lunedì 29 febbraio 2016

DIABOLIK SWIISSS N. 260! LA MEGA-RECENSIONE! UNA MACCHINA PUO' RILEVARE LE MASCHERE DI DIABOLIK!!!

Corbett è un brillante ingegnere che lavora presso l'Istituto delle Ricerche Chimiche, ma è anche avido e non esita a farsi coinvolgere in una brutta vicenda di spionaggio industriale per la quale viene arrestato e condannato a cinque anni di carcere. Uscito di prigione prende contatti con il noto investigatore privato inviso alla polizia, Max Foster, al quale propone la sua idea. Tempo prima, quando era occupato presso la sua vecchia azienda, ricevette  l'incarico di analizzare un reperto incredibile: un frammento di una maschera di Diabolik. Isolato uno dei componenti chimici della stessa, realizza una macchina in grado di rilevare la presenza della sostanza. Qualora Diabolik si facesse vedere nei paraggi con una delle sue maschere non avrebbe scampo. Dopo mesi di appostamenti presso musei e banche, finalmente arriva la grande occasione. Il meccanismo si accende. Un uomo dall'apparenza innocua sta fissando la teca in un museo. Si tratta di Diabolik! Foster gli piomba da dietro e all'improvviso lo tramortisce con un colpo secco. La maschera cade e il Re del Terrore viene arrestato. Ginko non riesce a credere ai suoi occhi. Il suo più odiato nemico preso nel modo più semplice. Foster si rifiuta di fornire particolari. E' stato il suo intuito, egli dice, a indicargli il bersaglio! Diabolik viene rinchiuso in prigione e di lì a pochi giorni sarà giustiziato. I due, intanto, si godono il successo e progettano di catturare anche Eva Kant. Non sarà difficile trovarla. Grazie al meccanismo messo a punto da Corbett basterà appostarsi nei pressi del penitenziario. Eva, nel frattempo, mette a punto il piano per liberare il suo amato. Rintracciata una delle guardie di turno alla prigione, riesce a nascondergli tra gli abiti un potente laser e a praticargli un segno sul viso. Il giorno dopo lo sfortunato poliziotto entra nella cella di Diabolik e questi, non appena notato il segno, intuisce il piano della sua amata e lo aggredisce. Nella confusione riesce a prendere il laser che gli servirà per fuggire dal supercarcere, anche se lui è consapevole che non sarà una impresa facile. Il sistema di sicurezza predisposto da Ginko è impenetrabile. Con il laser pratica un foro nel pavimento e arriva giù nella cella di un ergastolano di nome Rocco, che decide di aiutarlo. In cambio Diabolik gli fornirà documenti per andare all'estero. La sua idea è semplice. Rocco fuggirà per primo e attirerà l'attenzione.


Lui, nel frattempo, uscirà di prigione in tutta calma. Sa che se tentasse di forzare lo scudo di sicurezza di Ginko verrebbe catturato subito. Perciò si serve di uno stratagemma più ingegnoso. Si nasconde tra i sacchi della spazzatura. Sarà il camion della nettezza urbana a portarlo fuori di prigione senza colpo ferire. Ginko, però, intuisce le sue intenzioni e lo fa seguire. Eva ha dovuto agire in fretta e non  ha potuto fissare adeguate misure di sicurezza. Quando le volanti della polizia gli sono addosso è costretta a giocare il tutto per tutto. Una serie di reti metalliche si attivano a distanza lungo il percorso e gli inseguitori sono sistemati. Ora bisogna regolare i conti con Corbett e Foster. Eva aveva scoperto il loro gioco. Poco dopo avere catturato Diabolik, Corbett aveva avuto la sfortunata idea di ricattare Eva, la quale, pur cedendo al ricatto, era riuscita a spiarlo a distanza con delle telecamere. Scoperta la macchina infernale che rileva la presenza delle sue maschere, comunica subito tutto a Diabolik, che così inizia a pensare alla sua vendetta contro Corbett e Foster. Indossata una maschera di Ginko si reca presso la sua abitazione e dopo avergli comunicato che ha scoperto tutto lo uccide con una pugnalata nel cuore. Dopo distrugge la macchina rileva-maschere e tutti i progetti che la riguardano in modo che più nessuno potrà metterci le mani sopra e insediarlo. Stessa sorte tocca a Max Foster. Una storia molto intensa disegnata dalla coppia formata da Flavio Bozzoli e Glauco Coretti, che denotano un tratto molto realistico e preciso. Pur molto dettagliata nella ricostruzione degli elementi narrativi, la storia tradisce una certa ingenuità. Il piano concepito da Eva per liberare Diabolik ha dell'incredibile. Come è possibile che la guardia non si accorgesse di portare addosso un laser celato nelle pieghe dei suoi vestiti? E se se ne fosse avveduto? Per Diabolik sarebbe stata la fine. Un altro punto non chiaro riguarda la fuga di Rocco. Ginko era convinto che nessuno avrebbe potuto entrare o uscire dal carcere senza la sua autorizzazione e lo stesso Diabolik manifesta una certa prudenza al riguardo. Eppure quando Rocco salta il muro di cinta del carcere con estrema facilità e scappa via con Eva Kant, non è sembrato che le cose per lui si siano rivelate troppo difficili. Diabolik poteva fuggire nello stesso modo e nessuno lo avrebbe ostacolato. Gunnar Andersen.

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