mercoledì 10 febbraio 2016

SCLAVI RITORNA SULLE PAGINE DI DYLAN DOG: ORA E' UFFICIALE! LE VOCI SULL'ARRIVO DI UN NUOVO CURATORE

Qualche giorno fa il curatore di Dylan Dog ha postato sul suo profilo Facebook una immagine di una schermata di computer in cui si notava, sotto un elenco di elementi narrativi, la firma a metà di Tiziano Sclavi. Ne abbiamo parlato in questo pezzo, in cui abbiamo espresso le nostre perplessità. Che senso ha il ritorno di Tiziano Sclavi su Dylan Dog dopo una pausa di molti anni? L'ultimo numero che ha firmato è stato il 250 del giugno 2007 intitolato Ascensore per l'Inferno e da quel momento più nulla. Non che in quel momento, Dylan Dog stesse brillando. E se è per questo nemmeno prima. Secondo gli esperti, il periodo d'oro di Dylan Dog è stato quello del suo primo quadriennio. Un progetto che, se non fosse stato per il boom delle vendite della metà degli anni novanta, sarebbe finito da un pezzo. Non che la chiusura della collana sia qualcosa di impossibile. Anzi. Dylan Dog potrebbe chiudere come avvenuto per Mister No, con buona pace di coloro che credono ancora ai sogni. E questo esito potrebbe avvenire nel giro di pochi anni. La collana è in calo da molto tempo. Ma dal 2012 c'è stato un crollo verticale, che ha spinto l'editore a puntare su scelte estreme per tentare di riportare in linea di galleggiamento una nave che faceva acqua da tutte le parti. Il rilancio non ha migliorato le cose. Le ha peggiorate, rendendo evidente che Dylan Dog non poteva più essere più salvato. Il ritorno di Sclavi, salutato da molti in questi minuti come evento epocale, in realtà altro non è che l'ultimo tassello del progetto. Sclavi è sempre stato parte del rilancio. Anche se la maggior parte delle critiche sono state rivolte all'attuale curatore, non si dimentichi che nelle dichiarazioni pubbliche iniziali, è stato detto che il direttore d'orchestra sarebbe stato Sclavi. Al curatore e agli autori venuti dopo sarebbe stato affidato il compito di eseguire ciò che era stato già deciso dallo stesso creatore. E' stato Sclavi, quindi, a decretare il pensionamento di Bloch e l'assurda idea di chiamarlo come il celebre detective di Conan Doyle. O a introdurre poliziotti di colore e musulmani. Il cellulare e un nuovo nemico, di cui si sono perse le tracce nell'unico numero in cui ha fatto capolino? Il deus-ex-machina del rilancio è stato Tiziano Sclavi. Non lo diciamo noi. Lo hanno dichiarato loro. E' scritto chiaramente negli editoriali del numero 325. E ora compare in prima persona per scrivere una storia sull'alcolismo, reminiscenze della sua vita forse. Sclavi, infatti, ha avuto problemi di depressione e di alcolismo e vive in condizioni di isolamento.
 

Il ritorno di Sclavi non salverà Dylan Dog. Non eviterà la sua chiusura, come avvenuto in anni recenti per Mister No. Dylan Dog chiuderà, tuttavia questo non impedisce di fare buone vendite con qualche one-shot. Secondo quanto dichiarato dal curatore sul suo profilo Facebook, la storia uscirà a novembre del 2016 subito dopo l'albo del trentennale. Non è stato precisato se nella serie mensile o in qualche volume speciale. Noi pensiamo alla seconda ipotesi. A disegnare le tavole sarà Giampiero Casertano, uno degli artisti storici della collana. Questo ritorno in diretta sarà, dunque, impalpabile per il rilancio di Dylan Dog, che può dirsi fallito su tutta la linea. Inoltre, potrebbe rivelarsi un pericoloso boomerang. Chi non ha mai letto i primi Dylan di Sclavi, potrebbe trovarsi di fronte ad una cosa tipo: tutto qui? I lettori di 30 anni dovevano essere molto poveri di intelletto per trovare interessante questa roba. Questo ritorno alla macchina da scrivere di Sclavi, quindi, potrebbe accelerare e non rallentare il declino certo del personaggio. Il motivo è semplice: se il rilancio è stato concepito da Sclavi e il rilancio è stato sommerso di critiche, come si può sperare che arrivino buone novità? L'autunno sarà foriero di novità e forse una di queste potrebbe essere la notizia che Dylan Dog avrà un nuovo curatore. Ne abbiamo parlato qualche mese fa, fornendo utili indicazioni. Ecco il link del nostro pezzo, in cui citammo una frase dell'utente Skull di Comicus, secondo cui verso la fine del 2016 l'attuale curatore sarebbe uscito di scena. Ad avvalorare questa tesi, alcune parole pronunciate dallo stesso scrittore romano su Facebook. Dopo avere annunciato il ritorno di Sclavi nel contesto di un suo intervento presso una stazione radio, ha aggiunto: È stato faticoso e bello aver fatto parte di questa cosa che sancisce il buon periodo di Dylan. Ha usato il passato, come se avesse voluto dire, secondo noi, che l'esperienza di essere stato parte del progetto gli è piaciuta, ma ora finisce qui. L'albo con la storia di Sclavi sarà presentato in grande stile a Lucca e forse per allora si saprà già il nome del nuovo curatore. Sempre che questa nostra interpretazione risulterà corretta. Un nuovo curatore farebbe tornare verso Dylan i tanti che, per ragioni di rapporti personali con l'attuale curatore, hanno mollato la collana. I social offrono oggi la possibilità di interagire con i lettori in maniera diretta. Mostrare un atteggiamento poco incline alle critiche può avere effetti rovinosi nel sostegno di un progetto come il rilancio di Dylan Dog.
 
Tornando al discorso del ritorno ai testi di Sclavi, non è da escludere che riceva uguale trattamento degli attuali autori. E' così difficile pensare che Sclavi non sia massacrato dalle dure critiche? La memoria torna al ritorno ai testi di Stan Lee nel 1992 sulla serie di Ravage 2099. Erano già due decadi che si era dedicato a ben altro. Venne massacrato dai lettori vecchi e nuovi. I vecchi stentarono a riconoscerlo, quasi dubitando che il sorridente non fosse l'effettivo autore di quelle sceneggiature. I nuovi pensarono che i lettori di un tempo dovevano avere qualche rotella fuori posto per apprezzare le storie di Lee. In realtà, Lee insieme al suo amico ebreo Jack Kirby avevano creato qualcosa di nuovo, che sembrò bello perché innovativo. I testi erano farraginosi. Esagerati, in altri momenti buoni. I lettori degli anni novanta chiusero ogni porta al ritorno di Lee alle sceneggiature. Poi ci riprovò qualche anno dopo con la DC creando una versione dei loro storici personaggi come se fossero nati come supereroi con superproblemi. Un altro disastro colossale. Sclavi sarà salvato dalle critiche dei lettori? Noi pensiamo di no. Nell'era dei social è così facile massacrare di critiche quello che non ci piace tanto. E il nuovo lettore a cui è stato proposto il Dylan attuale, dopo avere parecchio criticato, difficilmente apprezzerà una storia di Sclavi scritta come se il tempo non si fosse mai mosso dal 1986 ad oggi. Riteniamo che ci sia un nutrito gruppo di persone che non vede l'ora di sparare a zero sulla storia di Sclavi. Ci sarà chi osannerà, ma saranno in pochi. I soliti asslickers e watch-dog, anche se nei gruppi social dedicati a Dylan Dog delle storie non si parla più. Gli unici momenti di vivacità sono rappresentati dai post con copertine fotomontate in cui Dylan viene collocate in situazioni equivoche. Ed è questo il punto: quando ci si abitua a criticare, poi non va più bene niente. E nell'epoca dei social è controproducente rispondere alle critiche in modo arrogante. Infine, una ipotesi affascinante: e se dietro il ritorno di Sclavi ci fosse la Panini, sempre più a stretti rapporti con la Bonelli con cui hanno avviato dal 2010 collaborazione? Quello che è certo è che l'albo di Sclavi sarà oggetto di una grandissima promozione. Hype a mille e poi critiche a non finire, perché la tentazione di distruggere è troppo forte nell'epoca del social network. Il ritorno di Sclavi non migliorerà le vendite della serie di Dylan Dog. Chi ha smesso di prendere DyD, comprerà solo il numero di Sclavi, non certo quelli comuni. Kristoffer Barmen.

2 commenti:

  1. voi dire : << Sclavi è sempre stato parte del rilancio. Anche se la maggior parte delle critiche sono state rivolte all'attuale curatore, non si dimentichi che nelle dichiarazioni pubbliche iniziali, è stato detto che il direttore d'orchestra sarebbe stato Sclavi. Al curatore e agli autori venuti dopo sarebbe stato affidato il compito di eseguire ciò che era stato già deciso dallo stesso creatore. E' stato Sclavi, quindi, a decretare il pensionamento di Bloch e l'assurda idea di chiamarlo come il celebre detective di Conan Doyle. O a introdurre poliziotti di colore e musulmani. Il cellulare e un nuovo nemico, di cui si sono perse le tracce nell'unico numero in cui ha fatto capolino? Il deus-ex-machina del rilancio è stato Tiziano Sclavi. Non lo diciamo noi. Lo hanno dichiarato loro. E' scritto chiaramente negli editoriali del numero 325. >> perchè non avete neppure sotto forma di url riportato tale fonte ?

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  2. Lo hanno dichiarato loro negli editoriali del numero 325. Consulta i nostri pezzi sull'argomento per i relativi link.

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