domenica 15 novembre 2015

ADAM WILD CHIUDE NELL'AUTUNNO 2016! FAN SOTTO SHOCK! A SVELARLO E' UN UTENTE DEL FORUM DI COMICUS!

La notizia è di quelle che fanno rumore per quanto si cerchi di sussurrarla appena in ambiti poco frequentati e a volte discussi come le community sulla rete di appassionati in cui spesso si celano autori e addetti ai lavori. Stiamo parlando del forum di Comicus, che in questi giorni è al centro di una portentosa bufera a causa degli attacchi rivolti contro Cagliostro E-Press, editore laziale che ha sconvolto il mondo dylaniato del fumetto grazie a Daryl Dark, il nuovo investigatore londinese del soprannaturale costruito sulle sembianze di Joseph Finnies, un attore inglese con tutti gli attributi al posto giusto. Ma oggi parliamo d'altro. Senza badare troppo alle forme, in una discussione su Adam Wild, una serie a fumetti scritta da Gianfranco Manfredi per la Sergio Bonelli Editore, un utente che si fa chiamare con il nick name Cisio86 ha postato in data 07-11-2015, alle ore 09:35, il seguente messaggio: Eh purtroppo ho avuto notizie certe da fonti ufficiali, che la serie chiuderà tra un anno circa. Spero che non mi arrestino per questa notizia in anteprima. Non sappiamo chi sia Cisio86, ma risulta iscritto al forum dal 14 maggio 2013, né se si tratti di un autore o di un addetto ai lavori. Parla di fonti ufficiali e questo significa che la notizia l'ha appresa o da fonti della casa editrice o dagli autori impegnati nella realizzazione del fumetto o da amici di questi. In realtà, si tratta di una notizia che non è una vera e propria notizia. Adam Wild ha fatto il suo esordio in edicola nell'ottobre 2014. I testi sono di Gianfranco Manfredi, che non ha mai nascosto la sua appartenenza all'area politica della sinistra. I post sul suo profilo Facebook esprimono con chiarezza quale sia la sua ideologia politica. Nelle sue opere non è raro trovare costanti riferimenti ideologici di stampo socialista o addirittura marxista. In storie recenti di Tex, esattamente nei numeri 654-655, ha offerto una immagine di Aquila della Notte abbastanza marcata a sinistra quando il personaggio è notoriamente di destra, destando molte perplessità tra i fan. Nella sua recensione di Oro Nero, ospitata in Tex n. 654, Giorgio Loi scrive senza mezzi termini di lui: Chi conosce la biografia di Gianfranco Manfredi non si stupirà di trovare chiari e continui riferimenti politici tra le righe delle sue sceneggiature. Se questo è certamente vero per i suoi personaggi, che dire della sua intepretazione di Tex? Soprattutto, è lecito? A dispetto di chi pensa che Tex sia un fumetto leggero e disimpegnato, pieno solo di sparatorie, bistecche e patatine, la politica (in senso lato) è sempre stata presente, dalla sua posizione apertamente a favore degli Indiani contro le prepotenze degli invasori bianchi, al suo malcelato disprezzo per gli scaldasedie di Washington e all'insofferenza per l'autorità in generale, fino al suo manifesto disprezzo per la legge che non rappresenta la "vera Giustizia", ma che, al contrario, protegge solo i ricchi prepotenti e gli autentici delinquenti. Ma c'è una bella differenza fra la visione politica di Tex, così com'era stata concepita e affrontata da Bonelli padre, e la maldestra trasposizione delle miserie di casa nostra operata da Manfredi. Vedere Tex confrontarsi con spending review, tagli alle pensioni, evasione fiscale, comizi improvvisati e guerre preventive mette francamente tristezza. La politica è componente essenziale della vita e, come tale, non può restare assente dal fumetto, quindi nemmeno da Tex, ma ci sono personaggi e personaggi. Se veramente si vogliono affrontare argomenti delicati e profondi sulla più classica e avventurosa delle serie a fumetti italiane, si richiederebbe maggiore accortezza. Tanta politica nelle sue opere e riferimenti alla sinistra, descrivendo il socialismo come una sorta di destinazione finale di ogni sviluppo sociale. Ma come dice Loi, se proprio vogliamo parlare di temi politici delicati, ci vorrebbe maggiore accortezza. Adam Wild non si è discostato molto da questa immagine e probabilmente sarà risultato noioso e sorpassato ai lettori, tutti o quasi devastati da una ignoranza che non ammette dubbio. Poveri di intelletto e ancor più scarni come cultura, non potevano interfacciarsi con un'epoca, cioè quella descritta nella serie, così lontana dalle loro abitudinarie scorribande sui social, scambiandosi insulti secondo un'etica folle esistente nella loro fantasia. Adam Wild ha rivelato subito una ingenuità di fondo tipica di una certa cultura di supremazia europea sulle popolazioni africane. Mentre nelle creazioni di Salgari i protagonisti erano eroi locali, in questo fumetto il protagonista è un bianco. E viene da chiedersi: perché i neri non si possono liberare con le loro forze? Perché c'è bisogno del bianco buono che va in Africa e insegna ai neri come ci si libera dalle catene? I lettori saranno evidentemente ignoranti, ma non tanto sciocchi.


Non è un buon momento per Manfredi. Nel 2013 la Panini Comics, che controlla saldamente i diritti della Bonelli nei mercati esteri, ha pensato di proporre una ristampa a colori di una delle sue opere, Magico Vento! Mai idea poteva essere più assurda. In un mercato devastato dalla crisi come avranno fatto i membri dell'ufficio commerciale dell'editore modenese a pensare che un fumetto durato 131 numeri avrebbe retto il peso di una ristampa così lunga e difficile? La realtà non ha tardato a bussare alla porta della Panini Comics. E' lo stesso Manfredi che dichiara: La decisione mi è stata comunicata di recente, con una certa afflizione da parte dello staff Panini che avrebbe voluto continuare, ma contro il “commerciale” la battaglia è oggi persa in partenza. La ristampa vendeva al principio sulle 4mila copie o poco più, e già mi chiedevo come facevano a starci nei conti. Con il tempo e con l’accentuarsi della crisi delle edicole, le vendite sono calate. Personalmente non mi stupisce. Avevo suggerito, quando l’operazione partì, di pubblicare soltanto una selezione degli albi migliori, perché dubitavo assai dell’edizione cronologica. Soltanto in Brasile e in Croazia, per ora, Magico Vento è stato pubblicato per intero dal n.1 al n.131 , ma loro non lo conoscevano. Era un fumetto nuovo. Da noi è una ristampa ed era quanto mai improbabile potesse uscire in integrale. L’edizione a colori è stata comunque molto importante per il rilancio della serie e grazie a questa edizione si sono raggiunti mercati internazionali (come USA e India) dove finora MV non era arrivato. Dunque la sua funzione l’ha avuta lo stesso e ne sono grato. Sono, d’altro canto, allo studio nuove iniziative. Mi piacerebbe in particolare che uscissero raggruppati in volume da libreria i cinque episodi dedicati al ciclo delle Black Hills e non è nemmeno escluso un mini ciclo del tutto nuovo, cui sto pensando con un gruppo selezionato di disegnatori storici della serie. Si tratta di studiare i tempi di realizzazione. Dunque: nessun dramma. Mi spiace per la pattuglia coraggiosa e fedele dei lettori che avrebbero voluto un’edizione completa a colori, ma posso assicurare che questo intoppo lo considero come un’opportunità per nuove iniziative. Ned è ancora vivo. Per farla breve, Magico Vento Deluxe ha chiuso con il numero 25 nell'aprile del 2015 e ancora immaginiamo la faccia stupita dei lettori che avevano creduto che l'iniziativa sarebbe andata avanti fino alla fine! E' lo stesso Manfredi che scrive che Magico Vento è stato pubblicato interamente per intero, ma solo perché in quei Paesi era una novità. E ora arriva la mazzata con Adam Wild! La testata è partita come maxiserie di 24 numeri come è stato per Lukas. Due stagioni di dodici numeri ciascuna. Con il proposito di continuare se le vendite fossero state positive. Alla Sergio Bonelli i tempi di realizzazione di un fumetto sono di circa dodici mesi. Perciò se una serie deve andare avanti dopo la prima stagione di 24 numeri, la decisione deve essere presa alla fine della prima ministagione di 12 episodi. Ma quanto vende Adam Wild? Non abbiamo dati precisi, ma se è stata presa la decisione di chiuderlo una volta per tutte, dobbiamo pensare che forse oggi non supera le 20.000 copie. Forse 17-18.000 copie. Ma è solo una ipotesi. Tolti Tex e Dylan Dog, tutte le altre collane Bonelli vendono da 30.000 copie in giù. Perfino il più volte citato Orfani, di cui gli autori sognavano vendite tali da riempire il San Paolo che ha 80.000 spettatori oggi devono accontentarsi mestamente di riempire uno stadio come quello di Piacenza che ha poco più di 20.000 spettatori! C'è chi resta prigioniero dei propri sogni e ne parla in pubblico come se fossero veri. Perché forse ha solo quelli e nient'altro. Torniamo a quello che ha scritto Cisio86 su Comicus. Ha parlato di fonti ufficiali che gli hanno passato questa notizia. Adam Wild chiude tra un annetto. Visto che è partito ad ottobre 2014 la data di chiusura in considerazione dei suoi 24 numeri sarà quella di ottobre 2016, qualche mese dopo Lukas, anche lui destinato a chiudere il prossimo anno. Poi forse la Panini ci farà una ristampa a colori! Ma se il dato di partenza è rappresentato dalle 4.000 copie iniziali di Magico Vento Deluxe, la strada sarà dura. La Panini Comics sta investendo molto su Manfredi. Sta proponendo in volumi Volto Nascosto, un'altra serie scritta dalla Bonelli, mentre in America, tramite la Epicenter Comics, pubblica Magico Vento a colori! Le cose non vanno bene neppure lì visto che i volumi di questa casa editrice appartenente al croato Igor Maricic, che nei credits figura anche come traduttore, non compaiono nemmeno nella classifica della Diamond. Ciò significa che non vendono nemmeno 1.000 copie!

Quali sono le fonti ufficiali a cui ha fatto riferimento Cisio86? Noi pensiamo che si tratti di qualche disegnatore. Secondo quanto ha rivelato di recente in una intervista concessa a Fumettologica, il noto Antonio Serra, co-creatore di Nathan Never, ha spiegato che quando arriva lo stop, ai disegnatori viene comunicato che le sceneggiature che hanno a disposizione saranno le ultime. Si chiude perché il budget non permette di proseguire. E quando ciò accade è sempre qualche disegnatore che tramite i suoi contatti sui social fa trapelare la notizia della chiusura, magari sperando che il polverone sollevato induca i lettori a correre in edicola e risollevare le vendite. Chimere. In questi casi la sorte di una collana è già segnata. Possiamo immaginare che in casa Bonelli avranno consultato i dati di vendita dei primi dodici numeri e non li avranno giudicati tali da proseguire per una terza stagione di altri dodici numeri. In realtà, non si tratta di una vera e propria chiusura. Adam Wild doveva durare 24 numeri e così è stato. Quindi, la collana esaurirà il materiale presentato e realizzato. In qualche post sul suo profilo Facebook Manfredi aveva scritto di stare lavorando ad una terza stagione. Che stava scrivendo il numero 25, ma probabilmente quel numero non uscirà mai. Resterà una sceneggiatura nel cassetto come tanti progetti che nascono ma non vedono la luce nelle tipografie. Le basse vendite sono la ragione unica della fine di Adam Wild? O c'è di più? La Bonelli si sta svenando per il rilancio di Dylan Dog, ma finora ha convinto altri lettori a mollare. Troppo distante questo nuovo Indagatore da quello classico sclaviano. Per Orfani ha speso milioni di euro e alla fine le vendite sono state deludenti. Ha cambiato i vertici: Marcheselli se n'è andato e forse non errano coloro che credono che l'abbandono sia stato determinato da divergenze sul nuovo corso della casa editrice. Pochi mesi prima aveva mollato anche Marzorati. E Serra ha parlato di crollo nelle vendite. Qualche settimana fa Manfredi aveva concesso una intervista in cui aveva lasciato trasparire il segno che le cose con Adam Wild non stessero andando bene. L'intervista, quasi fosse un segno del destino, concessa ancora una volta a Comicus. Quando la domanda è finita sui dati di vendita, il Manfredi ha dichiarato: I dati delle vendite seguono più o meno la stessa curva delle altre serie recenti. Queste curve segnalano un fenomeno oggettivo di cui bisogna prendere atto: si fatica a mantenere l'affezione dei lettori sul piano dei numeri. Su periodi più lunghi magari si possono verificare dei rialzi, ma la tendenza generale è al calo. Dunque per valutare bene è importante vedere dove ci si assesta. Però è indubbio che oggi i lettori preferiscono seguire saltuariamente più serie invece di sceglierne una in particolare. Del resto mi diceva anche un editore serbo (sono stato là nei giorni scorsi) che pure da loro quando esce una serie nuova, i lettori si informano: quanto durerà? Non lo chiedono perché sperano che duri tanto, ma perché comprensibilmente calcolano quanto gli toccherà sborsare per collezionarla tutta. Questa preoccupazione , insomma, va al di là del contenuto di una serie: è un puro calcolo di sostenibilità di spesa. Al fondo, ci si chiede: meglio seguirle un po' tutte per tenersi aggiornati o seguirne una o due tutti i mesi e non avere più i soldi per comprarne altre? Il problema esiste. L'editore serbo per esempio era stato contento di pubblicare Coney Island (è appena uscito in Serbia, soltanto un mese dopo l'uscita italiana, con i tre episodi riuniti in un unico numero) perché a suo dire i lettori preferiscono sempre di più storie complete e compiute, almeno la spesa possono calcolarla subito. Senza mezzi termini, Gianfranco Manfredi parla di tendenza generale al calo. Significa che i lettori, anziché aumentare, diminuiscono, confermando le parole di Serra nell'intervista a Fumettologica, dove più o meno aveva detto le stesse cose. Dice che i lettori preferiscono serie con una conclusione programmata piuttosto che impegnarsi in collezioni pluridecennali. Noi pensiamo invece che i lettori preferiscono le miniserie perché è semplice trovarle sulle bancarelle dell'usato a 0,50 euro al pezzo! Manfredi parla di vendite che seguono le altre serie recenti, ma se Adam Wild chiuderà il prossimo anno significa che anche le altre serie recenti non vanno come dovrebbero. Pensiamo a Dragonero, a Lukas e a Orfani. Quanto durerà ancora Dragonero? I commenti successivi sul forum di Comicus sono assai emblematici. Scrive Marco Sanfy00: era risaputo che fossero pronte solo 2 stagioni, probabilmente non è andato esageratamente bene, abbastanza da proseguire. Paolo Papa se la prende con l'editore: Colpa della Bonelli. Innanzitutto...

...ha annunciato una ongoing giusto a spaventare i lettori invece di adescarli con una miniserie che poi si rinnovava. Chi le vuole più le ongoing? Mettiamoci poi dele copertine che sanno di vecchiume e per di più brutte. Infine un personaggio troppo sborone e infallibile che alla lunga stufa. Mac Coy è contento: Comunque, anche se Manfredi l'aveva preannunciato, questo cambio di passo con l'inizio della seconda annata mi ha molto stupito. Positivamente, s'intende. Un Adam meno strabordante e una maggiore attenzione all'intreccio, per due albi uno più bello dell'altro, che mettono molta carne al fuoco in previsione del rientro in Africa... città perdute, pietre misteriose, diamanti, esercito inglese, boeri, zulu. Senza contare che i meglio disegnatori dello staff rimangono e se ne aggiunge qualche altro davvero in gamba. I popcorn li ho presi, ora mi accomodo in poltrona e me la godo. Montella89 giudica non eccelsi gli interventi di Manfredi su Facebook. Dopo avere riportato un suo passo e cioè: Vogliamo fare una pausa su questa storia delle copertine? Si trascina dall'inizio, non sono di mia competenza, e sono stanco di discuterne. Darko è la colonna di questa serie e si vede in pagina perchè spacca, sto scrivendo per lui il ritorno di MV, per me è un grandissimo disegnatore. La mia unica preoccupazione, la cosa su cui vigilo e su cui mi assumo responsabilità, sono le storie, cioè il contenuto. Come lettore di fumetti sono spesso sedotto da copertine attraenti, per poi scoprire che il fumetto era una totale porcheria. Per cui, da sempre, io bado al contenuto e non alla veste. Se poi penso ai miei dischi, o ai romanzi, i risultati sono stati sempre indipendenti dalle copertine, per cui questa cosa delle copertine posso capirla, ma non me ne faccio un'ossessione. Sono l'ultimo dei problemi. Le strip a fumetti che hanno reso popolari certi personaggi, la copertina non ce l'avevano neanche. Se amiamo il fumetto, cerchiamo di ricordarcelo. Poi spiega: se provi a controbattere, ti becchi dell'ignorante. E tutti i pecoroni dietro che lo assecondano. Ottimo autore, ma nelle sue invettive su Facebook prende delle cantonate clamorose pensando di essere sempre nel giusto. Poi aggiunge: Dico che se Manfredi è davvero convinto che la copertina non conti, dovrebbe insistere nel mandare in edicola i propri lavori senza copertina. Il copertinista è un ruolo molto difficile, perché deve saper riassumere l'albo in una sola tavola, renderla accattivante in modo tale che risalti fra le altre pubblicazioni in edicola, che non venga sommersa dalla vastità di scelta che ha il lettore. Il lettore occasionale si conquista anche così. Perovic è un signor disegnatore, si è visto, ma finora certe copertina di Adam Wild sono state sottotono. Forse anche per colpa della colorazione digitale. Znort: Manfredi è in gamba, ma questo progetto a mio parere era più adatto per una miniserie, come Volto Nascosto e Shangai Devil. Tematiche ed ambientazioni son particolari e forse troppo retro per una serie nuova, pur con spunti interessanti. Inoltre, sì le copertine, sebbene il contenuto alla fine sia più importante, son quelle che spesso attraggono nuovi lettori e quelle di AW non hanno di certo contribuito a farlo vendere di più. Purtroppo azzeccare nuove serie lunghe non è una cosa facile di questi tempi, ci vogliono approcci nuovi e premesse adatte per serie davvero lunghe. Pure Morgan Lost lo vedo messo maluccio, in questo senso. Parla anche Rosencrantz, un nick name famoso perché in questi giorni ha attaccato molto Daryl Dark della Cagliostro E-Press. Probabilmente, è un collaboratore di una casa editrice e su Manfredi ha parole di fuoco: Affermare che sui prodotti da edicola conti più il contenuto del contenitore è una cazzata atomica. I numeri grossi non li fai certo sul lettore casuale, ma per un lancio su cui già in partenza si è puntato pochissimo (sono il solo a ricordare la conferenza Bonelli in cui fu presentato Adam Wild assieme al rilancio di Dylan e a Manfredi non se l'è inculato nessuno?) non puoi permetterti il lusso di glissare sul contenitore, a meno che uno non sia convinto (a torto, in questo caso) che il proprio nome da solo basti a vendere. E dopo Rosencrantz poteva mancare Ankhpaten? Leggo soltanto ora. Tristissima notizia ma ampiamente prevedibile. Le copertine (mi accodo ai detrattori e Rosencrantz ha ragione... l'edicola è infima, bisogna combatterla con ogni mezzo a disposizione), lo stallo micidiale del primo anno, che al netto delle indubbie capacità dell'autore, ha compromesso la fidelizzazione degli impazienti fan che lo hanno mollato, la caratterizzazione del personaggio ottima si, ma per gli over, gli under leggono altro. Un altro capito che si chiude. Kristoffer Barmen.

8 commenti:

  1. Io vorrei capire perchè tutti nei forum dicono che le copertine di Adam Wild sono brutte. Io le trovo splendide.
    Mi dispiace che chiuda, ma spero che ci ripensino.

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    1. Gusti personali. Le copertine di Adam Wild rispecchiano il tenore delle storie e le tematiche alle quali fa riferimento in genere lontane dagli interessi dei lettori più giovani. L'ignoranza dei cittadini è tale che della storia del secolo XIX non conoscono praticamente nulla. Adam Wild si è rivelata una serie piena di contenuti politici collegati con l'area politica della sinistra di cui l'autore non ha mai fatto mistero. Semmai è proprio questo il problema: bisognerebbe chiedersi se oggi una testata a fumetti di sinistra costituisca una dimensione in cui il lettore italiano si identifica. Poiché, però, la sinistra in Italia è in netta minoranza e storicamente non supera il 25-26%, è difficile immaginare che una testata ispirata al socialismo possa prosperare.

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    2. Per essere in netta minoranza, la sinistra però ha un predominio culturale allucinante. Praticamente tutto il mondo del fumetto (e non solo), con rare eccezioni che adesso non mi vengono in mente, è di sinistra. Quindi faranno sempre dei "fumetti ispirati al socialismo", mi sa.
      Forse le copertine non sono piaciute proprio per l'ignoranza dell'ambiente africano di fine ottocento, magari: io mi riferivo alla composizione della scena, che mi era sembrata sempre ben azzeccata: ma comunque mi riferisco ad un punto di vista solo artistico. Comunque mi sono piaciute.
      Sui contenuti di sinistra della serie, non ne ho visti di evidenti. Magari la mancanza di rispetto di Adam e del conte Molfetta verso la religione cattolica: anche se "devoto", il conte lo è in modo pomposo e superficiale, con un'assurda obiezione verso gli esorcisti, tra l’altro. Adam invece a volte scoppia a ridere sbeffeggiando la religione cristiana, mentre rispetta con deferenza quelle sanguinarie degli africani. Oppure l'amoralità di Adam nelle sue azioni: in sostanza è un assassino a sangue freddo, ed è anche uno che commette con tranquillità degli atti di violenza senza pensarci due volte. Non saprei. Dovreste spiegare meglio questo aspetto.

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    3. Quello che considerano un "predominio culturale" è un piccolo salotto dove invitano soltanto i loro amici. La vera cultura non è nei circoli chiusi dove diffondono i semi di una ideologia aberrante. Questo è il motivo per cui il fumetto in Italia vende poco e non viene considerato cultura in senso stretto. Tex vende molto proprio perché è lontano dalle idee malefiche della sinistra. Le copertine di Adam Wild sono state contestate fin dall'inizio. Possiamo pensare soltanto che la Bonelli abbia destinato alle opere di Manfredi artisti non eccelsi. Sulla religione e la Fede, la sinistra ha sempre mantenuto un atteggiamento aggressivo e di aperta ostilità. Vedono nella Fede un concorrente del modello sociale ispirato dalla loro folle perversione ideologica. Tutti elementi che, infine, si rendono indigesti per i lettori. Il fallimento di Adam Wild si specchia anche in questa considerazione. Si potrebbe dire: basta serie vecchie, basta con autori che appartengono ormai ad un'altra epoca storica rimasta ferma alle idee nate dalla delusione della mancata rivoluzione rossa in Italia dopo la II guerra mondiale, basta con fumetti che attaccano la Fede e hanno poco rispetto per la vita umana.

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  2. chiude nel 2016 perchè dura 24 numeri

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    1. Adam Wild è partito effettivamente come maxiserie di 24 numeri, ma durante i primi mesi di uscita una strana euforia si era impadronita di alcuni opinionisti, se possiamo usare questo termine, che aveva fatto preludere ad una prosecuzione oltre la conclusione programmata alla 24esima uscita. Non è stato così e viste le premesse non poteva esservi diverso sviluppo. E' impensabile nella attuale situazione di mercato che una serie così di settore (o di nicchia) come Adam Wild possa prosperare. Lo stesso Manfredi in una intervista citata nel nostro articolo aveva espresso difficoltà a "mantenere i lettori". Si può, dunque, assumere in ipotesi che la collana abbia costantemente perso lettori e che continui a perderne. Tanto che la decisione di una possibile prosecuzione, probabilmente, non è mai stata presa in considerazione. Nel 2016 chiuderanno sia Adam Wild sia Lukas e sembra che non saranno sostituite da altre collane. Anche di Morgan Lost non si parla più da nessuna parte. E difficilmente la collana potrà andare avanti per molto.

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  3. Vabbe adesso non esagerate. Di Morgan Lost e' uscito un solo numero e quindi e' impensabile esprimere giudizi o fare previsioni.

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    1. Non è questione di esagerare o meno, ma la presa d'atto che di Morgan Lost non parla più nessuno, forse perché molti non lo hanno nemmeno trovato in edicola.

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