martedì 1 dicembre 2015

MANFREDI CONTRO IL CURATORE DYLANIATO: CHI HA VENDUTO DI PIU' NELLA CARRIERA? ECCO I DATI UFFICIALI

Qualche giorno fa l'attuale curatore di Dylan Dog in un post sul suo profilo pubblico di Facebook ha criticato, senza, peraltro, menzionarlo, il collega di scuderia Gianfranco Manfredi, di cui ha sottolineato, a suo dire, che se fosse stata fatta più promozione di Adam Wild, questo non avrebbe chiuso con il numero 26, che uscirà tra qualche mese. Commentando sulla rete, molti hanno giudicato negativamente questa presa di posizione, sia perché criticare i colleghi non è una cosa giudicata in modo positivo, sia perché a dire di qualcuno, il curatore avrebbe meglio impiegato il suo tempo a gestire meglio Dylan Dog visto e considerato che dei nuovi filoni narrativi introdotti (il nuovo nemico John Ghost, il Dylan che dalle donne vuole piaceri sessuali e il Groucho non-umano e traditore) si sono perse le tracce e che della sua gestione si è parlato più per le polemiche e il non eccelso modo di affrontare le critiche dei fan sui social che di aspetti positivi, se mai ce ne sono stati, ma secondo noi proprio no. Manfredi ha risposto per le rime. Senza citare il collega ha sottolineato che un suo script per una serie tv con protagonista Lino Banfi aveva incollato davanti agli schermi circa 9 milioni di telespettatori. Anche se rispetto alle idee politiche dello scrittore milanese siamo lontani anni luce (l'autore non ha mai nascosto le sue simpatie per l'area politica della sinistra), bisogna ricordare che la sua serie Magico Vento è andata avanti per 131 numeri dal 1997 al 2010. Come se avesse voluto dire: tu parli tanto ma cosa hai fatto tu per dare lezioni agli altri su come si fanno i fumetti? La risposta del curatore dylaniato è consistita nel citare i dati di vendita delle serie su cui ha lavorato negli anni. Il confronto è impari. Manfredi vince nettamente, anche perché mentre il dylaniato curatore lavorava per editori di rilievo inferiore alla Bonelli, lui poteva contare sui grandi numeri dell'editore milanese.
 

E così mentre il Magico Vento di Manfredi vendeva 85.000 copie nello scorso decennio come si chiarisce qui, il dylaniato curatore riferisce che il suo John Doe per l'Editoriale Eura vendeva poco più di 10.000 copie, che il Dark Side n. 0 per un editore (tra l'altro, lo stesso di Dick Drago) poi fuggito in Brasile (a suo dire) ha venduto 2.000 copie, che Pugno per Comic Art non è andato bene (un vero bagno di sangue, secondo le sue esatte parole), che del Detective Dante si veleggiava poco sopra la soglia della sopravvivenza, che Notturno di Tesauro Comics non è andato bene. Cita altresì Ucciderò ancora Billy the Kid della BD, sostenendo che è andato bene, ma senza indicare le vendite. Ricorda ancora Battaglia, di recente riapparso per la Cosmo, ma non cita i dati di vendita, parla di Asso per la NPE, di chi afferma essere state vendute 5.000 copie e sostiene che il volume di Mater Morbi, nato da una collaborazione della Bao-Bonelli, avrebbe venduto 12.000 copie. Curioso il riferimento ad Orfani. Dice che il primo numero ha venduto 55.000 copie, però in una intervista concessa al sito Fumettologica del 15 gennaio 2014 aveva dichiarato che il primo numero ha venduto 49.000 copie! Qual è il dato vero? Orfani non è stato un successo. Nel post il dylaniato curatore ricorda il riferimento agli spettatori dello stadio San Paolo di Napoli, che avrebbe voluto riempire. Il San Paolo ha più di 80.000 spettatori. Nel post dice che lui ne voleva 60.000 e dichiara: ricordate il San Paolo? Però, secondo i dati ufficiali di Bonelli citati da Fumettologica in un articolo del 16 giugno del 2014, il dato di Orfani fa segnare già 29.000 copie e poiché da allora è ipotizzabile che le vendite, come per le altre collane di Bonelli (inequivocabili le recenti dichiarazioni di Manfredi, Serra e Marcheselli), siano calate ancora, si può dire che si viaggia sulle 22-23.000 copie. Per le prime due stagioni furono stanziati 3 milioni di euro!
 
Lo ha dichiarato in questa intervista. Quindi, altro che stadio San Paolo. Questi dati fanno pensare più allo stadio Garilli del Piacenza, che di spettatori ne ha meno di 25.000! Di Dylan Dog dice che si è passati da una erosione di lettori ad una lieve crescita. Ma non fornisce dettagli. Lieve quanto? E c'è ancora questa crescita? Forse si riferisce al piccolo boom che si ebbe tra il settembre 2014 e il marzo 2015, quando sui social network infuriavano le polemiche tra i lettori imbufaliti per novità giudicate negative e stravolgenti il personaggio sclaviano. Un piccolo boom creato dall'attesa e dalla curiosità di vedere. Un piccolo boom che forse oggi non esiste più. Una voce che girava tra gli addetti ai lavori a Lucca Comics 2015 sosteneva che Dylan Dog ha perso altri 6.000 lettori, mentre se confrontiamo i dati di Fumettologica sopraccitati con quelli forniti dal regista del documentario su Sclavi emerge che tra il 2014 e il 2015 la collana dell'Indagatore dell'Incubo ha perso 12.000 lettori. E' solo una ipotesi ma rispetto alle 140.000 copie del 2012 oggi Dylan potrebbe girare sulle 92-93.000 copie. L'erosione potrebbe, quindi, essersi incrementata. Ma anche se fosse ancora operativa questa lieve crescita e non ci crediamo, dobbiamo concludere che tutto il clamore di questi due anni di interviste, polemiche, litigi, attacchi ai lettori, ecc., avrebbe prodotto solo una lieve crescita? E chiudiamo per una collana horror che sta curando per la Star Comics, ma come nei casi precedenti non cita i dati delle vendite. Il post sul profilo pubblico del curatore è del 25 novembre 2015, alle ore 21:52. Chi vince tra il dylaniato curatore e Manfredi? I dati indicherebbero il secondo. Al di là dei 9 milioni di telespettatori della serie del comico Banfi, le vendite di Magico Vento, sia nei momenti più che alti che bassi, sono chiari. In un post su Comicus dichiarò che Tex è uno dei fumetti più venduti.

Non è così. In America ci sono fumetti che vendono molto di più, per non parlare del mercato francese e di quello asiatico. Tex vende all'incirca 180.000 copie, ma perde lettori ogni anno. Ci dispiace perché di Tex scriviamo recensioni positive e riteniamo che Mauro Boselli sia il migliore autore italiano di fumetti, subito seguito da Tito Faraci, ma Marcheselli ha dichiarato che Aquila della Notte subisce una erosione di acquirenti del 5-6% annuo. I dati dei manga più venduti in Giappone parlano chiaro. I nipponici, a differenza degli italiani, amano leggere. La fonte a cui attingiamo è ancora Fumettologica. One Piece n. 76 ha venduto 3.185.018 copie. L'Attacco dei Giganti n. 15 ha venduto 2.000.147 copie. Naruto 72 se l'è cavata con 1.324.693 copie. Vendite imponenti. La collana di One Piece ha venduto 14.102.521 copie nel solo 2015. Senza scendere in una battuta, alla Bonelli, invece di fare un catalogo con la Bao, sarebbe convenuto allearsi con i giapponesi! Questi dati fanno capire quanto piccolo ed insignificante sia il mercato italiano e quanto sconosciuti siano all'estero i suoi protagonisti. Dylan Dog in Giappone non è pubblicato e nessuno si è mai sognato di richiederne i diritti. Nemmeno negli Usa esce, anche se la Epicenter sta pubblicando Magico Vento e Zagor. In questo momento, Dylan Dog esce in 10 Paesi nel mondo. Poco? Dipende dai punti di vista. I diritti della Bonelli nei mercati esteri sono controllati dalla Panini! Cioè, un concorrente della Bonelli e anche se ci sono accordi tra i due editori, non immaginiamo per quale motivo la Panini, che gestisce all'estero i diritti della Marvel (!) dovrebbe impegnarsi nel fare la stessa cosa con la Bonelli, cioè con un concorrente diretto negli stessi mercati. Sarebbe come se una casa automobilistica come Ford si impegnasse a fare promozione della Lancia in altri Paesi! O che la DC pubblicizzi Spider-Man all'estero! Kristoffer Barmen.

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