venerdì 8 gennaio 2016

ORFANI: TOP OF THE FLOP! DALLE STAGIONI ANNUALI ALLE MICRO-STAGIONI DI TRE NUMERI! I FAN IN DELIRIO!!!

Se c'è una costante nel mercato italiano dei fumetti è la crisi del settore la quale non solo non accenna ad attenuarsi, ma conosce nuovi e costanti momenti di intensificazione. La difficoltà investe tutti gli editori, grandi e piccoli. Così non è difficile formulare ipotesi prospettiche sul futuro a breve-medio termine. La crisi, del resto, è così forte da consentire la realizzazione degli scenari più nefasti. Il 2016 è cominciato da pochi giorni eppure già iniziano ad affluire le notizie negative, che parlano di prossime chiusure, di rinvii a data da destinarsi di progetti che avrebbero conquistato il mercato, ecc. Negli ultimi tempi la fantasia degli editori si è letteralmente sbizzarrita. Anziché dichiarare senza mezzi termini che una testata non è andata bene e che quindi deve essere chiusa, che i fan non hanno gradito, che il mercato non è più in grado di assorbire le nuove testate, sono abili nelle parole e trasformano un flop in una normale evoluzione del progetto iniziale. E' quello che sta avvenendo per la serie Orfani della Bonelli Editore. Noi l'abbiamo considerata sempre uno dei flop più devastanti della storia del fumetto italiano per le seguenti ragioni. Doveva essere la serie apripista di un nuovo modo di concepire il fumetto italiano, la serie che avrebbe pensionato il classico bianco e nero per sfoderare nuove e fiammanti serie a colori. La serie che avrebbe portato nuovi lettori alla Sergio Bonelli. La serie che avrebbe modernizzato un modo di fare fumetti rimasto all'età della pietra. Tutto nelle dichiarazioni degli autori rilasciate ad autorevoli testate giornalistiche. Alla fine, niente di tutto questo. Ci siamo occupati del flop di Orfani in questo articolo dove ci sono tutti i link con le dichiarazioni coraggiose degli autori. Dissero che avrebbero riempito il San Paolo, uno stadio che ha più di 80.000 spettatori come i tifosi partenopei ben sanno. Affermarono che per le sole prime due stagioni avrebbero potuto contare su un budget di circa 3 milioni di euro! Precisarono che, per ovvi motivi, non avrebbero puntato sui lettori tradizionali i quali, secondo loro, non si erano mai avvicinati ai fumetti della Bonelli in quanto percepiti in una maniera sbagliata! Ora, se pensiamo che Bonelli è, senza ombra di dubbio, il fumetto italiano e lo rappresenta nel mondo ora grazie a Panini, sostenere che la Bonelli produceva fumetti in modo sbagliato, significa non capire ciò di cui si sta discutendo. La Bonelli pubblica Tex e ogni anno vende milioni di copie di questo personaggio e davvero qualcuno pensa che la Bonelli propone i suoi fumetti in modo sbagliato? Eppure lo hanno detto. E' tutto nell'articolo sopra linkato. E qui verrebbe da chiedersi: loro cosa producevano per permettersi di affermare che la Bonelli proponeva i suoi fumetti in modo sbagliato? Autori alcuni esordienti ed altri provenienti da piccole realtà, mentre altri avevano scritto, si e no, alcune storie bonelliane, forse credevano che avrebbero rivoluzionato il mercato come è capitato agli inizi degli anni novanta ai grandi Todd McFarlane e Rob Liefeld in America. Alla fine, non hanno rivoluzionato nulla, perché Orfani si è dimostrata una serie che ha denotato vendite uguali a quelle di altre serie nuove della Bonelli. Nessun exploit, ma una lenta discesa come altre testate, che poi hanno chiuso, come accaduto a Magico Vento, Saguaro e Brendon. E come ora capiterà alle annunciate chiusure di serie come Lukas e Adam Wild, arrivate alla fine dei loro primi programmati cicli. Qualcuno ha obiettato che siccome i progetti erano partiti come serie a termine, è già tanto che sono state completate. Noi rispondiamo che si, ma ogni editore spera che un progetto nuovo possa continuare ad uscire oltre la sua programmata conclusione. Di dichiarazioni coraggiose nelle interviste di cui abbiamo trattato nel sopra linkato articolo ce ne sono state a bizzeffe. Dissero che Orfani avrebbe rappresentato l'investimento più importante della storia della Bonelli al culmine di un ventennio di crisi progressiva del mercato! Hanno detto proprio così. Non sono parole nostre. Specificarono che per la sola prima stagione erano occorsi quattro anni di lavoro! Se questo è vero, ma ne dubitiamo, significa che visto che la serie ha esordito nel 2013, i lavori di produzione sarebbero quindi iniziati nel 2009?!!! Aggiunsero che la tiratura della sola prima stagione sarebbe stata di 120.000 copie per ogni numero. Che da Orfani sarebbe dipeso il futuro del fumetto italiano dopo un ventennio di crisi (parole di Marcheselli, il quale poi manifestò la speranza che con Orfani avrebbero invertito la tendenza!). L'ormai ex-direttore editoriale auspicò che con Orfani avrebbero catturato i giovani in una fascia di età di 12-18 anni, una generazione che non si avvicinerà mai a Tex. Poi affermò che Tex è la testata più venduta al mondo, ma noi rettifichiamo che sia in Francia che in Giappone esistono fumetti che vendono 5-6 volte di più.
 

I link contenuti nell'articolo sopraccitato contengono altre dichiarazioni, ma per ora ci fermiamo qui, perché è venuto il momento di parlare di come la realtà si è manifestata per Orfani e per coloro che hanno creduto nella sua illusione. Noi ci chiediamo: se Orfani era così importante, perché non affidarlo ad autori navigati e di esperienza come Tito Faraci, Moreno Burattini e Mauro Boselli? Sono scelte. Detto questo, gli autori speravano che Orfani avrebbe venduto tantissimo. Pensavano di riempire il San Paolo o al massimo di assestarsi sulle 50.000 copie! Nel suddetto articolo trovate tutti i link, ma sta di fatto che il primo numero vendette poco meno di 49.000 copie. Mentre già intorno al numero 5-6, le vendite erano calate a 29.000 copie (Fonte: Fumettologica). Altro che riempire il gran San Paolo! Ora, dal momento che le vendite si stabilizzano (se si stabilizzano) intorno alla quinta-sesta uscita, è ipotizzabile che le vendite della collana abbiano seguitato a scendere. Oggi forse, ma si tratta di una nostra ipotesi, Orfani potrebbe vendere intorno alle 22-23.000 copie, cioè quanto vendono le altre serie normali della Bonelli. Qualche settimana fa Gianfranco Manfredi commentando la chiusura di Adam Wild sul suo profilo Facebook, dichiarò che in casa della Bonelli il punto di pareggio è intorno a 20.000 copie. Però, Orfani è a colori e ha costi di produzione più elevati. Questo significa che il punto di pareggio della collana è un po' più alto della soglia indicata dallo scrittore milanese. La prima stagione è stata portata a termine, ma già dalla seconda, sempre di 12 numeri, le cose sono cambiate. L'entusiasmo per una serie che richiamava atmosfere tipiche di alcuni videogiochi, è andato scemando, perdendo per strada i lettori che aveva guadagnato. Qualche mese fa è iniziata la terza stagione, sempre di 12 episodi e mentre scriviamo queste righe è uscito il numero 4 in edicola. Era già stato annunciato che la quarta stagione, che avrebbe preso il via nel 2016-17, sarebbe stata di 12 numeri! Noi non ci abbiamo mai creduto. Con vendite in perenne discesa e un mercato sull'orlo dell'abisso e costi elevati, non era possibile continuare su quei ritmi. Il 2015 poi era stato un anno in cui in casa Bonelli hanno fatto notizia le chiusure più che i nuovi arrivi. Anche il rilancio di Dylan Dog non è andato come si pensava. Di questo abbiamo parlato in altri nostri articoli e a quelli vi rimandiamo. Sapevamo che il fronte di Orfani sarebbe crollato prima o poi. E così è stato infine. La notizia è arrivata da alcuni siti, che hanno riportato le dichiarazioni degli autori impegnati nel progetto e udite udite, la quarta stagione non sarà più di 12 episodi ma di soli 3 numeri! La fonte è il forum di Comicus, che in questi mesi si è fatto notare per attacchi rivolti da alcuni suoi admin-addetti ai lavori contro Daryl Dark, il nuovo fenomeno multimediale del fumetto italiano. Cosa è successo? Se Orfani andava forte (ma noi non ci abbiamo mai creduto e forse nemmeno gli altri), perché da 12 numeri si è passati a 3 numeri? Non finisce qui. Ci sarà anche una quinta stagione! Un momento, anche questa sarà di 3 numeri! Ed ecco le braccia dei sostenitori si sono abbassate tra toni lamentosi. Due stagioni di 3 numeri ciascuna? Dalle maxi-stagioni si è dunque passati alle micro-stagioni? Sembra di si. Ci sarà perfino una sesta stagione che, però, tornerà ad essere di 12 numeri. Il sito non riferisce se le due micro-stagioni saranno consecutive o se tra di esse ci sarà una pausa di alcuni mesi. La nostra interpretazione dei fatti è la seguente: preso atto di risultati non eccelsi o lontani da quelli sperati, la Bonelli ha cambiato programma e in accordo con gli autori ha preteso una diminuzione dell'impegno. Si saranno detti questo: così non va. Fermiamo la quarta stagione e vediamo come reagiscono i lettori se proponiamo micro-momenti di 3 numeri cadauno. Se le cose dovessero andare bene ripartiremo alla grande con una nuova stagione di 12 numeri, ma per ora non possiamo proseguire nello sforzo. Noi ci chiediamo: uscirà davvero una sesta stagione di 12 numeri e se si quando? Nel 2018 o nel 2019? Nutriamo forti dubbi in questo senso. Il mercato è in piena crisi e spazio per nuove serie o per proseguire testate traballanti non c'è. In definitiva, se Orfani è stato, come hanno dichiarato gli autori, l'investimento più grande della storia della Bonelli, cosa dobbiamo pensare di questo epilogo se non che si è trattato al contrario del flop più grande della sua storia? Qualche settimana fa è stato annunciato che il progetto delle mini-miniserie si è fermato con Hellnoir. Aspettiamo di conoscere l'andamento di Morgan Lost, ma siamo molto pessimisti. Intanto, noi qui prendiamo atto che il San Paolo non è stato riempito. Nel frattempo, su Comicus i soliti utenti si divertono e commentano alla loro maniera con il vecchio Jenny in prima linea! Al Plano.

3 commenti:

  1. "Orfani" è una delle storie più stupide e superficiali che abbia mai letto.
    I disegni sono molto buoni (ho letto solo il numero 1, ma credo che gli altri siano stati disegnati allo stesso modo) ma non bastano di certo per salvare la storia. Riempire il fumetto di mecha vari che riempiono delle pagine intere, insieme a personaggi stereotipati che parlano come in un videogioco o come in un fumetto dozzinale di serie C, e che mostrano la stessa profondità psicologica di un celenterato, non possono certo garantire un successo sicuro. Tra l'altro, ho parlato di "personaggi" al plurale perchè non esiste nemmeno un personaggio, in questa storia (lo dice anche il titolo, anonimo come "Caravan" e simili): c'è solo un gruppo di persone piene di sè che si esprimono per frasi fatte o frasi da sbruffoni. Il fatto che venda poco non mi sorprende: quello che mi sorprende è che sia arrivato fino ad oggi.

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    1. concordo sui disegni ed impaginazione tutto sublime . sula stupidità aspetto a completare la serie- .ormai sono in ballo e ballo . perchè e è scritto salvo alcune cadute di stile in maniera avvincente che ti viene la curiosità di sapere come continua . un alternarsi di personaggi stereotipi specie nella seconda stagione con personaggi di spessore .il che spiega come sia arrivato fin ora

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  2. Orfani è stato un flop fin dall'inizio, quando i dati di vendita (che oggi tengono, per ovvi motivi, segreti) si allinearono a quelli di altre serie recenti della Bonelli. Poiché, però, hanno scommesso molto su questo progetto (e investito molto) stanno facendo di tutto per salvarlo. La riduzione della quarta stagione da 12 a 3 episodi è indice della difficoltà del mercato di recepire miniserie di lunga durata. Vista la situazione sarebbe consigliabile non investire più in nuove serie e potenziare quelle storiche.

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