lunedì 25 gennaio 2016

TIZIANO SCLAVI RITORNA A SCRIVERE LE STORIE DI DYLAN DOG! ULTIMA CARTA PER SALVARE IL RILANCIO FLOP!

Qualche ora fa un autore ha diffuso sul suo profilo Facebook l'immagine di una schermata di un computer in cui si notano quelli che sembrano titoli di future storie e un frammento di nome che farebbe pensare a Tiziano Sclavi. La prima impressione che si sta diffondendo in rete è che si tratti dell'ultima possibilità di salvare il rilancio dell'Indagatore dell'Incubo dopo mesi e mesi di critiche devastanti. Critiche talmente insistenti e diffuse che gli autori hanno utilizzato un intero editoriale, quello del numero 344 di pochi mesi fa, per rispondere ai lettori invitandoli simpaticamente a farsi un giretto in un noto Paese di cui cantava Alberto Sordi in una nota canzone. Quella in cui diceva che il sindaco era amico suo! Avviato con i migliori auspici (loro) a settembre 2013, il rilancio avrebbe dovuto riportare Dylan Dog ai fasti sclaviani ma con una impronta adeguata ai lettori moderni. Il progetto è fallito quasi subito. Non solo per scelte discutibili, come il pensionamento di Bloch, l'introduzione di poliziotti di colore e di fede islamica, i telefonini e un nuovo nemico, tale John Ghost apparso nel numero 341 e poi sparito nel nulla tanto da essere ribattezzato presto John Lost. Il fallimento è stato in parte dovuto alla massiccia avversione verso la nuova cura editoriale, che ha fatto salire sul carrozzone degli autori esordienti nel mondo dylaniato e alcuni, come Paola Barbato, poco impegnati nella gestione Gualdoni. Messaggi anticristiani, riferimento esoterici, satanici e massonici hanno costituito lo sfondo di storie, secondo noi, noiose e prive di spessore. Lo stesso curatore della collana, prima di essere investito del ruolo, aveva scritto appena tre storie di Dylan Dog. Così era solo questione di tempo prima che giocassero l'ultima carta disponibile: il ritorno di Sclavi alle sceneggiature nel disperato tentativo di convincere i fan, nel frattempo allontanatisi in massa dai lidi dylaniati, che valeva la pena dare fiducia al progetto. Una mossa, a nostro avviso, errata. Così facendo hanno fatto capire a tutti che la barca stava inesorabilmente affondando.
 

La mossa ha anche una valenza commerciale. Il ritorno di Sclavi attirerà molti lettori con un innalzamento momentaneo delle vendite. O così almeno dovrebbe essere. Non diamolo per scontato. La crisi economica è forte e molti hanno mollato DyD per ragioni slegate dalle tristi vicende editoriali di questi ultimi mesi. Le nuove storie di Sclavi potrebbero addirittura apparire in una collana ad hoc o riproposte in volume in edizioni di pregio nel tentativo di raggranellare euro in un momento in cui la situazione generale dell'editoria è molto vicina al baratro. Un ritorno che conferma, se pure ce ne fosse stato bisogno, che il rilancio di Dylan Dog è fallito. Che le vendite hanno seguitato a calare e che l'interesse intorno alla collana e al personaggio ha continuato a scendere. E ora coloro che sono saliti sul carrozzone dylaniato grazie al nuovo curatore tremano. Se il progetto dovesse concludersi con un flop, come ormai sembra avviato, sarà difficile per loro trovare posto in una nuova gestione. Si tornerà all'antico con un Dylan Dog più vicino alle corde dei lettori tradizionalisti. E Bloch potrebbe essere reintegrato nel ruolo di ispettore! La carta del ritorno di Sclavi nasconde una insidia che fa venire la pelle d'oca a molti addetti. Che succederà se le sue storie serviranno a rinforzare la collana? Dylan Dog è il secondo personaggio più venduto della casa editrice. Se il suo destino sarà come quello di Mr. No e molti lo sostengono, la baracca dovrà reggersi sulle spalle dei soli Tex e Zagor. L'idea che il ritorno di Tiziano Sclavi sia legata a doppio filo alla salvezza di un progetto di rilancio fallito su tutta la linea si fa strada nella rete. Su social e forum è questa la tesi dominante. Visti i precedenti sarà difficile smentirla. Se il rilancio avesse funzionato, non ci sarebbe stato bisogno di sottrarre Sclavi dal suo rifugio di Venegono. E forse non era nemmeno in programma. Le nuove storie potrebbero arrivare tra molti mesi e per allora chissà se sarà ancora possibile invertire la rotta. Ne dubitiamo fortemente. Il momento è difficile. Kristoffer Barmen.

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