venerdì 2 ottobre 2015

MORGAN LOST: CHIAVEROTTI E LE POLEMICHE CONTRO I TROLL! MULINI A VENTO E GLI IDEALI DELLA RESISTENZA

In un periodo di crisi economica come quello attuale, dove le case editrici si lamentano del crollo delle vendite, gli sforzi consistenti nel lancio di nuove serie sono sempre ammirevoli. E' il caso di Morgan Lost, collana concepita da Claudio Chiaverotti, che così ritorna sulla scena dopo la chiusura di Brendon avvenuta con il numero 100 a dicembre 2014. Una cancellazione che ha lasciato molti lettori dispiaciuti, ma era da diverso tempo che le avventure di Brendon D'Arkness navigavano in brutte acque. Un segnale inequivocabile del suo destino era arrivato a giugno 2014 quando Fumettologica pubblicò i dati di vendita ufficiali della Bonelli. Nel grafico Brendon era penultimo a 17.000 copie, seguito da Saguaro con 15.000 copie. Il destino delle serie era già segnato. Infatti, qualche settimana dopo arrivò l'annuncio che Brendon avrebbe salutato i lettori con il numero 100, mentre Saguaro chiuse quattro mesi dopo (aprile 2015) con il numero 35. Ora Chiaverotti ritorna con una nuova serie regolare e questo è un fatto molto positivo per lo scrittore torinese che è alla Bonelli dal 1989. La nuova serie esordirà il 20 ottobre in tutte le edicole e forse sarebbe stato meglio spostare la data di una settimana in coincidenza di Lucca Comics, ma va bene lo stesso! In questi mesi è stata impostata una insolita campagna di promozione basata sulle intenzioni di diversi figuri cattivi di eliminare il personaggio. Ucciderò Morgan Lost, questo lo slogan ricorrente che in rete è diventato un piccolo fenomeno virale. Vista la forte somiglianza con Nightwing della DC Comics, l'unico che potrebbe essere giustificato in questo senso è proprio Dick Grayson, il primo Robin della storia! I disegni diffusi in rete ci hanno suggerito l'idea che il personaggio si muove in una società dominata da poteri oscuri che controllano le persone con messaggi subliminali. Lost forse si è liberato da queste catene e ora è sulla Lista Nera.
 

Qualche giorno fa, Claudio Chiaverotti ha scritto alcuni post sul suo profilo Facebook che ci hanno colpito e di cui abbiamo fatto lo screenshot qualora in futuro fossero cancellati o modificati. In un post del 21 settembre scrive: oggi un troll conosciutissimo, inventandosi il nome di Stefano Messina (cambiato mezz'ora dopo in Messiana-un genio!) ha attaccato Morgan Lost con due compagni di merende (o forse era sempre lui), e tra gli insulti è emerso che il segno della pace è una cafonata. Il segno della pace è stato il simbolo di una generazione, dei fiori contro i fucili (vedete l'inizio di Watchmen, con la canzone di Bob Dylan in sottofondo e la ragazza che infila il fiore nel fucile del militare), e chiunque lo attacchi è ovviamente una bestia violenta nelle parole e modi, che si è scoperta. Io ho avuto due nonni che hanno combattuto nella Resistenza, ed entrambi sono stati denunciati da un rettile senza nome che si annidava nell'ombra, sotto pseudonimo. la madre dei rettili è sempre incinta...e qualunque pseudonimo il rettile adotti, non cambia pelle. In primo luogo, chiariamo che cos'è un troll. Nel gergo delle comunicazioni sulla rete, troll è una persona che interviene nelle discussioni con il fine di creare agitazione e polemiche e disturbare la comunità. Non mira a partecipare al dibattito in modo civile. Da qualche tempo, molti autori Bonelli rispondono ai lettori che pongono osservazioni critiche di essere dei troll. Mi critichi? Allora sei un troll. Non perché non mi puoi criticare, ma perché mi odi sul piano personale e quindi le tue critiche non sono in buona fede. Sei venuto qui per disturbare e crearmi problemi o mettere in cattiva luce il mio lavoro. Questo è il cosiddetto troll pensiero che ricorre spesso nelle dichiarazioni degli autori. Secondo il nostro punto di vista, è una esagerazione! Ci può essere qualche troll qua e la, ma dire a tutti quelli che criticano Sei un troll, è esagerato.
 

Per un autore è comodo rispondere alle critiche così. Siccome sei un troll, le tue critiche non mi toccano e non vanno prese seriamente. Però, tutti quelli che esprimono giudizi positivi non sono troll, anche quando intervengono nelle discussioni su Facebook con evidenti account falsi. Tuttavia, qualificare il proprio interlocutore come un troll talvolta è utile quando non si hanno argomenti per ribattere e allora, messi alle strette, nonché divorati dalla rabbia, tirano fuori la solita solfa, sei un troll! E si sentono autorizzati ad usare termini offensivi. Poi si scopre che i troll non esistono e che questa terminologia, presa in prestito dalle discussioni sui forum, mal si presta ad essere usata nelle comunicazioni su Facebook. A ben vedere, però, anche nei forum era la stessa cosa. Quando le parole di un utente disturbavano le strategie del gruppo di comando della community finalizzate a tutelare alcuni editori o autori a scapito di altri, veniva tirata fuori la parola: troll! E si procedeva al ban dell'utente! Oggi tutti sanno che i troll non esistono, ma per gli autori è comodo tirare fuori la storia dei troll quando non sanno come replicare alle critiche ficcanti dei lettori. Oggi i social network hanno permesso ai lettori di dialogare direttamente con gli autori. In alcuni casi, si usano termini pesanti e gli attacchi sono molto veementi, ma liquidare la discussione con espressioni tipo, Dato che sei un troll, tutto quello che dici non ha alcuna credibilità, è il sistema più semplice per vedere fallita la propria testata o farla crollare nelle vendite. Tutti sono su FB! Il passaparola è rapido. Per non parlare di Twitter! Bastano pochi post, qualche messaggio e il gioco è fatto. Un robusto numero di persone non comprerà o smetterà di comprare la collana con sommo dispiacere per l'autore, al quale non resta che leccarsi le ferite. La lezione non viene appresa. Si continua e non si fa altro che gettare benzina sul fuoco.

Alcuni autori sono di età avanzata e molti di loro non sono ancora entrati nell'ottica di idee del corretto uso della rete come forma di comunicazione. Attaccare i lettori, specie quando hanno ragione, è il sistema più rapido per vedere nascere un vasto muro di odio di persone che non vedono l'ora che una serie fallisca. Sta accadendo con Dylan Dog, il cui rilancio, oltre che per i contenuti non eccezionali, sta fallendo grazie agli attacchi con cui gli autori rispondono alle critiche sulla rete. E non solo troll, ma spesso ricorrono termini più offensivi: talebano, fake, ecc. Insomma, chi critica è un nemico, chi applaude, anche fintamente, è un amico. Ragionare così oggi significa far fallire in partenza un progetto editoriale. Come sta fallendo Dylan Dog e di recente anche Orfani, molte altre serie si stanno avviando sullo stesso percorso. Dividere i lettori in buoni e cattivi è follia pura. Ci si aliena la simpatia di possibili acquirenti del proprio prodotto, ma spesso gli editori non pongono limiti agli autori nelle loro scorrerie su Facebook, dando libero sfogo alla loro non risolta conflittualità infantile. Premesso questo, torniamo a Chiaverotti. Parla di un troll molto conosciuto, ma non dice il nome, salvo quello falso usato nella comunicazione. Parla di compagni di merende, che è una espressione che richiama il caso del Mostro di Firenze e di insulti. Ma quali sarebbero stati questi insulti, se ci sono stati? Nel post non vi è traccia di elementi per risalire alle fonti. Tira fuori la storia dei fiori, della guerra e della pace, tipici argomenti degli autori che appartengono all'area politica della sinistra, ma cosa c'entra tutto questo? Non si possono criticare i figli dei fiori, che nella maggior parte dei casi erano dei tossicodipendenti? Poiché noi siamo di destra e consideriamo altamente destabilizzante per la coesione sociale tutto ciò che richiama quegli ideali, non ci sembra insultante criticarli.

Poi dice che chi attacca quei simboli, che la propaganda dei movimenti comunisti allora usava per mettere in crisi l'ordine pubblico e fomentare la rivoluzione, è una bestia nei modi e nelle parole. Va bene, questo è ciò che pensa, anche se noi riteniamo che sia sbagliato. Ma la domanda che ci poniamo è questa: cosa c'entra tutto questo con Morgan Lost? Figli dei fiori, drogati, Bob Dylan, addirittura la Resistenza e altre cose che con il fumetto di Morgan Lost non c'entrano niente. Dunque, di cosa si lamenta il buon Chiaverotti? Di qualcuno che ha criticato le sue idee politiche o di qualcuno che ha criticato il suo lavoro? Dai toni e dalle parole usate, ci è sembrato che si dolesse del primo aspetto. Le cose bisogna dirle tutte e non menzionare solo la parte che fa comodo. Quando Chiaverotti dice che alcuni partigiani venivano denunciati, dovrebbe poi ricordare episodi tristi della storia italiana, che in quei giorni oscuri hanno visto per protagonisti gli stessi comunisti in veste di carnefici. Vogliamo citare il caso delle foibe, che i comunisti non amano ricordare? Vogliamo citare i numerosi eccidi, che tra il 1946 e il 1947, a guerra quindi finita, con il beneplacito delle truppe di occupazione Usa, si consumavano specie nelle regioni del centro-nord? Ma mentre i cosiddetti figli dei fiori consumavano stupefacenti nei campi, distruggevano dei negozi e assaltavano le banche, nel sud-est asiatico si cercava di impedire la diffusione del comunismo. E se in Italia si è conosciuto il benessere è stato anche grazie agli sforzi di mantenere l'Italia fuori dal Patto di Varsavia. Ma questo i comunisti preferiscono ignorarlo. Ciò che stupisce è altro: invece di parlare di Morgan Lost, si preferisce parlare di fatti e questioni politiche vecchie. Noi riteniamo che anche i comunisti che trucidavano gli italiani nel 1946 erano dei rettili, ma forse sarebbe più corretto definirli criminali comuni e delinquenti.

Ancora non riusciamo cosa abbia riguardo tutto questo con Morgan Lost. Come sovente capita in questi casi, accorrono gli adepti, cioè i fan dell'autore pronti a difendere il suo pensiero, cavalcando l'onda. E siccome in questo caso, Chiaverotti ha parlato di un notissimo troll, tutti sono interessati a capire di chi si tratta. Quello che ci chiediamo è: chi è intervenuto nei commenti per sostenere la posizione dell'autore è anche chi comprerà Morgan Lost o è intervenuto solo per sfogare rabbie e frustrazione e magari quando uscirà Morgan Lost se ne fregherà e ne parlerà pure male, sostenendo di averlo letto e trovato brutto? Alla luce di quello che sta accadendo nelle discussioni sul rilancio di Dylan Dog, non lo escludiamo. Ci sono persone che vanno sui profili degli autori per sostenerli e poi su altre pagine, gruppi e forum ne parlano male usando nickname diversi! Capita e gli autori se ne accorgono, ma non fanno nulla per stigmatizzare il fenomeno. E infatti, anziché parlare di Morgan Lost, cosa scrivono i cosiddetti fan? Ma il troll conosciutissimo è quello che ha svariate personalità multiple, molte delle quali abitano in nord europa? Siccome dal loro punto di vista chi critica rappresenta un numero piccolo di persone, essi credono che molti creano profili fake come se non avessero tempo di fare altro nella giornata. Una leggenda metropolitana che agli autori fa comodo cavalcare visto che così possono attaccare i critici. Un altro utente risponde: Quello che reputa Rupert Everett uno con "gli attributi non al posto giusto secondo i precetti cristiani"? Se fosse così non vale la pena neanche esprimersi. Forse, questi si riferisce ad alcuni pezzi tratti dai nostri articoli in cui abbiamo parlato di Daryl Dark di Cagliostro E-Press. C'è qualcuno che giudica un insulto la difesa dei valori cristiani? Ci piace pensare a certi giudizi come dettati dall'ignoranza e non dalla mancanza di fede.

Chiaverotti parlava di pace e di amore, ma a sentire questi commenti si coglie più che altro un messaggio che con la pace e l'amore c'entri poco o nulla. Un altro scrive: Sappiamo tutti che fine fanno i serpenti... O scappano strisciando o perdono la testa, schiacciati da qualcosa di più forte, grande e maestoso. Il veleno si cura, la stupidità no. Addirittura ci si augura una fine da serpenti, che come insegna il messaggio biblico, finiranno schiacciati sotto il calcagno. Che bell'esempio di amore! Un altro utente dice di essere un autore e con riguardo ai lettori critici scrive questo: forse l'errore che facciamo noi autori è dialogare con questi poveracci, anche indirettamente, e sprecare le nostre preziose parole per loro. Quindi, il critico è un troll e forse anche un poveraccio con cui è inutile discutere. Una persona per la quale non vale la pena spendere parole. Se lo pensa, va bene. Non si lamenti poi se questo cosiddetto poveraccio non comprerà il suo fumetto. C'era un tempo in cui la Bonelli vantava vendite e tirature altisonanti. In quei tempi ci si poteva anche permettere di mandare a quel Paese i lettori. Lo fece Sclavi nel 1993 con il suo classico Nun ce rompete. Ma farlo oggi è autolesionistico. Se gli autori intendono mantenere il rapporto con i lettori in questi termini, temiamo che le vendite continueranno a calare e di parecchio. E infatti un altro utente osserva: Non facciamo di tutta un' erba un fascio adesso... il dialogo non deve mai mancare. Dov'è il dialogo se un autore classifica un lettore come un poveraccio, un troll o una bestia? Il dialogo non c'è, né ci sarà. Il lettore convincerà altri a non comprare quel fumetto e quando uscirà la notizia della sua chiusura, si andrà a festeggiare in pizzeria. Poi interviene Chiaverotti, che scrive: non è un errore, io dico le cose che penso, anche se sono politically incorrect. e non sto dialogando con lui, tanto è sempre lo stesso...

...sfigato in 100000 travestimenti, come Stanislao Moulinsky di Nick Carter, parlo con chi mi può capire, con chi condivide le mie idee, come te. Chiaverotti dice ciò che pensa, ok. Ma insiste con la solfa del troll multiaccounting! Lui crede che una persona ha tanto di quel tempo da perdere da creare account fake per andare sul suo profilo e disturbarlo! Lui dice che parla solo con chi condivide le sue idee e questo è un errore enorme. Se sei un autore che si propone al pubblico, devi parlare con tutti e non solo con chi condivide le tue idee. Sia perché altrimenti venderai molto poco, sia perché finirai per essere etichettato come uno di parte e tutto quello che scriverai verrà bollato in partenza e ignorato da chi non ha le tue idee. Un altro utente scrive: A volte diventa, purtroppo, più complicata la questione. Dietro queste decine e decine di profili falsi non solo si può nascondere la tipica persona frustata da vita quotidiana, ma anche sceneggiatori/disegnatori amatoriali che, vedendosi rifiutati, ingaggiano una battaglia senza arte ne parte. Sostiene qualcosa di ancora più grave. I profili falsi non sarebbero creati da lettori, ma da altri autori e disegnatori respinti dagli autori! Si tratta dello stesso che poco sopra si è divertito a prendere in giro i nostri redattori nordici senza sapere che in Svezia e Norvegia i fumetti della Bonelli sono notissimi e negli ultimi mesi abbiamo preso contatti con tanti appassionati di quei Paesi! Un altro utente, che fa sfoggio di amore, scrive: Ma è sempre lo stesso dei deliri cattobigotti da incombenti apocalissi fumettarie? Non sappiamo se anche questi si riferisse a noi, ma sta di fatto che il numero delle fumetterie si è più che dimezzato negli ultimi anni. Un altro scrive: Prima il tormentone era " con la mascherina/occhiaie è ridicolo" e Chiaverotti come al solito li frega perché non e' ne l una ne l altra. Ora ci si attacca al simbolo della pace "roba da...

...12enne non avendo nemmeno letto il perché di questo simbolo. Claudio tranquillo che il tuo pubblico affezionato sa sempre che da te avrà sempre il massimo. Questi fanno i rompicoglioni di mestiere non avendo nient'altro da fare. E si attacheranno sempre a qualcosa. Ci uniamo all'augurio di questo simpatico utente, ma ci chiediamo: quando ha chiuso Brendon per basse vendite, dov'era finito questo pubblico affezionato? Quello che gli autori proprio non vogliono capire è che venire su FB e lamentarsi di una fascia di pubblico o disegnando un bersaglio sulla schiena di un troll immaginario non fa altro che creare un muro intorno alla sua opera. In alcuni casi, sarebbe meglio sorvolare. Cavalcare la polemica non aiuta a vendere. Uno scrive: Il lato oscuro ed arrugginito della libertà dei social. Claudio basta che ad ogni post stupido contrapponi centinaia di intelligenti e stimolanti chiacchiere. La libertà dei social è quella di cui godono chi scrive cose del genere, attaccando o offendendo le idee altrui. Ma dove sono le centinaia di commenti intelligenti? Forse si riferisce a chi parlava di cattobigotti facendo sfoggio di ignoranza? Saremmo curiosi di vedere gli autori di questi intelligenti interventi venire sul profilo di Chiaverotti e parlare di Morgan Lost quando uscirà. O molti si limiteranno a commenti tipo: bello! Una figata! Bravo! Complimenti! Ma nessuno di loro ha comprato il fumetto! Un altro simpatico utente, facendo sfoggio di acume e moderazione, scrive: ma poi sto cojone per andare contro alla gestione di RRobe su Dylan citava Claudio ogni tre per due come possibile sostituto... e mo' gli caga il cazzo? Madonna santa! Facebook da modo alle persone di sfogarsi così e questi commenti ne sono la prova. Chiaverotti si lamentava di chi criticava gli ideali della pace. In questi commenti, tuttavia, non vediamo messaggi di pace, ma solo insulti. Che tristezza!

Veri e propri gridi di dolore. E infatti uno scrive: Sempre lui? Ma che gli hanno fatto in Bonelli? Bonelli padre (ormai "nonno") l'ha per caso usato come bersaglio per le '45? E Chiaverotti risponde: ma ha anche offeso i gay? VERGOGNA! Sulla omosessualità la nostra posizione è chiara e rispecchia gli ideali cristiani, secondo cui, come riportato nel Catechismo, il modo di vivere dei gay è oggettivamente disordinato, canone 2357. Un altro utente scrive: Beh, fu il luminare che tradusse molto liberamente un'intervista al EIC della Marvel sull'omosessualità dell'Uomo Ghiaccio, usando invertito o contronatura come sinonimo di gay. Come sopra chiarito, omosessualità è sinonimo, come indicato nel principio del catechismo, di una persona che va contro la natura. Un invertito dal punto di vista della normalità sessuale. Ci si potrà arrampicare sugli specchi quando si vuole, ma il diritto di natura pone alla base della procreazione un uomo e una donna. Tutte le altre chiacchiere stanno a zero. E zero contano. Per quanto quelli di sinistra si sforzino di far apparire come normale il fenomeno della devianza sessuale, tutti i discorsi cadono davanti al dato di fatto di un diritto naturale che milita in posizione contraria. Così è sempre stato e sempre sarà. Si rassegnino. Il discorso finisce. E ci spiace osservare che di Morgan Lost nessuno ha parlato. Tutti hanno cavalcato il messaggio dell'autore per scatenarsi contro altri utenti, presunti troll, facendo sfoggio di odio e non di amore. In realtà, tutti sanno che nella sinistra è radicata una idea di rivoluzione intesa come ribellione contro le istituzioni della morale e dell'etica. Chiaverotti qualche ora dopo scrive un altro post: un'ultima cosa; qualcuno ha rimarcato il mio comportamento, in poche parole dicendo che dovevo star zitto e lasciar insultare il mio lavoro. ma certo, bisogna sempre tacere e farsi immerdare senza repliche...ma dove cazzo sta...

...scritto? se qualcuno mi attacca e dice una pletora di cazzate senza manco sapere di che parla, io reagisco. Morgan Lost e Brendon sono due personaggi che hanno una forte carica di libertà e di ribellione, oltre a un senso della morale irremovibile. io sono loro, punto. se non fossi così tradirei chi mi legge. io sono di quelli che mettono i fiori nei fucili, ma non mi faccio sparare da nessuno. L'autore fa capire che qualcuno lo ha sconsigliato dal postare parole così dure, visto che lo scontro con i lettori, specie nei social, è un boomerang che si ripercuote sulle vendite. Forse gli autori hanno la sensazione che le loro idee sono generalmente condivise, ma come il post sopra dimostra, al di là di una quindicina di utenti che ne hanno approfittato per rivolgere insulti, non c'è traccia di generale apprezzamento. Chiaverotti dice che Morgan Lost e Brendon sono due personaggi connotati da una forte carica di ribellione e di libertà! Ma i concetti di libertà e di ribellione sono in antitesi, anche se spesso la sinistra ha cavalcato la libertà per indurre i giovani a ribellarsi alle istituzioni democratiche. Accadeva negli anni sessanta e l'immagine offerta è stata pessima. Qualcuno, però, ancora ci crede. Dice di identificarsi con Brendon e Morgan Lost. Dice che lui nei fucili ci mette i fiori, ma forse sarebbe meglio, da buon pacifista, non toccarli proprio i fucili. Non porge mai l'altra guancia. Non è chiaro contro chi si ribellerà Morgan Lost, ma se tutti lo vogliono eliminare significa che le sue idee non sono poi tante condivise! Se la società in cui vivrà Lost è uno specchio di quella attuale, è difficile pensare che le sue idee siano condivisibili visto che tutti lo odiano. Inoltre, afferma di essere stato insultato, ma da parte di chi e con quali parole? Sarebbe stato opportuno che nel post avesse indicato almeno i termini usati per avere una idea e capire se la sua reazione sia giustificabile.

Non citiamo i commenti perché sono simili a quelli del post precedenti. Sarebbe fatica sprecata dare ancora rilevanza a manifestazioni che sarebbe opportuno circoscrivere. Nei commenti, però, Chiaverotti interviene e spiega per quali ragioni è sbottato così: io non ho dato alcunissimo peso a quel tipo, ma all'offesa che ha fatto al segno della pace! Quindi, avrebbe fatto tutto questo perché qualcuno non ha attaccato Morgan Lost, ma perché ha attaccato il simbolo della pace?!!! Quindi, è tutto un discorso politico che con i fumetti non c'entra nulla! Chiaverotti si è arrabbiato perché qualcuno ha messo in dubbio le sue idee politiche. Noi osserviamo: chi lo ha detto che la sinistra ha il monopolio della pace? Forse Chiaverotti non ricorda che l'Urss nel 1979, facendo sfoggio di pace, attaccò l'Afganistan per invaderlo? O dimentica che nel 1956 sempre l'Urss attaccò l'Ungheria che chiedeva un governo democratico e libero? O dimentica che nel 1968 ancora l'Urss attaccò la Cecoslovacchia per gli stessi motivi degli ungheresi? Noi non vediamo alcun ideale di pace nelle parole della sinistra, ma solo di guerra e oppressione della libertà. Poi scrive: i miei nonni hanno avuto il coraggio di dire "NO!" alla dittatura, offenderei la loro memoria a lasciar offendere il segno della pace. E ancora ci domandiamo: cosa c'entra questo con Morgan Lost? Si parla di fumetti o di politica? Se si parla di politica, che c'entra Morgan Lost? Forse connoterà le storie in senso politico? Come chi lotta contro l'oppressione e altre amenità che hanno decretato il puntuale fallimento di Orfani? Insomma, tutto questo casino perché qualcuno ha fatto osservare a Chiaverotti che le sue idee di sinistra non sono valide? Noi siamo di destra, ma rispettiamo le idee degli altri. Ma perché l'autore se l'è presa così tanto? In Italia la sinistra è minoranza e il PD governa grazie a un complicato gioco di sistema.

Gli italiani, in grande maggioranza, hanno idee diverse dalle sue. E se Morgan Lost rifletterà quelle idee e siamo sicuri che sarà così visto che poco sopra lo stesso Chiaverotti ha affermato che Brendon e Morgan Lost sono lui, difficilmente avrà un riscontro di pubblico importante. E ancora, per giustificarsi scrive: ripeto, ragazzi, non ho risposto al troll, ho espresso le mie idee, ho visto violare gli ideali per i quali tanta gente che io stimo ha combattuto. Quali sarebbero questi ideali? Chiaverotti parla della lotta partigiana? Un evento accaduto 70 anni fa? E ne parla ancora? Ad un certo punto interviene Alessandro Bottero che scrive: Chiaverotti, la prossima volta chiamami. Circa una settimana dopo, Chiaverotti scrive ancora sul suo profilo: allora... facendo due conti, fra troll dall'identità molteplice e uno-due fanzinari internettiani a cui mi sono permesso di dire che non ero d'accordo con quello che dicevano e con la loro spocchia, Morgan Lost avrà almeno dieci-quindici recensioni negative all'uscita, qui sul web (i troll e i fanzinari spocchiosi sono persone vendicativisssssssssssime e te la segnano per mezza parola fuori posto oppure perchè gli stai sulle palle dato che non sei un yesman e via così). Mi r...icordo il periodo sabbatico di Tiziano Sclavi, intorno al numero 85 di Dylan Dog. Ero rimasto solo più io, spaurito ragazzino (24-25 anni), al timone. Tutti o quasi i fanzinari dell'epoca a tirarmi addosso, uno mi aveva addirittura fatto una lezione di sceneggiatura su una rivista, uno scriveva SEMPRE il mio cognome in minuscolo (giuro!), ostentando il suo maestoso disprezzo verso il sottoscritto. Io non sapevo che fare, ero imbarazzato come Topogigio. Risultato: dal n 87 al n 94 (tutti scritti dal povero Claudiogigio) Dyd passò da 490000 copie di venduto a 520000. Fa un bilancio dei suoi interventi, rendendosi conto che in questo modo ha danneggiato Morgan Lost.

Dice che si aspetta dieci-quindici recensioni negative perché ritiene che coloro che le scriveranno in rete sono dei troll! Poi, per dare forza alle sue ragioni, cita il periodo in cui arrivò su Dylan Dog, cioè venti anni fa! E dice che in quel periodo le vendite della collana aumentarono da 490.000 a 520.000 copie. Beh, 30.000 copie in più non sono poi tante se si considera che in quel periodo Dylan Dog stava conoscendo il suo massimo splendore, ma già dalla fine degli anni novanta ha conosciuto il declino che vive ancora oggi. E noi ci domandiamo: ma cosa c'entra tutto questo con Morgan Lost? Nei post precedenti, il Chiaverotti ha precisato che i suoi sfoghi erano dettati dal fatto che un troll, come dice lui, ha offeso i valori della Resistenza! Noi notiamo solo molto nervosismo. Chiaverotti ha le sue idee ed è giusto che le difenda, ma manifestarsi così apertamente in rete, con post che tutti possono leggere, implica anche il rischio di essere identificati con un preciso marchio ideologico e se si afferma che i protagonisti delle storie e i personaggi rispecchiano queste idee, ci si aliena le possibili simpatie di chi ha idee diverse e non si identifica in esse. Morgan Lost uscirà il 20 ottobre. Cogliamo l'occasione per fare a Chiaverotti, di cui non condividiamo le idee politiche, i nostri migliori auguri. Da parte nostra non ci saranno recensioni di Morgan Lost perché non rientra nel nostro programma, ma non perché non ne condividiamo i contenuti. Se Chiaverotti dice che i suoi personaggi rispecchiano le sue idee, difficilmente potremo condividerle visto che parliamo di ideali del socialismo. Non scriviamo recensioni di fumetti che vendono meno di 50.000 copie e dubitiamo, vista l'attuale situazione di mercato, che ML venderà mai tanto. Più presumibilmente, si assesterà intorno alle 20-22.000 copie. E' impossibile per una nuova testata a fumetti fare di più oggi. Gunnar Andersen.

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