mercoledì 25 novembre 2015

BONELLI E LA CRISI DEL MERCATO: E SE IL FUTURO FOSSE UNA SERIE REGOLARE DI KIT WILLER TUTTA A COLORI?

Che cosa sta succedendo in seno alla Sergio Bonelli Editore? Gli autori litigano sui social network, pubblicano gli elenchi dei loro presunti successi, addirittura citano i dati di vendita delle loro opere, come se fosse una gara a chi è più bello e intelligente! Disegnano un obiettivo sull'altro e scatenano le truppe all'assalto in un gioco che diverte e preoccupa i lettori. Qualcuno ha ipotizzato che tutto faccia parte di un piano studiato per portare attenzione sulle rispettive collane. Intanto litighiamo e poi vediamo se qualcuno, che non ha mai letto Adam Wild, spinto dalla curiosità compri la collana. Adam Wild chiuderà con il numero 26. La decisione è stata presa e dubitiamo, a meno di clamorosi rivolgimenti, che la Bonelli tornerà sui suoi passi. Manfredi non ha citato dati di vendita precisi, ma ha affermato che il livello di sicurezza presso la Bonelli è oggi di 20.000 copie e Adam Wild era finito sotto questa soglia. Per qualche mese avranno atteso, ma vedendo che la situazione non migliorava hanno deciso di fermarsi. E poiché i dati di vendita arrivano dopo 4-5 mesi, è probabile che la decisione sia stata presa quando i lettori hanno letto i numeri 9-10. Se Adam Wild chiude con il numero 26 significa che gli artisti hanno ricevuto l'ordine di stop. Le sceneggiature sulle quali Manfredi ha lavorato in questo periodo (cioè, quelle dei numeri 25-26) sono state le ultime. Adam Wild non sarà l'unica serie che chiuderà nel 2016. A febbraio sarà il turno di Lukas di salutare i suoi lettori. Il progetto era partito come maxiserie di 24 numeri. Se va bene si continua. Altrimenti stop. E visto che i fumetti in casa Bonelli hanno una gestazione di 12 mesi, i conti si fanno intorno alla decima uscita. Se i dati sono buoni lo scrittore riceve l'ordine di proseguire, altrimenti stop. Come devono essere questi dati? Quanto meno, le vendite dovrebbero essere sopra il punto di pareggio e non di poco. L'editore è consapevole che i tempi sono difficili e una perdita non può essere tollerata. Ma c'è un'altra considerazione da fare: loro credono che una miniserie ha più chance di una serie regolare. Sbagliato. Se il lettore sa che di quella collana usciranno dodici numeri, aspetterà i pareri su internet e se deciderà di prenderla non la ordinerà in fumetteria o al servizio arretrati della casa editrice. Aspetterà che la serie finisca per recuperarla nell'usato a buon mercato. Con circa dieci euro è possibile portarsi a casa una intera annata di una collana. Ventisei numeri da Adam Wild nell'usato valgono, più o meno, 15-20 euro nella migliore delle ipotesi a fronte di una spesa di quasi novanta euro se qualcuno volesse comprare i fumetti in edicola. Che senso ha svenarsi? Si attende e si legge tutto insieme a buon prezzo.
 

Allora bisogna fare serie regolari? Sbagliato. Nella attuale situazione del mercato con un budget fisso nessuno si imbarcherà mai in una serie regolare dalla durata indefinita. Oggi le certezze in casa Bonelli sono Tex e Zagor. Il resto vaga nel dubbio. Si parla di Adam Wild perché Manfredi ha citato il dato delle 20.000 copie come soglia di sicurezza. Bisognerebbe allora chiedersi quante altre collane sono nella stessa situazione. Il primo pensiero corre a Martin Mysterè per un motivo preciso. Nel giugno 2014, il sito Fumettologica, citando dati ufficiali appresi dall'ex-direttore Mauro Marcheselli, sosteneva che la collana del detective dell'impossibile vendeva 20.000 copie! Da allora è presumibile che le vendite abbiano proseguito a calare. Lo dimostra il fatto che il tanto citato rilancio del personaggio, di cui si parlava già alla fine del 2014, è stato rinviato dall'editore alla fine del 2016! Perciò, ci domandiamo: se oggi Martin Mysterè vende meno di 20.000 copie, cioè meno del punto di pareggio, che speranza ha di arrivare alla fine del 2016 per un rilancio al quale non crede ormai più nessuno? E dopo Martin Mysterè un'altra serie che rischia è Le Storie, che lo scorso anno era di un filino sopra Martin Mysterè. Se saliamo un po' su troviamo Orfani, che nel 2014 girava a 29.000 copie e che oggi, molto probabilmente, gira sulle 23-24.000 copie. Lontana dalla soglia di sicurezza, ma non troppo. A suo modo, Orfani è stato un flop. Il suo autore-creatore in una intervista minacciava gesti clamorosi se non avesse riempito il San Paolo, che ha più di 80.000 spettatori, mentre in un'altra intervista affermò che l'editore aveva stanziato 3 milioni di euro per le prime due stagioni. Tre milioni di euro per vendere meno di trentamila copie? Otto anni fa una serie con prospettive di vendite così basse non sarebbe stata nemmeno presa in considerazione. In casa Bonelli oggi sanno che avrebbero ottenuto lo stesso risultato, cioè meno di trentamila copie, senza uno stanziamento così forte. Poi c'è Morgan Lost. Il secondo numero si è comportato come il primo. Molte critiche sulle community di settore. Serie vecchia che ha denotato tutti i motivi per cui ha chiuso Brendon, altra serie scritta da Chiaverotti. In giro c'è ancora qualcuno che si dimostra infastidito quando vengono diffusi i dati di vendite. Poi arriva la notizia che la collana chiude e tutti a meravigliarsi o a indignarsi. Con Adam Wild è successa la stessa cosa. Succederà per Morgan Lost e per Martin Mysterè. Non sappiamo perché Mauro Marcheselli ha deciso di lasciare la Bonelli, al di là dei motivi ufficiali. Forse non era d'accordo con il modo in cui stavano andando le cose? Non possiamo saperlo. Ma lo immaginiamo.
 
E il futuro cosa porterà? Di questo passo un ulteriore abbassamento del livello di sicurezza. Le 20.000 copie di oggi potrebbero già diventare 15.000 il prossimo anno. Una scelta che avrà effetti nefasti su autori e disegnatori, che subiranno tagli nei compensi. Si vende di meno, si incassa di meno, si paga di meno. Volete lavorare? Volete avere le vostre serie in edicola? I prezzi di copertina saliranno ancora forse fino a 3,50 euro e il numero delle proposte diminuirà. Tornando al discorso di cui sopra, ha fatto male Gianfranco Manfredi a non pubblicizzare Adam Wild? Non possiamo saperlo, ma se con tutta la promozione che ha avuto una serie come Orfani, il risultato è un dato di molto inferiore a trentamila copie, significa che la promozione non serve se il fumetto presenta contenuti deficitari sotto molti aspetti. Qualcuno ci scrive e ci chiede di fare qualcosa. Il vostro sito è tra i più seguiti, soprattutto tra gli addetti ai lavori. Citate dati che gli altri per rapporti diretti e indiretti con gli editori non possono citare, pur essendo dati pubblici reperibili con facilità sulla rete. Le vostre recensioni sono molto accurate, parlano di contenuti politici che gli altri hanno paura di toccare. Perché non fate qualcosa? Non siamo editori. Non spetta a noi trovare le soluzioni per uscire dalla crisi. A volte indichiamo una direzione, altre volte una posizione neutrale. In casa Bonelli ci sono due certezze, cioè Tex e Mauro Boselli. Perché non creare una serie collegata a quella inedita? Il pensiero corre a Kit Willer. Perché non farci una serie regolare? Se Tex vende, grosso modo, circa 170.000 copie e ha uno zoccolo duro di fan, una serie del figlio di Aquila della Notte potrebbe vendere anche 50.000 copie. Se la scrivesse Boselli sarebbe il massimo. Il Qualcuno (un Qualcuno molto famoso) continua e ci scrive ancora: vista l'importanza del vostro sito non potreste parlare bene del fumetto Alfa o del fumetto Beta? Noi parliamo bene dei fumetti che incontrano i nostri gusti e che per tale motivo consigliamo. A proposito dell'idea di una serie del giovane Kit Willer, perché non farla a colori? Il titolo: Kit Willer! Il piccolo Falco. No, si preferisce investire su serie come Adam Wild, Morgan Lost e Orfani e poi ci si lamenta che le cose non vanno bene. E' un ragionamento semplice. Quando le cose vanno male, si punta a rafforzare quello che va. Tex va e allora iniziamo a proporre serie collegate a Tex. E qui ci fermiamo perché non siamo editori. Chi ha ragione? Il partito della promozione continua sui social o il partito dell'autore che ritiene che le sue opere camminino da sole? Ogni aspetto è legato all'altro. Ma di cosa fare promozione? Cominciamo con Tex e poi vediamo. Kristoffer Barmen.

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