venerdì 19 febbraio 2016

DYLAN DOG: DALLA RIUNIONE SEGRETA CON DUE AUTORI ALLE 50 AVVENTURE DESTINATE AD ESSERE MODIFICATE

Il mondo dylaniato del fumetto vive un momento caratterizzato da emozioni contrastanti. Da un lato, la felicità determinata dal ritorno alle sceneggiature del loro idolo Tiziano Sclavi. Dall'altro, la presa d'atto che dietro il rilancio che tanta scontentezza ha determinato nei loro animi tormentati, è stato partorito dalla fantasia dello stesso Sclavi. Cosa aspettarsi allora dalla storia che arriverà a novembre e incentrata su problemi di alcolismo? Le amebe coglionazze temono che questo ritorno in presa diretta del loro vate costituisca la dimostrazione che gli autori ai quali il rilancio era stato affidato in via esecutiva non sono stati in grado di assolvere al loro compito. Una teoria non tanto assurda se si considerano i tanti elementi che nei nostri pezzi abbiamo esaminato in questi mesi. Una storia da molti ritenuta autobiografica dati i problemi personali dello stesso autore. Ieri abbiamo pubblicato un pezzo che ha svelato un retroscena incredibile. Nonostante la fonte alla quale abbiamo fatto riferimento fosse vecchia di tre anni, la sorpresa è stata fenomenale, sconvolgendo il precario equilibrio mentale delle amebe coglionazze. Il pezzo che trovate a questo link è stato pubblicato il 21 maggio 2013 sul sito di Craven Road. Si dice che Sclavi avrebbe invitato Paola Barbato e l'attuale curatore in una riunione riservata per decidere come salvare Dylan Dog dal baratro. Solo loro due e non gli altri big, ai quali, in un secondo momento, sarebbe pervenuta una mail con i particolari che avrebbero dovuto arricchire le nuove storie. In qualche modo, il testo deve essere pervenuto anche al sito, che non rivela le fonti, ma fa capire che dovevano essere ai massimi livelli e che quindi si sia deciso di renderlo pubblico. Cosa c'era scritto in quella mail? Il pensionamento di Bloch, l'uso del cellulare, la tecnologia informatica, un nuovo nemico, un nuovo ispettore, l'abbandono di Giuda Ballerino, ecc. Ciò che non riusciamo a spiegarci è il motivo per cui Sclavi abbia tenuto una riunione con loro e non con gli altri. Paola Barbato aveva scritto fino a quel momento 26 storie di Dylan sul mensile regolare, mentre l'attuale curatore solo tre! Si sarebbe pensato che la Barbato sarebbe stata investita del ruolo di nuovo curatore. Poi come è noto, le cose sono andate diversamente. Sembra che Sclavi sia stato impressionato dalla avventura di Mater Morbi. Ciò che lo avrebbe convinto ad indicare l'attuale curatore come responsabile della collana. Ciò nonostante, il rilancio si sarebbe dovuto basare sulle sue idee. Quelle di Sclavi e di nessun altro.
 

O almeno così doveva essere all'inizio perché noi riteniamo che i riferimenti satanici e massonici delle nuove storie abbiano altre derivazioni. Altre fonti e altri fini. Non escludiamo che Sclavi possa avere avuto altre idee. Altri sviluppi tali da indirizzare Dylan Dog verso dimensioni differenti da quelle attuali. Forse si sarebbe evitato il disastro e Sclavi non sarebbe stato costretto ad un ritorno alle sceneggiature che, come lui stesso ha rivelato nelle pubbliche interviste, sono fonte di disagio. Per cui ci domandiamo: se potesse tornare indietro nel tempo di tre anni, Sclavi prenderebbe le stesse decisioni? Avallerebbe le medesime scelte? O cambierebbe qualcosa, magari nominando la Barbato come responsabile della collana, garantendo così un approccio più soft con la comunicazione sui social, che dal 2013 è stata un disastro e uno degli elementi che ha indotto tanti fan a mollare Dylan Dog? Un altro particolare ci ha sorpreso. Nel pezzo pubblicato su Craven Road si dice, ad un certo punto, che Roberto Recchioni e Paola Barbato riediteranno le cinquanta storie già pronte e che usciranno da qui a un paio di anni per renderle compatibili con i cambiamenti in atto. Ed è qui che le amebe coglionazze saranno andate nel panico! Tutto il clamoroso rilancio non si baserebbe su storie nuove bensì su avventure già pronte! Avventure che, in ragione dei nuovi indirizzi narrativi, dovevano essere adattate. Questo spiegherebbe perché alcune avventure sono parse tagliuzzate e alcune pagine ridisegnate di nuovo. Come se gli artisti abbiano dovuto modificare la struttura dei disegni per adattarli ai cambiamenti imposti dalla nuova cura editoriale. Allora non corrisponde al vero l'affermazione secondo la quale, a partire dal numero 337 del settembre 2014, le storie apparse erano nuove, frutto del sacco della nuova gestione! Erano invece storie vecchie, già realizzate e forse anche disegnate perché è noto che in casa Bonelli le storie vengono preparate anni prima della loro apparizione in edicola. Tuttavia, siamo convinti che alcune storie della nuova gestione siano state realizzate dopo il 2013. Ci riferiamo a quelle apparse nei numeri 338, 341, 342 e 346. Nella storia del numero 338 addirittura vi fu l'aggiunta di 14 pagine in più! Inoltre, un numero recente è stato realizzato da quattro disegnatori! Tanti elementi che ci portano verso un'unica conclusione: le storie sarebbero state modificate in corsa e adattate. Non c'era tempo di realizzarne di nuove. E ciò spiega il pastrocchio che ne è derivato. Alexander Plano.

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