mercoledì 18 novembre 2015

TEX N. 660! LA MEGA-RECENSIONE! SI CHIUDE LA PAGINA DI KID RODELO! TEX WILLER CONTRO JACK THUNDER!!!

Dopo due numeri pieni di azione e suspense spalmati su una trama molto convincente di Mauro Boselli, si conclude il ciclo disegnato dallo spagnolo Alfonso Font. Nei redazionali a pagina 4 si parla del volume intitolato L'eroe e la leggenda, scritto e disegnato da Paolo Eleuteri Serpieri. Sui social network e nei forum la storia è stata sommersa di critiche. Davanti ad un personaggio che non sembrava nemmeno Tex, soprattutto dal punto di vista grafico, i lettori hanno reagito nel modo consueto quando si tenta di imporre un cambiamento in una platea tradizionale. Critiche, critiche, critiche. Nell'articolo non ne potevano parlare. La logica promozionale permea ogni comunicazione della casa editrice tendente ad esaltare il prodotto, ma ogni tanto un po' di aderenza alla realtà non farebbe male. Eviterebbe a certi autori, che vivono in un mondo tutto loro, di capire che il mondo esterno è diverso da quello rappresentato nella loro fantasia. Il volume voleva imitare il modo con cui i francesi, che in campo fumettistico sono anni luce distanti dalla mediocrità del fumetto italiano, presentano i loro costosi volumi. Il prezzo era più basso e la qualità ne ha risentito. Il collezionista texiano ha risposto massiccio, ma con un groppo difficile da mandare giù. Così, nel secondo volume di questa collana, la Bonelli è ritornata sui suoi passi reinstradando Tex sui binari della tradizione. Testi dello stesso Mauro Boselli e disegni di Mario Alberti. In fondo al pezzo firmato da Graziano Frediani, direttore responsabile della collana, si parla di un volumetto semi-autobiografico di Mister No! La collana dell'alter-ego di Jerry Drake, come tutti ben sanno, ha chiuso per basse vendite nel 2006 dopo 379 numeri benché in questo momento sia presente con le ottime ristampe della Edizioni If del di Gianni Bono. Qualcuno ha pensato addirittura che la collana potesse rivivere con nuove avventure, ma l'attuale situazione di mercato non lo permette. Eppure per qualche giorno i più assidui frequentatori del pianeta della fantasia si sono dati da fare sui social, salvo poi mestamente rientrare nei ranghi. Passando alla storia di Tex di questo mese, Mauro Boselli ha costruito un grande personaggio, Kid Rodelo. Lo ha caratterizzato al punto giusto. Ha giocato con i lettori, dipingendolo prima come un ragazzo vittima della sua condizione, pieno di rancore, odio verso chi mostrava pietà per lui, ansioso di dimostrare pur senza un braccio di essere pericoloso come quando insieme alla banda di Jack Thunder seminava il terrore nel West. Nei numeri 658 e 659, ambientati nelle terre fredde del Canada, abbiamo sperato tutti che Rodelo si fosse redento, che avesse voltato le spalle al crimine. Le ultime pagine del numero 659 facevano temere il peggio. Rodelo si è riavvicinato a Thunder accettando di aiutarlo nel suo proposito di vendetta contro Tex. Sullo sfondo il dolore della sorella, la coraggiosa Dallas, che alle doti artistiche unisce l'abilità con la pistola e il suo innamorato perduto, Mike Foster, con cui dirige il saloon Lucky Star. Gli omicidi che hanno insanguinato la città canadese di Winnipeg servivano come mezzo per attirare Tex. Dietro si celava la mano di Thunder che nonostante fosse cieco, denotava una genialità criminale fuori dal comune. Un odio feroce nei confronti di Tex Willer. Ansioso di ucciderlo, di dimostrare la sua superiorità. Due numeri pieni di mistero, di tinte gialle, di omicidi e sparatorie nella migliore tradizione texiana. Un numero conclusosi con la cattura di Kit Willer da parte di Thunder e Tex e Carson alle prese con la trappola del genio del crimine che si andava delineando. E ora tutti i nodi vengono al pettine. Kid Rodelo è di fronte a Kit Willer. Il figlio di Aquila della Notte aveva provato simpatia per lui, pensando che fosse passato dalla parte del bene. Così, si sorprende non poco nel vederlo accanto a Jack Thunder. Boselli condisce il numero 660 di strani elementi, alcuni decisamente richiamanti atmosfere quasi marvelliane. Una trappola ben orchestrata per portare Tex al buio, il luogo in cui un cieco come Thunder è alla pari del suo nemico.
 

A metà della storia Tex entra in un tunnel di scarico seguendo le tracce di sangue di misteriosi assalitori della casa di Thomas Grant, il socio di Thunder. Tex non crede nemmeno per un momento che l'agguato sia stato reale. Capisce subito che chi lo ha orchestrato vuole convincerlo del fatto che Grant non è in combutta con i criminali. Le tracce di sangue di uno dei killer misteriosi portano nel tunnel poco lontano e qui che si consuma una storia a tratti marvelliana ma con scenari vicini a quelli della serie Dampyr. Uno dei complici di Thunder si fa chiamare Dottor Marvel e la sua specialità è creare pozioni e intrugli in grado di obnubilare la mente. Ricorda da vicino il Dottor Fear, uno dei più antichi nemici di Flash della DC Comics. Quando Tex, cercando di salvare Meifeng, viene esposto ai gas di Marvel, entra nel mondo dell'Incubo. La realtà gli appare distorta. Intorno a lui mostruose figure cercano di divorarlo. Marvel crede di avere la strada spianata, ma le risorse di Willer sono inesauribili. Riprende la concentrazione ma il buio si impadronisce di lui. E' finalmente faccia a faccia con Jack Thunder e qui ci chiediamo se il vecchio cieco non somigli troppo a Devil! Come tutti i non vedenti sfoggia sensi ipersviluppati, ma forse troppo. Gli altri lo notano. C'è qualcosa di sovrumano in lui o è solo l'odio verso Tex che rende ancora più formidabili le sue capacità? Sa che se si muove, anche soltanto di un millimetro, il suo nemico individuerà la sua posizione e per lui sarà finita. Per uscire dall'infausta situazione tenta il tutto per tutto. Rischia ma non ha altra scelta. Con uno scatto fulmineo distrae Thunder e lo colpisce, ma non lo abbatte. Il cieco fugge. Nel frattempo, Kid Rodelo rivela le sue vere intenzioni. Salva Kit Willer e lo libera. Spiega che non aveva intenzione di aiutare Thunder. Se non avesse finto di stare con lui, il vecchio lo avrebbe ucciso e tutti lo avrebbero ricordato per il male che aveva fatto. Kit e Carson sono contenti di non essersi sbagliati sul suo conto quando votarono a favore della sua liberazione nel precedente arco narrativo realizzato lo scorso anno da Boselli e Font. Ora è davanti a Jack Thunder, suo antico maestro. Tex e Carson stanno per accorrere. Il momento è topico. Thunder lo colpisce mortalmente. Tex interviene pochi istanti dopo e uccide il cieco, ma per Rodelo non c'è più niente da fare. Apprezziamo la sensibilità di Boselli che non ha descritto la scena in cui il giovane è caduto sotto i colpi di Jack Thunder. La storia si conclude. Dallas se ne va e Foster la segue. Tex e gli altri lasciano il Canada per far ritorno in Texas, ma c'è un po' di delusione finale. Rodelo esce di scena eppure avremmo voluto che fosse lui a trionfare sul vecchio Jack Thunder. Chissà se quella di Boselli è stata una buona idea. Se Rodelo non fosse caduto avrebbe potuto essere utilizzato per una storia futura. Un nuovo arco narrativo magari disegnato da Font. In questo modo, chiude per sempre la sua avventura. Tex è insieme a Diabolik della Astorina, l'unica collana che vende più di centomila copie al mese del solo inedito. Eppure perde lettori ogni anno in una misura del 5-6%. I texiani che hanno la sventura di leggere Dylan Dog temono che un giorno gli elementi che stanno distruggendo, secondo noi, il personaggio creato da Tiziano Sclavi, possano lambire Tex con il loro carico di riferimenti satanici e massonici, come del resto accadeva ai tempi della collana di John Doe della Editoriale Eura-Aurea. Tex corre davvero questo pericolo? Il volume di Serpieri rappresenta un tragico presagio. Se l'intenzione della Bonelli è quella di cambiare Tex, di abbassare il target dei lettori verso i più giovani, proporlo, magari dietro direttive della Marvel-Panini-Disney, in volumetti a colori in storie di basso profilo, temiamo che possa porre le basi di future e gravose difficoltà. Avvelenare Tex con riferimenti socialisti è l'ultima cosa che dovrebbero fare. Eppure nei numeri 654-655 è accaduto. Vedere Tex parlare come un sindacalista di terza categoria è stato deprimente. Boselli è una garanzia e speriamo che resti al suo posto per parecchio. Karl-Heiz Berghoff.

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