonelli hanno già deciso di affidare la collana ad un altro curatore? E se è così, significa che, alla fine, hanno dovuto prendere atto del flop e della generale insoddisfazione dei lettori? Torna in mente il periodo in cui Arrigo Sacchi allenava la nazionale italiana di calcio. La gente comune lo odiava così tanto che era giunta a tifare contro la squadra per il solo gusto di vedere licenziato Sacchi! Oggi quanti sono quelli che sperano che Dylan Dog chiuda solo per il gusto di vedere rimosso il curatore dalla sua posizione? Il primo pensiero corre a tutti coloro che si sono lamentati di avere avuto risposte arroganti. Il lettore non è titolare di quote del patrimonio della casa editrice. Non ha difficoltà alcuna nel punire una casa editrice con la decisione di non comprare più i suoi fumetti e di convincere amici e conoscenti di settore a fare la stessa cosa. I social network sono straordinari in questo senso. Una voce gira in pochissimi secondi e un numero incredibile di persone viene raggiunto. Finora del rilancio di Dylan Dog si è consumata la Fase 1 dal settembre 2013 al settembre 2014. In questo periodo le storie preparate sotto la gestione precedente sono state ritoccate per quello che era possibile. La Fase 2 è iniziata nel settembre 2014 e si concluderà il mese prossimo! Dodici numeri molto contestati che se, da un lato, hanno avuto il merito di far parlare di Dylan Dog un po' ovunque, dall'altro ciò è avvenuto non in termini lusinghieri. Il comune denominatore è stato: hanno distrutto Dylan Dog. Non lo compro più. Hanno mandato in pensione Bloch? Coooooosa? E cosa ci fa una poliziotta musulmana che, tra una vignetta e l'altra, corteggia Dylan Dog? Finora due Fasi di dodici numeri ciascuna. La Fase 3 inizierà a novembre 2015 e si concluderà a novembre 2016. A differenza dei numeri precedenti delle prime due fasi, si tratterà di avventure rigidamente in continuity! E qui già molti lettori hanno storto il naso. Non è mica un fumetto Marvel, eh! Una scelta che tradisce la debolezza del progetto. Le storie sono fiacche. Per attizzare il fan si ricorrerà ai finali tagliati a metà?
 
La conclusione nel prossimo numero! Come quelle puntate del telefilm di Batman del 1966. Ognuna terminava con il protagonista legato a qualche assurda macchina mortale. Il fan era costretto a vedere la puntata successiva per capire come il suo beniamino se la sarebbe cavata. Skull scrive: A sentire lui alla fine della Fase 3 (tra poco più di un anno) è fuori. Salvo ripensamenti, immagino. Questa è la frase che ha fatto battere i cuori della community più forte che mai. Secondo Skull, il curatore avrebbe detto che alla fine della Fase 3, cioè tra dodici mesi, sarà fuori. Ciò combacia con quello che abbiamo detto sopra. Alla Bonelli le scelte vengono programmate per tempo. Probabilmente, era già tutto prestabilito. Tre anni. Tre Fasi. Se vai bene, resti. Se vai male, sei fuori. Come il celebre Briatore alla fine di ogni puntata di Apprentice: sei fuori! Skull non dice che sarà sostituito, ma precisa che sarà fuori. Out. La conclusione della sua avventura di curatore è stata già decisa, dunque. E noi pensiamo che avrà pesato il giudizio negativo dei lettori, il calo delle vendite e la spaccatura in seno al popolo dylaniato. La Bonelli non può scommettere più di tanto su Dylan Dog. Insieme a Tex regge la casa editrice. Se Dylan cade, gli effetti rovinosi si riverbereranno su tutte le altre collane, Tex compreso. Per non parlare degli autori e dei disegnatori, molti dei quali dovranno emigrare per continuare a lavorare nel campo. Hanno rischiato molto in questi due anni nella segreta speranza che il popolo dylaniato si ridestasse dal suo sonno, dalla sua indifferenza. Non ha funzionato. I lettori dylaniati sono come i tifosi della nazionale di fu costretta ad accontentarli, ma dovemmo perdere un mondiale nella finale con il Brasile in quel 1994! La folle decisione di far giocare Franco Baresi, che era stato operato quattro settimane prima, costò il titolo. Roberto Baggio sbagliò il rigore decisivo. I brasiliani vendicarono l'eliminazione nei quarti di finale del 1982, ma per Sacchi fu l'inizio della fine. Aveva vissuto il suo momento magico tra il 1988 e il 1994. Sei anni intensi, poi l'oblio. Le parole di Skull sono chiare: a meno di clamorose svolte, l'attuale curatore lascerà l'incarico tra dodici mesi. I fan che non hanno mai apprezzato il rilancio sono in festa. La rimozione dell'attuale curatore significherà riavere il vecchio Dylan Dog, quello tanto amato, ma che da 2 non si vede.
 
Si potrebbe sostenere che la sua sopravvivenza è legata alla riuscita o meno della Fase 3. I prossimi dodici numeri saranno fondamentali, ma ormai i lettori dylaniati gli hanno voltato le spalle. Per loro il rilancio è una parentesi da chiudere al più presto, limitando i danni. Le parole di Skull sono pesanti come pianeti che si scontrano alla velocità della luce. Arriva Murdock, che come il personaggio da cui prende il nome, tenta una difesa disperata. Egli scrive: Ma no, Skull sta progressivamente arrivando all'ultimo stadio del lettore deluso, detto anche l'anatema. Di solito si parte da un non mi è piaciuto, poi un non piace a me ma non piace anche a molti altri, poi si passa a parlare a nome di una ipotetica maggioranza e a buttarsi in strane analisi antropologiche fra tipologie di lettori (vecchi e nuovi, colti e ignoranti, preparati e niubbi), e poi appunto, nel massimo delirio megalomane, si arriva all'anatema: "adesso voi mi date contro, magari pure i dati mi contraddicono, ma vedrete fra un po' quando tutto chiuderà e la sede di Viale Buonarroti crollerà e Recchioni andrà a fare le pulizie alla Cagliostro, allora capirete che avevo ragione io". Segue risata da Dottor Destino anni 60: BUAHAHAHAHAHAHAH. Per inciso Skull ste cose le dice della Marvel da tipo 15 anni. E quello che dice, con evidente disperazione aggiungiamo noi, non fa che confermare le parole di Skull. Tra il serio e il faceto, Murdock cerca di screditarlo, ma alla fine è costretto a riconoscere che: E' pur vero che ci sono autorevoli siti e blog che ai occupano di analizzare la larga e sempre più generalizzata delusione dei fan di Dylan Dog sulla nuova gestione, quindi non so. Prima ha scritto che il curatore finirà a fare le pulizie alla Cagliostro E-Press, poi ammette che sono tanti i siti e i blog che sottolineano il disastro della sua gestione. Quindi, qualcosa c'è. KW poco dopo chiede: ma questa dichiarazione è stata rilasciata da qualche parte? Ad un certo punto arriva il prode Ankhpaten, quello che in un'altra discussione si era scagliato contro Daryl Dark di Cagliostro E-Press, il quale scrive: Si, l'ha detto, su questo forum... Ha ragione skull... Memoria corta eh. E poi Murdock non può che prendere atto: Beh comunque quando passerà di qua potrà smentire o confermare. A me pare strano abbia detto che la sua esperienza si concluderà con il trentennale (se parliamo fra un anno). Ed è logico.

Poi Ankhpaten aggiunge faceto: Ora può anche smentire o confermare, la cosa certa è che l'ha detto. Magneto conferma: Più che lascerà, aveva detta che il suo mandato aveva una durata precisa (che appunto scade tra più di un anno) che è diverso. Perché significa solamente che a termine decideranno insieme se continuare o no. In sostanza, dice che la scelta iniziale era di tre anni. Tre fasi. Una di transizione. Una di decollo e una di verifica. Finora il risultato è stato molto negativo e quindi difficilmente ci sarà una decisione di quella che sembra sia stata già presa: tra dodici mesi Dylan Dog avrà un nuovo curatore. Seguono altri interventi di utenti che discutono sul concetto, ma il dato di fatto sembra ineludibile. Tra dodici mesi si cambia. Si potrebbe optare per una prosecuzione se i risultati fossero stati buoni, ma il popolo della rete ha detto no. Ha decretato la sua fine. E la Sergio Bonelli Editore non può fare a meno di prendere in considerazione un giudizio così esteso. Il saggio Skull interrompe il dibattito e scrive: Non ricordo se qui o nella sua pagina Facebook, non ho avuto l'accortezza di fare uno screenshot: comunque ha fatto una dichiarazione ben precisa in merito (che ha sorpreso anche me, sia chiaro). E poi aggiunge salomonico: La frase precisa era, più o meno, e mi sembra sempre più di ricordare che fosse uno stato di Facebook: "ancora 15 mesi così (ma potrebbero essere qualcosa di meno o qualcosa di più) e potrò dormire la notte"; al che gli hanno chiesto: "ma parli della tua esperienza di curatore di Dylan?" e lui ha risposto: "anche quella, quella e tutto il resto; ma soprattutto è quella che appesantisce tutto"; "quindi molli Dylan fra tot mesi?", "l'idea era quella fin dall'inizio, tre anni e poi via". Quindi, tre anni. 2013-2016, poi si cambia e alla luce del fallimento del rilancio non si può non credere che ciò avverrà. Tra un anno Dylan Dog avrà un nuovo curatore, che dovrà superarsi per sistemare i disastri della attuale gestione. L'attuale curatore si occupa anche di altro. Scrive per tre editori diversi e ha pubblicato un libro con la Mondadori. La cura di Dylan Dog appesantisce tutto. Fare il curatore significa parlare ogni giorno con decine di persone. Prendere decisioni. Assumersi responsabilità. E tutto questo pesa quando si fanno tante cose diverse per diversi editori concorrenti. E forse fare il curatore di DyD non è così importante.

Dalle parole riportate da Skull sembra che per il curatore sia sfiancante occuparsi di tante cose perché Dylan Dog esige sforzi supremi. Non si tratta di scrivere una o due storie, ma di programmare intere annualità di storie. Fare il curatore assorbe tempo e tutto questo pesa in termini di efficienza in quello che si fa per gli altri. Chi pensa di fare tutto bene alla fine fa tutto male. L'adagio è antico ma chiaro. Il giorno dopo interviene lo stesso curatore che scrive: Nessun limite di tempo per la Bonelli. Io, fin da subito, mi sono dato come obiettivo i 5 anni. Siamo alla fine del secondo. Non è detto che non resti di più se serve o mi diverto o che non me ne vada prima, se non mi divertirò più. Cerca di smentire senza tuttavia tradire quello che aveva detto in precedenza. Una operazione impossibile e infatti il riferimento ai cinque anni lo descrive come un suo obiettivo, non certo della Bonelli. Dice che è pronto a restare di più se serve, ma alla luce della generale insoddisfazione della sua gestione è difficile pensare che ciò accada. Il curatore sostiene che il malcontento deriva da una piccola fascia di lettori sui social, ma se fosse così perché dedicare un intero editoriale, quello del numero 344, per rispondere alle critiche con il Nun ce rompete? Più avanti il curatore scrive: Il pensiero di ritirarmi il prima possibile è sempre presente. Sia per togliermi dalle scatole e fare spazio, sia per evitare di diventare uno di quegli autori senili che, ormai incapaci di decifrare il tempo, diventano aggressivi a parlano a vanvera di cose che non conoscono o capiscono. Parla di un ritiro al più presto e di togliersi dalle scatole con ovvio riferimento a chi ha manifestato insofferenza verso di lui. Parla di autori senili, ma alla Bonelli ci sono scrittori molto più vecchi di lui! Castelli ha 70 anni e Manfredi quasi 69 e scrivono ancora. Qualche minuto dopo scrive una cosa incredibile: Ma infatti i segni del crollo futuro li vedo tutti. È per quello che esprimo sempre meno opinioni in giro. Dice di manifestare meno le sue opinioni. Perché? Di quale crollo parla? Il discorso finisce lì. I messaggi successivi tornano a parlare della scialba storia ospitata nel numero 349. Riassumendo il nostro discorso: tra dodici mesi potrebbe esserci il cambio. Un nuovo curatore dopo un triennio discusso che ha generato più dissenso che consenso. Ora vi starete chiedendo, cari lettori, chi sarà il nuovo curatore?

Noi riteniamo che alla Bonelli abbiano già deciso il successore e nei prossimi mesi ci saranno elementi per capirlo. Che farà il nuovo curatore? E' probabile che in questo momento stia già operando in questo senso, redigendo un programma. E' probabile, ma non certo. Confermerà o meno i cambiamenti attuali? Più no che si, pensiamo noi. Sono stati questi cambiamenti che hanno generato il dissenso. Il nuovo curatore avrà il compito di ricompattare il popolo dylaniato diviso in due fazioni. Si cercherà di riprendere i lettori che hanno mollato e che molleranno con il numero 350. Si riporterà indietro Dylan Dog e paradossalmente la storia Spazio Profondo del numero 337 fornirà la base logica e narrativa per realizzare questo obiettivo. Se ricordate bene, l'avventura terminò con un Dylan Dog catturato in una dimensione aliena. Non era nemmeno lui. E forse stiamo leggendo storie di un universo alternativo in cui Bloch è andato in pensione e al suo posto c'è un poliziotto nero e incazzato assistito da una musulmana innamorata di Dylan Dog! Nell'universo principale, invece, Dylan Dog sta vivendo le avventure in prosecuzione della gestione Gualdoni, che ogni tanto si vedono sul Maxi. Il rilancio del nuovo curatore partirà da dove era interrotto quel ciclo. Dalla storia ospitata nel numero 324. Il nuovo curatore porterà anche nuovi autori. Ipotizziamo che quelli maggiormente usati oggi, come Simeoni e Barbato, cedano il posto ad altri. Ed è probabile che anche nuovi disegnatori si affacceranno all'orizzonte interpretando Dylan in modi più tradizionali. Termineranno le provocazioni attuali? Le storie saranno più tradizionali? Ai lettori tutto questo non interessa. Vogliono leggere storie di Dylan Dog come quelle di un tempo. Non quelle attuali, che hanno più scontentato che generato apprezzamenti. E terminiamo con le parole del curatore in una intervista in cui parla di John Ghost. Vi ricordate il biondo e ambiguo nuovo supervillain? Dopo la sua apparizione nel numero 341 non si è più visto: Come tutti i cattivi non sarà una presenza frequente, ma nei momenti importanti e di particolare difficoltà: tornerà al momento giusto, la sua presenza comunque aleggerà nelle storie a venire. È un personaggio nello spirito dei tempi, un veicolo che utilizzo per vedere il mio tempo. Chissà cosa ne farà il nuovo curatore e se lo utilizzerà. Dimitry Temnov.

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