lunedì 16 novembre 2015

L'UOMO RAGNO N. 637! CHE ERRORE NEGLI EDITORIALI SULLA PRIMA APPARIZIONE ITALIANA DI SILVERMANE!!!

Alla Panini Comics di Modena seguitano a pubblicare dati errati negli articoli editoriali e la cosa stupisce non poco dopo che il fatto è stato più volte segnalato e anche sul nuovo numero del quindicinale dell'Uomo Ragno il fenomeno si è purtroppo ripetuto. Nel numero 637 (non fate troppo caso alla doppia numerazione in cima sul lato sinistro della cover, perchè tra qualche mese, dopo la conclusione di Secret Wars, ripartiranno da uno, dando l'illusione ai lettori di trovarsi proprio davanti ad un primo numero) è stato riportato un altro dato errato, ma a questo punto dovremmo dire falso, perché non è possibile cadere in un errore assurdo. Alla pagina 79 viene riportato correttamente che la prima apparizione del Circo del Crimine risale negli Usa a Captain America Comics n. 5 dell'agosto 1941. In modo altrettanto corretto viene riportato che la prima apparizione italiana risale a Capitan America: The Classic Years del 1991. A differenza del primo rarissimo albo americano, il secondo è reperibile a buoni prezzi nel mercato dell'usato nazionale. Alla pagina 80 ritornano i dati sbagliati. Si menziona Silvio Manfredi, alias il mafioso Silvermane, apparso per la prima volta negli Usa in The Amazing Spider-Man (vol. 1) n. 73 del giugno 1969. E fin qui tutto bene, ma la prima apparizione italiana di questo albo viene attribuita addirittura ad un Marvel Masterworks: Spider-Man vol. 8, che corrisponde ad un numero non ancora edito in Italia! Il sito Panini lo riporta in uscita il 18 febbraio 2016! Se fate bene attenzione al sommario di questo volume al link della casa editrice delle figurine, noterete che esso pubblicherà i numeri 68-77 di The Amazing Spider-Man e quindi anche il numero 73 dove è apparso per la prima volta Silvermane! In realtà, questo albo americano è apparso per la prima volta in Italia in L'Uomo Ragno (prima serie) n. 74 del febbraio 1973 da parte della Editoriale Corno! Massimiliano Brighel questo lo sa molto bene. Se prendiamo l'Uomo Ragno Classic n. 22 del novembre 1992 della Star Comics di Perugia, notiamo che negli editoriali, firmati proprio da Brighel, si riporta che la prima uscita italiana di questo numero risale a UR Corno n. 74! Ma non è nemmeno questo il problema più grave. La cosa più assurda è che come prima apparizione italiana di un albo americano d'annata si citi un albo italiano non ancora uscito, ingenerando un doppio errore nei lettori. Il primo è far credere che prima di questo momento Amazing n. 73 non sia mai stato pubblicato in questo Paese. Il secondo è far credere che l'albo che lo pubblicherà per la prima volta avrà un notevole valore collezionistico. Se, invece, il fine era quello di facilitare i lettori, specie quelli più giovani, nella ricerca degli albi con le prime apparizioni dei personaggi allora si dovevano scegliere altre parole. Non prima apparizione italiana bensì apparizione italiana recente. Se, da un lato, è legittimo che una casa editrice attragga i lettori verso i propri prodotti, dall'altro non è legittimo che ciò avvenga facendo apparire come prime apparizioni degli albi che altro non sono che semplici ristampe! Ci aspettiamo che la Panini Comics pubblichi una doverosa correzione di questi dati errati.


La lunga premessa sui dati errati negli editoriali ha preso molto dello spazio che doveva essere dedicato alla recensione delle storie apparse in questo numero 637 del quindicinale di Spidey. Penultimo capitolo della saga di Spirale creata dal veterano Gerry Conway! Niente di eccezionale ed anzi se questa storia fosse stata pubblicata 35 anni fa, molto probabilmente lo scrittore americano sarebbe stato criticato senza pietà. Oggi, in considerazione della mediocrità delle storie Marvel, anche una avventura come questa è una pietra miliare, di molte leghe superiore a quella che Dan Slott ha abituato i suoi fan. Oggi l'Uomo Ragno è un fumetto destinato ad un pubblico di età non superiore a 7 anni. Una scelta precisa della casa editrice Usa fin dai tempi di One More Day. Una scelta dettata dall'obiettivo di vendere di più, di catturare nuovi lettori. Oggi nessuno dei due fini è stato raggiunto. Non sarebbe, quindi, meglio tornare alle storie classiche, liberando gli scrittori dalle gabbie attuali? Anche la storia dell'Uomo Ragno 2099 delude un po', quasi che Peter David abbia deciso di scendere la scala della qualità anziché salirla come aveva fatto nei primi episodi di Miguel O'Hara. Stanchezza? Poche idee? Attesa di catapultare il personaggio in Secret Wars? E la trama del Maestro che fine ha fatto? Per venti pagine Miguel scorrazza per la città per sfuggire alla sua amica trasformata in un mostro da una medicina del suo tempo. La ragazza torna normale. Ringrazia l'eroe e la storia finisce! Ottimi i disegni di Sliney, che sta facendo progressi enormi. Peter David disastroso. Si salvano le sceneggiature. Sullo stesso livello di mediocrità la storia della nuova Donna Ragno! Presumiamo che anche Dennis Hopeless abbia ricevuto la consegna di scrivere una avventura dai toni leggeri adatta ad un pubblico di bambini, ma almeno poteva chiudere la saga con una idea migliore di quella di questo numero. La protagonista convince la cattiva di turno che i suoi traumi non devono governare la sua vita e che d'ora in avanti la terrà d'occhio. La quarta storia dell'albo rivela qualche piccolo elemento positivo. Il dialogo tra Silvermane e Shocker vale il prezzo di copertina. Un grosso bravo a Nick Spencer, autore di una buona prova. I disegni dell'artista ebreo Steve Lieber richiamano quella innocenza degli anni andati, ma la scena in cui Shocker si butta a terra perché la finestra alla quale era affacciato era stata sferragliata dai proiettili degli uomini di Testa di Martello è stata davvero superba. Dell'errore del curatore della collana, Massimiliano Brighel, abbiamo già detto sopra. L'angolo della posta rivela un particolare curioso. La prima lettera è quella di un fan che sembra molto giovane. Pone domande elementari alle quali Brighel risponde con buon entusiasmo. Spiega cos'è un crossover, che significa tie-in, precisa che i volumi tipo Marvel Masterworks (coincidenza?) contengono ristampe, ecc. E' per caso una lettera vera? C'è la firma e non ne dubitiamo ma perché Brighel non rileva che, dato il tenore delle domande, il lettore è un neofita? Invece, esordisce scrivendo che lui ha posto domande interessanti! Scherzava soltanto? Gunnar Andersen.

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