sabato 7 novembre 2015

DIABOLIK SWIISSS N. 256! LA MEGA-RECENSIONE! GINKO CONTRO GLI HIPPY! IL MONDO SI CAMBIA LOTTANDO!!!

Anche se in modo velato la politica faceva capolino nelle storie classiche di Diabolik, quelle che tutti i mesi Astorina propone nella collana Diabolik Swiisss, una ristampa cronologica di tutte le storie del Re del Terrore. Si parla di hippy, la comunità di balordi che negli anni sessanta predicava, sotto le mentite spoglie di propositi di pace, il disordine e il caos sociale. Il loro obiettivo era creare le condizioni per far sollevare le masse contro i governi democraticamente eletti. Dalla loro creazione verso la metà degli anni sessanta in poi piantarono i semi di un modello sociale socialista che rifiutava regole e sistemi di vita civili. Erano dediti all'uso di sostanze stupefacenti e praticavano riti sessualmente disordinati. Cosa ci si potesse aspettare da questa massa di tossicomani incalliti non era chiaro ma molti credevano davvero che questi balordi incarnassero ideali di pace e di amore. Questa storia di Diabolik è stata pubblicata in origine nel numero 26 del 24 dicembre 1973 ed in quel periodo il movimento era in totale disfacimento. Sorprende e non poco che nella quiete della città di Clerville si aggirassero come ombre questi individui moralmente corrotti e strumentalizzati da poteri occulti. A Lampea viene scoperta la tomba della principessa Atrur piena di gioielli antichi dal valore inestimabile. Per mostrare al mondo queste meraviglie viene allestita nel locale museo una mostra. Diabolik pensa subito di impossessarsi del tesoro e organizza un piano. Per prima cosa penetra nella ditta Godard per scoprire i codici del sistema di sicurezza del museo. Nei pressi della cittadina ha già organizzato un rifugio che gli servirà come base. Ma il giorno dopo un incendio devasta la pineta e distrugge la casa! La cosa lo insospettisce. E se si trattasse di un tranello teso da Ginko per catturarlo? Diabolik non può rischiare. Deve fare attenzione. A Lampea, intanto, è nata una piccola comunity hippy. Diabolik e Eva li avvicinano per capire se sono una minaccia. Ma essi affermano di vivere in pace e di aiutarsi l'uno con l'altro. La scena è assai edulcorata e il disegnatore non mostra l'altro volto di questa gente, sempre dedita al consumo di droga, ai disordini e alla sedizione. La mostra ha successo. Cala la notte e Diabolik agisce.
 

Ancora non si fida del suo nemico. Crede che l'incendio che ha distrutto il suo rifugio non sia stato il frutto di una tragica fatalità, ma la tessera di un complesso mosaico. Eva è già appostata, ma Diabolik gli ordina di seguire Ginko e assicurarsi che torni effettivamente a Clerville. La macchina si ferma sotto la casa di Altea, la fidanzata storica del poliziotto. Quando l'uomo entra in camera si toglie la maschera! Non è l'ispettore Ginko, ma un poliziotto che ha preso il suo posto. Il vero Ginko è ancora a Lampea pronto a catturare Diabolik appena questi si farà vedere. Un minidirigibile si avvicina alla struttura e un'ombra si cala in uno dei condotti. I poliziotti gli sono subito addosso, ma si tratta di un manichino con un microfono! Il vero Diabolik è fuori e non appena capisce che il museo era pieno di uomini di Ginko scappa. Ha fatto bene a dubitare fin dall'inizio. In un modo non del tutto chiaro viene scoperto e inseguito dalla polizia. Ed è in quel momento che compaiono gli hippy! O meglio alcuni di loro sono poliziotti travestiti, tra cui lo stesso Ginko. Una metafora per dimostrare che tra gli hippy vi fossero effettivamente dei sobillatori? Diabolik semina i poliziotti ma ormai la zona è circondata. Non ha scampo. Posti di blocco sono ovunque e nel frattempo altri uomini accorrono. Poco dopo una donna anziana viene svegliata nel cuore della notte. Un vagabondo è penetrato nel suo negozio e sta rubando. La polizia interviene subito e lo arresta. Siccome nella cittadina non ci sono prigioni, devono portarlo a Lampea. Ma quel vagabondo è Diabolik. Avendo realizzato di non poter rompere l'accerchiamento, l'unico sistema era farsi arrestare fingendosi un altro e quando la pattuglia lo avrebbe portato fuori dalla zona circondata si sarebbe liberato. La notte passa e Ginko capisce di essere stato giocato per l'ennesima volta dal suo nemico. Nell'ultima pagina Ginko racconta ad Altea la sua esperienza. Mentre la donna si dimostra solidale con gli hippy, Ginko afferma: io non riesco ad essere completamente d'accordo con loro. Il mondo si cambia lottando e non rifiutandolo. Questa storia è del 1973 e almeno sappiamo che le sorelle Giussani, non condividevano le idee folli degli hippy. Dimitry Temnov.

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