martedì 12 gennaio 2016

RAT-MAN CHIUDE: LA REAZIONE SCOMPOSTA DEI FAN BOLLITI CHE ANCORA CREDONO ALLE FAVOLE FANZINARE!!!

La notizia della chiusura di Rat-Man dopo due decenni di pubblicazione ininterrotta ha causato devastanti effetti collaterali nella psiche degli sconvolti lettori del Topo. La comunicazione ufficiale dell'autore attribuisce alla sua volontà la decisione di chiudere, ma non ci abbiamo creduto nemmeno per un momento. Quando una serie chiude la ragione è da attribuire alle vendite. Non esistono spiegazioni alternative. Specie in un momento di grande crisi del mercato come l'attuale. Una crisi così nera che sta dilaniando grandi e piccoli editori. E così mentre questi ultimi tirano fuori le strategie più strane per allontanare il crac, gli autori, spesso e volentieri, si rendono protagonisti di polemiche sulla rete nell'estremo tentativo di attirare l'attenzione. Il fallimento del rilancio di Dylan Dog ne è l'esempio perfetto. Grandi promesse di ritorni ai fasti sclaviani tradite da storie che hanno fatto rimpiangere quelle della gestione precedente e annegato l'Indagatore in un coacervo indistinto di satanismo, esoterismo e simbologismo massonico, anticristiano e comunista. I fan l'hanno presa decisamente male. Anziché prendere in considerazione la spiegazione più semplice, si sono arroccati su uno strano pensiero. Non è l'editore che ha deciso di chiudere Rat-Man, ma il suo autore che ha stabilito che era venuta la fine! Una versione più che fantasiosa per sognatori disposti a tutto pur di allontanare dalla mente una realtà evidente. L'autore non decide nulla. Semmai, sulla base di clausole contrattuali precise, si prende una decisione comune, ma quale casa editrice chiuderebbe una serie che vende e gli garantisce utili importanti? E in un momento di così grave crisi come l'attuale? Non scherziamo. Releghiamo le favole al mondo della fantasia e concentriamoci sulla realtà. Una testata chiude. Stop. Perché non vendeva più come un tempo. Stop. Il resto sono chiacchiere. La tesi dei fantasiosi lettori si basa sulle dichiarazioni passate di Ortolani, il quale ha o avrebbe detto che prima o poi la serie avrebbe chiuso! Ok, torniamo sul pianeta Terra: ogni collana chiuderà! Anche Dylan Dog chiuderà per le basse vendite e se continuerà su questa strada questo momento non tarderà ad arrivare! Non contenti di affermare le loro fantasie, un gruppetto di fan ha preso d'assalto il nostro profilo twitter ripetendo allo spasimo le loro parole! Siamo stati costretti a bloccarne alcuni perché associavano le loro affermazioni a insulti e offese ai nostri arkivarer. Ad altri, che si sono manifestati con espressioni educate e civili, abbiamo risposto in modo altrettanto educato e civile. Più che cercare di dimostrare che Rat-Man non chiude per basse vendite, sarebbe meglio focalizzare l'attenzione sul contesto e in particolare sul momento non proprio idilliaco della Panini intesa come divisione fumettistica e sulle recentissime chiusure di alcune serie.


Il 2015 dell'editore modenese è stato solcato da due pagine nere, due fallimenti di proporzioni colossali. Il primo è stato il flop del Valiant Universe. Nel 2013 ne acquistarono i diritti in un mega-tentativo di diffusione dei personaggi in Europa. Ne abbiamo parlato qui. E non solo Valiant. Negli ultimi 3-4 anni sono spariti dalla collana 100% Panini Comics molte serie Image e Dark Horse senza spiegazione. Ne abbiamo parlato qui. La spiegazione, in realtà, c'è ed è evidente: basse vendite e crisi economica. E' seguito il fallimento più grosso: la chiusura della ristampa a colori Magico Vento Deluxe! Nel 2013 partirono con un progetto ambizioso: ristampare a colori tutti i 131 numeri della collana Magico Vento che la Bonelli aveva chiuso nel 2010 per basse vendite. Molti fecero notare che si trattava di una follia. Lo stesso Manfredi, l'autore, aveva manifestato le sue perplessità. Il risultato? La collana chiude nel 2015 con il numero 25 tra la rabbia dei poveretti che avevano davvero creduto che Panini avrebbe ristampato tutti i 131 numeri di Magico Vento. Ne abbiamo parlato qui. Alla Panini avevano creduto di fare come Bonelli, che ha ristampato in volume di grande formato e a colori tutti i numeri di Tex. E oggi arriva la notizia della chiusura di Rat-Man. Non subito, ma tra un anno e mezzo, nel settembre 2017 con il numero 122. Perché non chiude subito? La nostra ipotesi: l'editore vuole verificare se con un annuncio di chiusura anticipato riuscirà a risollecitare l'interesse dei fan e dei media, sperando in una inversione di tendenza dell'attuale calo. La crisi del settore, tuttavia, è tale che non lo spazio per i sogni e per le strategie fanzinare è finito. Se si guardano i rapporti del sito di Prima Online sui dati di vendita di settimanali, mensili e quotidiani il segno meno campeggia ovunque. L'editoria a fumetti non si trova in condizioni migliori. Lo avevano predetto in tempi non sospetti. Circa un paio di anni fa scrivemmo che ci sarebbero state molte chiusure. Accade oggi. Nel corso dell'anno ci saranno altre chiusure. Il bello deve ancora venire. Questo è solo l'antipasto. I primi piatti saranno devastanti. I lettori di Rat-Man o almeno di quelli che sono rimasti, come dicevamo, non l'hanno presa bene. Nella loro ingenuità credevano che Rat-Man stesse andando bene, ma da tempo nelle edicole il fumetto si trovava con sempre maggiore difficoltà, segno che l'editore ha abbassato le tirature. Il nostro articolo che ne ha parlato ha generato molte polemiche tra questi poveretti dal cervello scoppiato. Mentre su altri siti nessuno ha toccato  l'argomento perché condizionati, noi di Comix Archive, siccome non siamo legati ad alcuna casa editrice, ne abbiamo parlato in libertà. Rat-Man è una serie di sinistra che in un momento in cui le idee del socialismo sono in piena crisi non poteva che naufragare. Sven Blomqvist.

2 commenti:

  1. E' vero che Leo Ortolani diceva sempre che Rat Man sarebbe stato chiuso col numero 100, ma credere davvero ad una cosa simile è essere fuori dalla realtà. Nel caso che Rat Man vendesse molto, il dialogo sarebbe stato: (Ortolani) "Sono arrivato al numero 100, adesso chiudo" (L'azienda) "Ma se vende tanto" "E' inutile, chiudo" "Ma guadagniamo una barca di soldi con Rat Man" "Non importa, adesso chiudo" "Ma perderai soldi anche tu" "Non importa, adesso chiudo". Vi sembra credibile che si buttino via soldi dalla finestra così, per una semplice decisione autonoma, in una situazione di crisi come questa? Spesso citano Calvin e Hobbes come esempio di autore indipendente che chiude quando vuole: ma è un caso più unico che raro. Inoltre, se lo fa l'autore di Calvin e Hobbes, non è detto che per questo lo debbano fare gli altri. In ogni caso, anche se tutta la stampa praticamente è a sinistra, resta il fatto che le storie di sinistra, magari con l'aggiunta di anticattolicesimo e apertura ai gay non vende, sic et simpliciter.

    RispondiElimina
  2. Spesso si dimentica che autore e editore sono legati da un contratto con precise clausole. In linea generale, l'editore si riserva di chiudere la collana quando le vendite non sono più giudicate coerenti con il punto di pareggio. In questo caso, è presumibile che la Panini di concerto con Ortolani vogliano sfruttare il momento dell'annuncio della chiusura certa per ravvivare l'interesse dei fan per poi partire dopo settembre 2017 con ristampe, miniserie, ecc.

    RispondiElimina

Il tuo messaggio sarà sottoposto ad approvazione dei proprietari e/o amministratori, gestori di questo sito. Se conterrà insulti, offese, minacce, intimidazioni, anche velate ed indirette ed altri contenuti offensivi o minacciosi, sarà segnalato all'Autorità Giudiziaria con conseguente presentazione di denuncia/querela.