sabato 28 novembre 2015

TEX N. 661! RECENSIONE! UNA GRANDE STORIA DI MAURO BOSELLI! TEX E' IL FUTUTO DELLA BONELLI EDITORE!!!

Una storia di Tex Willer in apparenza leggera con una trama lineare e leggibile come quella della storia ospitata nel numero 661 nelle mani di Mauro Boselli che, a nostro avviso, è il migliore scrittore di fumetti esistente in Italia, si trasforma in oro e promette emozioni e colpi di scena secondo la migliore tradizione bonelliana, quella di una volta, non quella stantia degli ultimi anni. La storia, incentrata sulla caccia ad un ricercato, richiama le atmosfere dei film western, ma anche quelle situazioni tipiche che il genere ha fatto conoscere in tutto il mondo il fumetto francese. Jeff Cartland è accusato di omicidio e sulle sue tracce ci sono orde di cacciatori di taglie. Una miniera abbandonata nelle Cerbat Montains in Arizona è il teatro di scontro tra il fuggiasco e tre di questi bounty hunters. Jack è senza cavallo e apparentemente non ha speranza contro tre uomini armati disposti ad ucciderlo pur di incassare la taglia sul suo capo. L'arma migliore di Jeff è il cervello. Una scia di sangue porta all'ingresso della miniera. Uno resta di guardia fuori e gli altri due entrano. Ma è una trappola. Jeff esce fuori di soppiatto da un casolare vicino. Mette ko il Bounty hunter di guardia e ruba i loro cavalli lasciandoli con un palmo di naso. Non tutti i cacciatori di taglie sono così sprovveduti. Burbage e il suo giovane assistente sono astuti ed esperti. Pericolosi come serpenti, sanno che il modo migliore per arrivare a Cartland è stare alle costole di Tex e Carson, anche loro alla ricerca del giovane su richiesta di un loro vecchio amico, Will Rogers il datore di lavoro di Jeff, che crede nella sua innocenza. Devono prenderlo vivo e fare in modo che i fatti siano chiariti. Boselli è stato particolarmente abile nell'inserire nel contesto elementi, che rendono accattivante l'avventura. Burbage è esperto. Sa che nel deserto la prima cosa per non essere avvistati è cancellare le tracce lasciate dai cavalli. Una pista può rivelarsi fatale per chi ha occhio per avvedersene e seguirla. Ad un certo punto, si imbattono nei tre sfortunati cacciatori rimasti a piedi. Burbage propone loro un patto. Dovranno appostarsi su una altura e sparare ai due ranger quando saranno a tiro. Poi divideranno in parti uguali la taglia di Cartland. Tracce fittizie saranno predisposte lungo il sentiero per attirare i due pards in una trappola mortale. Ma Willer non è così ingenuo da cadere in un tranello di questo genere. Le orme di uno dei cavalli sono meno marcate di prima, come se qualcuno fosse sceso mentre l'altro è rimasto in sella. E' ovvio che la pista non è quella di Cartland, che è solo. Tex sente puzza di guai e ha ragione. Quando sono a distanza di tiro dall'altura arrivano i primi colpi. Il cavallo di Carson resta sul terreno e fa da scudo al pard. Tex aggira il nemico per prenderli alle spalle. La pistola di Aquila della Notte colpisce precisa. Due dei cacciatori restano uccisi, mentre il terzo decide di collaborare e rivela il piano di Burbage per assassinarli. Tex e Carson sanno che dovranno affrontare un nemico astuto. La scena del Carson che spara mentre è acquattato sotto il cavallo morto funge da copertina all'albo. Uno strepitoso disegno di Villa, che ricorda a molti come si realizza una cover.


Intanto, Cartland giunge nei pressi di uno stanziamento di mennoniti, che rappresentano il gruppo più noto, soprattutto in America, della chiesa anabattista. Il loro credo consiste in un ritorno al cristianesimo più puro, liberato dai secoli di teologia. Tra l'altro, rifiutano il battesimo degli infanti in favore del battesimo dei credenti. Lo stretto biblicismo con il ruolo predominante del Nuovo Testamento sull'Antico, il rifiuto di ogni tipo di violenza, il rifiuto di assumere cariche politiche, il rifiuto del giuramento e, pur accettando il principio luterano della giustificazione per sola fede, la necessità e la possibilità per il credente di vivere conformemente a Cristo, grazie alla potenza dello Spirito. Strenui sostenitori del principio di sobrietà, furono i pionieri del movimento antialcolista. Un gruppo che rifiuta la violenza e ricorda una delle scene più celebri dei film di Spencer & Hill: lo chiamavano Trinità, quando i due simpatici attori si imbatterono in un gruppo di non violenti. I mennoniti rappresentati in questa storia di Tex sono ebrei. Il loro villaggio si chiama New Israel. Cartland conquista le simpatie e il cuore della giovane figlia del capo-villaggio. Gli innocui contadini decidono di nasconderlo. Credono che il Cartland sia innocente. Non è della stessa idea lo sceriffo Elmer Dawson, un funzionario corrotto che ha accettato l'incarico di prendere il fuggiasco e impiccarlo. Per quanto astuto, però, Cartland non ha potuto evitare di essere trovato da Burbage. Per sua fortuna, tuttavia, questi non intende ucciderlo. Vuole solo intascare la taglia sulla sua testa. Al villaggio dei mennoniti arrivano Tex e Carson e come c'era da aspettarsi iniziano a volare pugni e proiettili. Devono fare in fretta. La vita di Cartland è in pericolo. Infatti, gli uomini di Dawson intercettano Burbage e il suo assistente mentre scortano furtivamente il fuggiasco. Burbage resta ucciso e Cartland viene catturato. Lo sceriffo sa cosa deve fare. Il padre del giovane assassinato esige giustizia. Alla antica maniera. Prima che il cappio si chiuda intorno alla gola del giovane, un colpo di proiettile annuncia l'arrivo di Tex e Carson. La sparatoria che ne consegue è tra le più atroci della storia. Tanti cadono sul campo. Lo sceriffo Dawson è solo. Davanti a Tex, che alla sua maniera, poche parole e molti pugni, ricorda al corrotto funzionario cos'è il rispetto della legge. Ma cosa è successo veramente? Cartland è un assassino? Uno degli assistenti dello sceriffo confessa come sono andate le cose. Cartland ha sparato per legittima difesa. E' Tex che ottiene a suo modo la confessione. Un paio di pugni ben assestati e la minaccia di più severe lesioni convincono uno dei tirapiedi a cantare. Una storia in apparenza semplice, ma piena di contenuti di interesse e gradi momenti texiani come non se ne vedevano da tempo. Una storia autoconclusiva così che il Boselli ha dovuto giocare le sue carte nelle 114 tavole che la componevano. Il risultato è stato eccezionale. Menzione anche per i disegni di Giacomo Danubio, che rispetta la tradizione texiana della continua ricerca del realismo. Ci hanno colpito le espressioni del viso e le inquadrature. Un grande risultato sotto ogni punto. Kristoffer Barmen.

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