sabato 30 gennaio 2016

DATI DI VENDITA FRANCESI: NUMERI DA RERCORD MENTRE GLI EDITORI ITALIANI PIANGONO! FAN SOTTO SHOCK!

L'Italia è uno dei pochi Paesi in cui i dati di vendita delle pubblicazioni a fumetti sono riservati, anche se in occasione delle fiere e più spesso sui social network qualche dato di vendita viene svelato, consentendo di ricostruire un quadro fedele della situazione delle case editrici. Tanto per fare esempio, quando arrivò la notizia della chiusura di Magico Vento Deluxe con il numero 25, ristampa a colori della Panini della serie Bonelli di Gianfranco Manfredi, l'autore milanese rivelò su Facebook che la collana era partita con vendite inferiori alle 4.000 copie e poi scese ancora di più. Un progetto che già si poteva considerare un flop all'inizio. Lo stesso autore, nel contesto della suddetta dichiarazione, si disse sorpreso di come, con vendite iniziali così basse, alla Panini riuscissero a stare nei conti. E ricordiamo che la collana di cui parliamo, essendo a colori, aveva costi maggiori di quella di una ristampa in b/n. Nello stesso periodo la Panini chiuse tutte le serie Valiant, sostenendo che il mercato non era stato ricettivo alla relativa proposta. Ce ne siamo occupati qui con le relative fonti. Qualche mese dopo arrivò la notizia che le licenze Valiant erano state cedute alla Star Comics. E sempre nello stesso periodo non giunsero più notizie di altre serie di editori Indy americani, come Image, Dynamite, Dark Horse, ecc., di cui la Panini deteneva le licenze ospitate nella collana di volumi 100% Panini Comics. Quindi, anche se gli editori fanno del loro meglio per non divulgare i dati di vendita (anche se, trattandosi di società di capitali, i loro bilanci sono pubblici e consultabili da parte di chiunque), non è difficile arrivare alle inevitabili conclusioni. In un contesto di ripetute chiusure di serie, dimissioni di collaboratori storici, passaggi dalla carta patinata alla riciclata, cartonati che diventano brossurati da edicola, il quadro che emerge è abbastanza sconsolante, descrivendo un mercato italiano del fumetto vicino al baratro. In altri Paesi non è così. I dati sono pubblici. Così avviene in Giappone e negli Stati Uniti d'America e soprattutto anche in Francia!
 

I dati relativi al mercato transalpino del 2015 rivelano un contesto positivo in cui il settore fa registrare un bel +3,5%. Non molto, ma se, alla luce di quanto sopra detto, venissero diffusi i dati del mercato italiano, siamo certi che ci saremmo trovati con una cifra più grande preceduta dal segno meno. I lettori, colmi di ignoranza, non conoscono questa realtà del mondo in cui vivono. Nella loro sconfinata fantasia ritengono che i loro fumetti preferiti, in cui spesso e volentieri si diffondono i cattivi ideali del socialismo, vendono milioni di copie! In realtà, il fumetto più venduto in Italia è Tex, che di certo non si può considerare di sinistra! Ma con le sue circa 175.000 copie è il top, come vendite e qualità. Al secondo posto c'è Diabolik della Astorina con vendite superiori alle 100.000 copie e in costante aumento. Al terzo posto c'è Dylan Dog, che non sta attraversando certo un buon momento. Pochi giorni fa un autore ha fatto capire su Facebook che Tiziano Sclavi tornerà a scrivere le storie dell'Indagatore dell'Incubo. Un fatto che, secondo noi, indica l'estremo tentativo di salvare un progetto di rilancio fallito su tutta la linea. Inoltre, in considerazione del quadro generale, dubitiamo che Sclavi, pur tornando a firmare le storie, riuscirà a salvare Dylan Dog da un destino che, secondo molti, non sarà diverso da quello di Mister No. Il fumetto più venduto nel 2015 in Francia è stato Asterix, il cui numero 36 ha totalizzato la cifra iperbolica di 2.250.000 copie. Al secondo posto troviamo Titeuf n. 14 con 550.000 copie. Al terzo posto Le Chat n. 20 con 310.000 copie. Al quarto posto c'è Corto Maltese n. 13 con 300.000 copie. Parliamo di editori come Glenat e Casterman che sono dei giganti. Gli editori italiani numeri così se li sognano. Difficile pensare che con le loro sorpassate strategie editoriali e un discutibile approccio alla comunicazione sui social network, riescano ad invertire una direzione che porterà al disastro. Una realtà più vicina di quanto pensino i lettori. Specie gli asslickers che abbondano in rete. I dati del mercato francese sono qui. Al Plano. 

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