domenica 29 novembre 2015

DYLAN DOG: IL RILANCIO NON PIACE E CON IL NUMERO 350 MOLTI FAN HANNO DECISO DI MOLLARE LA COLLANA!

Il numero 350 di Dylan Dog si è rivelato per molti delusi lettori dell'Indagatore dell'Incubo il momento più propizio per smettere di comprare la serie creata da Sclavi nel 1986. Un continuo calo, di qualità e di vendite, in cui si specchia la crisi del fumetto italiano. Un crollo reso ancora più fragoroso dalle promesse fatte due anni fa, quando il rilancio venne dipinto come la riscossa di Dylan Dog dopo anni di infelici comparsate nelle edicole. Gli errori commessi dagli autori sono stati tanti. Molti sono risultati dalle critiche sulla rete, critiche alle quali chi è stato impegnato nel progetto ha risposto spesso con arroganza e in alcuni casi etichettando i lettori in termini poco felici. Chiamati talebani, integralisti, reazionari, ecc., la risposta dei lettori dylaniati non si è fatta attendere. L'abbandono di una serie non sentita più vicina ai temi che l'hanno resa celebre negli anni, stravolta da trovate giudicate assurde, come il pensionamento dell'ex-ispettore Bloch, l'introduzione di improbabili poliziotti di colore e di fede islamica, la deriva verso tematiche esoterico-massoniche e satanistiche, con uso abbondante di chiare simbologie richiamate dalle stesse copertine hanno trasformato una collana popolare in qualcosa molto più vicino ad una testata di nicchia. Il calo di lettori è proseguito inesorabile ed è stato direttamente proporzionale alla fermezza con la quale gli autori hanno difeso le loro scelte. Un muro contro muro che si è rivelato un clamoroso boomerang. All'arroganza degli autori, agli inviti a smettere di comprare verso chi non condivideva e alle plateali polemiche nate da discussioni, litigi e vari sui social, il Dylan Dog sclaviano è uscito completamente distrutto. Non un rilancio, ma una costante opera di annientamento. Un'aria nervosa, insofferente, con visi tirati e dichiarazioni pubbliche spesso in contrasto con la realtà di un malcontento incontenibile. Con il numero 350 molti hanno detto addio a Dylan Dog in attesa di tempi migliori. Il contrasto tra il nuovo curatore della collana e la grande massa dei critici è stato il tema ricorrente nelle discussioni su Facebook. Un contrasto rispetto al quale gli autori sono partiti sconfitti dall'inizio. Il lettore tiene il coltello dalla parte del manico. Decide quale serie deve andare avanti e quale deve chiudere. Attaccare il lettore è l'ultima cosa da fare in un'epoca come l'attuale in cui il social ha fatto cadere le barriere tra autori e lettori. Soltanto un cambio ai vertici della cura editoriale della collana potrebbe convincere molti fan che hanno mollato a tornare sui propri passi. Vi è anche da dire che il rilancio fallimentare di Dylan Dog ha generato un curioso fenomeno che ha interessato le discussioni su Facebook. Un piccolo gruppo di quelli che in gergo vengono chiamati asslickers, hanno visto l'occasione per segnalarsi agli editori nella vana speranza di essere un giorno chiamati a scrivere una storia di Dylan Dog. Vanagloriosi infelici, affetti da chiari disturbi mentali gravi, si sono impegnati in una costante opera di denigrazione nei confronti dei lettori che manifestavano verso il rilancio posizioni critiche. Ciò che, in ultima analisi, ha contribuito a far calare ancora di più il gradimento del pubblico.
 

E nelle discussioni sui social non sono mancati momenti in cui è stato possibile essere felici spettatori di una guerra ad oltranza tra gli asslickers, mascherati da adoratori del rilancio da un lato e la stragrande maggioranza dei lettori dall'altro. Scrive un lettore deluso sulla rete: Dopo tanti anni sono passato in edicola, ho visto il Dylan Dog (n° 351) e l'ho lasciato li. Mi piange il cuore ma alla fine non si può continuare a foraggiare per sempre dei cialtroni che mi hanno dato una storia decente (decente, non buona) ogni sei per oltre 20 anni e adesso hanno ulteriormente aggravato lo stato di coma irreversibile del personaggio. Arriva un momento in cui bisogna dire basta e per me è stato il numero (inutile e insulso) 350, giusto per fare cifra tonda. Addio Dylan Dog, ti ho amato ma non mi hai mai ricambiato. Inevitabile è stato l'assalto degli asslickers più forsennati, benché molti provati negli ultimi mesi. A difendere certe scelte si passa dall'essere giudicati appena credibili a poveri folli in cerca di un cervello di seconda mano. V'è da dire che negli ultimi tempi l'ondata di asslickers e watchdog nei gruppi di discussione su Facebook si è molto attenuata. Chi per stanchezza, chi perché  nel frattempo è stato coperto dalle risate della massa, ha preferito ritirarsi in più comodi ostelli ai margini della società civile internettiana. I momenti di puro divertimento non mancano. Dopo che chi ha scritto quanto riportato sopra, sono arrivati i difensori del rilancio. Ma il deluso lettore scrive: Si, vedo che tutti i post sono incensatori ma non sono credibili. Come si può essere così acritici di fronte ad un prodotto così compromesso e mal gestito? E' proprio grazie a questo amore acritico che va avanti Dylan Dog ma bene non gli fa al prodotto e alla sua qualità. E un altro scrive: Purtroppo devo condividere tutto quello che dici. Ho smesso pure io col numero 350 ed ho sperato che il rinnovamento fatto giovasse alle storie ma nonostante l'idea fosse buona non ho trovato il miglioramento che speravo avvenisse, le storie salvo alcuni casi sono perlopiù insulse e senza anima. A nostro avviso la maggiore pecca degli autori impegnati in questo rilancio è la mancanza di esperienza ai grandi livelli. Una cosa è scrivere su una collana che vende 10-15.000 copie, un'altra è scrivere su una collana che vende potenzialmente dieci volte di più. Ci si confronta con un pubblico più vasto di cui vanno comprese le dinamiche e le fonti di interesse. Occorre cultura del dialogo che non abbiamo visto. E infatti scrive un altro lettore deluso: stanno riuscendo nell'impresa di farmi odiare Dyd e c'è ne vuole sinceramente non capisco questo totale stravolgimento del personaggio e del mondo Dylan Dog e non mi riferisco alla pensione di Bloch e al fatto che adesso usi l'iphone. E ancora: Fecero lo stesso per Tex, che nasceva come uno spensierato ragazzo del west, intelligente, coraggioso ma giovanile nel suo avventurarsi. Divenne adulto, maturo, forte, complesso nella personalità. Mandare in pensione un personaggio però è proprio follia! Ma perché? Era la figura "paterna positiva" di un Dylan ex alcolista, figlio in parte del demonio, figura negativa "xabarax. Un disastro.

I post degli asslickers sono diminuiti negli ultimi mesi. Lo nota un altro lettore che scrive: è un puro caso che ci siano solo post incensatori, nell'ultimo anno ho visto montagne di detrattori insultare a tutto spiano editori e disegnatori "incapaci che hanno distrutto il fumetto", credo siano tutti in pausa al momento. Un altro elenca i numeri in cui il rilancio ha collassato: secondo me il numero 241 e il 242 mettono fine al fumetto dylan dog nato nel 1986...questo nuovo corso a me non dispiace anche se ci sono ancora storie un po così tipo la 351. C'è anche chi approva: Mi sento di dissentire, mi spiace che in Dyd siano stati apportati certi cambiamenti notevoli: nella misura in cui il personaggio come è nato non rimanga fisso a se stesso, però le ultime storie non mi sono dispiaciute affatto. Certo prima del n.350 compreso stava prendendo una pessima piega e l'unica che teneva su la baracca era la Barbato. Sulla nuova cura editoriale: si sapeva da subito che avrebbe fatto cazzate. Non per nulla ci furono molte polemiche al suo arrivo. Se ci sono polemiche vuol dire che c'è puzza e se c'è puzza, cerca cerca qualcuno la merda sotto la scarpa ce l'ha. E a maggior ragione: infatti ho smesso di comprarlo dal 243 in poi ho ripreso da una nuova vita a ricomprarlo sicuramente non tutte le storie sono state bellissime ma qualche albo interessante è stato fatto tipo spazio profondo il primo della rinascita a me è piaciuto molto. E chi laconicamente osserva: Divertente leggere questi post, dove trovi gente che dice che Dylan é figo, e altri che dicono che é una merda, qualcuno dice che la Barbato é quella che ha fatto morire Dylan e altri che é l'unica che lo tiene su, grnte che dichiara che si é stufata di comprarlo dopo il numero 100 ma che smette ora che suamo a 350, Recchioni fa schifo, Recchioni sta facendo bene... è un bello spaccato della modernitá e della varietá di lettori che ha il fumetto in italia. La veritá sta nel mezzo, storie buone ce ne sono, meno buone anche, pessime alcune e non attribuibili ad un unico autore ma equamente distribuite. Dylan é un buon prodotto che dura da 30 anni, lo compro da 30 anni e se andrá avanti altri 30 anni andró avanti con lui. E chi ha smesso di comprare l'albo: Ho smesso da un po' di anni pure io, ma non perché avesse smesso di piacermi. Tutti questi pro e contro il nuovo Dylan mi incuriosiscono. Quasi quasi ricomincio con la consapevolezza ben presente che non troverò ciò che ho lasciato. C'è spazio per l'integralismo: I difensori ad oltranza dell'indifendibile, quelli che dicono che non c'è bisogno di un lettore come me e che recchioni se ne frega se me ne vado, quelli che basta leggere i commenti sopra. Forse questa non è una pagina di discussione ma di adulazione. A quel punto ho sbagliato posto. E chi tiene a precisare:  comunque non ho messo il dito sulla nuova gestione a bella posta. Diciamo che è stata la scelta sbagliata in un momento sbagliato, il che continua il trend sbagliato del personaggio degli ultimi 25 anni. Insomma, nulla di nuovo sul fronte occidentale. Quando arrivò recchioni mi lesi tutte le critiche e le polemiche e parlai con gente che lo ha conosciuto (e ne parla male).

Gli diedi un anno di tempo. Chi ti da un anno di tempo? Forse una amante innamorata. Forse, ma anche no. L'anno è passato e il tempo è un gran signore. Qua si guardano i fatti, non le ciance. Tutto è cambiato nulla è cambiato. Ha ragione Lou X, che dice che la merda più la rimesti più puzza. Dylan Dog forse andrebbe semplicemente chiuso. O venduto a qualcuno capace. Ma dovrebbe avere, in questo caso, un paio di anni di pausa e rifare tutto da capo. E ancora: La discesa è iniziata giè dai primi numeri solo che l'entusiasmo ci sosteneva. Prova a rileggerti i primi 10 e ti rendi conto di come Dyd esploda nel primo numero per poi andare a spegnersi sempre di più. Già al decimo numero era stanco, figlio di una linea editoriale che non esisteva. Quando ero ragazzino scrissi alla Bonelli e mi risposero. Mi dissero che loro non facevano la continuity perché se non riuscivano a completare un albo lo avrebbero sostituito con un altro, bastava solo cambiare il numero sulla costa. Ecco, questo è indicativo di una casa editrice che non pianifica e non riesce a sostenere un personaggio del genere. Neanche a dei filler hanno pensato e alla fine tutti gli albi sono dei filler e quelli buoni erano uno ogni sei, se non di più. Bah! E Totti lasciamolo stare, i morti non si toccano. E sul fatto che ora in Bonelli i dati di vendite non li citano più: Ti rendo noto che una volta Bonelli si fregiava delle sue vendite, da quando c'è il nuovo, anzi è stato lui, i numeri di vendita sono stati secretati. Chissà come mai. Le testate Bonelli aprono e chiudono nel giro di pochi mesi. Se hanno dovuto cambiare gestione è proprio perché anche DD rischiava. Ma a volte la cura è peggio della malattia. Un particolare importante: no aspetta. Il curatore della serie non ha preso possesso della bonelli, è solo il curatore di dylan dog. e meno male, dico io, visto che comunque diciamocelo...chi cazzo è? Emoticon smile io so che le vendite solo calate, che il nuovo corso sta facendo perdere lettori e che lui si limita a dire: abbiamo arrestato l'emoraggia di lettori. ma fa sul serio? davvero dopo DUE ANNI di rompimenti di coglioni con pubblicità ovunque sul nuovo corso di dyd crede che basti (fosse vero poi) fermare l emoraggia di lettori? doveva vendere un terzo più di prima, e invece....... forse i lettori affezionati (come me, che ho quasi tutte le collezioni bonelli in casa) non sopportano l'idea di essere presi a parole dall ultimo arrivato, arrogante e tutto quello che la treccani dice di un cialtrone. la cosa che fa dispiacere è che quelli come me, che erano abituati a Sergio e alla sua gentilezza, si sono ritrovati in eredità uno come lui, che definire squallido è fargli un complimento. lui vive sui social, quello è il suo mondo. sui social ottiene quel successo che i numeri in edicola non gli daranno MA. E chi dice che è stato il curatore a chiedere di secretare le vendite, anche se sembra una ipotesi estrema: Concordo su tutto. Mi hanno detto persone dell'ambiente editoriale che è stato recchioni a chiedere di secretare le vendite. E mi hanno anche detto che si è circondato di sceneggiatori giovani che gli dicono sempre e solo di si. Se è così, ci sarebbe parecchio da riflettere su alcune cose.

Sui rapporti con gli altri autori: Esatto. Perché i disegnatori seri e non leccaculo spesso gli dicono di no. Poi certo ci sono anche i leccaculo che quando parla lui stendono tappeti rossi..ma si sa che in ogni ambiente c è chi non ha personalità. Altri autori insoddisfatti: Ad esempio so che... lavora poco attualmente. Ne ho parlato con lui un paio di settimane fa e gliel'ho anche detto che il fumetto ormai fa cacare. Si è risentito un pochino ma non si può mentire alle persone a volte. E infatti: Io nomi non ne faccio ma se giri o frequenza ti le pagine degli addetti ai lavori ti accorgi di quel che sta succedendo. Solo chi segue col paraocchi il gruppo di dyd e la pagina di recchioni non si accorge del quadro generale. E chi saggiamente osserva: Io come molti altri ho seguito il consiglio dell illustre curatore,che con strafottenza urla ai 4 venti: non ti piace? Non comprarlo. Ecco, io ho continuato a comprarlo e sostenere te e i tuoi colleghi anche nei passati anni bui, quelli dell'apatia di dyd.. Ma di fronte ai comportamenti del curatore non consoni alla casa editrice che mi ha cresciuto.. Ciao ciao dyd. Un vecchio lettore confessa che: Chi non è competente secondo me è chi (non) pianifica la cronistoria dei personaggi adeguatamente. Ma soprattutto non comprende che è la qualità che fa vendere non la quantità. Nel 1988 già DD era marcio e scrissi per l'ennesima volta a Bonelli e gli dissi: fatemelo bimestrale, spesso il 50% in più e al costo doppio ma almeno lo curate come si deve. Non mi hanno cacato. Avevo 16 anni. Poi quando Martyn Mystere stava dando il giro hanno fatto così e la qualità del fumetto è risalita. Attualmente MM è l'unico Bonelli che compro. Gli altri hanno tutto chiuso. Nel complesso, Dylan Dog non va. Come abbiamo precisato all'inizio di questo articolo, il problema va individuato nella esperienza ai massimi livelli, intendendo per questi ultimi casi di serie che vendono decine di migliaia di copie. Trapiantare su di esse autori abituati a più miti standard non può produrre subito un effetto significativo sul miglioramento della collana. Abbiamo la netta impressione che l'editore milanese sia caduto nella maglia della piccola editoria, rivolgendosi a chi lavorava su piccole etichette. I maggiori problemi si individuano nella coerenza della nuova gestione con trame sfilacciate e storie che ci sono sembrate raffazzonature della vecchia gestione. Che fine ha fatto John Ghost? Presentato come nuovo nemico di Dylan Dog nel numero 341 è sparito dalla circolazione. Perché non è stato usato come protagonista di una trama da sviluppare in più storie tra loro coordinate? E che dire di Groucho? In alcune storie è stato fatto intendere che lui potrebbe essere qualcosa di diverso dal comico fallito che è stato finora. Un alieno? Un demone? Un codardo che lavora per John Ghost? Nel numero 346 ha tradito Dylan Dog, poi più nulla. Quella trama non è stata più ripresa per dare sfogo a tematiche riprovevoli come il lesbismo o il satanismo. E poi è arrivato il numero 350, di cui a breve pubblicheremo la recensione. Il numero con cui molti hanno deciso di mollare Dylan Dog dopo molti anni di fedeli letture. Dimitri Temnov.

Nessun commento:

Posta un commento

Il tuo messaggio sarà sottoposto ad approvazione dei proprietari e/o amministratori, gestori di questo sito. Se conterrà insulti, offese, minacce, intimidazioni, anche velate ed indirette ed altri contenuti offensivi o minacciosi, sarà segnalato all'Autorità Giudiziaria con conseguente presentazione di denuncia/querela.