giovedì 24 dicembre 2015

DYLAN DOG N. 351: LA MEGA RECENSIONE! UNA STORIA SENZA UN PERCHE' CONDITA DI RIFERIMENTI SATANICI!!!

Prima di esaminare con attenzione questo numero, non ci eravamo mai imbattuti in Ratigher, uno scrittore il cui vero nome è Francesco D'Erminio. Sia perché la piccola editoria non ci interessa, sia perché non ci è consentito distrarre forze dai fronti caldi del mondo del fumetto. Da quando è stato designato l'attuale curatore della collana, forze fresche, esordienti veri e propri, hanno fatto il loro ingresso sulla serie dell'Indagatore dell'Incubo, rendendo necessario assumere informazioni su questi volti nuovi. Non sappiamo se il trend continuerà o se, una volta designato un nuovo curatore, che potrebbero essere Ambrosini o Ruju stando alle voci che girano nell'ambiente del fumetto, coloro che sono saliti sul carro grazie all'attuale gestione vi ridiscenderanno alla stessa velocità tornando nel mondo della piccola editoria o dell'autoproduzione. Puntare su volti nuovi, giovani a volte è rischioso. Ad uno scrittore nuovo si richiede innanzitutto una approfondita conoscenza del personaggio e del suo background. La storia che passiamo ad analizzare si presta a molteplici livelli di lettura. Nel complesso, il risultato è modesto. La trama sembra essere stata concepita sulla base di una idea vaga, che non è andata al di là di intenzioni ambiziose. La sceneggiatura è di ottimo livello, il che spinge a prendere in considerazione altri lavori di questo scrittore onde verificarne la vera essenza che, in questa occasione, ci è sembrata nascosta. I continui cambiamenti di scenario fanno pensare che l'avventura originaria doveva essere molto diversa da quella finale, accreditando l'idea che la storia sia stata modificata in modo significativo prima di essere approvata. Ciò ne ha stroncato i propositi iniziali. Non sappiamo se eventuali modifiche siano state apportate per introdurre nel contesto i consueti messaggi anticristiani che notiamo con una certa frequenza da quando è iniziata la nuova gestione, ma la forzatura narrativa in alcuni punti è sembrata emergere con molta nettezza. Il testo è apprezzabile per la gran ricchezza di elementi che vi sono stati inseriti. Un appassionato di misteri avrà avuto modo di approfondire i temi descritti, che spaziano da un horror appena accennato alle teorie di antiche civiltà semidivine di cui in Gran Bretagna si ritrovano con una certa frequenza. Il finale si perde in una inaspettata futilità, che in rete è stata sottolineata dai lettori più attenti e meno attenti. Una storia che forse meritava di essere raccontata in due parti, ma alla fine di volatilizza in una nebbia in cui il lettore si perde senza speranza di ritrovare la strada dell'inizio. Le tavole sono state realizzate da Alessandro Baggi, che qui fa il suo esordio assoluto sulle pagine del mensile. Prima di questo momento, il suo unico lavoro su Dylan Dog è stato una storia apparsa sull'albo Gigante del 2012 su testi di Andrea Cavaletto. Il tratto è molto curato e preciso. Le espressioni dei volti rivelano studi attenti e buone esperienza maturate nel suo percorso artistico iniziato più di venticinque anni fa. Un ottimo acquisto per la collana, che ha già impreziosito alcuni albi di Dampyr di Mauro Boselli. Passando alla storia è doveroso iniziare dalla copertina di Angelo Stano, che rivela molto di quello che sarà l'andamento della avventura di questo mese. Dylan Dog è perso in un mare tempestoso. Sotto di lui un vortice oscuro minaccia di risucchiarlo senza pietà. Lo sguardo è quasi disperato. Dylan Dog è adagiato su quella che sembra una zattera che sta per rovesciarsi. Di questo elemento nella storia non vi è traccia, il che lascia supporre che l'idea originaria doveva essere molto diversa. Non rileviamo indizi di particolare spessore esoterico, se non per il vortice oscuro che dovrebbe raffigurare il male. L'inferno dove sono condannati tutti coloro che si allontanano dalla strada della luce. Sulla sinistra di Dylan si nota la spina di uno squalo, il che è assurdo nel contesto nel quale viene realizzato. Si notano due imbarcazioni ai lati, mentre nella parte superiore c'è un oggetto misterioso. A prima vista sembrerebbe una barca, ma forse non lo è. Infine, sul lato inferiore destro della cover si intravede una bottiglia scura, di cui non riusciamo a capire la funzione. Gli editoriali, dopo la pausa del numero scorso in cui si sono mantenuti ordinari e non poteva essere altrimenti visto che la storia era di Ambrosini, ritornano sul consueto, tristo andazzo. Il testo mira a colpire il lettore con riferimenti musicali duri, rivelando una forza apparente, ma inesistente. E si comincia subito con i messaggi anticristiani. Si citano Hare Hare e Hoockie Koo. In entrambi i casi si riscontrano riferimenti satanici nelle opere dei rispettivi autori. Il satanismo sembra divenuto il marchio delle storie del nuovo corso con i costanti riferimenti al rock heavy metal e ai gruppi che lo hanno reso tristemente celebre. Ci preoccupano i riferimenti al relativismo, che emergono nel primo pezzo. Si tenta di mescolare luce e oscurità e il giovane lettore ancora non del tutto maturo potrebbe risultarne confuso. Si dice che la scala per il Paradiso e l'Inferno sono uguali! Il che indica l'intento con chiarezza.
 

Per tradizione consolidata il Paradiso è posto al di sopra, mentre l'Inferno è al di sotto. Nel primo si sale, nel secondo si scende. Scrivere che per raggiungere entrambi occorre una azione di salita, significa porre i due punti sullo stesso piano quando non è così. Le parole sono state inserite in una sequenza che crea stupore. Prima si afferma che per Paradiso e Inferno sono sullo stesso piano. Poi si scrive che per raggiungerli è necessario scendere e ascendere, due verbi che non indicano la stessa azione. E Infine si afferma che ciò rappresenta la meraviglia dell'orrore! Affermazioni pesanti che il giovane lettore potrebbe trovare fuorviante. Nell'orrore non c'è meraviglia. Solo nella follia sarebbe possibile trovare un filo logico di questa affermazione. Il sangue e la disperazione sono menzionati nella stessa frase della speranza. Ancora una volta si cerca di confondere, di non far capire dove si trova il bene e dove si trova il male. Infondere nel pensiero del giovane lettore che la luce è confusa nel dubbio e nella nebbia dell'incertezza. Nel secondo pezzo si citano alcune rock band, i Led Zeppelin, i Black Sabbath e i Deep Purple. Si afferma che essi rappresentano un triunvirato sacro e blasfemo. Ancora una volta, si cerca di confondere. Luce e ombra nello stesso concetto. Ciò che è sacro non è blasfemo. Relativizzare il concetto è sbagliato. Il satanismo è presente nelle canzoni di queste band musicali in più occasioni. Esaltare un modello così sbagliato è un errore in una testata indirizzata ad un pubblico di ragazzi. Ci chiediamo se Sergio Bonelli avrebbe mai avallato editoriali di questo tenore. Nel finale del pezzo si afferma che la storia di questo numero è dedicata alla copertina dell'album Houses of the Holy dei Led Zeppelin. E qui i riferimenti satanistici si sprecano tra messaggi subliminali che sono stati oggetto di analisi da parte degli esperti. Infatti, Jimmy Page ha dichiarato di essere un fervente sostenitore di Aleister Crowley, un mago nero inglese molto seguito da tanti musicisti dotati con poca cultura e scarsa intelligenza. Le prede ideali per l'uomo oscuro. Perso nella follia delle sue teorie, nel 1974 aprì una libreria a Londra specializzata nell'occultismo. Page è sempre stato molto riluttante a parlare delle pratiche occulte alle quali era stato iniziato e dei riti che conduceva. Prima abbiamo sottolineato che Inferno e Paradiso sono stati posti nella stessa frase e collocati in una analoga dimensione. Sullo stesso piano secondo quanto scritto dall'autore nel primo pezzo. Nel pezzo Stairway to Heaven, che dovrebbe significare Una scala per il Paradiso, sono stati letti costanti riferimenti all'Inferno, che quindi si troverebbe accanto al Paradiso nella logica folle di questi musicisti. Ignoranza di dottrina religiosa e di cultura cristiano conducono a questi eccessi. Il cantante del gruppo, Robert Plant, ha dichiarato che il testo della canzone sarebbe stato frutto di scrittura automatica, il fenomeno noto agli spiritisti. Plant ha precisato che mentre ascoltava gli accordi di Page, la sua mano ha iniziato a scrivere da sola. Più volte i giornalisti hanno chiesto ai membri del gruppo dei motivi di questi riferimenti satanici nelle loro opere, ma hanno ottenuto solo dei laconici no comment. Sulla cover dell'album le parole Houses of Holy sono scritte all'incontrario. E non è solo questo. L'immagine rivela costanti riferimenti satanici: sul davanti aperto appaiono una dozzina di bambini nudi dalla bionda chioma in atto di scalare un'altura sulla cui sommità si erge qualcosa di simile ad un'ara sacrificale. All'interno aperto è presente una immagine assai raccapricciante: un uomo nudo offre in sacrificio un fanciullo ad una divinità rappresentata dai raggi di luce, con evidente riferimento a Lucifero. Evidente l'influenza di Aleister Crowley, il quale lascerà scritto questo: un bambino maschio di perfetta innocenza e di alta intelligenza è la vittima più soddisfacente e adatta. Immagini di bambini sono presenti in un altro album degli Zeppelin: Presence. Si nota una anziana maestra che compie quello che in gergo è noto come transfert negativo. Una mano appoggiata sulla testa di un alunno e di un obelisco nero, che appare nella stessa immagine. Houses of the Holy è uscito nel 1973, lo stesso anno della canzone di Derringer di cui sopra. Pedofilia e satanismo sono presenti in molti punti delle opere degli Zeppelin. Elementi sui quali non hanno mai voluto fornire spiegazioni convincenti. Il curatore afferma che la storia di questo numero è dedicata proprio all'album Houses of Holy! E noi ci chiediamo il perché. Dedicare una storia di un fumetto per ragazzi ad un album di una rock band satanica è forse qualcosa che in questa sede non dovrebbe esserci. La Bonelli ha approvato la storia e quindi riteniamo che abbiamo compiuto questa scelta con la necessaria consapevolezza e forse è proprio questo l'aspetto sul quale converrebbe interrogarsi maggiormente e con necessaria convinzione. I Led Zeppelin hanno avuto milioni di fan nel mondo e proprio per questo motivo, il gruppo dovrebbe essere soppesato visti i loro contesti.

Nel terzo pezzo degli editoriali, dopo il diluvio dei riferimenti sopra indicati, si menziona il disegnatore Baggi etichettato come psicotropo! Il termine indica le sostanze che agiscono sulle funzioni psichiche e in specie del sistema nervoso centrale. Farmaci che modificano l'attività psicologica e mentale. Tra le sostanze si conoscono  l'eroina, la cocaina, l'estasi, l'LSD e altre. Ora ci chiediamo: perché chiamare il buon Baggi uno psicotropo? Un intento scherzoso, ironico? O altro? Se possiamo interpretare il pensiero comune, essere definito uno psicotropo non è edificante. Infine, parla di Ratigher, che descrive come un autore capace di evocare inquietudine e fastidio. Ora, uno scrittore dovrebbe evocare ben altri sentimenti, ma ancora una volta si punta sulla provocazione, sulle espressioni forti per caricare una storia rivelatasi, secondo noi, deludente in molti punti. Non abbiamo notato provocazione o fastidio nel leggerla, ma a tratti noia, se non fosse stato per i riferimenti esoterici inseriti a forza in un contesto che appariva inoltrato in ben altre direzioni. L'ultimo pezzo è quello più inquietante. Afferma che la storia sarà sinistra, strana, asciutta e a tratti urticante. Non lo abbiamo notato. Tranne la noia e i forzati messaggi esoterici, il nulla. Consiglia di ascoltare la musica del brano a tutto volume mentre si legge la storia! E afferma che ciò farà male ma poi piacerà! Come gli stupefacenti, insomma. Lasciamo ai nostri lettori farsi una idea di quella che è solo una storia a fumetti. Il nostro pensiero è questo: dedicare una storia di un fumetto horror ad una canzone satanica caratterizzata da una copertina in cui si notano bambini nudi che salgono su una altura dove è presente un'ara sacrificale non è il massimo e raccogliere giudizi positivi è difficile in simili situazioni. Si punta sulla provocazione come facevano gli Zeppelin? Sui riferimenti forti per far parlare di se o per lanciare messaggi esoterici attraverso il fumetto? Forse i due mondi sono vicini e a tratti confusi. L'uno che si serve dell'altro. E finalmente passiamo alla storia. La prima pagina rivela il profilo di una nave che affonda. E' probabile che al disegnatore siano state fornite indicazioni precise perché il mare è in tempesta come la cover, ma questa volta sotto un cielo nero. Privo di speranza. Non si tratta di una nave qualunque. E' un vascello da guerra sul modello di quelle operative nella II guerra mondiale. Forse un incrociatore pesante, una nave da battaglia temibile. Sul profilo ancora visibile della nave si nota la scritta Eternal Hope. Non ci risultano navi da guerra con quel nome, ma di una bulk carrier, una nave porta rinfuse adibita al trasporto di materiali non liquidi. La nave è stata costruita nel 1984 e batte bandiera panamense. Eternal Hope si rinviene anche in un gioco di ruolo, in cui questa nave viene descritta come nave spaziale. Se l'intenzione era quella di rappresentare una nave affonda e il nome di questa nave era la Speranza, perché disegnarla come una nave da guerra? Forse per indicare che la speranza ha combattuto ma alla fine ha dovuto soccombere? Una ragazza di nome Fiona Fenn che asserisce di essere venuta da un luogo noto come Port Frost bussa alla porta di Dylan Dog. La città non esiste in realtà, ma il nome Port Frost richiama quello della Harvest Forst, un'altra nave porta rinfuse come la Eternal Hope! La nave batte la bandiera delle Isole Marshall. Fiona afferma che il suo Paese ha circa 5000 abitanti e vive di pesca. Si trova in Scozia. Dopo avere avuto difficoltà nel trovare lavoro, insieme ad una sua amica, Molly Maclachlan, apre un asilo nido e qui saltano fuori ancora bambini. Una coincidenza? E' stato il curatore a scrivere negli editoriali che alla cover dell'album degli Zeppelin, dove per l'appunto ci sono bambini, è dedicata questa storia scritta da Ratigher. Molly è la sua migliore amica, ma da una settimana è sparita. Alcuni dicono che si sarebbe trasferita. Fiona pensa sia stata uccisa. A pagina 10 iniziano le stranezze. Fiona è pazza? Il suo comportamento non è quello di una persona normale, ma di una posseduta che nei momenti in cui è preda dell'essere che la domina sfoggia riferimenti sessuali. Dice Molly è bella, di quella bellezza che piace agli uomini. Cosa ha voluto dire? Una bellezza negativa? Afferma che alla sua amica questo piaceva. Adorava attirare la feccia. Godeva di questo. Poi due vignette in sequenza fanno pensare che Fiona abbia accavallato le gambe come nel noto film basic instinct. Dopo avere detto questo si getta su Dylan per sedurlo! Solo una pervertita sessuale può pensare di consumare un atto carnale senza essere legata al vincolo del matrimonio con un altro uomo. Dylan resta sorpreso e pensa che la sua nuova cliente sia pazza. Poi, all'improvviso, si dice pentita di quello che ha fatto. Come se in quel momento fosse tornata lucida. Dylan Dog dovrebbe scandalizzarsi, ma si difende dicendo che lei lo ha preso alla sprovvista! Ne avrebbe approfittato se avesse previsto quello sviluppo? Dopo qualche ora di viaggio, i due arrivano a Port Frost. Una bella immagine di Baggi raffigura il paese dall'alto.

Dylan si desta. Era leggermente assopito. Dice che il viaggio lo ha fatto sprofondare in un incubo. La Fiona resta sorpresa nel vederlo ridere. Se era un incubo perché ridi? Era ambientato negli anni settanta e aveva una colonna sonora strepitosa. Evidente il riferimento ad Houses of the Holy, quello della cover con i bambini a cui questa storia è dedicata o ispirata. Il fatto che Dylan rida preoccupa. Ride perché era al cospetto di un rito satanico in cui c'erano bambini? In molti casi, anche la massoneria è stata avvicinata al satanismo. Molti dei riti che praticano, soprattutto quelli più misterici, hanno visto protagonisti bambini. Satanismo, massoneria e pedofilia. Tre elementi tra loro strettamente connessi. Ha fatto scalpore il video di uno psicanalista che lo ha rivelato. L'atmosfera in Paese è strana. A pagina 17 viene ritrovato il corpo di Molly. E' stata strangolata. A pagina 18 viene mostrato il funerale e in molte vignette si notano ancora i bambini. Sono biondi, come quelli della cover dell'album dei Led Zeppelin. Quelli che si apprestavano ad essere sacrificati in un rito satanico. E qui viene il bello. I bambini non sembrano innocenti, ma si eccitano alla vista della bara che viene calata nella fossa. Altri adolescenti si fanno dei selfie. A pagina 21 un vecchio lancia un bicchiere d'acqua sulla bara. Lo nota solo Dylan. Il vecchio afferma che la marea sta scendendo. Sotto gli scogli si notano le strane pietre intagliate da una civiltà persa nelle nebbie del tempo dedita a culti satanici. La stessa descritta nella cover degli Zeppelin. A pagina 25 c'è spazio per Peppa Pig! Il riferimento non è buttato lì a caso. Il celebre cartone animato inglese è stato al centro di discussioni su presunti contenuti satanistici al suo interno oltre a messaggi subliminali di tipo sessuale. A pagina 26 si cita il clarinetto e sarà una battuta, ma menziona Woody Allen che lo suona. Con loro sono in tre. La terza è la ragazza. Si nota il numero 3 e il riferimento ad Allen, accusato di essere un pedofilo e satanista. Poi Fiona impazzisce ancora. E' il contatto con l'acqua. A pagina 28 Dylan dice che la vita e la morte non hanno senso. Pagina 32 è piena di riferimenti satanici. Si notano i tre simboli magici che appaiono sulla cover dell'album Houses of the Holy. Sul terreno ci sono esseri diabolici e in cielo un angelo di luce che sembra Lucifero. Sullo sfondo tre grossi spuntoni di rocce che richiamano la scena del Golgota. A pagina 33 si cita la canzone Rain Song inclusa in quell'album. A pagina 34 Fiona e Dylan parlano proprio della cover! E tra le due vignette a metà pagina si nota ancora Peppa Pig! L'immagine mostra le Giants Causeway, una località irlandese nell'Ulster, che ha fatto da ispirazione alla cover. Significa Selgiato del gigante. Ufficialmente, dovrebbe trattarsi di una formazione naturale, ma molti sostengono che l'opera sarebbe stata realizzata in una antica epoca in cui il livello del mare era più basso. L'epoca dei Giganti, che secondo alcuni sarebbero alieni giunti sulla Terra diversi millenni fa. Uno di questi, Finn McCool, avrebbe costruito un selciato per camminare fino alla Scozia per combattere un altro gigante, Angus. Nelle pagine successive, Dylan e Fiona diventano amanti senza ragione. Si legano, così, senza approfondire nulla. A pagina 44 c'è un altro bambino. Ance lui biondo. Sta pestando un cane. E' un bambino malvagio. A pagina 49 viene mostrato il sindaco del Paese. E' uno squilibrato! Il vecchio racconta a Dylan la storia. Il livello del mare sta scendendo. Non si tratta di un selciato. Ma di una scala che serve per scendere fino nell'abisso, dove c'è il Male. Poi inizia il rito. Il mare si secca. La scena è raccapricciante. Dylan e Fiona decidono di scendere le scale. A pagina 80 si nota un altro bambino chiuso in una gabbia. E' biondo come gli altri. Le scene con i bambini si ripetono fino a quando Fiona vede l'immagine di un uomo che confessa di avere ucciso la figlia. E' il padre di Molly! Aveva per lei una passione che un padre non dovrebbe mai avere e siccome non poteva soddisfarla, ha preferito ucciderla! E Dylan afferma che la famiglia è un posto pericoloso. Un chiaro messaggio subliminale. Contro la Famiglia che è alla base della società moderna. Quella società che organizzazioni varie vorrebbero cambiare e modellare sul satanismo. Molly è sconvolta dalla rivelazione. Nota un salvagente. E' quello della nave Eternal Hope. La speranza? Macché. In quel momento, le acque ritornano e Fiona è perduta. Dylan si salva per miracolo. La storia finisce così. Senza un significato preciso, salvo che per i riferimenti satanici ed esoterici descritti. Tutto questo per dire che non c'è speranza e che l'amore non esiste? Mah! Resta la domanda di fondo: perché dedicare una storia di Dylan Dog ad una canzone satanica con una cover che richiama l'idea di un rito demoniaco dove sono sacrificati bambini? E' naturale che il rilancio doveva fallire. Esoterismo, satanismo malcelati come horror e uno sfondo comunista. Tutto ciò non ha niente a che vedere con il Dylan di Sclavi. I fan lo hanno capito e hanno mollato. Kristoffer Barmen.

2 commenti:

  1. Più che un racconto, Dylan Dog adesso è diventato il manifesto di come fare il bravo satanista. Infatti i personaggi sono amorfi e bidimensionali, pronti a lanciare le solite frasette ad effetto contro la famiglia, contro Dio e contro la distinzione tra bene e male, come un trito pamphlet: e il fatto che la Bonelli abbia autorizzato una simile oscenità non mi piace per niente.
    Nella storia di Zagor di Burattini in cui ritorna Hellingen, alla fine Zagor, per risolvere tutto, effettua un rito satanico, con tanto di ferimento e spargimento del proprio sangue, in cui invoca il demone Wendigo per risolvere la situazione. Una conclusione inquietante che non mi è piaciuta affatto.

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  2. Il fenomeno riguarda anche i fumetti editi in altri Paesi. I riferimenti al satanismo sono presti in modo diffuso. Riguardo a Dylan Dog l'apice è stato toccato con il numero 341, il famoso numero ove si è consumata l'unica apparizione ad oggi di John Ghost. Il numero 351, di cui abbiamo realizzato una attenta analisi, si dichiara, per affermazione contenuta negli editoriali, come omaggio alla copertina dell'album dei Led Zeppelin citato. Nella storia, tra le altre cose, ci sono stati molti accenni ai bambini e spesso lontani da necessità narrative effettive. Il satanismo rappresenta un fenomeno preoccupante e riteniamo che riferimenti, diretti e indiretti, nei fumetti non dovrebbero esservi. Trattandosi di una testata diretta ad un pubblico giovanile, esprimiamo preoccupazione e sconcerto. Nelle storie di Daryl Dark il fenomeno, invece, viene apertamente combattuto. E mai gli autori si sognerebbero di realizzare omaggi di questo tipo. Noi riteniamo che per quanto riguarda il rock e la sua vena satanista non ci sia nulla da omaggiare, ma semmai da prendere le distanze.

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