venerdì 16 ottobre 2015

SERGIO BONELLI EDITORE: LE NOVITA' DI LUCCA COMICS 2015 E LE NUOVE STRATEGIE DEL MERCATO! IL FUTURO!

Il 2015 è stato per la Sergio Bonelli Editore un anno molto meno ricco del 2014 come eventi, risultati e polo di attenzione. Tra qualche settimana sarà il tempo di Lucca Comics, ma rispetto all'edizione di dodici mesi fa il programma ci è sembrato molto magro, quasi all'insegna dell'austerità. Un anno fa il rilancio di Dylan Dog era entrato nella Fase 2, quella che avrebbe dovuto, nelle promesse iniziali, riportare l'Indagatore sclaviano ai tempi della gloria. Tutto era cominciato con un numero 337 del settembre 2014 che destò molte perplessità. Disegni non eccezionali di Nicola Mari e una storia che con il Dylan classico non aveva nulla a che fare, indussero in molti lettori i primi dubbi sulla tenuta del progetto. Arrivò il numero 338 preceduto da una campagna in rete tendente a far credere che l'Ispettore Bloch morisse! Sul profilo FB di Bruno Brindisi era apparsa una vignetta del funerale. Nulla di ciò. Si trattava di una proiezione legata alla struttura della storia. Il numero 339 fece molto scalpore per i simboli esoterici nella copertina, che richiamava quella di un disco della rock band satanica dei Sex Pistols. Il titolo, Anarchia nel Regno Unito, era anche il titolo della canzone e gli autori fecero del loro meglio per usarlo come ispirazione della storia di una rivolta di masse operaie! Un disastro colossale. Una storia con chiare venature comuniste ed evocante l'idea della rivoluzione proletaria. I lettori restarono atterriti. In rete non facevano altro che chiedere cosa stesse succedendo alla collana. Se quello che era protagonista delle storie fosse il vero Dylan Dog o una sua versione alternativa. Le sorprese non erano ancora finite. Consapevoli di sfruttare il tasto della provocazione, nel numero 340 arrivò la rivelazione del nome di Bloch che si chiamava Sherlock Holmes! Si disse che l'idea era di Sclavi, che aveva commissionato la realizzazione al nuovo curatore e agli altri autori, alcuni dei quali come Paola Barbato che nella gestione Gualdoni si era vista poco e niente. I fan non credettero mai a questa versione. Iniziò a diffondersi tra i fan l'idea che più che di un rilancio, si trattasse di una operazione mirante alla sua distruzione. Nel numero 341 arrivò il nuovo nemico, un tipo di nome John Ghost membro di una elite internazionale di criminali dediti al controllo occulto del mondo con il denaro e la corruzione. Gli autori volevano cavalcare l'onda del complottismo generalizzato, ma dopo quella apparizione di John Ghost si sono perse le tracce, avallando la tesi secondo la quale solo alcune storie successive al numero 337 sono effettivamente nuove. Le altre sarebbero rifacimenti di storie bocciate nella precedente gestione. Nel 342 Dylan Dog dichiarò di non avere mai amato le donne, di non credere nell'amore e di praticare il sesso per puro piacere. Il romantico eroe sclaviano non esisteva più. Seguirono storie di basso profilo assai noiose, decretando il fallimento del rilancio. Gli autori si sono difesi su Facebook mostrando arroganza e una sicurezza apparente. In realtà, il nervosismo serpeggiava nella redazione milanese. Negli editoriali del numero 343 gli autori si sfogarono e mandarono i lettori critici a quel Paese con una frase tratta da un editoriale di Sclavi di venti anni prima. E qualche settimana fa il mondo dylaniato del fumetto è stato sconvolto dalle dichiarazioni del curatore apparse sul forum di Comicus, che ha fatto capire che tra un annetto potrebbe togliere il disturbo per la felicità di quanti non aspettano altro per tornare a comprare Dylan Dog. Le storie successive uscirono nell'indifferenza generale tanto che dopo qualche giorno dall'apparizione in edicola dell'albo non si parlava più. Nei gruppi gli asslicker e i watch-dog cercarono di mantenere vive le discussioni, ma con gli attacchi rivolti alla grande maggioranza dei fan che criticavano aspramente il rilancio ottennero come unico risultato quello di creare il deserto intorno a loro. I numeri 344-349 hanno acuito la distanza tra il grande pubblico e la redazione della testata. Ormai si aspetta soltanto la comunicazione ufficiale del cambio di supervisione prima che la serie continui a perdere lettori. Dove era finito Dylan?
 

Lucca Comics 2014 viene ricordata anche per l'approdo delle cover speciali di alcune testate che in quel periodo erano al centro dell'attenzione dei media, ma non nella visione dei lettori che non credettero mai alle facili esaltazioni dei mezzi di comunicazione. La Bonelli portò a Lucca edizioni speciali di Dylan Dog n. 337, Adam Wild n. 1 e Orfani nl. 13. Chi comprava questi tre numeri aveva in regalo l'albetto con l'introduzione di John Ghost. Pochi si accorsero del fatto che quelle pagine sarebbero apparse nel numero 341! Così, tanti sprovveduti acquistarono più di una copia di quegli albi nella speranza di rivenderli a prezzi folli su ebay. Alcuni testimoni riferirono di avere assistito a veri e propri assalti agli stand. Tutti volevano i preziosissimi albi, che di prezioso non avevano nulla. Infatti, nessuno partecipò alle aste su ebay ai prezzi richiesti. Ancora oggi gli ex-sprovveduti maledicono il giorno in cui hanno creduto a quei miraggi comprando una montagna di albi che nel mercato dell'usato valgono circa 0,50 al pezzo. I lettori si domandavano: se è vero che Sclavi ha ideato questo rilancio, come si spiega il fatto che ha tradito le premesse alla base della creazione di Dylan Dog? L'idea che molti si sono fatta è che Sclavi sia apparso nei proclami come nome, ma senza un reale potere decisionale del rilancio, che sarebbe in mano al nuovo curatore e al coordinatore Busatta. Dal numero 345 Tiziano Sclavi non figura nemmeno più come direttore responsabile della collana. Il suo posto è stato preso da Graziano Frediani. Oltre al fallimento del rilancio della sua principale collana, la Bonelli ha dovuto fare i conti anche con il flop di Orfani, serie a colori che doveva portare tanti nuovi lettori alla casa editrice pescando nel mare magnum dei videomaniaci, cioè degli appassionati dei videogiochi. Non sappiamo cosa ha fatto pensare agli autori che chi passa 24 ore al giorno davanti ad un pc intento a giocare abbia il tempo o la voglia di leggere un fumetto basato sulla falsariga di giochi popolari come Halo. In una pubblica intervista, l'attuale curatore di Dylan Dog dichiarò che avrebbe con Orfani riempito lo stadio San Paolo, che ha ottantamila spettatori. Invece, il primo numero vendette appena 49.000 copie come confermato dallo stesso curatore in una intervista. Insomma, la metà del preventivato. Intorno al numero 4 le vendite erano scese già a 29.000 copie, come riportato da Fumettologica in uno storico articolo. Ed oggi la collana dovrebbe vendere sulle 22-23.000 copie. Lo stadio San Paolo di Napoli non è stato riempito, ma con un po' di fortuna è stato riempito il Leonardo Garilli di Piacenza sempre che la squadra giochi in casa! I lettori cominciarono a pensare che lo scarso livello delle storie dipendesse dai molteplici sforzi del curatore, che collaborava con altri tre editori, Star Comics, Cosmo e Mondadori! Fare il curatore implica giornate e giornate di colloqui con autori e disegnatori. Riunioni infinite, litigi continui e un impegno fisico devastante. Come si possa trovare il tempo per scrivere per altri editori ed essere sempre su Facebook e altri social assortiti con una media di 2-3 post al giorno è un mistero degno di DARYL DARK, il nuovo investigatore del soprannaturale nato in casa Cagliostro E-Press. Essere il curatore significa essere il principale responsabile delle cose che vanno e di quelle che non vanno. I lettori si ricorderanno di lui per il flop non per gli altri autori che sono di passaggio. E forse la pressione inizia a fare effetto. Le dichiarazioni rese sul forum di Comicus lasciano intendere che la cura di Dylan Dog sia divenuta un fardello di cui liberarsi presto. Un ostacolo alle collaborazioni con altri editori, alla scrittura di libri con contratti più ricchi e con tante responsabilità in meno rispetto a quelle di curatore generale di una testata in crisi. Altre serie a colori non sono arrivate. Il flop di Orfani è stato illuminante. Eppure in questi giorni è uscito Morgan Lost, una nuova serie di C. Chiaverotti in quadricromia. I pareri dei lettori sono stati negativi. Una bocciatura senza appello per un fumetto che ha al suo attivo solo un numero. Il futuro della collana è molto difficile.
 
La stella del curatore dylaniato è legata a quella di tutti i nuovi autori e disegnatori che grazie al rilancio si sono affacciati sulla serie di Dylan Dog. Ciò spiega perché nei litigi continui con i lettori essi facciano quadrato intorno al curatore, difendendone la linea narrativa. Non possono fare altro. La loro sorte è legata a quella del curatore. La Bonelli ha molti altri problemi. C'è la situazione non facile di Martin Mysterè, che dopo la chiusura di Brendon e Saguaro, a giudicare dai dati di vendita riportati da Fumettologica dovrebbe essere oggi la serie meno venduta della casa editrice. Intervenendo nei commenti ad un nostro storico articolo, Castelli parlò di un rilancio, ma a distanza di dodici mesi non si è sentito più nulla. Ci sono state le incredibili dichiarazioni di Antonio Serra, che ha parlato di crollo delle vendite e di una situazione prossima alla paralisi totale. C'è stato il caso Tex, che ha visto al centro della scena il disegnatore brasiliano Deodato Jr. Dopo avere litigato con Boselli per un progetto su Aquila della Notte, ha rivelato sconcertanti particolari circa la situazione della casa editrice che da quando è venuto a mancare Sergio Bonelli starebbe affrontando un momento difficile dal punto di vista finanziario. Il giorno dopo Bonelli smentì, ma Deodato rimase sulle sue posizioni. E tra qualche settimana ci sarà ancora una volta Lucca Comics. Cosa porterà la Bonelli nella cittadina toscana? Sul sito dell'editore è apparso un breve articolo che annuncia il programma della manifestazione. Non ci è sembrato niente di interessante. Si dice che il 30 ottobre ci sarà un incontro dove si venderanno dei pupazzi di Dylan Dog. Il ricavato andrà all'Unicef. Mah! Nel pomeriggio Vietti e Matteoni parleranno di Dragonero, una collana partita in sordina e poi risalita, ma oggi di nuovo in difficoltà essendo sparita dalle discussioni sulla rete. Ciò che indica un calo di attenzione da parte dei lettori. Sempre il 30 ottobre si parlerà di Morgan Lost, il nuovo personaggio ideato da Chiaverotti ma con una forte somiglianza a Nightwing della DC Comics. Ci sarà un dibattito sul futuro dei fumetti a cui parteciperanno, tra gli altri, Antonio Serra e Mauro Uzzeo. Il primo è lo storico co-creatore di Nathan Never. Il secondo è un amico e stretto collaboratore del nuovo curatore di Dylan Dog e tra gli autori dello sfortunato Orfani. Il giorno dopo si parlerà di Julia, un altro personaggio che sulla rete è praticamente scomparso. Il 31 ottobre ci sarà un incontro molto importante. Si parlerà del futuro della Bonelli e tra i presenti ci sarà Alfredo Castelli! Sarà il momento buono per annunciare qualcosa del fantomatico rilancio di Martin Mysterè? I membri del gruppo FB dell'investigatore non aspettano altro. E non è difficile immaginare la loro ansia. Se a questa Lucca non ci saranno novità il futuro della collana si farà difficile. E per loro sarà ancora più difficile immaginare pomeriggi senza parlare di Martin Mysterè! Nella stessa giornata ci sarà un incontro in cui si parlerà dell'anno di Dylan Dog! Già immaginiamo il copione. Si diranno contenti, che hanno aumentato i loro lettori, ma non diranno di quanto. Diranno che il malcontento è circoscritto ad una parte rumorosa di utenti su Facebook, ecc. Il solito copione che vanno ripetendo da molti mesi, ma a cui è difficile credere. Alle ora 17:00 del 31 ottobre si parlerà di qualcosa solo accennato in questi giorni. Bonelli e Bao annunceranno una svolta nel loro rapporto. Presenti Marcheselli per la Bonelli e Foschini per la Bao. A moderare il tutto ci sarà Michele Masiero, che venticinque anni fa collaborava alla Star Comics con Marco Marcello Lupoi sulla rivista antologica Star Magazine, dove curava la sezione che parlava dei fumetti italiani! Cosa si diranno? Al momento, la Bao cura le edizioni in volume della serie Orfani. In passato ha editato volumi speciali di Dylan Dog. E ora cosa accadrà? Alcuni pensano ad una fusione tra le due case editrici, ma è più ragionevole ritenere che la collaborazione diventerà più stretta e che Bao finisca per gestire alcune collane in difficoltà come Martin Mysterè, Le Storie, ecc., curandone l'uscita in libreria in volumi.
 
La Bao non esiste nel mercato delle edicole e potrebbe avere un senso per la Sergio Bonelli solo se riuscisse ad incrementare la fetta di mercato dell'editore milanese in quel settore. Si chiude domenica 1 novembre parlando del futuro di Dampyr. In conclusione, non ci saranno volumi speciali, non ci saranno cover speciali, non ci saranno annunci particolari, non ci saranno annunci di nuove serie e quindi è ragionevole pensare che le serie partite come maxi serie chiuderanno con le rispettive stagioni? Lukas chiuderà a febbraio 2016 con il numero dodici della seconda stagione. Dovranno essere prese delle decisioni. Quale sarà il futuro di Martin Mysterè? La Bonelli ha ancora intenzione di investire su questo storico personaggio che in edicola esce fin dal 1982? Quale sarà il futuro di Dylan Dog? La Bonelli ha ancora intenzione di puntare sullo scontro con i lettori storici della collana? Non sarebbe più semplice cambiare finché si è in tempo puntando su un nuovo curatore che sappia ricompattare il diviso fronte dylaniato? Come si fronteggerà la crisi? Serra ha rilasciato pochi mesi fa delle dichiarazioni sconcertanti, descrivendo una situazione che non può più essere ignorata. E noi non possiamo fare a meno di domandarci quale sarà il futuro di Nathan Never. Tra il 2013 e il 2014 la Bonelli ha provato ad uscire dall'imbuto in cui era finita negli anni precedenti. Noi riteniamo che non ne sia uscita. E lo dimostra il fatto che questa Lucca non sarà contraddistinta da volumi speciali, cover particolari o annunci di nuove collane, ma solo di parole di circostanza. Bonelli è l'unico editore che in Italia tiene su il movimento fumettistico. Tutti gli altri sono entità minuscole senza rilievo, mentre la Panini Comics è un gestore di diritti, ma non produce fumetti in proprio. E' venuto il momento di prendere le decisioni che formeranno il futuro. Per fortuna c'è Tex Willer! Si parla tanto di Orfani, di Dylan Dog, di Zagor, ecc., ma Tex è sempre lì, che regge la baracca. Quale potrebbe essere il contenuto dei nuovi rapporti tra la Bonelli e la Bao Publishing? Se due società che in teoria sono o sarebbero concorrenti hanno deciso di mettersi d'accordo su alcuni punti, è ragionevole pensare che il tasso di concorrenza, già pesantemente diminuito a causa dell'affidamento dei diritti stranieri alla Panini Comics, si riduca ancora. I lettori non ne guadagneranno in termini di offerta di condizioni migliori. Tutto sta nell'interesse che può avere la Bonelli a concludere un accordo diversamente inteso con la Bao. Se questo accordo è il frutto di scelte autonome degli attori della vicenda o la conseguenza di decisioni prese in più alte posizioni, inquadrando l'accordo stesso in una operazione dai risvolti più ampi. Attualmente, la Bao pubblica volumi per la Bonelli. La Bonelli ha recentemente dichiarato di voler proporre in proprio i volumi ed è di questi giorni la notizia dell'uscita di due tomi, uno di Tex e uno di Mr. No. Se, come sembra di capire, la Bonelli non vuole più dividere con terzi i proventi derivanti dalla pubblicazione dei volumi, che senso ha accordarsi con la Bao, cioè con un piccolo editore (se paragonato alla società milanese) che opera in libreria e in fumetteria? L'unica spiegazione che viene in mente è quella per la quale Bao inizierà a gestire nei suoi canali di operatività le serie della Bonelli! Pensiamo alle serie a fumetti meno vendute come Le Storie, Martin Mysteré, Dampyr, Adam Wild, Lukas, ecc. Il rischio che queste serie siano spostate nel circuito delle librerie specializzate e gestite sotto il marchio Bao è forte. I lettori come la prenderanno? Un fumetto in libreria costa di più. Viene stampato in condizioni migliori, ma il costo è più elevato. Si distribuisce in libreria perché non si vende abbastanza in edicola. La situazione, del resto, è difficile. Le vendite sono calate un po' per tutti. Il pubblico si è allontanato dai fumetti per varie ragioni e non solo per lo scadimento di qualità dei contenuti offerti. La crisi è forte e obbliga le imprese a prendere decisioni difficili. La Sergio Bonelli Editore dovrà percorrere strade impensabili fino a qualche anno fa. Gunnar Andersen.

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