venerdì 6 novembre 2015

DK (PRIMA STAGIONE) N. 1 DI 4! MEGA-RECENSIONE! DIABOLIK IN VERSIONE COMIC BOOK USA NON CONVINCE!!!

Fin dalla sua costituzione avvenuta nel 1962 la Astorina ha presentato un solo personaggio, Diabolik, in mille avventure, edizioni, volumi speciali, ecc. e mai era stata presa in considerazione l'idea di creare Altro! La svolta nel 2012 quando, per ragioni ancora oggi del tutto incomprensibili, Astorina decide di affidare la gestione dei suoi diritti internazionali ad un editore concorrente, la Panini Comics! L'annuncio venne dato sul sito dell'editore modenese il 13 giugno 2012. Non che la casa editrice di Diabolik all'estero sia andata particolarmente bene negli anni e forse il direttore generale Gomboli avrà pensato che siccome la Panini gestisce all'estero i diritti della Marvel e di tante altre case editrici formalmente sue concorrenti, perché non aggiungere anche Diabolik? Magari ne uscirà una visibilità maggiore del personaggio nel mondo! Sarà, ma sta di fatto che attualmente, dopo tre anni di gestione Panini dei suoi diritti, Diabolik è pubblicato solo in India! Perché poi Panini dovrebbe darsi da fare per pubblicizzare un prodotto di una casa concorrente in altri Paesi ove è presente coi suoi prodotti è ancora da capire. L'appeal di Diabolik all'estero è pari a zero. Forse era già tutto deciso. Entrare nel raggio d'azione di un editore come quello delle figurine che pubblica principalmente fumetti in formato comic book significa, prima o poi, uniformare la propria linea di prodotti a quelle date caratteristiche. Quattro mesi dopo lo storico annuncio prende forma il progetto DK, vale a dire la creazione di una versione comics di Diabolik, strutturato come un personaggio in grado di essere recepito da lettori abituati alle gesta di supereroi mascherati in improbabili avventure che con il Diabolik classico non hanno nulla a che vedere. Non sappiamo se la decisione di creare una versione comics di Diabolik sia stata presa dai vertici dell'Astorina in autonomia o su pressioni della Panini e quindi della Disney, ma come viene spiegato nell'articolo redazionale a pagina 1 il progetto DK venne presentato per la prima volta al pubblico italiano in occasione di Lucca Comics & Games 2012 sotto forma di un Work in Progress, ovvero un volume cartonato di grande formato che presentava una ventina di tavole, alcune complete, altre solo a china, sceneggiatura e soggetto. Il volume doveva porre le basi di quello che sarebbe potuto essere un Diabolik se creato ispirandosi ai comics americani di supereroi! L'anno dopo, nel 2013, il volume completato con i suoi otto capitoli venne pubblicato all'interno della collana Il Grande Diabolik. Il progetto prese il volo decisivo e pochi giorni fa, dopo un altro anno di gestazione, arriva nelle edicole DK n. 1 nel classico formato 17x27, 72 pagine spillato, a colori, copertina semirigida, prezzo di 3,50 euro. Tre anni per realizzare un albo di appena 72 pagine? Noi riteniamo che se tanto valeva fare un comic book sarebbe stato meglio rivolgersi a chi i comic book li hanno inventati, cioè gli americani. Non sarebbe stato difficile trovare un autore e un disegnatore disponibili. Ce ne sono tanti in Usa. E il risultato sarebbe stato nettamente migliore di quello che abbiamo tra le mani. Una imitazione mal riuscita di un comic book di supereroi anni '90.
 

Se Diabolik entra nel raggio d'azione della Disney-Panini deve adeguarsi al modo marvelliano di presentarsi ai lettori. Gli americani mal digerirebbero l'idea di leggere le avventure di un criminale mascherato che lancia pugnali e usa maschere per ingannare i suoi nemici e legato ad una donna in un contesto sociale e familiare che negli Usa suona come alieno. Il futuro di Diabolik è questo DK? Speriamo di no, perché significherebbe tradire la passione di centinaia di migliaia di lettori italiani, che non accetterebbero mai di leggere le avventure di Diabolik come se fosse un personaggio della Marvel di una Terra Alternativa. Gli autori scelti per la realizzazione del progetto sono lo stesso direttore Mario Gomboli che ha creato il soggetto, Tito Faraci per la sceneggiatura e Giuseppe Palumbo, che i lettori conoscono per le sue avventure sul Grande Diabolik. Noi ci chiediamo se Gomboli e Faraci abbiano letto molti comics perché quello che vediamo è qualcosa che con i comics ha poco a che spartire. Situazioni paradossali, azione senza capo né coda e una struttura narrativa lontana anni luce da quella di un albo Marvel o DC Comics. L'idea di base della storia è semplicistica. Una organizzazione segreta nota come i Giustizieri, che in alcuni tratti richiama le logge massoniche deviate, crea i presupposti per attirare un misterioso criminale abbigliato con una calzamaglia di colore nero che nessuno ha mai visto, ma che tutti conoscono come inafferrabile. Lo chiamano Ombra della Notte. Il nome Diabolik non compare mai in questa storia, né quello di DK. C'è l'ispettore Ginko che crede nella sua esistenza, ma gli altri poliziotti lo credono pazzo! Non c'è Eva Kant e non si vedono altre donne. Lui stesso asserisce di non sapere chi è come il vero Diabolik e la macchina storica è sostituita da una Jaguar. Usa coltelli ed è abbastanza volgare. E' cattivo, tanto. Feroce. Uccide a sangue freddo, senza la minima esitazione, forse nel disperato tentativo degli autori di richiamare la ferocia del primo Diabolik, quello delle sorelle Giussani. Tentativo fallito. Questo DK è una macchina assassina priva di emozioni. Il suo scopo è rubare, ma per quale motivo? I nomi sono tutti americanizzati. Non viene ripresa la tradizione Astorina dei nomi mezzi italiani e mezzi stranieri. Il soggetto non ci è piaciuto e forse è per questo motivo che da anni abbiamo smesso di leggere le avventure di Diabolik inedite. Gomboli non è le Giussani. I limiti ci sono tutti, anche se le storie che compaiono sul Grande Diabolik non sono male. Fenomenale come al solito la sceneggiatura di Faraci, che forse con una idea migliore avrebbe potuto lavorare meglio. I disegni di Palumbo non ci sono piaciuti. Se l'idea era quella di replicare lo stile dei disegnatori Usa, non ci è sembrato riuscito. Il tratto è molto incerto. Serviva maggiore precisione. Più accuratezza, soprattutto nella realizzazione dei volti e delle prospettive. Le tavole sono sgranate, come se fossero ingrandimenti di quelle adatte al formato pocket. I balloon pure. Troppo grossi e invasivi. Troppo testo. Il comic attuale si legge in pochi secondi. Un misto di quello che è il classico fumetto di Diabolik con ciò che è il comic book.
 
Il risultato, secondo noi, è stato pessimo. I primi due capitoli sono molto veloci, confusionari. Non si capisce l'idea sottostante. Diabolik agisce, ma sembra un robot teleguidato. Non ha emozione. Ruba, uccide, ma non pianifica. Chi è questa misteriosa ombra della notte? 72 pagine e nemmeno un indizio su chi sia, cosa vuole, da dove proviene. L'albo si apre con lo sfondo di una città futuristica. Non è Clerville, per fortuna. Sembra una metropoli americana, ma potrebbe essere orientale. Magari cinese. Arthur Donnell si alza dopo avere consumato l'ennesimo rapporto sessuale con la sua amante. Deve uscire presto. Il marito della donna potrebbe ritornare da un momento all'altro. In garage lo aspetta una banda di ladri che vuole rapinarlo. DK li uccide senza pietà. Donnell sta per ringrazialo, ma DK uccide anche lui spezzandogli il collo! Mah. Si sostituisce a lui e si precipita alla villa di George Miller, di cui Donnell è un collaboratore. Una volta entrato nel palazzo indossa la maschera dello stesso Miller, che già ha ucciso in precedenza. Si impadronisce dei preziosi nel suo studio e fugge. Il primo episodio si conclude così. DK ha ucciso sette persone. Ha rubato gioielli. Trama zero. 21 pagine che poteva essere riassunte in 4 tavole. La seconda storia lo vede inseguito dalla polizia. Un altro massacro. Uno degli agenti è ferito. Invoca il suo aiuto e lo vede in faccia. DK lo uccide senza pietà. La terza storia costituisce il punto di sbocco dei riferimenti delle due storie precedenti. Una misteriosa organizzazione segreta chiamata i Giustizieri ha creato i presupposti delle sue azioni e ora vorrebbe che Lui lavorasse per loro. Evidenti le assonanze di questa organizzazione con le legge massoniche. La misteriosa donna che parla con DK ha il volto coperto da un cappuccio. DK non lavora per nessuno e non ha padroni. Ruba gioielli e uccide come mezzo strumento comune per raggiungere i suoi obiettivi. Ha una astuzia fuori dal comune. Mentre parlava con la donna. Un piccolo laser ha aperto un foro nel pannello di vetro blindato che la proteggeva. Se non lascerà uscire DK morirà per il cianuro che vi ha inserito. Cosa dire di questo fumetto? Diabolik è nato come fumetto nero, ma DK è veramente Altro. Non è Diabolik, per intenderci. Astorina vuole buttarsi nel mercato dei comic book e vendere i suoi fumetti all'estero? Se non ci riesce con Diabolik non ci riuscirà con DK. Perché creare un comic book? Dietro ci sono pressioni della Panini, che pubblica i comic book della Marvel in Italia e in altri Paesi del mondo? Come sta proponendo la Panini i diritti Astorina all'estero? Oggi Diabolik è pubblicato solo in India e dopo tre anni si può affermare che il bilancio di questa gestione sia negativo. E allora visto che Diabolik all'estero non piace, avranno pensato che fosse cosa buona crearne una versione all'americana! Se questo era lo scopo bastava rivolgersi ad autori americani e il risultato sarebbe stato migliore di quello che abbiamo visto finora. A tavola 9 dell'episodio due, un vecchio invoca il pentimento delle persone. Sul berretto ha il simbolo di una piramide con quello che sembra un occhio. Un altro simbolo massonico. Kristoffer Barmen.

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