sabato 9 gennaio 2016

RAT-MAN CHIUDE! I FAN SOTTO SHOCK! LA CRISI MINACCIA ANCHE I GIGANTI E PROMETTE DI DEVASTARE TUTTO!!

Di questo passo, il 2016 sarà ricordato come l'anno delle chiusure clamorose. Gli editori, sfoderando invidiabile fantasia, giustificheranno le cancellazioni con le spiegazioni più assurde. Non avranno grossi problemi a farlo. I fan, molti dei quali non hanno mai lasciato l'universo dei babbei, ci crederanno. Secondo la versione che vorrebbero imporre come realtà, in questa delicata fase le serie chiudono perché gli autori si stancano di portare avanti il progetto, facendo finta di dimenticare che dietro un fumetto esiste una macchina commerciale che produce utili e permette al sistema di andare avanti. Quando una testata chiude per l'editore significa rinunciare ad una voce di ingresso. Però è anche vero che quando una testata chiude per le basse vendite, essa ha cessato da tempo di essere una possibile fonte di utili. Una collana in perdita è come una ferita aperta che gronda sangue. Per evitare che sia vuotato tutto, l'editore deve correre ai ripari perché altrimenti la piaga finisce per allargarsi e distruggere ciò che di buono ha intorno. Qualche anno fa quando la Star pensava di fare concorrenza alla Bonelli producendo alcune serie italiane, si diceva che Valter Buio di Alessandro Bilotta aveva chiuso non perché non vendeva, ma perché il suo autore (il Bilotta di cui oggi tanto si parla per la saga del Pianeta dei Morti di Dylan Dog), si era stancato! Ma che significa questo? Come fa uno scrittore a stancarsi di scrivere un fumetto? La prima cosa che viene in mente è che l'autore non viene pagato abbastanza. Lo fece capire molto bene Alessandro Bottero in un articolo pubblicato su Fumetto d'Autore il 7 febbraio 2011. Commentando la chiusura di Valter Buio scriveva che sia Bilotta sia Memola (si parlava anche di lui e della chiusura di Harry Moon della Planeta DeAgostini) facevano un lavoro che non doveva essere molto conveniente. E rivelò anche delle cifre! Disse che al di fuori della Bonelli (era il 2011), la tariffa per una pagina di sceneggiatura variava dai 15 ai 25 euro lordi! Attenzione, parliamo di un guadagno lordo. Per una storia di 94-96 pagine a questi livelli si possono guadagnare circa 1500 euro lordi al mese, cioè meno di un garzone di un fornaio. Se pensiamo che dal 2011 ad oggi la crisi ha continuato a crescere e che i guadagni medi si sono abbassati per tutti, grandi e piccoli, scrivere fumetti fuori della Bonelli è dura per tutti. E allora si, il lavoro diventa massacrante perché devi lavorare intere giornate per guadagnare quanto guadagneresti lavorando più serenamente in una pizzeria. E Memola fu ancora più esplicito. Sulla chiusura di Harry Moon dichiarò sul forum di Comicus: A spiacermi più di ogni altra cosa è che questa notizia giunge a chiudere (e non in bellezza, purtroppo!) la mia esperienza nel campo del fumetto bonellide. Comunque fosse andata, avevo deciso che Harry Moon sarebbe comunque stato il mio ultimo progetto di questo formato. Il lavorare secondo le modalità che esso comporta, al di fuori della Bonelli, è troppo impegnativo, stressante ed è anche divenuto economicamente poco conveniente. Nel mio caso, è stata soprattutto la spia dell'energia in riserva che mi ha fatto prendere una simile decisione. Gli ultimi sei anni mi hanno letteralmente prosciugato, e non creativamente, ma proprio come forze. Era il 2011 e già lavorare fuori della Bonelli era diventato impossibile perché le soddisfazioni economiche non sarebbero mai arrivate. Oggi, come noto, la situazione è nettamente peggiorata.
 

Questo è il passato. Oggi parliamo di Rat-Man e di Leo Ortolani. E' di poche ore fa la notizia che la serie chiuderà con il numero 122 nel settembre 2017. I lettori o chi ancora ne segue le gesta avranno a disposizione un altro anno e mezzo di avventure. Su Facebook lo ha dichiarato e solo poche ore dopo Marco Lupoi, sempre su Facebook, lo ha confermato. Stop. Si chiude tra pochi mesi. Perché Rat-Man chiude? Non una testata qualunque, ma quella indicata come la più venduta della Panini Comics! O forse oggi non lo è più, perché le vendite negli anni sono calate. E se hanno deciso di chiudere è perché non era più sostenibile lo sforzo economico di portare avanti Rat-Man! Cosa dice Ortolani? A ben vedere, non cose poi tanto diverse da quelle che nel 2011 Bilotta e Memola dicevano: Ho dovuto armarmi di coraggio, per prendere questa decisione, perché voleva dire mesi e mesi di lavoro durissimo, da calibrare a ogni uscita, perché tutte le sottotrame lasciate in sospeso si unissero in un’unica storia, lucida e precisa come una lama d’acciaio, che andasse a colpire il gran finale con la precisione di un cecchino. Non è nemmeno detto che riesca a centrare il bersaglio. Ma di questo ne parleremo alla fine. Che avverrà con il numero 122. Settembre 2017. Una mega storia in 10 capitoli, che partirà con il numero di marzo. Dopo di che, la serie di RAT-MAN chiuderà. Spero che vogliate fare questo ultimo giro insieme e che vi piaccia. Sto anche cercando di scrivere l’ultima saga in maniera che chi non conosce Rat-Man possa leggerla ugualmente. Come se fosse una miniserie uscita fresca, fresca in edicola. Per ora, davvero, è tutto. RAT-MAN # 122. In uscita a settembre 2017. Ultimo numero. Ortolani parla di un lavoro duro che lo attende. Dovrà chiudere tante trame e costruire una storia per chiudere alla grande il personaggio che lo ha reso famoso. Nelle sue parole non si fa cenno alle vendite. Noi non crediamo che Rat-Man chiude per scelta dell'autore, ma perché le sue vendite sono molto calate in questi ultimi anni. Come, del resto, sono calate le vendite delle altre collane. Calano tutti e siamo convinti che il 2016 riserverà molte altre sorprese e clamorose chiusure. Non chiude una serie qualunque, ma la serie più famosa di Panini, quella che vendeva di più. Qualche anno fa si diceva che Rat-Man vendeva all'incirca 50.000 copie. Un risultato enorme per quei tempi. A rivelarlo lo stesso Lupoi in una intervista a Repubblica XL. Ne parlò Luigi Siviero su House of Mystery in un articolo del 5 novembre 2010. Rat-Man vendeva 50.000 copie e alcuni manga arrivavano fino a 100.000 copie (Death Note? Naruto?). Affermazioni credibili? Forse si, forse no. Questi dati ci sembrano esagerati. Non crediamo che nel 2010 ci fosse un manga che vendesse tante copie. Forse Ken il Guerriero della Granata poteva raggiungere simili vette, ma stiamo parlando del 1992 quando il settore non era in crisi. Forse i dati citati da Lupoi si riferivano alle tirature, ma anche così ci sembrano dati esagerati. Ad ogni buon conto, oggi Rat-Man chiude. E questa non è una buona notizia per la Panini. Rat-Man è per l'editore modenese ciò che il Tex Willer è per la Bonelli. Se Rat-Man chiude per basse vendite, come sono messe le altre serie? Prendiamo una serie a caso Marvel. Vi siete mai chiesti quanto vende la serie Hulk e i Difensori? Meglio pensare, come si faceva a metà degli anni settanta, che i supereroi erano invincibili, anche editorialmente parlando. Al Plano.

7 commenti:

  1. Riconosco la qualità di certe storie di Rat Man e di parodie varie di Ortolani, fatte con un umorismo davvero intelligente, con però diverse cadute di stile, che all'inizio non erano numerose: ma, a poco a poco, è diventato sempre più volgare e anche offensivo verso la religione cristiana, segno che l'autore stava cominciando a non trovare più spunti per il personaggio. Ad essere volgari e offensivi verso la religione cristiana sono capaci tutti, quindi non ci vuole un grande sforzo da autori di storie. Rat Man quindi l'ho seguito solo a spizzichi e a bocconi, cercando di salvare il salvabile: ma non è mai stato nelle mie corde.

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    1. Rat-Man è imbevuto di cristianesimo; le critiche sono rivolte dall'interno. Il problema al massimo è proprio questo, se se ne deve trovare uno.

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  2. Attaccare la religione cristiana è facile in un Paese tollerante come questo alla luce di politiche di governo che anziché tutelare la famiglia e i minori si focalizzano sulla realizzazione di obiettivi distruttivi quali le unioni civili e il salvataggio delle banche. Rat-Man chiude la sua pagina così come l'aveva iniziata. E siamo già a terzo fallimento della Panini (dopo la chiusura di Magico Vento Deluxe e la chiusura delle serie Valiant).

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  3. Scudate ma una testata in perdita non chiude a "settembre 2017", si chiude in fretta e furia e si promette qualche miniserie successiva. Stiamo parlando di quasi altri 2 anni di uscite... Ortolani da tempo diceva che Ratman avrebbe avuto una conclusione, che le storie infinite non fanno per lui. Se consideriamo anche i vari tutto rat Man, i ratman a colori, gigante, le ristampe... Non mi sembra un personaggio in sofferenza di vendite. Non potrebbe essere uno di quei casi in cui l'autore si stufa di fare la stessa cosa a vita? Ortolani è pieno di idee, lo stesso Venerdì 12 era fantastico.

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  4. Io ho paura della situazione RW, credo siano alla fine e si capisce dalle uscite "confusionarie/senza un senso logico.

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  5. Non è sempre così. Dipende dalle strategie della casa editrice e dalle sue dimensioni. Prima di chiudere una serie la si pone sotto il cosiddetto periodo di osservazione. Quando è chiaro che la tendenza al calo non si inverte si aprono due strade: chiuderla al più presto accelerando la conclusione delle sottotrame; non chiuderla subito ma stimolare l'interesse dei lettori con una campagna basata su un suo destino già segnato. Alla Panini sperano che si riaccenda la fiammella intorno a Rat-Man. Dubitiamo che ciò avverrà. Dopo la chiusura di Magico Vento Deluxe con il numero 25 e dopo la chiusura di tutte le serie Valiant (con annessa cessione/liberazione delle licenze alla Star Comics), ora annunciano la chiusura di quella che è stata la loro serie big. Tra l'altro, da quando hanno messo le mani sui diritti di Topolino non he hanno più bisogno. Solo con le pubblicazioni Disney si assicurano quella visibilità in edicola che per loro è la base di ogni strategia di mercato. Anche se le vendite di Topolino, da quando è iniziata la gestione Panini, non sono aumentate, anzi...

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  6. Della Rw possiamo commentare quello che si vede dal di fuori, non quello che esiste nel loro di dentro! Al momento, abbiamo una sezione Lineachiara ferma (prima c'era una redazione che la gestiva; dopo l'addio di Mazzotta, non esiste più); una sezione Goen nelle stesse condizioni. Santucci sta facendo tutto il possibile per sistemare le cose... ma, la realtà è quella che vediamo tutti. E' rimasta la sezione Lion affidata ora ad alcuni vecchi utenti-admin di Comicus, ma riteniamo che i ritardi siano più la conseguenza di carenza di personale che di risorse. Mettiamoci pure che le vendite, molto probabilmente, non sono aumentate (nostra ipotesi). Siamo preoccupati per la serie Batman: Il Cavaliere Oscuro. Il numero 37 è datato "novembre 2015", poi stop. Quale sarà il futuro dei diritto DC in Italia? Continuate a seguirci...

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