mercoledì 11 novembre 2015

DIABOLIK SWIISSS N. 257! MEGA-RECENSIONE! AVVENTURA SULLE ALPI CON TINTE GIALLE! UNA GRANDE STORIA!

E' un criminale, ma è leale. Quando dà la parola, la mantiene. Con queste parole si chiude una storia del Re del Terrore grandiosa. Forse una delle migliori degli anni settanta ristampata in questo numero 257 della serie cronologica Swiisss. Diabolik e Eva si trovano all'aeroporto di Sarn, una cittadina che potrebbe essere idealmente collocata in qualche zona della Svizzera o dell'Austria. Fra poco salirà sull'aereo che lo riporterà a Clerville, ma non è un viaggio di piacere quello che lo ha condotto lì. Tra i passeggeri c'è il gioielliere Harvin. Nella sua valigetta ci sono preziosi del valore di centinaia di milioni. Il piano di Diabolik è audace e folle. Quando l'aereo sarà in volo, ruberà i gioielli e poi si lancerà con il paracadute. Eva lo aspetterà ad un rifugio costruito sulle Alpi. A causa delle condizioni metereologiche l'aereo precipita sulle montagne. I sopravvissuti sono pochi. Oltre a Diabolik, ci sono Jordan, che è un professore di psicologia all'università di Sarn, Manning, che è un tipo basso e tarchiato, patrizia e altri. Diabolik è ancora privo di conoscenza. La maschera che indossava è tranciata a metà e gli altri passeggeri non hanno difficoltà a riconoscerlo. Tra i superstiti c'è anche Harvin, che ha ragione più degli altri di temerlo. Ha capito che la presenza di Diabolik nell'equipaggio era stata determinata dai suoi gioielli. Sono vivi, ma in pericolo. La tempesta di neve è ancora attiva e i soccorsi non arriveranno prima della sua conclusione. Devono muoversi in fretta. Diabolik accetta di aiutarli. E' esperto in questo tipo di situazioni e si era preparato con l'attrezzatura adeguata. Gli altri promettono di lasciarlo andare in cambio della sua guida. Il gruppo si muove compatto. Durante la traversata della montagna due perdono la vita durante il cammino. Diabolik dimostra fermezza, autorevolezza e conquista il cuore di Patrizia. Dopo un paio di giorni giungono nei pressi di una baita. Sono fuori pericolo e Jordan, fedele ai patti, permette a Diabolik di andarsene. La storia sembra finita qui, ma ecco che iniziano i colpi di scena. Diabolik viene subito catturato!
 

Mentre stava riposando nella biata, un gruppo di uomini armati fa irruzione e lo prendono. Diabolik è perduto. Solo Eva può aiutarlo. La polizia è stata avvertita e Ginko sarà sul posto entro qualche ora. Ma quando l'indomani arrivano le forze dell'ordine, Diabolik è sparito! Cosa è successo? Nella baita viene ritrovano il corpo del gioielliere Harvin. Dei preziosi non v'è traccia. Il quadro risulta subiot chiaro. Diabolik si è in qualche modo liberato dalla prigione improvvisata, ha ucciso Harvin e rubato il tesoro. Diabolik giunge al rifugio poco lontano dove l'aspettava Eva. Ma non è stato lui a commettere furto e omicidio. Chi è l'assassino allora? La storia inizia a tingersi di giallo. Come in un moderno crime, gli elementi si addensano e cercano di portare fuori strada il lettore più attento. Anche Ginko è dubbioso. Sull'arma del delitto non ci sono impronte. Qualcuno deve averle cancellate. Ma se è stato Diabolik ad uccidere Harvin che bisogno aveva di assumere tale precauzione? Forse si tratta di qualcun altro che sperava di far ricadere su Diabolik la colpa dei crimini. Il giorno dopo Patrizia torna alla baita in montagna. Chiede di entrare nella stanza dove si trovava Harvin. Era rigido ma non cattivo e le era riuscito simpatico. Vorrebbe mettere un mazzo di fiori dove è stato uccsio. Appena entrata si imbatte in Ginko che la stava aspettando. E' stata lei ad uccidere il vecchio e poco prima a liberare Diabolik perché questi, una volta fuggito, si sarebbe accollato la responsabilità delle sue azioni. Patrizia confessa di essere una ladra. Era salita sull'aereo con lo scopo di assaltare il vecchio Harvin alla prima occasione. L'incidente e l'arrivo di Diabolik l'hanno solo rallentata. La storia ricorda molto da vicino una tragedia che si era verificata qualche mese prima di questa storia. Ci riferiamo al noto caso di una squadra di rugby uruguaiana precipitata con il loro aereo sulle Alpi. Alla fine i superstiti saranno costretti a mangiare i cadaveri per nutrirsi. I credits attribuiscono i disegni a Zaniboni e Coretti, ma il primo non si vede, per fortuna. Gunnar Andersen.

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