venerdì 27 novembre 2015

LE DIFFICOLTA' DELLA DC COMICS IN ITALIA: DISORGANIZZAZIONE, SUPERFICIALITA' E SCARSI INVESTIMENTI!!!

Il problema che affligge le serie DC in Italia, impedendo che esse siano recepite da una più larga fascia di pubblico, è, secondo noi, la cura editoriale che queste collane hanno avuto negli ultimi quindici anni. Tra il 1990 e il 2006 i diritti DC appartenevano alla Play Press e nel primo quinquennio di gestione le vendite si erano dimostrate buone, ma pur sempre nella misura del 50% rispetto a quelle degli albi Marvel. Nel 1994 la collana dell'Uomo Ragno, anche dopo il passaggio alla Marvel Comics Italia s.r.l., poi inglobata nella Panini, vendeva in media 30.000 copie per numero. Superman pubblicato dalla Play Press vendeva all'incirca 15.000 copie. Le altre serie Marvel e DC Comics vendevano meno. Una serie chiudeva se scendeva sotto le 5.000 copie, come accadde al mensile di Flash, uscito per la Play tra il novembre 1994 e il gennaio 1998. Con l'inizio degli anni 2000 è iniziata una crisi che ha stroncato sul nascere gli sforzi compiuti nel decennio precedente. Dietro il successo della gestione Play Press c'erano le menti pensanti di Alessandro Bottero e Andrea Materia, che erano gli equivalenti di Marco Marcello Lupoi e Luca Scatasta della Star/Panini. Quando agli inizi del 1994 la Play perse i diritti Marvel, essendo costretta a chiudere collane di buon successo come Thor, Iron Man, X-Marvel, l'editore romano puntò tutto sulla DC Comics. Acquisì i diritti di Superman e Batman dalla Glenat Italia, completando la rosa di personaggi DC che già controllava. La Play Press divenne una sorta di succursale della DC in Italia. Tra il 1993 e il 1998 arrivò il successo. Per allargare ancora di più la fascia di lettori, furono acquisiti i diritti di pubblicazione delle serie Valiant e nelle edicole fiorirono collane come Turok, X-O Manowar. Ci fu persino spazio per una serie di Star Trek, che chiuse con il numero 8. In quel periodo nelle sale cinematografiche infuriava il film Generazioni! Poi arrivò il declino.
 

Botterò lasciò la Play Press nel 1998, mentre Andrea Materia resistette ancora qualche anno. L'editore romano chiuse tutte le collane da edicola tra il 1998 e il 2000 e inaugurò una linea di volumi da libreria, facendo da apripista a tanti editori o presunti tali che negli anni seguenti imitarono questa scelta folle. Il parco lettori, invece di incrementarsi, si ridusse ancora e il mercato conobbe, a partire dal 2001, una crisi che ancora oggi fa sentire i suoi effetti terribili. I fan di Superman passarono dal quindicinale che costava 3.500 lire ad un volume da libreria che aveva un prezzo di copertina di 18.000 lire dalla periodicità indefinita. E così tutte le altre serie DC, che sparirono dalle edicole. Molti furono costretti a leggere gli albi in lingua originale, anche se era difficile seguire gli eventi Usa senza dissanguare i magri portafogli. La DC non si riprese più in Italia e verso la metà del 2006 la Play preferì mollare i fumetti non rinnovando il contratto con gli americani. Da qualche tempo, i lettori avevano cominciato a fare la conoscenza con il gruppo arzanese Alastor, che distribuiva nelle fumetterie il catalogo Mega, una sorta di Preview all'italiana. Iniziò il dominato di Pasquale Saviano sulla DC Comics, dapprima in stretto contatto con la Planeta, che acquisì i diritti per il quinquennio 2006-2011 e poi da solo dal 2012 ad oggi. Furono commessi due grossi errori, che stroncarono le possibilità per la nuova DC di reimporsi in Italia. La Planeta disponeva dei suoi editor in Spagna e non aveva alcuna intenzione di affidarsi agli italiani. Gli albi venivano preparati e stampati a Barcellona, caricati su grossi camion e spediti nei vari Paesi in cui la Planeta aveva l'esclusiva. La co-produzione offriva diversi vantaggi, tra cui quello di colmare le perdite di un Paese con il surplus derivante da altri Paesi. Ciò permise alla Planeta di inondare di materiale edicole e librerie. Una vera e propria goduria per i lettori.
 
La Planeta preparava gli albi destinati all'Italia con il materiale di produzione, che veniva preparato in Italia da alcuni service, Magic Press, Double Shot e 001 Edizioni. Traducevano i testi, curavano il lettering e il tutto veniva inviato a Barcellona, che stampava e inviava il tutto in Italia con la Alastor che distribuiva nelle fumetterie. Quando qualcuno si lamentava sulla pagina FB della Planeta dei ritardi nelle uscite, veniva risposto che la richiesta doveva essere presentata ad Alastor, che curava la distribuzione del materiale sulla base di un proprio e autonomo piano industriale. La Planeta fungeva semplicemente da tipografia e assorbiva una parte degli utili. Nella Magic e in Double operavano ragazzi come Alessio Danesi, Lorenzo Corti, Stefano Visinoni, Lamberto Lamarina, Elena Pizzi, ecc., molto noti su alcuni forum, tra cui Comicus, DC World, DC Leaguers e Bar dello Sport. Spesso i toni usati contro la Planeta erano negativi e in alcuni casi dichiaratamente offensivi. La colpa della Planeta veniva attribuita alla sua decisione di non creare una redazione italiana, nella quale i forumisti avrebbero lavorato, entrando così nel professionismo e distaccandosi dall'etichetta di collaboratori, cioè di chi svolgeva incarichi per gli editori senza contratto, tutele e forse senza essere rimborsati. Si riteneva che se tutto fosse stato preparato in Italia, sarebbero stati azzerati i frequenti errori di traduzione e di lettering, i ritardi nelle uscite, le serie scomparse, ecc. In realtà, i problemi erano legati all'assenza di una struttura editoriale stabile. Il materiale era frutto dei contributi estemporanei dei forumisti, cioè di semplici appassionati che nella vita facevano altro. Anche se una struttura simile caratterizzava la gestione di Panini delle serie Marvel, c'era una differenza: i collaboratori di Lupoi erano di un livello superiore, potendo contare sull'esperienza presso la Star Comics e la Play.

Quindi, mancanza di esperienza e lavoro di gruppo. Come chiarisce Fumetto d'Autore in un articolo pubblicato il 31 dicembre 2012, riferendosi alla produzione della Double Shot, che non aveva smesso di pubblicare, una cosa è produrre ogni anno una decina di libri curati in ogni particolare e prendere le pacche sulle spalle dagli amici forumisti, così come facevano i doubleshottari, una cosa è invece curare 35 uscite al mese come vuole fare la RW/Lion. Saviano non aveva a disposizione Lupoi, Scatasta, Meo, Lavagna, Bottero, Accolti Gil e gli altri editor che avevano accumulato esperienza e successo nel quindicennio precedente. I problemi, anziché attenuarsi, si incrementarono quando all'inizio del 2012 arrivò sul mercato la Rw Edizioni al posto della Planeta. Molti gridarono di gioia alla prospettiva di un editore italiano con una redazione italiana stabile, mettendo da parte la gestione Planeta. In realtà, non cambiò nulla. Saviano, era anche il proprietario della Rw, oltre che di Alastor-Pegasus e ciò che fece fu semplicemente quello di portare gli editor di Magic e Double Shot nella neonata redazione Rw! Creò tre divisioni, Lion, Goen e Lineachiara, imbarcando altri forumisti e membri di piccole associazioni culturali locali. Non professionisti, ma esordienti ai grandi livelli. E i problemi della gestione Planeta si rinnovarono e si moltiplicarono con profonda delusione da parte dei fan, molti dei quali chiudendo ogni acquisto Rw fino a quando i diritti DC non sarebbero passati ad altro editore e soprattutto ad altri editor! Dopo oltre dieci anni di gestione sostanzialmente alastoriana, tanti fan avevano detto basta. Nel frattempo, la distribuzione in edicola, da capillare è passato a un livello a macchia di leopardo. Trovare gli albi Rw in edicola è difficile perché nel frattempo le tirature sono state abbassate. Si stampa quello che si è sicuri di vendere in edicola e fumetteria o alle fiere-mercato.

E ne è nato il fenomeno delle edizioni che si esauriscono in poco tempo! Quelle che vengono descritte come seconde, terze o quarte ristampe altro non sono che microparti delle tirature di un tempo. Si stampano volumi di lusso, raccolte particolari per soddisfare palati fini di poche centinaia di collezionisti, ma il grande pubblico si è allontanato. Nella consapevolezza di non poterlo riprenderlo, si è deciso di puntare sulla nicchia, coltivando il piccolo orticello di poco più di 1000 fan duri e puri. Vale a dire circa il 10% dei lettori che c'erano negli anni novanta! Non che sul fronte Marvel la situazione sia tanto diversa. La Panini sta sfruttando gli ultimi scampoli di quello che un tempo era uno zoccolo duro di 20.000 potenziali lettori oggi ridottosi a poco più di 5.000 fan. Sapendo di non poter andare avanti solo con i supereroi, la Panini ha iniziato a stringere rapporti con editori più grandi, come Bonelli e Astorina e a fare man bassa di diritti di ogni genere, ma senza frenare l'erosione. Anche Panini sta scricchiolando. E' di poche settimane fa la notizia della cessione dei diritti Valiant alla Star Comics, dopo che due anni fa l'accordo che conclusero con i capi della grande V aveva ad oggetto addirittura la esportazione del marchio Valiant in molti Paesi europei. Se non ci credete, è scritto tutto qui. A distanza di due anni e un fallimento epocale, oggi i diritti Valiant sono della Star, che al massimo pubblicherà una manciata di volumi all'anno per le librerie! E ora si attende di sapere quale sarà la sorte degli altri diritti acquisiti negli anni precedenti, come quelli di Dark Horse, Dynamite, Image, Boom, ecc. Diritti svalutati da una gestione flop. Il futuro della DC in Italia si fa sempre più incerto. L'interesse non è cresciuto. E la Rw valuterà che si vende di più con gli adattamenti bonellidi da edicola di popolari fumetti Usa che con una serie di Aquaman o di Atom! Kristoffer Barmen.

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