giovedì 7 gennaio 2016

LE NOSTRE MEGARECENSIONI E LE PREGHIERE DI CHI VORREBBE CHE PARLASSIMO ANCHE DEGLI ALTRI COMICS!!!

In qualche e-mail pervenuta alla Direzione Suprema del Comix Archive ci è stato chiesto perché dedichiamo recensioni regolari ad alcune serie e ad altre no e in base a quale criterio vengono effettuate le scelte. Ci sono criteri diversi per ciascuna casa editrice trattata. Per quanto riguarda la Bonelli Editore, accurate recensioni vengono redatte solo per le testate che vendono più di cinquantamila copie, quindi solo per Tex Willer, che vende circa 175.000 copie e Dylan Dog che secondo voci ufficiose dovrebbe vendere qualcosa meno di 100.000 copie. Le altre, per il momento, risultano tagliate fuori, venendo trattate nei soli casi in cui intorno ad esse si accende il dibattito come voci di chiusura, polemiche o liti che interessano gli autori, risvolti politici, edizioni straniere e tutto quanto può fagocitare l'attenzione dei lettori italiani ed stranieri. Poiché non abbiamo legami con gli editori e quindi non siamo obbligati a parlare in termini falsamente entusiasti di personaggi, autori e serie come avviene per gli altri siti tutti allineati, il nostro sito straordinario gode di un successo che non ha precedenti. Tutti sanno che sul nostro portale è possibile avere una rappresentazione del mondo del fumetto senza i filtri della censura imposti dalle forze di sinistra che hanno imbrigliato nella loro rete diabolica gli altri siti, forum e social vari. E Tex e Dylan Dog, oltre ad essere le serie più vendute della Bonelli, sono sempre al centro del dibattito, nel bene e nel male. Le altre, purtroppo, no. Talvolta ci piacerebbe intrattenerci su serie come Zagor o qualche altra serie del passato, ma non è possibile. Se guardiamo ai dati di vendita, ufficiali ed ufficiosi, la terza testata più venduta della Bonelli è proprio Zagor con poco più di 30.000 copie. Le altre sono sotto e alcune molto, molto sotto questa soglia. Nathan Never non sta vivendo un momento brillante, come ha chiarito il Serra qualche mese fa. Ce ne siamo occupati qui. Di Martin Mysterè e Julia non si parla da nessuna parte, salvo che nei gruppi social vivacizzati dagli interventi di pochi lettori integralisti. Delle serie recenti non trattiamo, se non nei limiti sopra specificati. Testate come Adam Wild e Orfani, ad esempio, non saranno mai recensite qui, sia perché diffondono messaggi politici non in linea con le nostre convinzioni, sia perché dal un punto di vista dei disegni, sceneggiature e trame non ci sembrano ad un livello qualitativo adeguato per gli elevati standard a cui la Bonelli ha abituato i suoi lettori. Inoltre, si tratta di serie che non denotano caratteristiche tali da far presumere una longevità in edicola. Adam Wild chiuderà tra qualche mese con il numero 26, mentre la testata Orfani si è rivelata uno dei flop più clamorosi della storia del fumetto italiano. E' di pochi giorni fa la notizia che la quarta stagione, che doveva essere dei soliti dodici episodi, sarà di soli tre volumetti con ciò provando che le vendite, come si supponeva, hanno seguitato a calare rispetto alle 29.000 copie di cui Fumettologica parlò a giugno 2014. Si parla anche di una quinta stagione, sempre di tre numeri e di una sesta che dovrebbe essere di dodici episodi, ma nutriamo seri dubbi che questo coraggioso programma sarà portato avanti. La crisi di settore è tale da non lasciare spazio a delle testate che per contenuti sono lontane dai gusti e dagli interessi dei lettori italiani, in maggioranza di destra. Delle altre testate come Dragonero e Morgan Lost non ci sono gli estremi per occuparcene oltre i limiti sopra detti. La prima, infatti, sembra porsi come l'unica luce della casa editrice sebbene nei ranghi di altre serie medie. Ipotizziamo che Dragonero venda non più di 24.000 copie. Morgan Lost è uscito da qualche mese e viste le premesse, i giudizi negativi delle community, i forti contenuti di sinistra, ecc., difficilmente avrà un destino diverso da quello di Adam Wild. Non durerà 100 numeri come Brendon. Il mercato non permette più simili traguardi. Potrebbe chiudere dopo una ventina di episodi.


Per gli altri editori seguiamo criteri differenti, alcuni basati sulle vendite ed altri sulla notorietà del personaggio. Diabolik pubblicato tutti i mesi dalla casa editrice Astorina è il secondo fumetto più venduto in Italia con oltre 100.000 copie del solo inedito, ma con le due ristampe storiche, quella iniziata nel 1978 e quella iniziata nel 1994, le vendite superano le 300.000 copie, senza contare i volumi speciali, le raccolte sui quotidiani e le altre iniziative editoriali. Dopo Tex c'è Diabolik. Sebbene di due editori differenti, ormai la linea di demarcazione è molto labile. Sia Bonelli che Astorina hanno stretti rapporti con la Panini che formalmente gli controlla i diritti nei mercati esteri. Per quanto riguarda la Panini, la scelta non poteva cadere che sull'Uomo Ragno, che è o dovrebbe essere la testata di supereroi più venduta in Italia con non più di 5.000 copie. Spidey non gode di un buon momento da quando la Marvel ha incautamente deciso di affidarne le sorti a Dan Slott ed oggi sembra un fumetto per un pubblico di età non superiore ai sette anni, ma si tratta pur sempre dell'Uomo Ragno e prima o poi tornerà a splendere. Il nostro sito straordinario concede spazio per le recensioni di Dago, il personaggio più noto creato da Robin Wood, conosciuto come lo scrittore di fumetti più famoso e bravo del mondo. Le sue avventure sono pubblicate tutti i mesi dalla Editoriale Aurea nata sulle ceneri della Editoriale Eura nel 2010. E il resto? A breve appariranno anche recensioni di Superman e Batman, che sono i personaggi più noti della DC Comics. Entrambi non stanno brillando in Italia. I diritti sono detenuti dalla Rw Edizioni, una casa editrice emanazione del vecchio distributore della Planeta, Alastor s.r.l. I lettori chiedono a gran voce che i diritti passino in altre mani che non siano quelle della Panini e soprattutto in quelle di curatori che non siano i soliti admin e moderatori di forum in cui si divertono a loro modo. E qualche mese fa un progetto chiamato DC Archive Project poteva trovare attuazione. Due gruppi stranieri interessati alla pubblicazione in Italia di Superman e soci ci avevano chiesto di realizzare un progetto di investimento totale, ma quando si resero conto delle condizioni in cui la distribuzione e il mercato si trovano in Italia hanno preferito rimandare a tempi migliori. I diritti DC hanno un costo enorme e se Rw dovesse lasciare il mercato, sarà dura rivedere i suoi personaggi in edicola. Per ora è tornata di moda la lettura degli albi in lingua originale come ai tempi della Play Press. Il DC Archive Project si basa su una idea semplice: presenza  massiccia in edicola dei personaggi di punta della DC a prezzi popolari con labi di 32 pagine ricche di pubblicità a 1,50 euro e il resto della produzione in volumi da libreria di 250 pagine ospitanti una intera annata di una testata americana al prezzo di 16,00 euro l'uno. Niente fumetterie, niente mostre mercato e soprattutto niente arretrati. Unica tiratura e il resto al macero per far tornare a splendere il mercato del collezionismo. Infine, il nostro spazio delle recensioni ospita la serie rivelazione del 2015: Daryl Dark della Cagliostro E-Press! La serie che ha consolato gli stanchi lettori di Dylan Dog e delusi dal rilancio dell'Indagatore. Siamo arrivati alla storia n. 5, ma presto sarà pubblicata la recensione del numero 6. Il successo di Daryl Dark è stato così devastante da far schiumare rabbia infinita al gruppo di sostenitori del fumetto di sinistra in Italia. E così mentre Dylan Dog viene circondato dalla indifferenza nei gruppi FB dove abbondano offerte di vendita della collezione, tra fotomontaggi di copertine con delle evidenti allusioni alle trasgressioni, Daryl Dark splende di luce propria. Il volume presentato a Lucca Comics 2015 con la I stagione è diventato un oggetto di culto. Gabriel Piazza.

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