domenica 3 gennaio 2016

BAO PUBLISHING RENDE PUBBLICI ALCUNI DATI SULL'ANDAMENTO DELL'ANNATA CONCLUSA! TANTE LE DOMANDE!

Uno degli aspetti ricorrenti delle dinamiche che governano il mercato del fumetto italiano è rappresentato dalle dichiarazioni degli editori quando affrontano il delicato tema della condizione del settore in cui operano a volte con coraggio. Per noi che siamo esterni e commentiamo le loro parole è difficile trovare una mediazione tra la posizione di chi, per ovvi motivi, non può parlare male di ciò che rappresenta e di chi, non essendo legato ad appartenenze consuete, gode di una libertà di espressione che i cosiddetti siti allineati si sognano. Il mercato del fumetto è in crisi da anni. Le serie chiudono, gli editori falliscono oppure nella migliore delle ipotesi si fondono tra loro. I ritardi nelle uscite aumentano. Progetti annunciati (ad es., il Kriminal della Mondadori) scompaiono senza lasciare tracce, salvo diplomatiche parole che invitano i lettori a non arrendersi. Oggi è difficile trovare sorrisi sui volti degli addetti ai lavori. La mostra-mercato di Lucca di quest'anno è stata forse la più triste degli ultimi decenni. Visi tirati, preoccupazione costante da parte di chi vedeva sfumare l'investimento affrontato per approntare uno stand o la presenza di un autore straniero. Per quanto incredibile, oggi è più facile per un autore presentarsi da solo al pubblico piuttosto che legarsi alle logiche antidiluviane degli editori grossi. Ok, l'idea è buona. Tra un paio d'anni forse usciamo in libreria con il tuo volume! E nel frattempo, nada de nada. Intanto, presentati su Facebook, scatena qualche polemicuccia, attacca questo o quello. Renditi visibile e invece di due anni ce la facciamo in un anno a uscire con il tuo volume. A Lucca Comics si sente di tutto e in momenti di crisi come quelli che vive il settore, è difficile imbattersi in qualche indiscrezione che non si tramuti in realtà di lì a qualche mese. Oggi gli editori hanno paura di investire perché nella quasi totalità dei casi, si è destinati a perdere. E tranne qualche rara perla come il Daryl Dark della Cagliostro E-Press, è quasi sempre una scommessa persa in partenza. Quanto sono credibili le affermazioni degli editori in un momento come questo? Siccome parliamo di dichiarazioni ufficiali esse vanno credute, ma poi ci si guarda intorno e riesce difficile avere con la realtà lo stesso rapporto che hanno gli altri esseri umani non avvezzi alle dinamiche del fumettoimmondo. Però, non è detto che tutto vada male. Qualche mese fa, la casa editrice Astorina dichiarò in un editoriale della collana Grande Diabolik che il celebre personaggio creato dalle sorelle Giussani guadagna dei lettori ogni mese! Qualche giorno fa la Bao ha pubblicato il resoconto della sua annata editoriale, rendendo noti alcuni dati percentuali che è stato difficile ponderare.
 

Il pezzo esordisce affermando che per loro, quelli della Bao, il 2015 è stato positivo sulla base dei dati. Ci saremmo aspettati dati di vendita per capire la testata x o il volume y quanto hanno venduto e se fosse stato possibile conoscere anche la tiratura onde farsi un'idea più precisa. Per fare un esempio generale: se una testata viene tirata in 30.000 copie e il venduto è appena di 3.500 copie siamo in presenza di un flop grosso quanto un pianeta. Solo conoscendo i dati di vendita e delle tirature è possibile capire se un anno è stato positivo o negativo. Il pezzo rivela solo dati percentuali e qualche altro interessante. Dice che il loro settore delle librerie è cresciuto del 37%. Ok, ma 37% rispetto a cosa? Poi continua dicendo che adesso quel settore, quello delle librerie, vale 9,6 milioni di euro! Va bene, ma se togliamo il 37% a quei 9,6 milioni di euro abbiamo forse che nel 2014 il settore valeva 6,048 milioni di euro? Un bel balzo in avanti. Tuttavia, resta da capire cosa significa che un mercato vale 9,6 milioni. Si riferisce agli incassi lordi o agli incassi netti? E' sempre una bella cifra, ma si dovrebbe conoscere soprattutto quanto è stato investito per arrivare a quel dato e avere una idea più precisa del valore in se. Così, invece, resta un bel numero altisonante e basta. Si continua dicendo che il fatturato della Bao è cresciuto del 47,7%. Anche qui ci sarebbe da chiedersi 47,7% rispetto a che cosa? Il fatturato non indica l'incasso, ma, secondo la corretta definizione ragionieristica, quanto ricavato dalle vendite dei prodotti e delle prestazioni di servizi in un intero anno. Il fatturato, in altri termini, altro non è che l'importo ricavato dalla somma delle fatture emesse. Anche qui sarebbe opportuno conoscere quanto è stato investito per giungere a quel +47,7% rispetto allo scorso anno. In parole povere quanto ricavato, tolte tutte le voci di spesa, investimento, tassazione, ecc. In parole ancora più povere, quanto è finito nei forzieri rispetto a quello che si è speso per ottenerlo. Il pezzo aggiunge che le vendite nelle fumetterie sono aumentate del 31% e qui il dato ci sembra ottimo, anche se, ribadiamo, sarebbe necessario conoscere quanto è stato investito in pubblicazione di nuovi volumi, tipografie, distribuzione, licenze, tassazione, ecc. Tanti numeri con un bel più avanti per dire che anziché retrocedere, il treno ha continuato la sua corsa, ma senza specificare quanto carbone è stato acquistato per alimentare la locomotiva. E si sa che i costi delle materie prime sono in costante aumento come dimostrano i costanti aumenti dei prezzi di copertina, cioè il costo per l'utente finale. Ci saremmo aspettati dati di vendita come quelli che Fumettologica diffuse della Bonelli nel 2014. Peccato. Al Plano.

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