giovedì 17 marzo 2016

DYLAN DOG: ARRIVA LA CONFERMA DEL CALO NELLE VENDITE! SECONDO ALESSANDRO BOTTERO E' A 95.000 COPIE

Nonostante il perfido alone di segretezza formale che dall'esterno ammanta i dati di vendita delle case editrici italiane di fumetti, ogni tanto qualcosa trapela e noi siamo lesti a trattarne dal momento che altri siti, essendo legati, direttamente o indirettamente, agli editori, non possono farlo. In realtà, non ne avremmo bisogno poiché la nostra potente Division Arkivarer è in grado di reperire informazioni con estrema facilità. Non possiamo trattare di tutto in quanto le nostre direttive supreme impongono di occuparci solo di notizie caratterizzate da fonti pubbliche riscontrabili. I dati di vendita di cui parleremo in questo articolo erano già di nostra conoscenza. Peraltro, durante le fiere, nelle chiacchierate consumate frettolosamente nelle pause, addetti ai lavori e autori parlano senza troppi problemi di questi dati. Non sempre sono attendibili. Ma quando appaiono precisi e concordanti e vengono suffragati da ulteriori elementi di riscontro, possiamo concludere che quelli che abbiamo di fronte sono dati reali. Il grande Alessandro Bottero ha pubblicato sul suo profilo Facebook un post sui dati di vendita delle case editrici italiane che ha avuto un effetto simile a quello che la bomba atomica ebbe su Hiroshima il 6 agosto 1945. Non è la prima volta che accade. Ai tempi in cui il mitico ex-redattore della Play Press dei bei tempi che furono era attivo sul sito internet di Fumetto d'Autore, si discuteva spesso e volentieri dei dati di vendita. Molti di quei dati li abbiamo ripresi nei nostri pezzi ottenendo il non indifferente primato che vede il nostro sito straordinario il più letto dagli addetti ai lavori! Bottero ha parlato in dettaglio dei dati di vendita della Bonelli (e già questo consente di intuire i sismi che stanno squassando il mondo bonelliano e dylaniato del fumetto in particolare), della Astorina, della Eura/Aurea e altri. In questo articolo parleremo solo dei dati di vendita di Dylan Dog, mentre degli altri ci riserviamo di parlarne in futuri articoli in fase di ultimazione. I dati che andremo a trattare ora sono negativi e indicano in maniera inequivocabile non solo che il rilancio orchestrato da Tiziano Sclavi e una pletora di autori italiani nel 2013 è fallito, ma che il calo di vendite è andato avanti senza pause significative. Un calo continuo, immarcescibile, possente nella sua furia, che ha reso evidente la fragilità di un progetto passato alla storia come il RRylancio mai in grado restituire all'Indagatore il suo antico splendore. Un Incubo iniziato 3 anni fa e che continua ancora oggi. Tra gli aspetti più negativi si segnala la spaccatura del mondo dylaniato tra critici del progetto, in grande maggioranza e una sparuta minoranza di mini-adoratori formata da asslickers e watchdog noti nell'insieme come amebe coglionazze. Un simpatico epiteto più che azzeccato data la grande pervicacia con cui, nonostante le risate della rete, continuano a sostenere sui social network un ideale fallimentare. Secondo Alessandro Bottero attualmente Dylan Dog vende 95.000 copie! Questo è il link. In questa sede tralasceremo i temi, pure importanti, sollevati dal Grande Editor e parleremo solo di Dylan. Dylan Dog è in calo perenne da moltissimi anni.


Nei nostri articoli abbiamo parlato spesso dell'argomento e le reazioni destate da parte di autori, addetti ai lavori è stata molto forte, anche se inconcludente. L'attuale curatore giunse perfino a dichiarare che i dati che noi pubblicavamo erano falsi per come riportati. Ma cosa significa una cosa del genere? Nel caso ci limitammo a pubblicare un grafico che riportava dati ufficiali forniti al sito di Fumettologica da Marcheselli in persona. Per il curatore dylaniato, però, i dati erano falsi per come riportati da noi! Alessandro Bottero non ha rivelato la fonte delle sue notizie. Essendo giornalista è tenuto al segreto, ma il punto è un altro. Già in passato le sue notizie sono state sostenute dal riscontro dei fatti. Gli scontri tra lui e l'attuale curatore di Dylan Dog hanno fatto chiacchierare la rete per anni. Tanto per citarne uno, pochi mesi dopo l'uscita del primo numero di Orfani, Bottero sostenne che le vendite erano state inferiori alle 50.000 copie. Erano i primi giorni del 2014. Il curatore dichiarò che quelli riportati da Bottero erano dati non veri! Qualche settimana dopo in una intervista pubblica confermò invece che il primo numero di Orfani aveva venduto 48.000 copie! In questi mesi il curatore ha sempre sostenuto, in più occasioni, che il RRylancio è andato bene, che hanno addirittura guadagnato lettori! Noi non ci abbiamo mai creduto. E infatti, i dati pubblici che abbiamo raccolto in rete dimostrano in maniera inequivocabile che le vendite della collana inedita di Dylan Dog non hanno mai smesso di calare. Calavano prima del RRylancio e calano tuttora. E ci stupisce il fatto che non sia intervenuto su FB affermando che quelli riportati da Bottero non sono dati veri. Bottero, infatti, ha dichiarato che Orfani, una serie creata dal curatore dylaniato, è scesa a 20.000 copie. Nel 2014, secondo i dati ufficiali diffusi da Fumettologica (ecco il link), Orfani vendeva 29.000 copie e quindi rispetto all'anno precedente aveva già perso la metà dei suoi lettori. Oggi siamo a 20.000 copie e questo dimostra che la serie ha perso altri 9.000 lettori con una media di 4.500 lettori persi all'anno! Il dato è sorprendente: una volta il curatore dylaniato dichiarò che con Orfani avrebbe riempito lo Stadio San Paolo di Napoli. Ecco il link! Con le attuali 20.000 copie non riuscirebbero a riempire nemmeno lo stadio Garilli della squadra di Piacenza. Il problema non è neppure questo. Come molte altre serie italiane, Orfani è in calo e quindi continuerà a perdere lettori! Un indiretto riscontro di questa notizia può essere offerto dalla recente dichiarazione secondo la quale la quarta stagione del serial Orfani sarà di 3 numeri anziché degli abituali 12. Insomma, altro che successo. Orfani, in considerazione delle somme annunciate in preventivo per la sua realizzazione (circa 3 milioni di euro per le sole prime due stagioni) si candida ad essere il flop più clamoroso della storia del fumetto italiano. Ecco il link. Tornando a Dylan Dog, un articolo pubblicato su Fumettologicamente il 2 aprile 2012 indicava vendite pari a 140.000 copie. Ecco il link. Passano due anni e Fumettologica riporta altri dati ufficiali. Dylan viene dato a 112.000 copie!

In due anni, cioè dal 2 aprile 2012 al 16 giugno 2014, Dylan Dog ha perso qualcosa come 28.000 lettori, circa 14.000 lettori all'anno! E non finisce qui. Passiamo al 2015. Una intervista resa da Giancarlo Soldi, regista del film documentario sulla vita di Tiziano Sclavi, affermò che la collana vendeva circa 100.000 copie! E' presumibile che il dato lo abbia avuto dallo stesso Sclavi al quale è legato da profondo vincolo di amicizia. Ecco il link. Quindi, tra il 2014 e il 2015 sono andati perduti altri 12.000 lettori. Più o meno la stessa quantità perduta nei due anni precedenti. Il 2016 è iniziato da pochi mesi e il calo è proseguito con maggiore forza. Bottero afferma che Dylan Dog vende 95.000 copie. Altri 5.000 lettori persi nella seconda metà del 2015 e i primi mesi del 2016. Un calo continuo, inesorabile. Un calo che dimostra che il RRylancio voluto da Sclavi, supervisionato da Sclavi, concepito da Sclavi, è fallito. La notizia del suo recente ritorno ai testi non fa altro che confermare la difficile situazione in cui si trova la collana. La nostra opinione è che, in considerazione dei cattivi risultati di vendite, dell'allontanamento dei lettori, in casa Bonelli abbiano pensato che solo Sclavi avrebbe potuto invertire la rotta. Una prima storia uscirà a novembre in occasione del trentennale. Riuscirà Sclavi ad evitare la chiusura di Dylan Dog? Perché se il calo continuerà la chiusura nei prossimi anni sarà inevitabile. Dylan Dog affronterà lo stesso destino di Mister No chiuso dopo oltre 30 anni di pubblicazioni nelle edicole. La Bonelli fa ancora in tempo ad invertire la rotta, cambiando il curatore e impostando le prossime storie su binari diversi che non siano quelli battuti in questi ultimi mesi, tra riferimenti satanici, massonici, esoterici vari e comunisti. Un estremismo che ha fatto scappare a gambe levate i lettori d'oggi che certo non sono di sinistra. Dylan Dog non è l'unica serie in calo perenne. In casa Bonelli pare che tutte le serie siano in calo. Perfino Tex perde lettori ogni anno ad una velocità impensabile fino a non molto tempo fa. E ricordiamo le parole di Marcheselli pronunciate in una intervista al sito di Fumettologica un paio di anni fa: Per noi il mercato è in sofferenza ormai da tanti anni. Chiamatela crisi o come volete, ma la verità è che il pubblico dei nostri lettori si riduce significativamente, anno dopo anno. Allora Marcheselli era il direttore editoriale e le sue parole sono state confermate dai fatti. Dylan Dog era in calo in quel momento e lo è ancora oggi. Il dolore delle amebe coglionazze è facilmente intuibile. Tutto quello in cui hanno creduto si è dissolto come neve sotto il sole di marzo. Ora non gli rimane più nulla, nemmeno la lingua che hanno consumato in virtuosismi alle parti basse dei loro idoli pagani. Il loro dolore è doppio perché anche Orfani, la serie che doveva aprire nuovi orizzonti alla Bonelli, si è rivelato un flop. 20.000 copie è la soglia di tolleranza, il punto di non ritorno di una serie attuale presso l'editore milanese. Si creeranno altri idoli in sostituzione dei decaduti? Chissà che Nick Leggeri, di cui a breve pubblicheremo una nuova intervista, non diventerà il loro nuovo idolo. Alex Plano.

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