venerdì 25 settembre 2015

GALLIENO FERRI PARLA AD UN SITO SERBO: LE SUE ORIGINI COME ARTISTA IN UN MOMENTO STORICO DIFFICILE!!

Dopo Alfredo Castelli e Moreno Burattini, oggi è il turno di Gallieno Ferri, creatore grafico di Zagor, essere intervistato da un sito internet dei Paesi della ex-Jugoslavia e in particolare da Balkans Aljazeera! Si inizia! Il testo originale del pezzo in lingua croata è riportato negli ultimi paragrafi del nostro articolo. Sergio Bonelli, che in quel periodo si firmava come autore di fumetti con il nome di Guido Nolitta, mi diede l'incarico di realizzare un progetto su un personaggio a cui stava pensando da tempo. Mi disse che, nelle sue intenzioni, voleva guardare al pubblico dei più giovani rispetto a quelli che abitualmente leggevano Tex. Sono stato molto felice quando ho saputo che i personaggi su cui ho lavorato sono diventati famosi in tutto il mondo. All'inizio della mia avventura non ho mai avuto dubbi che sarei diventato una parte importante delle esperienze di tante generazioni cresciute leggendo le avventure dei miei personaggi. Oggi ho saputo che ciò è avvenuto, ha detto Ferri. Oltre a Zagor, Ferri è stato responsabile della creazione di un altro famoso personaggio della scuola italiana dei fumetti, Mister No, ma le sue origini risalgono agli anni successivi alla fine del secondo conflitto mondiale. Sono nato nel 1929 ed avevo appena 20 anni quando, intorno al 1949, pubblicai il mio primo lavoro nel campo dei fumetti grazie ad un piccolo editore di Genova. Erano gli anni del secondo dopoguerra in Italia e il Paese stava cercando di recuperare dopo la distruzione che ne era derivata. Erano riapparse diverse pubblicazioni e molti editori erano presenti sulla scena, spiega Ferri. Su un quotidiano di Genova era apparso un annuncio in cui si cercavano giovani disegnatori per realizzare dei fumetti. In precedenza avevo avuto esperienza di intervistatore e mi era capitato di lavorare come graphic designer. Risposi all'annuncio e venni presentato ad un certo Giovanni De Leo, un uomo d'affari attivo nel mondo dell'editoria, che mi offri la possibilità di lavorare in questo campo nonostante mancassi di esperienza. Ferri realizzò due progetti, Green Phantom o Fantasma Verde, che proseguì per dieci numeri e Red Feather che andò avanti per sei numeri. Lavorò ancora su tre serie di fumetti importate dalla Francia.
 

Nel 1953 creò il personaggio di Thunder Jack, che nel Paese transalpino ebbe grandissimo successo. Nei dieci anni successivi ho lavorato ancora per De Leo e in seguito più a lungo per la casa editrice francese di cui lo stesso De Leo era partner. L'altro si chiamava Pierre Mouchot. Stanco dei problemi che la burocrazia francese creava e dei pagamenti altalenanti tipici di chi lavora all'estero, Ferri decise di tornare a lavorare per editori italiani nel 1960. A Milano incontrò Sergio Bonelli, che in quel periodo usciva nelle edicole con la collana di Tex. Bonelli, che aveva quasi la mia età, rimase colpito dai miei lavori e mi diede subito diversi incarichi nel campo. In quel momento la Bonelli, ora conosciuta con il nome del suo storico fondatore, voleva dare vita ad un nuovo eroe dei fumetti adatto per un pubblico più giovane. Sergio Bonelli, che si firmava con lo pseudonimo di Guido Nolitta nelle sceneggiature, mi illustrò un progetto su un personaggio su cui stava pensando da parecchio tempo. Mi spiegò le sue intenzioni, i suoi piani che ambivano a rapportarsi con un pubblico di lettori più giovane di quello che abitualmente leggeva Tex. Un segmento di cui lui andava molto orgoglioso. Feci diversi studi su come avrei dovuto definire il costume e l'aspetto di Zagor fino a quando non riuscì ad ottenere la combinazione vincente. Una cosa importante fu quella di creare lo scenario e soprattutto Darkwood, la foresta che funge da casa dello Spirito con la Scure. Molti lettori hanno dimostrato di apprezzare un altro personaggio della Bonelli, Jerome Drake, meglio noto come Mister No, un pilota americano che vive e lavora in Brasile. Mister No è apparso 15 anni più tardi, vale a dire nel 1975. In quel caso, però, sulla serie stavano già lavorando altri disegnatori, mentre io ebbi solo l'incarico di realizzare le sue origini. Mister No e Zagor, non so se lo hai capito, si rivolgevano allo stesso pubblico. Perciò, con grande godimento realizzai centinaia di pagine. Poi prosegue l'autore del pezzo del sito serbo: Oggi ci sono tanti autori e disegnatori che hanno la possibilità di capire se la fuori sono famosi, citati e rispettati per quello che realizzano. La rete internet è un ottimo modo per avere questo tipo di informazioni.

Ferri non disponeva di un simile vantaggio e ci ha messo un po' di tempo per scoprire a quanti lettori erano piaciute le sue storie di Mister No, Zagor e tanti altri personaggi su cui aveva lavorato. Non ho mai pensato che sarei diventato così famoso. Nel 1960 noi disegnatori lavoravamo sodo perché bisognava realizzare tante pagine per spiegare la storia e i tempi di cui disponevamo erano molto brevi. Non avevamo tempo per pensare se la storia avrebbe avuto successo oppure no. Era difficile rispettare la tabella di marcia. A quel tempo non esistevano fiere del fumetto e conferenze dove gli autori potevano presentare al pubblico i loro lavori. Fu solo molto tempo più tardi, intorno al 1970, che mi resi conto di quanto apprezzamento mi tributavano i lettori, precisa Ferri. Il pezzo serbo finisce così. Che dire, siamo rimasti colpiti dalle parole del maestro Ferri e della differenza che esisteva tanti decenni fa, quando il mondo del fumetto era nettamente più pulito di oggi. In Italia Zagor non se la passa proprio bene. Come le altre serie della Bonelli accusa una perdita costante di lettori. Ne abbiamo parlato qui. C'è di positivo che Zagor è insieme a Tex l'unica serie che resiste di più all'erosione continua di fan, come più volte ribadito da Mauro Marcheselli in pubbliche interviste. Nel 2014, secondo dati ufficiali diffusi da Fumettologica, la testata girava sulle 34.000 copie, sopra c'era Julia a 35.000 copie e poi i due big, Dylan Dog e Tex. Sotto c'erano serie molto note in cattive posizioni. Dampyr era a 27.000 copie e Orfani, la tanto citata serie a colori sulla quale la Bonelli ha scommesso una cifra pari a 3 milioni di euro per le sole prime due stagioni, era a 29.000 copie. E oggi? Considerando che qualche settimana fa Antonio Serra, popolare co-creatore di Nathan Never, ha parlato di crollo delle vendite riferendosi alla situazione generale della casa editrice, non escludiamo che Zagor possa vendere intorno alle 30.000 copie circa, mentre le altre collane che lo scorso anno giravano su una media di 30.000 copie siano scese a circa 24-25.000 copie. Numeri che cinque anni fa avrebbero decretato la chiusura di una serie della Bonelli, mentre oggi sono la normalità. Con questa crisi la gente deve operare tagli.

Sergio Bonelli, koji se tada kao scenarista potpisivao kao 'Guido Nolitta', dao mi je projekat o liku u stripu o kojem je dosta razmišljao. Iznio mi je svoje planove, namjere, želio se obratiti mlađoj publici od one koja je čitala Texa“, ističe. Bio sam sretan kada sam saznao da su moji likovi stigli do toliko čitatelja širom svijeta. Na počecima rada nisam nikada ni sumnjao da ću postati tako važan segment brojnih generacija koje su odrasle čitajući avanture mojih likova. Danas sam dirnut da znam da se to desilo.“ Pored Zagora, Ferri je zaslužan i za kreiranje još jednog poznatog lika iz italijanske škole stripa, Mister Noa, no njegovi počeci sežu još od godina nakon Drugog svjetskog rata.„Rođen sam 1929. godine i imao sam 20 godina kada sam 1949. objavio svoj prvi strip kod jednog malog izdavača u Đenovi. To su bile postratne godine u Italiji i država se jako trudila da se oporavi nakon svog tog razaranja. Čak se i izdavaštvo vratilo, a pojavili su se i novi izdavači“, ističe Ferri. „U jednom dnevnom listu u Đenovi se pojavio oglas kojim se traže mladi dizajneri kako bi crtali stripove. Ja sam se školovao za anketara i radio sam kao grafički dizajner. Javio sam se na oglas i predstavio se izvjesnom Giovanniju De Leu, poslovnom čovjeku iz svijeta izdavaštva koji mi je dao priliku uprkos mome manjku iskustva.“ Sa Ferrijem je realizirao dva projekta, „Zeleni fantom“ (ili „Zelena sablast) koji je imao deset epizoda, te „Crveno pero“ (šest epizoda). Također je radio i na tri strip serijala koji su u Italiju uvezeni iz Francuske, da bi 1953. stvorio lik Thunder Jacka koji je u Francuskoj zabilježio veliki uspjeh. „Narednih deset godina sam radio za njega (De Lea), a potom, dosta duže, za francuskog izdavača sa kojim je De Leo bio partner, a taj Francuz se zvao Pierre Mouchot“, govori ovaj 86-godišnjak. Umoran od problema koje je tada stvarala birokratija, te problema sa isplatama za one koji rade u inostranstvu, Ferri se odlučio 1960. godine vratiti u italijansko izdavaštvo. Tada sam se, u Milanu, upoznao sa Sergiom Bonellijem koji je u to vrijeme na trafike i prodajna mjesta slao stripove o Texu. Sergio, koji je bio skoro moj vršnjak, imao je dobru viziju mojih radova i odmah mi je dao nekoliko scenarija za strip.“
 
Već tada je Bonelli, po kojem sada izdavačka kuća nosi i ime (Sergio Bonelli Editore), imao ideju o novom strip junaku za nešto mlađu publiku. „Sergio Bonelli, koji se tada kao scenarista potpisivao kao 'Guido Nolitta', dao mi je projekat o liku u stripu o kojem je dosta razmišljao. Iznio mi je svoje planove, namjere, želio se obratiti mlađoj publici od one koja je čitala Texa“, ističe. Dodaje kako je na jedan segment posebno ponosan. „Napravio sam nekoliko studija kako bih pokušao definirati kostim i kompletnu pojavu Zagora dok nisam konačno dobio pobjedničku kombinaciju. Ono što je posebno bitno, kreirao sam poseban dio svijeta, šume Darkwooda, kao doma Duha sa sjekirom.“ Veliki broj ljubitelja stripa također cijeni lik Jeromea Drakea – Mister Noa tačnije, američkog pilota koji živi i radi u Brazilu. „Mister No se pojavio 15 godina kasnije, tačnije 1975. godine. U njegovom slučaju je bilo drugih dizajnera koji su asistirali u stvaranju ovog Bonellijevog junaka, a meni je dato samo kreiranje historije početaka, jer sigurno razumijete da se Mister No obraćao istoj publici kao i Zagor. Potom sam, sa velikim uživanjem, nacrtao više od stotine naslovnih stranica stripova.“  Današnji autori, pisci, crtači, scenografi lako mogu saznati da li su i koliko poznati, cijenjeni, citirani, koliko se njihova djela prate, gledaju, čitaju. Društvene mreže na internetu, kao i sama globalna mreža, odlični su načini informiranja. Ferriju takva blagodat nije bila na raspolaganju, pa mu je trebalo dosta dugo da dozna koliko se čitateljima dopadaju Zagor, Mister No i drugi likovi na kojima je radio. „Nikada nisam ni pomišljao da ću postati tako poznat! Šezdesetih godina su dizajneri marljivo radili jer nije bilo toliko stranica da se objasni priča i imali su veoma kratke rokove, pa tako nije bilo vremena da se misli o uspjehu. Bilo je veoma teško raditi za crtaćim stolom.“ „Nije bilo sajmova i konferencija gdje bi se autori mogli predstaviti širokoj javnosti. Tek kasnije, u 1970-im i kasnije otkrio sam ljubav koju čitatelji gaje ka mom radu“, kaže Ferri na kraju razgovora za Al Jazeeru. La traduzione e l'adattamento in lingua italiana di questo pezzo tratto dal sito slavo si trova nella parte superiore. Traduzione di Dimitry Temnov.

2 commenti:

  1. Il nostro Gallieno è sempre il migliore.
    Mi dispiace che Zagor perda lettori, ma forse è inevitabile. Il ritorno di Hellingen nella storie attuali è sviluppato bene, per ora, anche se Burattini esagera nel far chiacchierare troppo i personaggi e si ha la sensazione del minestrone allungato. Comunque vedremo alla fine della storia.
    Zagor è stato gestito finora come solo "un compito da fare" per diversi sceneggiatori, e manca quindi di quel feeling che lo rendeva coinvolgente per i lettori. E le gag di Cico sono a dir poco penose e veramente superflue. Non mi meraviglia insomma che cali, spero che ci siano delle possibilità di rialzo della qualità in futuro.
    Quando compero Zagor mi rassegno sempre a leggere un mattone, questa è la verità. Nelle storie recenti del ritorno di Mortimer e dell'arrivo degli Akkroniani sono stato felicemente smentito, speriamo per il futuro.

    RispondiElimina
  2. Zagor è insieme a Tex la testata più resistente, laddove con questo termine intendiamo una testata che perde meno lettori di altri. Non sono parole nostre, ma di Marcheselli in pubbliche interviste.

    RispondiElimina

Il tuo messaggio sarà sottoposto ad approvazione dei proprietari e/o amministratori, gestori di questo sito. Se conterrà insulti, offese, minacce, intimidazioni, anche velate ed indirette ed altri contenuti offensivi o minacciosi, sarà segnalato all'Autorità Giudiziaria con conseguente presentazione di denuncia/querela.