mercoledì 23 dicembre 2015

UN NOSTRO PEZZO SULLE VENDITE DI DYLAN DOG SCATENA UN DILUVIO DIFFAMATORIO CONTRO IL NOSTRO SITO!

Il social network è sempre più al centro della vita di tutti i giorni e in molti casi esercita una incidenza così forte da indurre le persone a sostituire le dinamiche della vita reale con quelle fittizie e quasi sempre false della vita della rete. Il Natale, però, è evento straordinario, non solo perché festeggia la nascita di Nostro Signore Gesù Cristo, ma perché, al di là dell'aspetto religioso, dovrebbe essere un momento in cui tutti, a prescindere dalle idee e delle fedi, dovrebbero stare insieme. Un momento di amore, ma il mondo dylaniato del fumetto, nella sua variante internettiana, ubbidisce a regole diverse. Capita, così, che il giorno della vigilia di Natale un articolo pubblicato sul nostro sito ad agosto 2015 venga linkato nel più nutrito gruppo Facebook di Dylan Dog e scoppia il caos infinito. I fan dell'Indagatore, divisi tra gli adoratori del rilancio e i detrattori, che costituiscono la larga maggioranza, litigano per ore e ore! Il post è stato pubblicato alle ore 17:03 e per i due giorni successivi è un continuo battibeccare tra utenti. I toni e i termini usati, come vedremo, vanno dalla civile critica all'insulto reciproco. Il motivo della rabbia è il risultato a cui perviene il nostro pezzo. In esso abbiamo confrontato i dati di vendita del 2014 diffusi da Fumettologica (ecco il link), il cui autore ha dichiarato di averli avuti da Davide Bonelli e Mauro Marcheselli, rispettivamente direttore generale e direttore editoriale della Bonelli Editore. I dati sono, quindi, ufficiali. La tabella indica che Dylan Dog è al secondo posto e vende 112.000 copie. Orfani è sesto con 29.000 copie e risuonano ancora le parole degli autori che in una intervista (ecco il link!) dichiararono che avrebbero riempito il San Paolo! L'intervista venne pubblicata su un giornale di sinistra, il Fatto Quotidiano. Altro che San Paolo! Lo stadio napoletano ha una capienza superiore alle 80.000 unità! Per riempirlo con i lettori di Orfani di quel preciso momento sarebbero stati necessari i lettori di almeno tre numeri! Per capire l'andamento della collana e verificare se, come alcuni autori hanno dichiarato, che la situazione delle vendite è migliorata da quando hanno preso in cura la collana, abbiamo cercato una fonte che indicasse il dato del 2015. L'abbiamo trovata in un articolo di Dagospia (ecco il link!), in cui viene pubblicata una intervista a Giancarlo Soldi! Chi è mai costui? Il regista del documentario sulla vita di Tiziano Sclavi. Logico che tra le domande dell'intervistatore capitasse quella sullo stato della collana. E Soldi dichiara che in quel momento, cioè il periodo a cavallo tra la fine del 1986 e l'inizio del 1987, la collana, dopo una prima fase di calo, si assestò sulle 40.000 copie. Era il periodo in cui Zagor ne vendeva 200.000 sempre secondo Soldi. Poi la situazione migliorò e ogni mese le vendite aumentavano di 30.000 copie fino a toccare la quota storica del milione di copie negli anni successivi! Continua Soldi: E oggi? Centomila al mese. Poco se si pensa ai bei tempi, tante se ci si sofferma sulla portata della sua onda lunga. Tiziano non scrive da quasi vent’anni. Di Dylan Dog è solo supervisore e noi lettori ci sentiamo orfani. Questa pellicola nasce per ringraziarlo. Quell'oggi sarebbe il 19 giugno 2015, quando l'articolo è stato pubblicato. Il Soldi è preciso quando parla. Non dice circa o forse, no. Parla di 100.000 copie al mese. Soldi non è un collaboratore della Bonelli o un dipendente della casa editrice, ma è un grande amico di Sclavi e Sclavi che è l'ideatore della serie sa bene quanto vende la testata. Ovvio pensare che Soldi abbia avuto queste informazioni da Sclavi durante la fase di preparazione del documentario. Anche se non è più curatore, Sclavi è ancora il punto di riferimento della collana. Dalle dichiarazioni degli autori del rilancio, è emerso che il progetto è supervisionato da lui ed eseguito da un ricco stuolo di giovani autori. La mente del rilancio è Sclavi, anche se molti dubitano che tutte le scelte, alcune molto discutibili delle nuove storie, siano state partorite dalla sua mente. Anche l'informazione di Soldi, visto che l'ha avuta da Sclavi, può ritenersi ufficiale come i dati di Fumettologica del 2014. Quindi, confrontando i dati ufficiali del 2014 diffusi dal sito Fumettologica e l'informazione resa nota da Soldi nell'intervista di giugno 2015 siamo arrivati alla seguente conclusione: Dylan Dog ha perso in un anno qualcosa come 12.000 lettori! Come siamo arrivati a questa conclusione? Mettendo a confronto il dato del 2014 e cioè 112.000 copie con il dato del 2015, il famoso oggi di cui parlava Soldi e cioè 100.000 copie. Perciò: 112.000-100.000 = 12.000! Un dato che non ci stupisce completamente.


Il rilancio di Dylan Dog è stato sommerso dalle critiche sulla rete e fuori dalla rete. E non solo per ragioni personalistiche verso il nuovo curatore, bensì per le scelte, alcune molto discutibili, tra cui quella del pensionamento dell'ispettore Bloch, che hanno scontentato la platea alla quale era stato balenato chissà quale periodo glorioso. Un pensiero negativo che abbiamo interpretato nelle nostre recensioni. Gli autori si sono difesi sostenendo che quelle della rete sarebbero critiche di un ristretto e rumoroso gruppo di detrattori detti troll, fake, reazionari e talebani. Ma, se fosse davvero così, non ci sarebbe stato bisogno di utilizzare gli editoriali del recente numero 344 come sfogo verso i critici. Se erano davvero 4 gatti potevano essere ignorati. I gatti invece dovevano essere parecchi perché il curatore risfoderò un vecchio pezzo dello stesso Sclavi per dire ai critici Nun ce rompete! Critiche che ben presto si sono trasformati in abbandono. E quindi perché stupirsi se in un anno, tra il giugno 2014 e il giugno 2015, sono stati persi per strada 12.000 lettori? Una media di 1.000 lettori persi al mese. Il neo curatore, in alcune uscite pubbliche, ha dichiarato che la situazione della collana va meglio e in parte ciò è vero. Tra il 2012 e il 2014, secondo i dati ufficiali diffusi da Fumettologica, la collana era scesa da 140.000 a 112.000 copie. Tra il 2013 e il 2014 sono stati perduti 20.000 lettori. Tra il 2014 e il 2015 i lettori persi sono stati 12.000. Un piccolo miglioramento, ma lontano anni luce da quella inversione di tendenza che tutti si aspettavano. I lovers del nuovo corso non hanno accettato la realtà e si sono scatenati in una campagna di aggressione verso tutti coloro che sui vari gruppi Facebook mettevano in dubbio la bontà delle scelte del curatore, senza immaginare, tra l'altro, che le scelte, più che del curatore, sarebbero di Tiziano Sclavi. E' lui, secondo gli attuali autori, la mente dietro il rilancio. E' lui, quindi, che ha deciso di pensionare Bloch o di stabilire che il suo nome è Sherlock Holmes! Più che attaccare il curatore dylaniato sarebbe logico che le critiche fossero dirette verso Sclavi e non usare il curatore attuale come capro espiatorio. Chissà se queste scelte negli anni passati sarebbero state criticate o meno, ma nella moderna era internettiana è difficile che scelte siano condivise da tutti. Nel caso di Dylan Dog le critiche sono parse nettamente maggioritarie. I lovers del rilancio non hanno preso molto bene i dati che abbiamo diffuso. Come vedremo meglio nel seguito di questo articolo, qualcuno ha affermato addirittura che si tratterebbero di dati falsi! Una gigantesca calunnia se si considera che nel nostro pezzo è indicato il link della fonte, una fonte che è ufficiale, visto che parliamo di Davide Bonelli e Marcheselli, oltre che dell'amico di Sclavi autore del documentario sulla sua vita e lettore di Dylan Dog. E non è stata l'unica calunnia grave lanciata contro il nostro sito da alcuni degli intervenuti nella suddetta discussione. Comix Archive è un sito famoso, molto letto tra gli addetti ai lavori, un fatto che genera invidia e potrebbe essere fonte degli attacchi gratuiti che spesso riceviamo da alcune pagine Facebook schierate dalla parte del rilancio. Attacchi duri, che spesso sfociano nella diffamazione e in attribuzioni calunniose di fatti inesistenti. Chi afferma che i dati che pubblichiamo sono falsi si rende autore di una grave calunnia. E' stato il ripetersi di tali condotte che nei mesi scorsi ci ha convinti che era venuto il momento di tutelarci nelle sedi opportune ed evitare che l'immagine del sito possa risultare danneggiata dalle calunniose e diffamatorie affermazioni di alcuni tra i fan più concitati di Dylan Dog o presunti tali. Chi ama Dylan, del resto, non interviene nei gruppi per creare flame o cogliere l'occasione della discussione per attaccare il nostro sito, la cui direttiva primaria è sempre stata quella di citare le fonti delle notizie pubbliche di cui trattiamo nei nostri pezzi. Spesso si finisce per confondere i criteri con cui i moderatori di Facebook giudicano i post, ritenendoli conformi ai loro standard con quelli della legalità. Non tutto quello che è permesso su FB può essere considerato legale. Così, chi scrive che noi pubblichiamo dati falsi si rende autore di una diffamazione. Noi pubblichiamo i dati che sono diffusi in rete e precisiamo sempre quando sono dati ufficiali o dati ufficiosi. Se il dato in questione proviene dai vertici della Bonelli, allora il dato va ritenuto ufficiale e chi scrive su Facebook che invece i dati sono falsi o scrive che pubblichiamo questi dati intenzionalmente falsi si rende autore di una grave calunnia.

Per ragioni di cautela siamo stati costretti a realizzare lo screenshot degli interventi in cui il nostro sito viene menzionato o apostrofato con termini diffamatori per poi inviarli a chi di dovere per le valutazioni di competenza. Cosa hanno riferito o si sono lamentati i fan di Dylan Dog nella suddetta discussione? All'inizio sembrava il solito tenzone tra adoratori e critici del rilancio. Tra chi dice mi piace e chi dice non mi piace. Qualcuno, senza leggere con attenzione il nostro pezzo, ha affermato che il dato è sbagliato perché riferito al 2014! In realtà, il dato è corretto perché costituisce il confronto tra il dato del 2014 e il dato del 2015! Molti, però, hanno ritenuto più comodo attaccare il nostro sito piuttosto che confutare i dati che abbiamo diffuso. Secondo alcuni, è brutto dirlo, ma ormai il nostro oldboy ha fatto il suo tempo. Ma le vecchie storie di una volta, non sono più buoni di farle? E poi inizia l'attacco al nostro sito con affermazioni offensive di vario tipo. Uno degli utenti dice di noi: al di là che Dylan Dog sia meglio o peggio, ma che fonte hai preso? Comix Archive è una parodia tenuta in piedi da un povero prete frustrato. E poi continua: ma sì, per qualche motivo buttano un sacco di spazzatura addosso a dylan dog ma se ti leggi un loro post a caso capisci che quello che li scrive non è a posto. E poi iniziano le gravi calunnie contro di noi, sostenendo che i dati che pubblichiamo nei nostri pezzi sono falsi: Puoi star tranquillo, quell'infografica non solo è vecchia, ma gli altri dati sono falsi. Al momento Dylan Dog non solo ha recuperato i lettori persi negli ultimi 2/3 anni, ma ne ha guadagnati qualcosa come 2/3mila. Poi continua sostenendo che non possiamo criticare i fumetti dal punto di vista politico: se ci fai caso, la persona dietro questo blog non fa che andare contro non solo la Bonelli, ma tutti quei fumetti giudicati da lui stesso anticristiani e di sinistra. Qui ci viene da ridere. Non sapevamo che la libertà di pensiero e di critica politica fosse stata abolita! Ridiamo perché questo lettore pensa o crede che non si possano criticare i fumetti dal punto di vista politico. Poi aggiunge ancora a corredo delle pregresse calunnie: Emm è ironia quella di condividere i contenuti irreali di Comix Archive, vero? Dati irreali? Un momento: noi pubblichiamo i dati che Marcheselli ha dichiarato a Fumettologica e sarebbero irreali? Continuiamo a ridere e pensiamo alla scena di queste persone che hanno passato la vigilia di Natale su Facebook diffamando il nostro sito non avendo di meglio da fare, un peccato. Al gruppo dei calunniatori si aggiunge un altro che scrive: Comix Archive è gestito da un provocatore che inventa le notizie. Questa è senza dubbio la calunnia più grave. Noi non inventiamo nulla. Pubblichiamo fatti e situazioni di cui si parla in rete. Indichiamo i link delle fonti in ogni occasione. Però, questa persona pensa che le notizie di cui parliamo nei nostri pezzi siano inventate! Continuiamo a ridere. E un altro scrive ancora: Confermo: niente di ciò che scrive Comix Archive è vero. Mai. È tutto inventato. Sempre. Ecco uno che ignora o finge di ignorare il fatto che nei nostri articoli indichiamo i link delle notizie e che quindi nulla di quello di cui parliamo è inventato. Lui dice, invece, che è sempre tutto inventato! E ridiamo, ma per cautela abbiamo conservato lo screenshot, aggiungendolo a quelli inviati a chi si sta incaricando della nostra tutela. Le calunnie continuano ad affluire copiose contro di noi. Il cavallo di battaglia è sempre lo stesso. Secondo loro pubblichiamo dati falsi: hai portato avanti la discussione in lungo e in largo dopo che ti è stato detto che i dati sono falsi. Che ci stiamo a parlare di dati falsi? Ma come si può affermare una cosa così quando nel nostro pezzo è indicato il link con la fonte e le dichiarazioni di Marcheselli a Fumettologica? Se fosse vero ciò che afferma che questo utente, allora dobbiamo concludere forse che Marcheselli ha fornito dati falsi al noto sito? Forse queste manifestazioni si possono spiegare considerando che molti pensano che quello che si scrive su FB non abbia valenza legale o che le parole così diffuse sul social non siano veicolo di diffamazione o che la eventuale responsabilità sia dello stesso social. A conferma che il dato che abbiamo diffuso crea problemi a qualcuno, uno scrive: considerando che la soglia di sicurezza in Bonelli è ventimila copie, ma chettenefrega se Dyd sta sopra o sotto le centomila? Con una cifra simile non chiuderà mai. Ripeto: di Dylan Dog, che è in piena salute come Tex mi frega poco perchè lo sanno anche i sassi che è in piena salute a me interessano di...

più i dati di vendita di chi sta più in basso. Non sappiamo cosa sanno i sassi. Sappiamo ciò che abbiamo letto nella intervista del Marcheselli. E questo ci basta. I sassi li lasciamo per terra. Tra le altre cose, diceva l'ex-direttore editoriale nel 2014 che tutte le collane della Bonelli sono in crisi e che ogni anno si accusa una costante perdita di lettori. Di quale salute parla costui? Prima di parlare dovrebbe informarsi o leggere con più attenzione i nostri pezzi invece di perseverare in queste cadute così gravemente calunniose. E invece poi aggiunge: in realtà non ti hanno attaccato per il post in quanto tale, ma perchè nessuno qui posta gli articoli di Comix Archive perchè è screditato ovunque sul pianeta Terra. Non sapevamo di essere screditati su tutto il pianeta Terra né immaginavamo che il nostro sito fosse così conosciuto avendo una valenza planetaria. E ridiamo. Pensiamo: è la vigilia di Natale e passa il tempo su Facebook calunniando un sito che riporta fonti ufficiali? Mah! Il mondo è bello perché è vario. Anche se alcune varietà dovrebbero essere poste sotto le dovute attenzioni. E insiste molto. Ce l'ha proprio con noi: In un altro gruppo,appena qualcuno ha linkato quello stesso articolo, gli admin giustamente lo hanno rimosso, perchè si cerca di dare zero visibilità a quel losco figuro. E più avanti ancora: dato che nessuno posta niente di Comix Archive, sapendo chi è e che odia Bonelli, quando tu l'hai postato tutti abbiamo pensato che tu fossi lui. Altre invenzioni miste a calunnie. I nostri articoli sono linkati spesso sulle pagine senza problemi. Noi non odiamo nessuno, ma visto il tenore pesante degli insulti vergati contro il nostro sito, forse è questo utente che ci odia o che in noi vede una valvola di sfogo delle sue frustrazioni. Ma c'è anche chi onestamente osserva la realtà per quella che è e scrive: I dati di vendita sono i dati di vendita e quelli sono incontrovertibili. L'insistenza dei lovers induce qualcuno a osservare che: sembra quasi che qualcuno voglia far credere che le cose vanno bene e che il nuovo corso stia facendo bene. Poi la discussione prosegue su questo binario: a chi ci calunnia, sostenendo che pubblichiamo dati falsi, risponde chi osserva che i dati che pubblichiamo sono veri e riconducibili, dai link, ai vertici della casa editrice. E qui i calunniatori iniziano ad abbassare i toni, ma la gravità delle parole precedenti resta. Facendo delle ricerche ci siamo resi conto che i due-tre individui si sono dati da fare per spargere calunnie sul nostro sito anche su altre pagine e gruppi. Uno che non ha nemmeno letto con attenzione il nostro articolo scrive: Aldilà del fatto che i fumetti vendono e venderanno sempre meno, per questioni fisiologiche, Comix Archive è attendibile come una banconota da 25 euro. Quella classifica si riferisce ai dati del 2014, infatti c'è sempre Brendon e Saguaro, due serie chiuse da tempo. Come ha scritto qualcuno qui sopra, può darsi che le vendite siano ancora calate in generale, ma DD ha recuperato qualche migliaio di lettori, quindi ciò che viene riportato su questo sito deve essere considerato completamente inattendibile. Il grafico era del 2014, ma il link con l'articolo di Dagospia è del 2015. Il poveretto non se n'è accorto, ma ci ha fatto ridere lo stesso. Un altro che spesso è intervenuto in altri gruppi con toni non diversi nei nostri confronti, aggiunge subito dopo: Ma date retta alle stronzate partorite da quel pazzoide che si nasconde dietro Comix Archive? Suvvia. Ad un certo punto interviene il curatore della collana, che si aggiunge al flame contro di noi è scrive: I dati sono vecchi e pure falsi per come riportati. Come gli altri afferma che i dati sono falsi, ma diversamente dagli altri aggiunge la specifica per come riportati! Ma che significa? Come fa il curatore della collana ad affermare una cosa simile se i dati provengono da Marcheselli e Bonelli? Un lettore gli risponde così: Devo ringraziarti. Sei riuscito la dove decine di sceneggiatori non erano riusciti. Finalmente mi sono liberato di una abitudine consolidata che non aveva più ragione di esistere da decenni. Dopo 29 anni ho smesso di comprare Dylan Dog e ne sono felice. Tutto grazie a te. Adesso questo fumetto fa talmente cacare al plasma che persino un abitudinario patologico come me e riuscito a liberarsene. Speriamo che andiate in fallimento. Come se un lettore in meno fosse cosa gradita, il curatore risponde: Perdere un lettore che si esprime in questa maniera è un attestato di qualità per noi. Usa il plurale, come se parlasse a nome della casa editrice, ma prima ha affermato che i dati di Marcheselli e Bonelli erano falsi.

I dati sono dati. Restano saldi nella loro oggettività. Non esistono dati che per come riportati possano mutare la loro veridicità in falsità. Chissà cosa ne pensa oggi Marcheselli: il curatore che aveva tanto difeso oggi afferma che i dati che l'anno precedente aveva fornito a Fumettologica sono falsi. Noi ci siamo chiesti perché il curatore è intervenuto nella discussione. Forse perché come sito non ci pieghiamo a certe logiche che oggi hanno portato il mercato del fumetto al disastro economico? Il fan infastidito risponde così: Sono felice che ne sei felice. Perdere un fumetto che fa schifo e costa così caro è un attestato di intelligenza. La mia ovviamente. Non la tua. Buon natale sei riuscito a rovinare non solo un prodotto che era già alle pezze ma soprattutto il "mito" che lo circondava. E poi aggiunge: E' un parere che si sta diffondendo sempre di più. Salutami quel cagone patetico di John ghost, quel pupazzo cialtrone e traditore di Groucho, quel vecchio balengo che invece di guardare i cantieri va con le mignotte cieche credendo sia ammorrre e quel fallito inutile debosciato ipocrita e ipocondriaco di Dylan Dog. Ciao. Ora, a parte il fatto che il gruppo consta di oltre quindicimila aderenti e che quindi la discussione sarà stata letta da migliaia di persone, siamo davvero convinti che il battibecco tra il curatore e il lettore offeso non abbia nociuto al già debole rilancio? Il curatore insiste con la sua posizione: No. I fatti sono che le vendite vanno meglio e che l'apprezzamento è cresciuto. Poi a te non piace. Amen. Concentriamoci ora sulle sue parole. Che significa che le vendite vanno meglio? La testata perde di meno rispetto al passato o ha guadagnato nuovi fan e se anche fosse così, i nuovi sono in numero maggiore o minore a quelli che hanno mollato? Il fan gli risponde così: I fatti sono che le sceneggiature fanno schifo e non hanno il minimo delle regole base per stare in piedi. Quando tutti ti dicono"non mi è piaciuto il finale" quattro domande devi fartele. La gente non è tutta fessa. E quando ti criticano invece di essere arrogante devi ascoltare e rispondere "grazie per il consiglio faremo di meglio" perché il tuo cazzo di stipendio lo paghiamo noi e in mezzo ai soldi con cui campi ci sono stati anche quelli che ho dato io per 29 anni. Poi il curatore rivela un particolare interessante: Ah, il mio stipendio non me lo paghi tu ma l'editore. E, indovina? Mi paga bene perché le vendite vanno meglio. Ha ragione. Lo stipendio viene pagato dall'editore, ma dimentica che l'editore senza i lettori chiuderebbe i battenti. Quindi, indirettamente, i lettori partecipano al pagamento del suo stipendio. Dice che viene pagato bene perché le vendite vanno meglio. Usa ancora lo stesso aggettivo, ma non precisa se le vendite sono aumentate o hanno solo rallentato il calo. Il vanno meglio si presta ad entrambi i significati. Il lettore glielo fa osservare: I soldi che pago non sono opinioni e quando pago in genere mi piace avere qualcosa in cambio. Il fatto che voi campiate grazie ai lettori è una dura realtà non una opinione. Fatevene una ragione di questa cosa. Spero che andiate in fallimento solo per la spocchia che avete avuto negli anni. Un buon bagno di umiltà vi servirebbe proprio. Il curatore non si perde animo e risponde: Poi, accetta la realtà: a te non piace? Peccato. Ma piace a un sacco di gente e dal Nuovo Corso le vendite vanno meglio. Non è un problema mio, ma un problema tuo. Insiste con il vanno meglio delle vendite, ma non precisa cosa intende dire. Né precisa se il vanno meglio si riferisce ai dati attuali o agli ultimi disponibili, che sono quelli di 5-6 mesi fa. Insiste ancora e dice: Dylan nel 2015 ha guadagnato lettori invertendo un'erosione annuale che era diventata importante. Prima dice che la collana ha guadagnato lettori, poi che ha invertito l'erosione. Un controsenso. Ha guadagnato o no? Perché ci pare di capire che i nuovi lettori hanno solo tamponato qualche falla. Sappiamo che i dati arrivano precisi ogni 4-5 mesi. Prima si possono avere dati parziali che non rispecchiano la realtà, ma il curatore dice: sai com'è, conosco esattamente le vendite mese per mese. Vanno meglio (molto). Dice che conosce i dati mese per mese, ma come è possibile una cosa del genere? Per rafforzare la sua posizione aggiunge: Sai, ci lavoro con i numeri. Se le cose andassero meno bene di come vanno, cambieremmo direzione. A scuola non andavi forte in logica, eh? E' così sicuro della sua posizione che utilizza ancora il plurale. Dice che se le cose andassero male, loro cambierebbero. E' inattaccabile? E se ci fossero cambiamenti, non verrebbe toccato.

Intanto, è quasi mezzanotte della vigilia di Natale e ancora non riusciamo a capire per quale motivo il curatore della collana di Dylan Dog, anziché starsene con familiari e amici, sia incollato da più di un'ora a Facebook litigando con un lettore (uno solo!) e dice continuamente che le cose vanno meglio, come se volesse convincere tutti quelli che leggono che lo cose stanno così. Poi arriva il bello! Il fan, evidentemente stufo di perdere tempo la notte della vigilia di Natale, gli chiede le fonti delle sue affermazioni. Il curatore risponde così: Quali fonti? Le scansioni dei dati dei distributori? Sono io la fonte, essendo il curatore della testata. Se le vendite andassero male, cambieremo direzione. Che senso avrebbe tenere la direzione sbagliata perdendo lettori? Ma, sul serio, il senso logico di quello che dici? Continua ad affermare un concetto: siccome non è stato ancora sostituito, questo significa che le vendite vanno bene. Ma siamo sicuri che, intanto, ciò non sia avvenuto? Di solito, decisioni come queste vengono prese molti mesi prima e comunicate al pubblico molto tempo dopo. Mancano dodici minuti a mezzanotte e il curatore, forse stufo, dice: Vabbè. Ho un Natale da passare, ho spiegato tutto lo spiegabile, amen. Non si convince qualcuno a cambiare il proprio modo percepire la realtà perché questo lo costringerebbe a mettere in discussione sé stesso. La discussione prosegue con affermazioni forti che non vi stiamo a riportare. Ad un certo punto, il curatore attacca il fan che ha postato il nostro articolo e fa capire che forse è stato questo il motivo che lo ha spinto, la notte della vigilia di Natale, ad intervenire e restare incollato per oltre un'ora su Facebook. Il nostro articolo. Peccato che nei nostri riguardi verga insulti e infatti scrive: Sì ma hai postato un articolo di un anno fa, con dati sballati, e pure scritto sul sito di un matto. Magari non era la base migliore da cui far partire la discussione, no? Cominciamo con il precisare che l'articolo è dell'agosto 2015 e non di un anno fa! Uno. Dice che chi ha scritto l'articolo è un matto. Perché insultare l'autore del nostro pezzo quando nell'articolo sono stati citati i dati diffusi da Davide Bonelli e Mauro Marcheselli? Il curatore continua e attacca: Non è redatta dalla Bonelli. Se te lo dicono in dieci che hai preso come fonte un articolo vecchio di un anno e sbagliato, postato sul sito di un matto, magari dovresti valutare che se vuoi fare un discorso, le fonti sono importanti. Continua a dire, sbagliando di brutto, che il nostro articolo è vecchio di un anno mentre risale a 4 mesi prima! Non ha visto la data di pubblicazione? Forse no. E continua ad insultare l'autore del nostro articolo, dicendo che è un matto! E insiste e attacca ancora il nostro sito: Funettologica ha riportato due anni dei dati (travisandoli un poco). Il sito che hai postato tu, alcuni mesi dopo, li ha ripostati, deformandoli completamente. Ma se vuoi capire il tenore del sito che hai postato, basta guardare i pezzi precedenti. Tipo quello di Dylan fumetto comunista-satanista. Siamo andati a rileggere l'articolo di Fumettologica e in nessun punto risulta che i dati si riferiscono agli ultimi due anni. E offende ancora il nostro sito, lamentandosi del fatto che nei nostri pezzi sottolineiamo i contenuti e i riferimenti satanisti che ci sono! Beh, basta guardare, anche distrattamente, il numero 341 per capire che è così, ma andiamo avanti. E' quasi l'una. Il curatore è ancora incollato a Facebook da oltre tre ore. Dimentico del fatto che è la vigilia di Natale scrive: le fonti, per me, sono i dati dei distributori. Che ci dicono che stiamo vendendo meglio. Se così non fosse, avremmo cambiato strada. Semmai i dati sono quelli in possesso alla casa editrice e quindi ci domandiamo: il curatore ha contatti con il distributore, cioè la Press-Di del gruppo Mondadori? Il distributore gli dice che la collana sta andando bene, quindi lui si riferisce ad una azienda esterna e non alla Bonelli. Un particolare ci colpisce: in tutti i suoi interventi ha scritto più e più volte che le vendite vanno meglio e che per questo la Bonelli non lo ha ancora sostituito. Poi un lettore, forse stufo, dice: ma scusa ma la Bonelli non sa quanto vende di ogni singolo fumetto? E il curatore risponde, in parte contraddicendo ciò che aveva detto prima: Certo che lo sa. Dai resoconti dei distributori. Che sono dati sensibili. Nessuna pazienza posta i resoconti della distribuzione. I responsabili di un'azienda poi dicono pubblicamente come va. E io ti sto dicendo: va bene. Se così non fosse, staremo cambiando strada. Ancora ci sfugge il motivo di tanta insistenza la notte della vigilia di Natale. Ah, Facebook!

Ammettiamo che sia così. Che, come dice lui, le cose vanno meglio, ma per quale motivo il curatore di una testata che vende decine di migliaia di copie si deve affannare così tanto per controbattere un paio di lettori? Il fan infastidito osserva: Di sicuro ha sollevato un vespaio e una polemica infinita che al fumetto bene non ha fatto. Ma ripeto, per chi non lo avesse capito, se c'è polemica vuol dire che qualcosa alla base che non va c'è di sicuro. Quindi forse la scelta non è stata propriamente felice, diciamo così. Un altro fan si lamenta del fatto che il curatore ha insistito con il dire che le cose vanno bene, ma quando gli sono stati chiesti i dati, non ha risposto: Gli ho chiesto di mostrarmi qualche dato riportato dalla Bonelli e non m'ha saputo rispondere, lui sicuramente sarà di parte.Se le cose vanno bene meglio per lui, però in questa discussione ho letto molti che la pensano come me, permettimi qualche dubbio. E poi non ho capito l'intervento di tutte queste crocerossine in suo soccorso. Non ti sembra strano anche a te? Un altro risponde: Ma non esiste l'essere di parte, i dati di vendita o li annuncia il responsabile e/o Bonelli o non li si saprà mai. E no, non mi sembra strano poichè molti di voi vedono solo bianco e nero, criticoni e difensori. Beh, ma è proprio quello che ha fatto Marcheselli e le cui dichiarazioni abbiamo riportato nel nostro articolo! Poi ritorna l'utente che prima aveva vomitato contro di noi una lunga serie di diffamazioni e precisa: Solo per dire: Manfredi ha recentemente e pubblicamente definito spurghi di fogna gli articoli di Comix Archive. E poi ancora, come un fiume in piena contro di noi: Tu vai a leggere tutti gli articoli di quel sito e suoi scopi ti saranno chiari: danneggiare economicamente Bonelli e causare la chiusura di tutte le sue testate. E ancora: Comix Archive odia anche Chiaverotti e sta gettando fango anche su Morgan Lost, amato da molti delusi da Dylan Dog. Festeggia ogni chiusura di fumetto Bonelli. Ogni dato diffuso da quel sito è privo di valore. E ancora: Ribadisco: i dati diffusi da quel sito non sono attendibili perchè accompagnati da dichiarazioni, anche ideologicamente politiche, contro Bonelli e i suoi autori: un sito che diffonde il dato, nudo e crudo, della prossima interruzione di Adam Wild senza esprimere giudizi è attendibile, ma un sito, come Comix Archive, che accompagna questo dato con insulti a Manfredi e urla di giubilo per l'ennesimo fumetto Bonelli che smette di uscire in edicola NON È CREDIBILE A PRESCINDERE. Un diluvio diffamatorio incontenibile ai nostri danni. E ancora: Bene ha fatto quindi Manfredi a dare quella definizione per i suoi articoli. E inviterei tutti a fingere che quel sito non esista e a non postare nessun suo articolo. Poi arriva un utente molto famoso, che osserva finalmente: L'autore del blog Comix Archive si è limitato a riportare dati pubblicati da altre parti. State incolpando Comix Archive perché Dagospia ha trascritto un articolo di Andrea Scanzi pubblicato sul Fatto Quotidiano in cui viene citata fra virgolette una frase Giancarlo Soldi, regista che anche di recente ha collaborato con Sclavi e la Bonelli ("Centomila al mese. Poco se si pensa ai bei tempi, tante se ci si sofferma sulla portata della sua onda lunga."). L'articolo di Scanzi è stato perfino linkato da Comix Archive. In teoria tutto il male che avete detto a proposito di Comix Archive andrebbe indirizzato a Giancarlo Soldi. E precisa: Oggi Comix Archive ha semplicemente citato una frase detta da una persona che in teoria era informata e pubblicata da un giornalista che non ha valutato le conseguenze di quello che faceva. Poi arriva un altro calunniatore che insiste con il fatto che i nostri dati, cioè i dati diffusi da Marcheselli, sono falsi: Non dimentico certi articoli su Ken Parker, di disonestà intellettuale davvero inarrivabile, nonché vomitevole. E tanto mi basta per giudicarli per quello che sono, anche se la cosa migliore sarebbe bloccarli, cosa che probabilmente farò. Cmq, l'articolo in questione è falso, in quanto riporta dati vecchi e non tiene conto degli sviluppi recenti. Che poi sia stato estrapolato da errori altrui, non giustifica nulla. Se sei un blogger serio, dici la verità, e non quello che ti fa gioco. Offese, insulti e calunnie ai nostri danni postate da un profilo pubblico.

Il fan di prima, incoraggiato da questa uscita, insiste con i suoi insulti contro di noi: Il peccato originale di Comix Archive, che inficia TUTTO ciò che scrive è diffondere SOLO E UNICAMENTE dati e cifre che danno un'imnagine di una Bonelli in caduta verticale di utili e vendite e CONTEMPORANEAMENTEattaccare tutti gli autori e tutte le testate bonelliane anche dal punto di vista della politica e del catechismo (che c'entra il catechismo coi fumetti?????). In breve: se un blog da anni attacca tutto ciò che Bonelli pubblica, AUTOMATICAMENTE i dati e le cifre da lui diffusi non hanno credibilità perché si sa che lui odia Bonelli. Esempio? Ma uno che scrive "Adam Wild ha chiuso perché il suo autore è di sinistra" può essere giudicato credibile? Offese di una gravità inaudita dettate da un sentimento di ostilità che non ci sembra giustificabile in alcun modo. Il lettore che aveva preso le nostre difese osserva: avrebbe potuto citare direttamente Giancarlo Soldi e Il Fatto Quotidiano. Non sarebbe cambiato nulla, a parte il fatto che non avreste potuto o voluto partire in quarta infamando Soldi. E' ridicolo scrivere frasi come "Il sito Comix Archive diffonde ntenzionalmente dati falsi per danneggiare l'editore Bonelli" perché le fonti principali dell'articolo di Comix Archive (indicate e linkate nell'articolo) sono l'ex direttore della Bonelli e Giancarlo Soldi. Poi tornano gli insulti contro di noi: Si sta dando importanza a personaggi che hanno credibilità zero facendo il loro gioco. E quello di prima ancora contro di noi: In realtà è tutto molto semplice: Comix Archive legge solo Tex e Diabolik. Tutto il resto che esce in edicola gli fa schifo. Potrebbe quindi limitarsi a leggere quelli e non rompere le balle? None! Avendo un ego smisurato e vari problemi psichici, lui vuole che quello che a lui non piace sparisca dalle edicola in modo che nessuno possa leggerlo. Una volta che si capisce questo, si capisce anche che non è una fonte credibile. Il social dovrebbe essere un luogo ove scambiare opinioni in modo pacifico e non insultare, commettendo un evidente illecito, sprecando una buona occasione per dire cose interessanti. E invece scrive: Scopro che C.A. ha centinaia di screenshot su di me, orrido watch-dog e ass-licker di Recchioni... uuuuh che paura, tremo come una foglia. Da tutto questo cosa ne dobbiamo trarre? Al di là degli insulti dei 2-3 utenti che, anche su altre pagine e gruppi (come dai nostri screenshot) hanno sparso veleno, calunnie e diffamazioni contro il nostro sito e per le quali rimandiamo a quanto sopra, è evidente il nervosismo che serpeggia nel mondo dylaniato del fumetto. Se il rilancio andasse bene, non ci sarebbero tutte queste critiche in rete. Critiche che non si possono liquidare affermando che chi  le posta è un troll, un fake, un talebano, un reazionario, ecc. Nell'era della comunicazione globale questo tipo di approccio con il pubblico è un errore. Critiche che se fossero confinate entro un piccolo gruppi di fan scontenti sui social, non avrebbero generato gli editoriali del numero 344 in cui, anche se con termini più edulcorati, gli autori hanno risposto per le rime ai critici. Le vendite vanno meglio come dice il curatore? Ma che significa il vanno meglio? Lui afferma che ha contatti con i distributori, che mensilmente gli corrispondono le notizie. Ma anche questa affermazione desta perplessità. Riteniamo, infatti, che sia la società editrice ad intrattenere i contatti istituzionali con le aziende di distribuzione e non i singoli autori, che al più possono beneficiare di notizie apprese in redazione. E spesso gli autori non conoscono i dati o ne hanno una conoscenza limitata. Ciò è dovuto ai contratti e alle varie clausole che, in alcuni casi, legano i compensi alle vendite. Notizie che, quindi, gli editori non desiderano che siano conosciute dagli autori. Non sappiamo se questo sia il caso della Bonelli. A parte ciò, il fatto che nella notte della vigilia di Natale utenti e lo stesso curatore abbiano litigato per ore e ore, anziché festeggiare la Natività di Gesù, ci fa pensare che le cose non stiano andando bene. Che ci sia nervosismo e parecchio. Gli attacchi con i termini sopra detti del curatore contro il nostro sito lasciano il tempo che trovano, ma indicano che c'è tensione. Se tutto andasse bene e si vendessero decine di migliaia di copie, perché perdere tempo nella vigilia di Natale per replicare a tre lettori e a un articolo di un sito come il nostro (sia pure famoso)? D'altra parte, nell'articolo che ha generato la polemica abbiamo indicato dati precisi ai quali, però, non sono stati opposti dati di confutazione e quindi restano. Al Plano.

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