sabato 26 settembre 2015

RILANCIO DI DYLAN DOG: GLI AUTORI SONO CONTENTI MA DALLA RETE INTERNET ARRIVANO CRITICHE FEROCI!!!

Il rilancio di Dylan Dog, se di rilancio si può parlare, continua ad ammassare critiche dalla rete. Insoddisfazione crescente determinata da molteplici fattori, tra cui, oltre a storie in palese contrasto con le caratteristiche del personaggio, si appalesano taluni elementi inseriti a forza nelle trame, ma superflue rispetto alle velleitarie intenzioni dello scrittore di turno. In quasi ogni albo ci sono riferimenti, diretti e indiretti, al satanismo per nulla giustificati dal genere horror della collana. Il satanismo, come adorazione del demonio, ha poco a che vedere con una storia in cui il bene dovrebbe vincere sempre, senza trascendere in attacchi alla Fede Cristiana, attraverso la negazione dell'esistenza di Paradiso, Purgatorio e Inferno, come è parso evidente nella storia ospitata nel recente numero 345. Riti, simboli e situazioni richiamanti il Diavolo sono frequenti e in una collana diretta ad un pubblico giovanile dovrebbero essere accompagnati da spiegazioni, avvisi e consigli di lettura per un pubblico adulto. Oltre al satanismo, sono frequenti i richiami a simbologie esoterico-massoniche, lasciando capire che alcuni dei protagonisti delle storie appartengono ad organizzazioni occulte il cui fine è quello di controllare la vita e le coscienze delle persone attraverso i messaggi subliminali contenuti nelle opere di intrattenimento e dello spettacolo. La storia ospitata nel numero 341 sembra un manifesto di questa poco rassicurante posizione di pensiero. Il protagonista, il nuovo cattivo della serie noto come John Ghost, si è scoperto un abile manipolatore e secondo alcuni potrebbe esserci lui dietro le recenti vicissitudini di Dylan Dog. Il satanismo è il credo fondamentale della massoneria e di altre organizzazioni simili. Nel complesso, un insieme di elementi narrativi che hanno lasciato perplessi i lettori, che in tutto questo non riconoscono più il Dylan Dog nato dalla fantasia di Tiziano Sclavi. E allora chi è il protagonista di queste storie? Secondo alcuni potrebbe trattarsi di una versione alternativa di Dylan Dog nata dalla storia Spazio profondo del numero 337.
 

I lettori non hanno mancato di manifestare il loro malcontento sui social network e su Facebook in particolare, cercando di capire il perché e chiedendo una spiegazione. L'interrogativo che ricorre più diffusamente è il seguente: che state combinando? L'impressione che si coglie da queste mosse è quella di scelte editoriali di carattere chiaramente provocatorio per attirare attenzione, far discutere, litigare, irretire i fan che negli ultimi anni hanno mollato la collana. Nei gruppi è stato difficile costruire un dibattito civile. Litigi tra adoratori del Nuovo e adoratori del Classico, che alcuni autori hanno cercato di rappresentare in termini di contestazioni dirette verso di loro, anziché verso le storie. Come a dire: siccome detesti lo scrittore, le tue critiche non sono in buona fede. Questa ed altre assurdità sono state diffuse ad arte come scudo di protezione degli autori impegnati nel rilancio, ma alla fine, la debolezza delle avventure, delle trame e delle sceneggiature emerge senza pietà. Difficile giudicare in termini positivi un rilancio che è apparso basato su storie caotiche senza un ordine manifesto e spalmate, da un punto di vista grafico, con uno sperimentalismo che ricorda i disastri registrati sulla collana John Doe della Editoriale Eura/Aurea. Il timore di vedere trasformato Dylan Dog in una sorta di Dylan Doe inquieta i lettori che stanno seriamente pensando di mollare la collana con il numero 350 in uscita tra qualche settimana in attesa che il livello delle storie migliori. Nei gruppi Facebook dedicati al personaggio, intanto, un gruppo di pervicaci asslickers e watch-dog rendono impossibile il dialogo, attaccando e insultando i lettori critici chiamati troll, fake, ecc. Cercando disperatamente di diffondere l'idea che chi critica è mosso unicamente da risentimenti personali verso gli autori, oppure si tratta di fake o troll, cioè di persone che intervengono nella discussione al solo fine di creare scompiglio. Il risultato è stato quello di far fuggire a gambe levate i fan dai gruppi, ove si ritrovano solo post di lettori che mettono in vendita i loro albi.
 
Altri fan lamentano di essere stati bannati dalla pagina Facebook ufficiale della collana dopo avere espresso le loro critiche. Anche la nostra pagina FB è stata esclusa senza spiegazioni, impedendo di avviare un serio discorso incentrato su una spiegazione del perché di talune scelte discutibili come l'inserimento del cellulare, il pensionamento di Bloch, i continui riferimenti narrativi omessuali e lesbici, oltre a quelli sopra citati. Nelle pubbliche interviste gli autori affermano che il malcontento è limitato ad una piccola parte della rete, anche se particolarmente rumorosa. L'impressione è che la situazione sia molto diversa da come descritta. Le critiche non vengono espresse solo dalla rete, ma sono indirizzate direttamente alla casa editrice, come è emerso dagli editoriali del numero 344 in cui gli autori hanno risposto alle critiche con le parole che Tiziano Sclavi scrisse in un articolo del 1993, Nun ce rompete. Se fosse vero, come gli autori affermano, che le critiche vengono da una piccola parte della rete, non ci sarebbe stato bisogno di dedicarvi un intero articolo editoriale, tanto da lasciare un piccolo trafiletto per parlare di Dylan Top, parodia dysneiana dell'Indagatore dell'Incubo. C'è nervosismo, che traspare dalle loro dichiarazioni, da una certa inquietudine che emerge quando si tratta di rispondere ai lettori e spiegare il perché di certe scelte. E sulla pagina Facebook ufficiale della testata è un continuo lamentarsi, una insistita insofferenza verso una strada che la maggioranza dei lettori non condivide e che rischia di avere effetti nefasti sulle vendite. Secondo i dati di Fumettologicamente nel 2012 Dylan Dog vendeva 140.000 copie, mentre nel 2014, secondo i dati diffusi da Fumettologica, le vendite erano scese a 112.000 copie. In entrambi i casi, i dati si possono considerare ufficiali. L'autore del pezzo riferisce di averli avuti dai vertici della Bonelli dopo averli chiesti espressamente. Qualche mese fa, il sito Dagospia riportava nuovi dati di vendita di Dylan Dog, affermando che la serie vendeva 100.000 copie.
 
E oggi? Il timore che le vendite siano scese ancora è fondato. La collana ha perso, in circa tre anni, più di un terzo dei suoi lettori e viste le critiche che l'attuale gestione è riuscita a calamitare, è difficile pensare che il trend negativo si sia invertito. I lettori sono insoddisfatti e sulla pagina Facebook ufficiale manifestano il loro malcontento. L'occasione è stata quella di una premiazione alla recente Treviso Comics 2015 di uno degli autori impegnati nel rilancio, che ha ottenuto il premio Boscarato per la sceneggiatura. Di questi interventi abbiamo realizzato lo screenshot onde evitare che siano cancellati. Un lettore, forse infastidito, scrive: Dylan Dog comunque fa sempre più schifo, tutta questa innovazione sbandierata è durata si e no 12 numeri. Il post ottiene più di 20 like. La pronta risposta di un adoratore: il fatto che l'innovazione sia iniziata 12 numeri fa! La replica: La pseudo innovazione è cominciata due anni fa col 325. E un altro, in termini più chiari, scrive: L'innovazione è cominciata con Sclavi. Ed è finita quando se n'è andato. Un altro difende il nuovo: è ancora in corso . in quanto manca da capire come il nuovo ispettore di polizia lo odi apriori ed odi tutto il paranormale e l'altra ne sia attratta. Gli interventi degli scontenti ricevono molti like, quelli dei difensori pochi. Certo è che continuare a comprare Dylan Dog solo per capire perché l'ispettore Carpenter odi Dylan Dog non ci sembra una buona ragione per andare avanti. Un altro, in posizione mediana, scrive: Io sono sempre dell'idea che rinnovare un personaggio come Dylan non sia facile. In parte ci è riuscito, in parte no. Nel senso che gli spunti ci sono anche se per avere una continuità di trama bisogna aspettare esageratamente. In più ci sono troppe serie (Dylan giovane/vecchio, Block in pensione/in attività, numeri speciali in uscita coi quotidiani, numeri speciali, albi...). Seguire le storie diventa anti economico è assurdo. Però, tipo l'ultimo numero col Dylan in versione "adulta" era ben fatto. Certo si è alzata troppo l'asticella della aspettativa e molti sono rimasti delusi.
 
Inoltre è un po' fastidioso che qualsiasi numero venga commercializzato venga sponsorizzato e fatto passare come un capolavoro. Il lettore, che non è cretino, viene fregato una volta o due col rischio che poi si rompe le balle e non compra più nulla. Però diciamoci la verità: almeno Recchioni sta provando a rinnovare un fumetto (anche sbagliando) che ormai era quasi morto. Provare non significa riuscire nel conseguimento di un obiettivo. E infatti un altro scrive: Ecco, hai colto quella che è anche la mia idea. Troppe serie nella serie. Si ha l'impressione che le stiano provando tutte per non scontentare nessuno. E poi troppi "capolavori" strombazzati prima dell'uscita. E' vero che la pubblicità è l'anima del commercio, ma secondo me un po' di umiltà non guasterebbe. Perché il lettore non è scemo. Un altro lettore osserva che il rilancio è fallito: Dylan non era affatto quasi morto. Secondo la mia modestissima opinione non si puo' rinnovare un personaggio come Dylan. Dylan non e' "rinnovabile" perche' non e' commerciale e viene snaturato se sottoposto ad operazioni di marketing e a lifting per renderlo piu' commerciale. Dylan andava benissimo com'era. E infatti i risultati si vedono. Io non so se Recchioni sia antipatico o simpatico, bravo o incompetente. Se Sclavi lo ha gia' scelto vuol dire che avra' delle qualita'. La sola cosa che so per certo e' che Dylan a me non piace piu' e i "cambiamenti" sono stati deleteri per il personaggio e la serie. Poi e' solo il parere di un'incompetente il mio, non sono del ramo. Sono solo una divoratrice di fumetti. Diabolik e Mister no ad esempio, come Tex, che sono sempre rimasti fedeli a loro stessi non hanno mai perso un colpo. Ci sara' un motivo? Un altro lettore è abbastanza stufo di quella che lui definisce una commedia: non contano le opinioni dei cosìdetti "esperti", ma quelle dei lettori, quelli che i soldi li tirano fuori, e che alla fine decretano o meno il successo di una serie. Hai perfettamente ragione, Dylan non aveva bisogno di nessuna rivoluzione, perché era rivoluzionario già.
 
Anche a me non piace più e l'ho mollato. Dylan è stato stravolto, ma per ammissione del suo curatore, sulla serie principale non stanno neanche raccontando il Dylan originale, ma una versione alternativa, quindi tutte le nostre chiacchiere sono inutili. Il Dylan originale è stato semplicemente dirottato sulla collana Old Boy. Quanto durerà questa commedia? Io penso fino a che l'emorrargia di lettori non avrà raggiunto livelli di guardia. Un fan entusiasta del nuovo scrive: Dylan Dog era un malato in coma irreversibile,per 5/10 anni sono mancate storie degne dei primi 100 numeri,Recchioni sta almeno tentando di salvarlo questo malato,sempre meglio che lasciarlo morire. E un altro a dargli manforte: io per quasi morto intendo dire che le vendite stavano calando sensibilmente e che era necessario un intervento più o meno drastico. Certo è che si poteva mantenere il personaggio originale e creare storie più interessanti o rinnovare il personaggio principale e chi gli sta attorno. Recchioni ha scelto la seconda possibilità nella serie "classica" e la prima nella serie old boy. Per ora a me piace senza ombra di dubbio di più la serie old boy... C'è anche da dire che ora è quasi impossibile replicare il vecchio Dylan con splatter e il "politicamente scorretto" perché oggi basta un nulla per essere censurati od offendere le persone. Quindi si disegnano storie un po più corrette e che non possano infastidire nessuno. Cosa che di per se snatura il vecchio Dylan di Sclavi. Un lettore osserva che le vendite sono calate con la nuova gestione: Sulle vendite, sarei davvero curioso. Per quello che ho avuto modo di constatare, tutti quelli che conosco e che lo acquistavano e che hanno retto anche i marosi degli anni passati, con la nuova gestione hanno mollato. Viceversa non conosco una sola persona che abbia cominciato ad acquistarlo adesso. Sulla faccenda del "politicamente corretto", sono tristemente d'accordo. Ma se non hanno più la voglia né il coraggio di fare un fumetto horror tanto meglio sarebbe chiuderlo e che non se ne parli più.
 
Un lettore che non ha perso la speranza di leggere storie migliori scrive: Purtroppo non possiamo rimanere ancorati al passato, per quanto sia stato il vecchio Dylan a farci appassionare. Secondo me è giusto un ricambio generazionale che comprenda il rinnovamento della redazione e del personaggio stesso, stando attenti però a non snaturarlo, perchè altrimenti non sarebbe più Dylan Dog. Diamogli fiducia!Se sono lì un motivo ci sarà. E sulla scelta di introdurre una poliziotta musulmana: Di mio aggiungo che il personaggio della poliziotta islamica non sa di nulla e che Bloch per ora non lo trovo "rinnovato" ma DEMOLITO come personaggio. Qualcuno esprime un giudizio lapidario sul nuovo curatore: Sopravvalutatissimo. Le sue storie son sempre le peggiori a parte Mater morbi. Antipatico, scorbutico e atteggiamento come di una rockstar, assolutamente immotivato. Dylan Dog merita molto di piu'. Ecco il mio commento, che hai/avete cancellato, forse stava prendendo troppi like ? Non c'e' problema te lo riscrivero' sempre. Subito arriva la risposta del curatore: Non gestisco io questa pagina ma non è politica dei gestori cancellare i commenti a meno che non contengano insulti o volgarità. Saluti. E il lettore: non c'e' nessunissimo insulto ne' volgarità, mi pare. Il curatore insiste: Non lo so. Non ho letto. Ma se te lo hanno cancellato un motivo ci sarà. Un altro lettore conferma che il commento del suo collega non conteneva insulti e scrive: Viva la libertà di opinione. Confermo che il commento precedente non conteneva insulti, avevo messo pure io il like. Un altro lettore rimpiange Sclavi: Come rimpiango Sclavi, sia come personaggio ma sopratutto come storie di Dylan Dog, che oramai è allo sbando per quello che mi riguarda. E un altro, con un po' di humor sul premio riconosciuto al curatore: il Premio Boia assegnato dai lettori per averlo ucciso? Un altro lettore rincara la dose: Arrogante e presuntuoso come pochi. Chi si crede di essere Miller o Moore? Poi fa il gran figo, invece è brutto. Termini più civili si potevano utilizzare?
 
E ancora: Recchioni e la Barbato sono due mediocri, con loro dyd si è attestato come un fumetto per teenager neanche svegli. Non se ne può più degli spiegoni finali, dei personaggi che pensano quello che stanno facendo o hanno intenzione di fare per farlo capire ai lettori, di quelli che muoiono e urlano "nooo", che palle... Molto è dato dal limite delle 98 pagine autoconclusive, che obbliga a sceneggiature lontane anni luce dalle graphic novel. E poi ogni mese escono tre o quattro fumetti, l'old boy, il color fest, lo speciale, il maxi, l'inedito, l'inserto del giornale...questo vuol dire SVALUTARE. Un altro lettore precisa che sono dieci anni che la Bonelli si concentra su DyD: La Bonelli sono 10 anni che mangia solo su DyD tentando di spremerlo il più possibile,col risultato che neppure la metà delle pubblicazioni sono valide e di storie memorabili ne usciranno si è no 2/3 ogni anno. Qualcuno si dice contento ora: Beh DYD aveva l'inedito, lo speciale, il maxi, il color fest, il gigante e l'almanacco da molto prima che Recchioni entrasse in Bonelli. Almeno ora comprando le varie testate il lettore sa che i contenuti sono diversificati (old boy, pianeta dei morti e quanto altro) mentre prima cambiavano solo impaginazione e formato ma il contenuto erano sempre storie tradizionali, idee sottratte alla serie madre. Meglio ora. Un altro sottolinea gli sbagli del nuovo curatore: Il senso del mio intervento è che se Recchioni avesse voluto cambiare le cose avrebbe dovuto ridurre le pubblicazioni, scegliere sceneggiature più moderne e superare il limite dell'albo autoconclusivo, invece si ragiona in termini di bilancio e basta. Un altro ancora afferma che il rilancio è fallito grazie alla nuova gestione: Dire innovazione è anche sbagliato, c'è stato un tentativo di rinnovamento ma purtroppo non ha funzionato...casomai c'era bisogno di evoluzione, forse ma forse, ma è molto difficile per un Dylan con un trascorso così forte...la mossa giusta sarebbe stata trovare storie migliori, storie belle e ben costruite...alcuni lettori gridano capolavoro " troppo spesso.

Un altro lettore si dice perplesso di alcune scelte della nuova gestione: Posso dire che l'ultimo DyD era fantastico, ma mi sa che non era di Recchioni. Certe cose del nuovo corso mi lasciano al momento perplesso, tipo la metamorfosi di Groucho. Ma devo ammettere che mi incuriosisce, per vedere come va a finire. GIUDIZIO SOSPESO SU RECCHIONI. Un altro ironizza sulla vittoria del premio Boscarato: Bella roba, a me fa sempre più rimpiangere lo sclavi dei primi numeri,,,si vede che i premi vanno via così come viene. E un altro continua su questa linea: Sopravvalutato. Forse il suo più grande errore è stato quello di creare un'aspettativa che poi non ha avuto riscontro nel prodotto. Forse avrebbe dovuto essere meno critico nei confronti dei colleghi. Risponde il curatore, il quale precisa: qualche commento negativo contro 600 like. Mi sta bene così. Grazie a tutti. I commenti negati non erano pochi, ma chi mette Like non è sempre per gradire, ma solo perché ha letto e infatti i lettori non perdono tempo a ricordarlo: Ti va bene che Facebook non abbia il tasto unlike perchè leggendo chi si è preso la briga di commentare non ne esci molto bene. E il curatore risponde: Dici? A me pare che sono molto di più quelli gentili e contenti. Chi si spreca a vomitare fango ha bisogno di ribadire più volte la sua opinione. Comunque, rispetto la tua opinione che a fronte dei risultati, intacca davvero poco il mio buon umore. Un lettore gli ricorda che i Like possono essere interpretati in vario modo e infatti: "Spreca", "Vomitare", "Fango". A te nemmeno passa per la testa che le persone cge non apprezzano il risultato di quello che stai facendo siano persone normali, tranquille e che liberamente esprimono un'opinione contraria alla tua. No. Una fetta di lettori è "gentile" e "contenta" e l'altra fetta "vomita fango". Prova a considerare anche il punto di vista che il tuo prodotto sia semplicemente "non apprezzato" da gente "tranquilla e civile" come quelli che invece lo apprezzano. P.s. Davvero pensi che il mio post...

...fosse finalizzato a intaccare il tuo buon umore? Semplicemente mi faceva sorridere la tua analisi dei like. Possiamo pensare che rispondere così ai lettori non aiuti nella simpatia e qualcuno potrebbe decidere di non comprare più Dylan Dog. Il curatore difende la sua linea: Sai cosa non passa per la testa a te? Che FB è un social network e come tale è un mezzo di comunicazione populista e quindi, un aggregatore di dissenso. Non si valuta il proprio operato sulla base dei commenti di FB. Si valuta sulla base dei risultati. E i risultati sono che abbiamo avuto die ottimi anni di vendite e apprezzamento in edicola, che i conti di Dylan sono tornati sani e che il personaggio è tornato a essere discusso. Non ti piace il nuovo corso? Mi spiace. Fortunatamente per me, sei la minoranza. Non cita dati precisi e quindi è impossibile stabilire se si tratta di affermazioni rappresentative oppure dettate sull'onda del momento. I dati che abbiamo raccolto indicano che Dylan Dog, come altre serie Bonelli, è in calo di lettori. Che c'è stato un piccolo picco nei primi mesi del 2015, ma oggi non c'è più. Forse il curatore si riferisce a quella breve parentesi. Poi sottolinea che chi si esprime in modo aggressivo su FB non fa altro che generare fango! Mah: A margine: la questione che tu poni non riguarda nemmeno la qualità o la non qualità, le critiche o gli apprezzamenti. Riguarda solo i modi e il linguaggio usato e quindi, sì, chi si esprime in modo aggressivo e volgare su Facebook non fa altro che generare fango e si qualifica da sola. Buona giornata. Questa è la sua opinione personale. E' vero che sui social network i pensieri vengono a volte espressi in modo colorito, ma a ben pensarci è questa la funzione dei social network. Ad ogni modo, colorito o no, i giudizi sono negativi. Che piaccia o meno, questa è la realtà. Il lettore gli risponde: Quindi i Like valgono ma i commenti sono solo dissenso aggregato? Ah beh, ora è tutto chiaro. P.s. In tutta questa conversazione non ho mai espresso il mio parere personale sul nuovo corso di Dylan Dog.

Stavo solo discutendo su come tu fai i conti con Facebook. Potrei tranquillamente essere nel gruppo che vomita fango cosi come potrei essere nel gruppo dei "tranquilli e civili". Onestamente io mi sento solo nel gruppo di quelli che regolarmente vanno in edicola e comprano Dylan Dog. Il curatore in difficoltà è costretto ad ammettere: No, non valgono i like come non valgono i commenti. Ma, se proprio vuoi usarli come paragone per capire il mondo, ne hai 500 a favore contro una decina contrari. Come ho detto all'inizio, è andata bene. Noi ci chiediamo: se, come dice lui, i Like non valgono come i Commenti, che senso ha usarli, come fa lui, per dire che le cose sono andate bene quando, da quello che sta emergendo in rete, i pareri sono molto negativi del numero 349? Il lettore inizia a spazientirsi. Nota che il curatore non intende scendere dal suo pensiero e dice: Non capisco se non capisci o se non vuoi capire: Mettere Like comporta un clic, cosa che è impedita per chi vorrebbe mettere un Unlike (quindi quella partita risulterà sempre e solo vincente, anche con 10 like!). Mettere un commento comporta impegno. Sotto questo post si è preso questo impegno molta più gente per esprimere un parere contrario rispetto a chi ha apprezzato. Dalle mie parti si dice di non mischiare le pere con le mele. Comunque quello che intendevo l'avevi già capito ieri sera. Il curatore precisa quale è, secondo lui, il modo in cui i lettori si interfacciano su Facebook: Non è che non capisco. È che tu, mi sembra, conosci poco la maniera in cui le persone si interfacciano su FB. I commenti sono quasi sempre appannaggio di chi si lamenta, che posta anche più volte. Quelli che sono contenti di solito o postano una volta o si limitano al like. È la natura delle persone. Ma noi ci domandiamo: ha capito quello che voleva dire il lettore? Il lettore gli fa capire, rispettosamente, che la sua idea di social network è sbagliata: Mi stai dicendo che la gente mette il "segui" alle pagine che apprezza per poi o non commentare oppure commentare...

...prevalentemente negativamente? Abbiamo 2 opinioni diverse sulle dinamiche Social e, per quanto possa essere d'accordo con te sulla questione che i Social siano una valvola di sfogo per diverse persone, rimane la questione che se vado su una pagina a caso (parlo di quelle che generalmente seguo) trovo che, se faccio la conta nei commenti, gli apprezzamenti sono sempre di gran lunga più numerosi delle critiche. Ho trovato una eclatante eccezione in questo post, dove di supporters ce ne sono stati molto molto pochi rispetto a chi non ha apprezzato. Visto questo mi sono imbattuto nel tuo post di lettura dei numeri di like vs commenti contrari e, perdona la mia irruenza, non ho potuto non rispondere, visto che mi sembrava di essere in un universo parallelo. Il curatore ammette: Avremo pure due opinioni diverse e questo lo rispetto. Ma quello con i dati e che ci lavora tutti i giorni, sono io. Magari parlo a ragion veduta. Ok, ma quali sono questi dati? Se Dylan Dog è aumentato, perché non dire quanto è aumentato? Noi riteniamo che, invece, i dati siano negativi sulla base dei numeri che abbiamo fornito e preso dalla rete dopo averli inseriti in un quadro unitario. Il lettore insiste: Avrai in mano anche i numeri di vendita, fatturato e andamento della testata che curi, ma sappi che non è necessario essere un curatore della Bonelli per saper interpretare dei numeri. Ci sono migliaia di persone in Italia che lo fanno (forse pure io, che dici?), ma sta di fatto che, ribadisco, non serve un laureato in statistica per capire che quello che sta sotto questo post è abbastanza anomalo se letto con una chiave trionfalistica. E il curatore: Fidati, ti sbagli. Ma appurato che la pensiamo diversamente, cosa resta da dire? Il lettore stufo: No, non mi fido, ma non importa. Che resta da dire? Ah si, molto bello lo Speciale, ottima ambientazione. Aspettare un anno sarà snervante. La chiosa del curatore: Se non ti fidi è un problema tuo, direi. Saluti. E il lettore: Ah, dovrebbe essere un mio problema questo.Ok. Stanotte mi rigireró nel letto fino all'alba a meditarci.

Saluti a te. Un altro cerca di fargli capire che la realtà è molto diversa da quello che il curatore crede sia: Roberto, chi commenta più volte non lo fa per sputare fango o per insultarti ma per motivare la propria posizione di dissenso. C'è una grande differenza tra chi ti muove critiche civili (e qui se ne possono leggere tante) e chi insulta per partito preso (e anche sotto questo aspetto c'è ampia scelta). Ma dire che 500like valgono più di quelle decine di persone che ha commentato, a mio parere è una cagata pazzesca. Prima di tutto perchè chi riceve questo post è un iscritto alla vostra pagina. Va di per se che segue Dylan Dog e gli piace, altrimenti non starebbe a guardare ogni cosa che pubblicate. C'è però anche una minima parte che vi segue e vi muove critiche per farvi migliorare o semplicemente per dire ciò che si pensa. Come c'è una grandissima parte (oserei dire milioni di persone) che Dylan Dog non lo comprano perchè non lo conoscono oppure lo conoscono e gli fa schifo. E direi che queste persone, messe insieme, valgono molto di più dei tuoi insulsi 500 like!!! Quindi se facciamo solo un gioco di numeri non direi che c'è da stare molto allegri. Anzi il tuo ragionamento (scusami il tu) mi conferma che invece di creare un fumetto per piacere a chi legge (e quindi lo compra) lo si crea per fare numeri e utili. Da qui tutte le uscite speciali, il contrasto di storie e via dicendo. Insomma, buttiamo qualcosa in edicola tanto qualcuno la comprerà sicuramente. Sappi che i numeri si vedono sulla lunga distanza e, come si può ben vedere leggendo i commenti, c'è un sacco di gente scontenta del nuovo corso che è indecisa se abbandonare o darti fiducia. E se per te queste persone a fronte dei 500 miseri like non contano nulla allora, scusa se te lo dico, ma ha ragione chi scrive che sei un esaltato di merda senza rispetto per i lettori. E il lettore di prima aggiunge: Oddio, ricordo che l'ultima volta che ho ribattuto a qualcuno che mi diceva "no, tu di più" avevo ancora la cartella a spalle con il quaderno delle tabelline dentro.

Perdonami se non proseguo oltre ma comincio a vergognarmi. E questo si, è un problema mio. Il curatore non cede e aggiunge: Ti ho risposto argomentando e con la massima civilta possibile, Fulvio, ma visto che mi sembra evidente che tu abbia la necessità dell'ultima parola, Fulvio, prenditela pure. Un altro gli ricorda che la realtà continua ad essere diversa da quella che lui crede: Hai ricevuto 500 like su una pagina di 48.000 fans.Hai ricevuto 38 commenti di cui almeno 30 negativi e ti gongoli ancora?Credo che questo premi contribuira' a nutrire il tuo super ego Intanto vorrei sapere con quale storia hai vinto il premio,dato che non e' riportato (camperai ancora di rendita con Mater Morbi?) spero che tu l'abbia vinto con "all'ordine del caos",unico albo decente del mensile da settembre 2014. Cmq che dire,speriamo che Dylan torni a essere Dylan e non Nick Raider,o John Doe nel periodo noioso,ti auguro un buon lavoro magari lontano da Dylan,un abbraccio. E il curatore continua ancora a magnificare i Like: Tranquillo, su Dylan ci resto ancora parecchio. Mi spreco solo a farti notare una cosa: guarda i like sulle altre foto della pagina e confrontali. Il problema non è che non vi piaccia quello che faccio, il problema è che volete assurgere il vostro gusto a realtà assoluta e dominante. La realtà invece ci dice che Dylan vende meglio che negli ultimi anni, che è molto più seguito dai media e che il consenso generale è più ampio. Mi spiace che non piaccia a voi, ma sono contento che piaccia a una maggioranza più ampia. Poi afferma che si tratta di una decina di commenti che le stesse persone vanno ripetendo ovunque: Una decina di commenti di una decina di persone che continuano a ripeterli, non cambierà di una virgola questo stato di fatto. Noi non pensiamo che sia vera una cosa del genere. Dubitiamo seriamente che la grande massa di critiche che arrivano dalla rete si possa riassumere in una decina di persone. Una vecchia storia che raccontavano agli inizi dell'anno. I critici sono persone che si divertono a creare decine di account fake per portare avanti una sorta di crociata. Una affermazione quasi impossibile da credere. Il lettore gli fa osservare:

Io credo che i numeri 350 e 360 (trentennale) saranno molto indicativi. Chi vuole mollare la serie la chiuderà con uno di quei 2, dopodichè, finita la bolla di vendite sostenute prevalentemente da campagne marketing, si potranno contare quelli che effettivamente sono "rimasti attaccati" alla nuova gestione. Contare le vendite in piena campagna di rilancio (quando per tutta estate avete tempestato i lettori "da ombrellone" associandovi alla gazzetta) falsa i numeri. È sul lungo periodo che si potranno fare le somme con un prodotto che per sua natura ha cadenza mensile. Non è da escludere che alcuni che molleranno la serie regolare proseguiranno ad acquistare l'oldboy. Inoltre si aggiunge anche la serie parallela annuale del Pianeta dei Morti, che onestamente apprezzo molto, ma catalogarla sotto il nome DylanDog è un po' una forzatura, visto che nulla (e nemmeno lui) fa parte dell'universo DyD. Personalmente mi associo ad un pensiero comune e diffuso: non si puó pensare che un prodotto molto venduto sia anche qualitativamente elevato, diversamente dovremmo dire che il miglior ristorante al mondo è il McDonald. Se poi si è scelto di far diventare DyD il McDonald dei fumetti italiani, ok. Se ne prenderà atto e si agirà di conseguenza. E ancora: Recchioni, io non voglio offendere nessuno e capisco la tua come le altre prese di posizione. Mi da solo fastidio il fatto che, da quanto leggo, per te le critiche che ti muovono parte dei tuoi lettori contano poco o nulla. E pensi che siano sempre gli stessi che non hanno altro da fare che gettarti fango addosso. Non credo sia esattamente così, perché se noti, anche in questa discussione decisamente animata, tutte le critiche che ti sono state fatte sono state motivate. Nessuno, qui ha scritto che il nuovo Dylan Dog fa cagare a prescindere. Semmai è stato scritto che non piace per questo o quel motivo. Inoltre, quasi tutti hanno salvato la serie Old Boy che forse è quella meno snaturata anche se rinnovata. Ci sarà un motivo no? Comunque, come detto...

...il mio fastidio deriva dal fatto di leggere tra le righe: "Io sono Recchioni e voi non siete nulla". E' vero che rispetto a te non siamo nulla. Io personalmente non so nemmeno disegnare uno scarabocchio, figuriamoci un fumetto... però siamo quelli che acquistiamo il tuo lavoro. E lo acquistiamo, ovviamente, solo se lo apprezziamo. Insomma, se proprio vogliamo dirla tutta siamo quelli che ti paghiamo, perché la Bonelli ti da uno stipendio grazie ai soldi che ricava dalle vendite e quei soldi non piovono dal cielo ma arrivano da noi. E credo che se una parte dei tuo clienti ti muova delle critiche, sia corretto o per lo meno educato prenderne atto e lavorarci sopra. O quantomeno dire: "Vi sbagliate perché se facevo come dicevate voi...". O al massimo stare zitti e continuare lo stesso per la propria strada!!! Dire che 400 like, poi aggiornato a 600, contano più delle decine di persone che ti hanno criticate è come dire che i loro soldi valgono più di quelli che ti criticano e non è vero! Senza contare che così facendo, chi ti critica ma continua ancora a comprare dandoti fiducia, sentendosi dire che non capisce nulla o si fa film mentali non comprerà più. E non solo non comprerà più chi ti ha scritto ma non comprerà nemmeno più chi legge tutto il discorso e trova inutile esprimersi visto che come hai scritto, a fronte dei 600 like, chi ti critica non conta nulla (quindi perché perdere tempo a farlo?). Io non pretendo che da domani cambi stile e modo di rinnovare Dylan Dog, ma pretendo, come credo lo pretenda qualsiasi cliente della Bonelli, di essere trattato con rispetto, soprattutto se invece di leccarti il culo dandoti del dio, ti dico che secondo me sbagli in questo o quello. E' un fattore di educazione. Null'altro. Poi ovvio che se ai commenti che ti danno del cretino a prescindere rispondi con un bel "vaffanculo" non ho nulla da ridire! Ma sono due cose diverse. Il curatore continua a insistere sul fatto che le critiche appartengono ad un piccolo gruppo di utenti, senza però spiegare da dove trae questa sua personale convinzione:

Ti ripeto; le critiche non sono un problema. Ma non posso e non devo mettere in discussione due anni di lavoro e di risultati notevoli che hanno pienamente soddisfatto la Bonelli e gran parte del pubblico, in funzione delle critiche di una nicchia di lettori di un segmento ugualmente di nicchia come quello di chi commenta su FB. Un lettore un po' stufo osserva: Infatti il risultato spero che a lungo andare dia ragione a noi "talebani" che siamo la "macchina del fango",bistratttati da tutti e tutto. Perche' sicuramente dalla sbandierata fase 2 hai acquistato lettori,figurati ero tornato a comprare pure io,ma quanto puo' essere durato...6-7 numeri come ho fatto io?Perche' devi capire che prima che uno critica lo prova per bene il prodotto. Infatti peccato che non sei venuto a Palermo perche' forse sarei stato l'unico di tutte le ferie dei fumetti a cui tu hai partecipato a restituirti gli albi da settembre 2014 fino a luglio 2015,perche' ti ripeto quello non e' Dylan Dog.Unica cosa che hai azzeccato lo speciale fatto da Bilotta,unica perla in sto anno da incubo...come quelli passati. E il curatore risponde accusando il fan di essere un troll: Bello sperare che il personaggio che si dice di amare vada male. Buona vita mio troll preferito che passi le giornate a scrivere le stesse cose su ogni pagina e gruppo dedicato a DYD. Un altro lettore osserva: Secondo me Recchioni ha ragione a pensare che i discorsi valgono quel che valgono e solo i fatti alla fine daranno ragione ad uno ed uno solo. A detta di Recchioni le vendite sono migliorate, ma io non ho le prove di questo e per quanto mi riguarda potrebbe anche solo essere una 'bugia' detta per orgoglio o in buona fede. Ma per tornare al discorso iniziale il punto non è questo. Si sà che l'andamento di un fumetto trova la difficoltà maggiore nella fase iniziale, quando viene lanciato. Se questo riscuote successo allora nasceranno i 'fedeli' che volente o nolente rappresenteranno il pilastro delle vendite e, di conseguenza, indirettamente decideranno le sorti del fumetto stesso.

Adesso, secondo me, rimane solo da capire se la maggior parte dei fedeli di Dylan Dog è contenta o meno. Se è contenta i pochi scontenti saranno rimpiazzati dai nuovi lettori e tutto proseguirà come prima o anche meglio, in caso contrario il fumetto cesserà di esistere o caleranno le vendite fino a quando non si spegnerà da solo. Il discorso si chiude con il solito ritornello: in rete le critiche sono la maggioranza assoluta. Gli autori sostengono che non è così e che le critiche arrivano da una decina di persone, che secondo loro creerebbero profili fake per sostenere la loro posizione. Difficilmente una simile tesi può essere accettata o soltanto ritenuta credibile a livello logico. La dimostrazione che le critiche sono la maggioranza è arrivata con gli editoriali del famoso numero 344. In quella occasione, rispolverando un vecchio editoriale di Sclavi, gli autori del nuovo corso si dicevano infastiditi dalle critiche. Ora, se come sostiene il curatore, le critiche sono provenienti da una decina di persone, non ci sarebbe stata necessità di scrivere quell'editoriale. Il fatto che sia stato scritto significa che le critiche sono tante. Il nervosismo si poteva toccare con mano. La nostra conclusione è che il rilancio non sta andando bene e che le vendite continuano a calare. La casa editrice si dice contenta, afferma che le cose vanno bene, ma non rivelano i dati di vendita. Non che siano obbligati, ma se fai una affermazione e non produci le prove, offri solo opinioni, che possono essere messe in dubbio. Ed è quello che sta avvenendo in questo momento. La Bonelli si sta concentrando molto sul rilancio di Dylan Dog, ma le altre collane stanno affondando. Tra qualche settimana sarà Lucca Comics, ma a differenza dello scorso anno, non sono state annunciate copertine speciali, né iniziative particolari. Nel 2014 erano i tempi di Anarchia in Inghilterra, un albo che, al di là della sua non eccelsa qualità, secondo noi, destò una certa attenzione. Ora, invece, è più l'indifferenza il vero nemico che Dylan Dog deve affrontare. Kristoffer Barmen.

2 commenti:

  1. Se gli autori vogliono solo applausi, li avranno da tutti. Dai giornalisti. Dalla stampa. Dai critici. Dagli altri autori. Dai dirigenti della Bonelli. Dai parenti.

    Ma non dai lettori.

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  2. I lettori li hanno già mollati. Da tempo si sono allontanati dalla realtà. Credono di fare bene, ma i risultati sono miseri.

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