domenica 17 gennaio 2016

VENDITE MANGA: IN GIAPPONE E' BOOM! INVECE IN ITALIA SI COMMENTANO I DATI DELLA CRISI DEL MERCATO!!!

I dati di vendita sono croce e delizia per le case editrici italiane. Delizia quando sono positivi. Croce quando segnano un calo continuo. La situazione del mercato nazionale è disastrosa e spesso ce ne siamo occupati nei nostri articoli, fornendo in ogni occasione i link con le fonti. E all'estero? Se negli Stati Uniti si vende poco, in altre parti del mondo si vende vene e la tendenza è all'aumento. Acclarato che le pellicole sui supereroi non portano nuovi lettori, si volge attenzione al mercato nipponico, che fa registrare numeri alti. Come al solito, il sito Fumettologica fornisce le cifre che permettono di fare qualche breve considerazione. Il volume più venduto è stato One Piece n. 76 con 3.185.018 copie, seguito dal numero 77 con 3.020.137 copie e dal numero 78 con 2.977.466! Sorpresi, non è vero? Se il boom dei manga in Italia è finito più di dieci anni fa, in Giappone non è mai tramontato. Nel leggere questi dati fenomenali il primo pensiero va ai poveretti che sui loro profili Facebook si vantano del fatto che i fumetti di cui si occupano vendono, ma non dicono quanto! Nella maggior parte dei casi, si tratta di bugie. Se si omette di fornire le cifre, le parole spese su certi fenomeni fumettistici hanno lo stesso valore della carta igienica. L'ignoranza dei fan italiani consente a certi water nazionali di gonfiare allo sfinimento le attese, che poi esplodono in un mare di critiche perché il fumetto descritto come opera d'arte si rivela uno schifo totale. Godono, invece, gli editori nazionali che pubblicano su licenza alcuni titoli che vendono bene. La classifica rivela che L'Attacco dei giganti n. 15 ha venduto 2.000.147 copie! Naruto n. 72 si difende bene con 1.324.693 copie così come Tokio Ghoul n. 2 con 988.183 copie. Chiude Haikyu n. 17 con 881.654 copie.
 

E gli editori italiani cosa aspettano a rivelare i loro dati di vendita? Cosa temono? Che i lettori, davanti a dati negativi smetteranno di comprare i loro pezzi? Un paio di anni fa, l'attuale curatore di Dylan Dog rivelò su Comicus che i supereroi non se la passavano bene. Nell'occasione citò un dato che, se letto nella giusta prospettiva, cioè quella per la quale, nel frattempo, la crisi si è acuita e che oggi si vende ancora meno, dovrebbe far rabbrividire. Egli affermò che i supereroi vendono tra 3.000 e 5.000 copie nelle edicole. Le sue esatte parole, estrapolate dal contesto, furono le seguenti: Il resto è crisi nera. Si vendono gli spiccioli. Se era crisi nera nel 2013 figurarsi oggi, nel 2016, con una crisi che sta determinando chiusure una dietro l'altra. Dal 2013 ad oggi quattro collane della Bonelli hanno chiuso i battenti. Si tratta di Brendon, Saguaro, Lukas e Adam Wild. Le ultime due, è vero, sono partite come maxiserie di 24 numeri, ma è risaputo che ogni editore spera che un progetto partito con una data scadenza possa continuare. E ora aspettiamo al varco la nuova serie di Morgan Lost. Sui social network e sui forum i lettori si interrogano: riuscirà a durare al meno un paio d'anni o chiuderà prima? Sul suo profilo pubblico l'autore ha dichiarato di appartenere all'area politica della sinistra e che i suoi personaggi rispecchiano ciò in cui lui crede. Ma noi siamo di destra, orgogliosi di esserlo e dunque siamo lontani. Il curatore fu parco di altri particolari. Dichiarò che il settore in generale accusa cali che vanno dal 10% al 40%. Precisò che Dylan Dog all'epoca vendeva 120.000 copie. Qualche mese dopo, Fumettologica rivelò che le vendite erano scese a 112.000 copie! Disse ancora che se non si esce dalla crisi sarà dura per tutti.
 
A distanza di circa tre anni nessuno è uscito dalla crisi. Le testate continuano a chiudere, come dimostra l'esempio delle quattro serie Bonelli citate. Progetti annunciati a spron battuto si fermano senza spiegazione alcuna. I fan oggi si chiedono: che fine ha fatto la nuova serie di Kriminal? Non passava un giorno che la Mondadori Comics tra la fine del 2014 e il primo semestre del 2015 non dedicava un post al nuovo mirabolante artista arruolato per il progetto. Poi stop! Che fine ha fatto Kriminal? Nessuno lo sa. Per quanto ci riguarda, il progetto è fallito. Abbiamo spiegato le ragioni in questo articolo e a quelle rimandiamo. E poi passiamo al flop più grosso di tutti: quello di Orfani! Si disse in quel 2013 che Bonelli aveva messo in preventivo una spesa di circa 3 milioni di euro per le prime due stagioni. In una intervista al Fatto Quotidiano gli autori dichiararono che avrebbero riempito lo stadio San Paolo, che ha più di ottantamila spettatori! E invece, già nel giugno 2014, come ha rivelato Fumettologica, la serie vendeva circa 29.000 copie! Altro che San Paolo! Oggi quanto vende Orfani? Noi riteniamo molto meno di quella soglia, se non altro perché la crisi generale si è intensificata. E infatti, a conferma di questo viene annunciato che la IV stagione che, come le altre, avrebbe dovuto essere di dodici numeri, sarà composta di soli tre numeri! Perché questo dietrofront? Qualche settimana fa, Manfredi, commentando la chiusura di Adam Wild, affermò che in casa Bonelli la soglia di sicurezza sarebbe di 20.000 copie! Hanno detto che ci sarà una quinta stagione sempre di tre numeri e una sesta di dodici! Pensavano che il colore e una storia basata sui videogiochi avrebbe attirato nuovi lettori. Hanno pensato male! Sven Blomqvist.

2 commenti:

  1. Come mai in Giappone i manga vendono così tanto? Eppure anche lì, come da noi, ci sono smartphone, tablet, computer e internet, videogiochi e altro che avrebbero dovuto soppiantare il cartaceo, come dicono sempre qui dei fumetti italiani e americani. Invece vendono come il pane. Mi potete spiegare questa stranezza?

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  2. Nessuna stranezza. Il Giappone è un Paese con solide tradizioni culturali. I nipponici amano leggere e sono molto istruiti. In Italia, invece, non esiste cultura della lettura. Si legge poco e di mala voglia. E i fumetti non possono non risentire di questa tendenza negativa.

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