sabato 19 dicembre 2015

DYLAN DOG N. 350! MEGA-RECENSIONE! RIFERIMENTI SATANICI AI NIRVANA E ALLA VERA NATURA DI GROUCHO!!!

Ogni volta che terminiamo una recensione di un numero di Dylan Dog crediamo che il peggio sia passato, che un numero peggiore di quello appena esaminato non sarà scritto e invece veniamo smentiti quando ci viene sottoposto il nuovo numero. Un disastro dietro l'altro, tanto da farci pensare che dietro il progetto del rilancio-flop non ci sia la volontà di migliorare le cose bensì di disastrarle. E finora il fine sembra raggiunto. Ogni numero è più brutto del precedente, come storia, disegni e idea di base. Tranne questo numero 350. E mentre Dylan affonda sempre di più, Daryl Dark di Cagliostro conquista il cuore di un numero maggiore di ex-lettori dylaniati. L'idea che ci siamo fatti è che dietro il disastro ci sia l'inesperienza ai massimi livelli degli autori impegnati in esso. Tutti o quasi vengono dalla piccola editoria. Lo stesso curatore, prima di approdare a questo incarico, aveva scritto solo tre storie di Dylan Dog, mentre Paola Barbato appena quattro storie tra il 2009 e il 2012. Tutti gli altri sono esordienti e il risultato non poteva che essere quello che è sotto gli occhi di tutti. Un disastro. Senza appello. Un disastro da cui sarà difficile riemergere per la casa editrice, indebolita dalla perdita di Sergio Bonelli e in ultimo dalle dimissioni di Mauro Marcheselli. La casa milanese avrebbe adesso bisogno di esperienza e un rapporto più disteso con i lettori. Per Dylan Dog sarebbe il caso di affidare le sorti della serie ad autori più esperti. Sembra assurdo che l'editore non si avvalga di Pasquale Ruju, Giuseppe De Nardo, Giancarlo Marzano e Michele Medda, tanto per citare quelli che ci sembrano i migliori. Invece si punta su esordienti o figure che negli anni passati hanno recitato un ruolo di secondo piano. Ciò che è peggio è che le storie attuali denotano, da parte di chi le scrive o le concepisce, gravi lacune di conoscenza del mondo dylaniato. Dylan Dog viene calato in situazioni non consone e i lettori più esperti se ne accorgono. Chi è questo di cui leggiamo le avventure? Di certo, non si tratta di Dylan Dog. La domanda e la risposta più frequenti nelle discussioni sulla rete. Per contro gli autori si difendono senza ammettere le responsabilità. Non spiegano, ma attaccano, a volte anche con termini duri, i lettori sui social network. A chi gli fa osservare che così facendo altro non fanno che danneggiare la collana di cui reggono le sorti, affermano che in realtà i mugugni provengono da una parte piccola di lettori attivi su Facebook. Una affermazione difficile da credere se, proprio su Facebook, abbondano i post e i messaggi di fan che mettono in vendita la collezione. Un gesto simbolico che segna una rottura con una tradizione e un affetto che durava da anni. Per tacere dei contenuti satanistici, anticristiani, esoterico-massonici che annegano le storie in un mare di assurdità che con storie horror hanno poco a che spartire. Come se si voglia lanciare un messaggio che con i fumetti non ha nulla a che fare. E i lettori prendono le distanze. Complice la forte crisi economica, sono in tanti quelli che negli ultimi tempi hanno mollato Dylan Dog e il numero 350 di cui ora ci aggiungiamo a parlare, conferma questa tendenza. Non sappiamo con precisione quanti lettori hanno mollato Dylan con questo numero. Ma devono essere tanti. Pochi giorni dopo la sua uscita, dopo la recensione molto negativa del Dylan Dogofilo, uno dei più acclamati videorecensori dell'Indagatore dell'Incubo, si sono moltiplicate le dichiarazioni di chi, stufo di promesse non mantenute, ha affermato di avere smesso con Dylan Dog. Per ragioni legate alla completezza, si è preferito terminare con il numero 350 e mettere in vendita tutti i numeri nella speranza di ricavarci, si e no, circa 200 euro, il valore attuale della collezione. Sempre se si riesca nella impresa di trovare qualcuno disposto a sborsare tanto. E gli autori cosa dicono? Affermano che la situazione è migliorata, che le vendite sono tornate a crescere, ma non forniscono dati numerici. Forse non li conoscono. Forse strappano qualche parola dai vertici aziendali nelle riunioni, ma i dati di vendita non escono fuori dalle segrete stanze. Nei nostri articoli abbiamo dimostrato che Dylan Dog ha perso 12.000 lettori tra il 2014 e il 2015. A Lucca Comics 2015 girava una voce tra gli addetti ai lavori secondo cui la collana aveva perso altri 6.000 lettori e che le vendite giravano sulle 93.000 copie. Tante, ma poche rispetto al mezzo milione di copie vendute di 17 anni fa! Sembra un coincidenza ma forse non lo è. Il primo numero del rilancio, il 325 del settembre 2013, era stato scritto e disegnato da Carlo Ambrosini, che ora torna con questo numero 350, venticinque numeri dopo, due anni di polemiche feroci, con gli autori additati come responsabili del disastro. E lui, Carlo Ambrosini, di nuovo in trincea per raccontare una storia, come ora vedremo, un po' diversa dalle solite, ma negativa come le precedenti. Siamo convinti che senza il rilancio avrebbe fatto meglio.
 

Se avesse avuto maggiore libertà creativa, Ambrosini avrebbe fatto meglio. Invece, le direttive di chi ha scritto tre storie prima di approdare alla direzione della collana, hanno, secondo noi, pregiudicato il risultato di una storia di ispirazione cristiana, ma corrotta dai semi di qualcosa che con la cristianità non ha nulla a che fare. La copertina è, come al solito, di Angelo Stano. Migliore delle precedenti, ma colma di riferimenti esoterici, che richiederebbero maggiore analisi alla luce delle tematiche che hanno caratterizzato la collana nella nuova gestione. Cominciamo con il titolo. Le parole Dylan Dog possono essere scomposte nelle seguenti sezioni: Dyl-An-Dog, richiamanti il 2 e 3, che insieme fanno 23, un numero di forte valenza esoterica. Il tre sembra in costante ricerca nella immagine. Al centro c'è la statua di una Santa portoghese, Crispille, che nella storia verrà presentata come una sorta di presenza diabolica, storpiandone in senso negativo l'immagine. Sotto di lei, ai due lati, ci sono Dylan Dog e Bloch. La statua piange sangue, ma le lacrime rosse si fermano poco sotto le labbra! La statua è rivolta a destra, ma guarda spostata a sinistra, una ambiguità diabolica. Nel cesto che porta al braccio si notano in risalto tre mele! Ancora il numero tre! La nostra attenzione, però, si rivolge ai due sotto la statua. Mentre questa guarda in basso, all'altezza delle sue gambe Dylan e Bloch guardano in modo sospetto alla loro sinistra! Cosa significa tutto questo? Cosa temono? E perché hanno le pistole in  pugno? Sembrano due gendarmi che presidiano un importante posizione di confine, ma quale confine? A prima vista sembra che vogliano proteggere la statua, ma questo è in contraddizione con la storia, che vede la statua della santa posseduta da una forza diabolica. Dylan e Bloch sono i guardiani di qualcosa di oscuro? E se la statua fosse una porta e Dylan Dog e Bloch ne fossero i guardiani? Una porta dritta verso l'inferno? Se facciamo bene attenzione, al lato destro della statua si nota quello che sembra un sole nero, un altro simbolo satanico. E se la statua fosse invece la Terra e il corpo celeste alla sua destra fosse la Luna? Dylan e Bloch sono i guardiani del mondo? Ma è l'immagine nel suo insieme che richiama la forma di una ancora con la testa della statua che scende e poi risale ai lati. Le punte dei quali sono rappresentate dalle pistole di Dylan e Bloch. Le note rivelano non poche sorprese. Siccome devono presentare la storia di uno scrittore importante come Carlo Ambrosini, un veterano del fumetto italiano, non è possibile calcare troppo la mano con temi provocatori come visto in numeri passati. La storia richiede massima attenzione e con pezzo da novanta come Ambrosini deve parlare la storia. L'idea che ci siamo fatti della storia è ambigua. In parte ci ha soddisfatto. In parte ci ha scontentato. Aspettavamo questa storia con molta trepidazione e alla fine siamo entrati nell'ordine di idee che se ad Ambrosini fosse stata data carta bianca ne sarebbe uscita una storia eccezionale, una storia come piace a noi. L'impronta del grande fumettista resta, comunque e quindi questa storia non poteva essere giudicata in modo negativo. Tra le pagine abbiamo assistito ad una lotta intestina. Una lotta tra il bene e il male. Una lotta tra la luce e l'oscurità e alla fine ha vinto la Luce. Gli editoriali, dicevamo, sono meno polemici del solito. I toni sono concilianti, come a dover prendere atto di una realtà che fino a questo momento è stata ignorata. Il mondo cattolico. Quello della Fede. Non accenni a pellicole seminali di violenza come nel numero 339 o invettive contro i lettori, come nel numero 344. L'autore, però, commette un errore e scambia il cristianesimo come una religione. In realtà, è una Rivelazione. E' Dio che si è manifestato agli uomini. Una differenza cruciale. Il titolo del pezzo è un accenno vago al fatto che il Fedele crede in cose che non può vedere o dimostrare, come se credere in qualcosa sia necessario vederlo o verificarlo. L'autore degli editoriali, che poi è il curatore della collana, è cattolico? Qual è il suo rapporto con la religione? In qualche post sul suo profilo su FB è capitato di leggere qualche accenno a varie rock band sataniche. Dice che la religione è un tema ostico è perché mai? Solo perché è difficile accettare alcune cose per Fede? Poi afferma che la religione è un ottimo argomento di discussione a cena con gli amici, diminuendone la rilevanza. Accenna alla ragazza cieca protagonista della storia. Il titolo del secondo pezzo indica la situazione di chi non crede più. Parla di una ragazza che aveva Fede e che ora l'ha persa. Il curatore parla di se stesso? Afferma che l'amore unisce le persone, ma poi vi associa una connotazione distruttiva. E' la sua opinione, ma noi ne prendiamo le distanze. L'amore unisce, non distrugge. Il cristiano crede nell'amore. Il non-cristiano non crede nell'amore e non ha Fede. Poi dice cosa pensa della Fede.

E tornano i toni polemici. La tentazione, del resto, era troppo grande e vi cade. Afferma che la Fede che non dubita non è Fede. Esprime l'esatto contrario della Fede. Chi ha Fede crede e basta. Non dubita. Il dubbio è incompatibile con la Fede. Dove c'è il dubbio non c'è Fede. Ci domandiamo quali potrebbero essere gli effetti di una affermazione così errata sulla psiche del giovane inesperto o immaturo che legge una storia di Dylan. Inizierà a dubitare credendo erroneamente che laddove c'è il dubbio esiste la Fede? Noi speriamo di no, anche se danni di questo genere non sono del tutto da escludere. Per rafforzare questo suo personale ed errato punto di vista, traccia una similitudine tra la sua idea di Fede associata al dubbio con il personaggio di Dylan Dog. Dice che è il più amletico dei personaggi bonelliani! Qui, un sorriso è d'obbligo. Non pensiamo affatto che Zagor o Tex siano amletici. Né tanto meno, lo è Dylan Dog. Dice che Dylan è figlio del dubbio, dell'insicurezza e del mettere in discussione. Ma non è così. Questa è la sua idea personale di Dylan Dog, che dimostra di non conoscere se crede che l'essenza del personaggio sia questa. E d'altra parte, prima di approdare alla cura della collana, aveva scritto tre storie dell'Indagatore dell'Incubo. Non cento. Un motivo per cui, avendo occupato fino a quel momento la sua attività nella piccola editoria con risultati non superiori alle 10.000 copie, suscita più di una perplessità sulla decisione della Bonelli di affidargli l'incarico non certo facile di rilanciare Dylan Dog. Infine parla dei colori, esaltandoli come se fossero una opera d'arte. Non concordiamo con un giudizio che ci è sembrato affrettato. L'albo è a colori, come avviene per le celebrazioni in casa Bonelli, ma la carta è scura e riciclata. Assorbe i colori, donando ad essi una tonalità scura, lugubre, come l'aria che aleggia intorno al rilancio della collana. Colori spenti, come l'entusiasmo dei lettori, che si sentono traditi da una rappresentazione che con il Dylan Dog che tanto amavano non ha nulla a che fare. Colori poco amalgamati con le chine e i neri e questo ci spinge ad un pensiero ardito. E se la storia non fosse stata concepita inizialmente a colori? Esamineremo il tema nel corso di questo articolo. Per ora anticipiamo che forse questa avventura è stata concepita per essere mostrata poco dopo gli eventi del numero 338. Per motivi non conosciuti, ipotizziamo che sia stata messa da parte e riciclata per essere la storia celebrativa a colori di questo numero 350. Ciò che denota un certo caos nella supervisione. Storie tra loro slegate, proposte a distanza di un numero consistente di mesi l'uno dall'altro. Senza una idea chiara di cosa volere fare di questo personaggio. Gli unici accenni denotanti una certa innovazione sono stati individuati nei numeri scritti dal nuovo curatore. Per il resto ci sono apparse storie concepite e realizzate durante la vecchia gestione Gualdoni e forse è davvero così. Un esempio è la cattiva gestione di John Ghost, presentato in una campagna durata molti mesi come il nuovo nemico di Dylan Dog. John Ghost è apparso nel numero 341 dopo avere arricchito la rete di discussioni sulla sua presunta bisessualità. Una forma di devianza sessuale che avrebbe donato al personaggio una aura ancora più negativa. Poi John Ghost è sparito. Come il fantasma del significato del suo cognome. Sparito come se non ci fosse mai stato. E sembra che non tornerà neppure nel 2016! Noi ci chiediamo: è stato forse modificato qualcosa nei piani della nuova gestione? John Ghost doveva apparire in altre storie che non abbiamo visto? E' questo il motivo per cui vengono pubblicate storie che, a tutti gli effetti, sembrano raffazzonamenti della passata gestione? In quella storia incredibile, John Ghost è stato presentato come membro di una organizzazione criminale internazionale dedita al controllo delle masse attraverso la verificazione di eventi causati ad arte per creare tensione e giustificare l'adozione di misure restrittive delle libertà fondamentali. E' questo che, in ultima analisi, ha provocato la sua sparizione? A conti fatti, il progetto del rilancio è fallito su tutta la linea. In interviste pubbliche hanno dichiarato che le vendite sono migliorate, ma non hanno fornito cifre e le fonti di riscontro. Nei nostri articoli abbiamo invece dimostrato che forse le vendite anziché aumentare sono calate ancora ancora di più. Voci insistenti in questa direzione sono circolate nell'ultima Lucca Comics, insieme a quelle che parlavano del disastro di Orfani. Il pezzo termina con l'affermazione che Dylan è fragile! Ma siamo sicuri che sia così? Non certo il Dylan sclaviano forte delle sue convinzioni, ma, come abbiamo detto sopra, siamo convinti che chi si occupa della gestione conosce poco il personaggio. La storia è stata scritta e disegnata da Carlo Ambrosini, ma in alcuni punti ci è sembrato che siano stati operati tagli e correzioni. Ora lo vedremo.

La storia si apre al St. James Hospital, dove Bloch è ricoverato dopo i tragici eventi narrati nel numero 338. In una nota a pagina 7 si citano i fatti del numero 349 di Nora e Gus, ma siamo sicuri che, invece, non ci si riferisca alla storia del numero 338, quella in cui Bloch è andato in pensione? A pagina 6 vengono mostrati dei primi piani della statua della santa Crispille. Gli occhi sono vuoti, come se nella sua continua ricerca delle Fede avesse perso la vista. Un chiaro riferimento critico al pensiero cattolico. A pagina 8 Dylan rimbrotta a Bloch, quasi a volerlo canzonare, che lui frequenta la chiesa dopo avere conosciuto due donne. L'ex-ispettore risponde piccato. Chiarisce che lui non frequenta la Chiesa! La dichiarazione è messa tra virgolette. Dice che passa del tempo nel cortile, ma non entra dentro. Perché affermare una cosa del genere? Bloch è ateo? Non è cristiano? Perché tiene a precisare con tanta energia che lui non frequenta la chiesa, ma solo il cortile e solo per incontrare le due donne? Un messaggio subliminale ai ragazzi? Non frequentare la chiesa e se ci si avvicina ciò deve avvenire non perché richiamati dalla Fede bensì per incontrare ragazze! Le due donne sono una anziana e l'altra giovane. Bloch dice che quella giovane si chiama Crispille come la santa e quella anziana è Augustina. Crispille la chiama mamma, ma in realtà è la suocera. Madre del suo attuale marito. Le due donne sono portoghesi come la santa. Della provincia di Lisbona, per l'esattezza. A pagina 9 Dylan Dog si domanda perché la statua non ha gli occhi. Le mette una strana sensazione. A pagina 10 ecco le due portoghesi! Crispille è cieca. Non ha occhi come la statua. Nella pagina successiva la scena ritorna su Dylan Dog e Bloch. Un calcio ad un pallone, che un ragazzino aveva lanciato per colpire la statua fa dire all'ex-ispettore che Dylan potrebbe avere un futuro come calciatore, ma lui nega. Dice che non ci si vede con tatuaggi e capelli alla mohicana. Una critica a Balotelli? Poi Bloch inizia a raccontare la storia di Crispille. Fino a pochi anni prima era una famosa ballerina, poi una infezione agli occhi mal curata l'ha privata della vista. Ora vive a Londra insieme al marito Guillermo, anche lui portoghese e alla madre di questi, Augustina. Caso ha voluto che trovassero posto a pochi metri di distanza dalla chiesa intitolata al culto della santa che porta il suo nome. L'incontro con le donne visto a pagina 15 non rivela grandi sorprese. Crispille tocca il viso di Dylan e ne resta folgorata. La sorpresa di Dylan è grande quando apprende che Bloch è innamorato di lei. Un uomo vicino di oltre 60 anni innamorata di una ragazza che ha la metà dei suoi anni! L'amore non ha età purché avvenga secondo i dettami del diritto naturale. A pagina 17 ci sono elementi interessanti. Bloch afferma che Crispille le fa battere il cuore e Dylan lo prende in giro, alludendo al fatto che potrebbero essere i sintomi di un infarto. E poi viene il bello. Bloch lo rimbrotta ricordandogli tutte le volte che gli ha sentito dire di essersi perdutamente innamorato. E lui risponde che era vero tutte le volte, poi ha scoperto una cosa. Non dice che cosa. La frase è spezzata da dei puntini, ma si riferisce alla storia Il cuore degli uomini del numero 342, una storia scritta dal curatore in persona. In quella avventura Dylan dichiarerà alla fine che l'amore per lui non esiste e che non è mai stato innamorato. Per lui l'amore è solo sesso. L'affermazione fece gridare i fan allo scandalo. 28 anni di storie dylaniate con un eroe innamorato della bella di turno cancellate! Com'è possibile che non è mai stato innamorato? Sclavi ha avallato questo sviluppo? Se è vero che dietro il rilancio c'è lui, allora dobbiamo arrivare alla conclusione che anche questo è stato partorito dalla sua mente. La tavola di pagina 17 è importante anche per un altro aspetto. Se notiamo bene, i disegni sembrano meno curati di quelli della pagina precedente. E se questa tavola fosse stata inserita dopo che la storia era stata già realizzata come tassello per collegarla agli eventi del numero 342? Ad Ambrosini è stato chiesto di ridisegnarla per far entrare il dialogo in cui Dylan accenna al fatto che ha scoperto di non essere mai stato innamorato? Un altro elemento interessante di pagina 17 è l'apparizione di un criminale chiamato Tom Kobain. Sarà una coincidenza, ma è molto somigliante allo stesso Ambrosini! Il cognome Kobain è quello di Kurt Kobain, un cantautore tossicodipendente morto suicida nel 1994. Aveva fatto parte del gruppo dei Nirvana, al centro di molti sospetti di satanismo. Lo stesso Kobain è stato accusato di essere satanista. Quindi, riteniamo che la scelta del cognome nella storia non sia casuale. La somiglianza di Ambrosini con Kobain si nota se si confronta il suo autoritratto che si trova negli editoriali della storia. Kobain è entrato nella chiesa poco dopo che Crispille e la madre vi hanno fatto ingresso. Si è trattato di una coincidenza?

Le due donne dichiarano di non conoscerlo ma Bloch resta sospettoso e più di lui Dylan che nota qualcosa di strano nella ragazza. La scena delle pagine 22-23 spiega in parte il mistero. Kobain conosceva le due donne. Si erano incontrati in chiesa perché Augustina doveva pagare la rata di un debito! Le due donne sono ricattate dalla malavita? E' significativo osservare come la scena del pagamento sia avvenuta in chiesa, un luogo sacro sporcato da un gesto non sacro. A pagina 24 la statua piange. Cominciano i guai, seri. A pagina 25 Groucho fa una strana battuta. Afferma che la sua lingua madre è il cinese. Ma Groucho non ha fattezze orientali. Solo una battuta sulla madre di poche parole o qualcos'altro? Torna in mente la storia del numero 342 in cui, per la prima volta, sono stati disseminati dei dubbi sulla reale essenza di Groucho? Chi o cosa è veramente? Carpenter affermò che su di lui non ci sono tracce. Come se Groucho non fosse mai esistito. E nel numero 346 abbiamo visto come alla fine della storia abbia dichiarato di lavorare per oscuri personaggi che tramavano contro Dylan. Poi nella penultima vignetta di pagina 25 dice vicino ad un distratto Dylan, non mi ami più? Ancora torniamo alla storia del numero 342. Quando Dylan venne rapito dal padre della ragazza che a suo dire aveva tradito, una telefonata anonima era stata fatta a Groucho. La voce diceva: ami Dylan? Lui risposte di si. Groucho è forse omosessuale? Solo una trovata provocatoria o quello che molti hanno pensato e che Groucho sia connaturato da una forma malcelata di devianza sessuale? Un invertito contronatura innamorato di Dylan? E se Groucho fosse un demone? A pagina 26 afferma che ci si può innamorare di una persona solo fino a quando non la si conosce. Dovrebbe essere il contrario. A pagina 27 viene svelato il mistero di Crispille. E' una volgare prostituta. Vende il suo corpo per denaro, sfruttata dalla madre del marito, Augustina. Poi a pagina 30 c'è qualcosa di strano. Crispille parla con un tipo somigliante a Dylan, ma con i capelli biondi. Forse essendo non vedendo, la ragazza lo ha immaginato così. Biondo. I primi accenni horror si vedono a pagina 34. Crispille racconta la storia della santa che porta il suo nome. Una ragazza violentata da alcuni pastori che ad un certo punto, posseduta da un demone, si trasforma in pietra. A pagina 37 c'è una scena che ricorda molto le atmosfere sclaviane. Un gruppo di morti si reca da Dylan. Vogliono assumerlo per risolvere il caso di Crispille. La ragazza è posseduta da uno spirito malvagio. Un essere animato dalla energia della ragazza. Cosa è successo di così grave? Quando Crispille danzava con una compagnia, l'essere di pietra l'ha devastata, uccidendo tutti i suoi membri, che ora gridano vendetta. Dylan sa di sognare. E infatti si sveglia. Il telefono squilla. Bloch ha lasciato la clinica senza dire dove si sarebbe recato. Dylan lo sa e infatti il vecchio ex-ispettore è andato dal capo di Kobain per chiedere spiegazioni. Crispille è rimasta folgorata da Dylan. Vede ogni cliente in lui. Il demone della statua non può tollerarlo. Ma Crispille lo difende e scaccia lo spirito. Bloch ora sa che la ragazza che ama è una meretrice. Che rispetto ci può essere per una donna che vende il suo corpo? Gli eventi si susseguono rapidamente e qui la storia inizia a zoppicare. Forse avrebbe espresso il suo potenziale in una avventura doppia. Il capo di Kobain resta ucciso in una sparatoria davanti a Dylan. Nel frattempo, il marito rivela a Crispille la verità. E' stata sua madre a provocarle la perdita della vista per evitare che lei scappasse con un altro uomo! Il marito ha fatto giustizia e l'ha uccisa. A pagina 80 Dylan e Bloch parlano. Il vecchio fa autocritica. Come ha potuto innamorarsi di una prostituta pervertita? Poi si fanno la reciproca promessa di uccidersi se un giorno diventeranno moralisti. Allora Dylan e Bloch non hanno una morale? A pagina 85 c'è l'epilogo. Dylan sorprende Crispille e il marito mentre cercano di far sparire il corpo di Augustina. Dylan uccide Guillermo, mentre la ragazza perde la testa su una sega. In quel momento, la testa della statua nel giardino cade a terra. A pagina 89 Carpenter e Rania affermano che i due avevano ucciso altre persone in quel luogo, ma non ci è sembrato che nelle pagine precedenti fossero stati disseminati indizi in questo senso. Bloch sarebbe stato il prossimo. Carpenter ringrazia Dylan di avere protetto il suo vecchio amico. Per sdebitarsi le accuse del mancato ritiro del distintivo saranno fatte cadere. I fatti risalgono al numero 339. A pagina 95 Dylan parla con lo spirito vendicatore che animava la statua. Il dubbio che non si trattasse di un essere negativo aleggia. La storia si conclude. Un buon Ambrosini, nonostante le direttive di inserire certi elementi di richiamo a storie precedenti. I tanti riferimenti al numero 342 ci fanno capire che in seguito ce ne saranno altri. Kristoffer Barmen.

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