domenica 28 febbraio 2016

NUOVA STORIA DI SCLAVI IN ARRIVO PER SALVARE IL RILANCIO! I LETTORI SONO SCETTICI: SARA' VERA GLORIA?

Era inevitabile che davanti al progredire del disastro del rilancio di Dylan Dog avrebbero giocato l'ultima carta a disposizione: il ritorno di Tiziano Sclavi come sceneggiatore delle storie. Non c'era altra possibilità. Il rilancio, avviato secondo i migliori auspici nella metà del 2013, oggi è si è rivelato un flop di proporzioni abissali. Anche l'ultimo numero uscito in edicola, il 354 scritto da Simeoni, è stato seppellito dalle critiche dei covi dylaniati doc della rete, tra cui Craven Road 7. Un Dylan del tutto impalpabile. Lontano parente del personaggio che era alle origini. Rifiutato dalla grande massa dei lettori più agguerriti della rete, che per manifestare le loro perplessità e rispondere così ai duri attacchi degli autori, postano immagini fotomontate delle copertine di albi storici, ponendo Dylan in situazioni irriverenti. Un attacco ai fan come quello letto negli editoriali del numero 344, che vedeva tra gli autori lo stesso Simeoni, in cui per l'occasione venne ripresa una vecchia espressione di Sclavi di un vecchio albo degli anni novanta. Nun ce rompete! Ecco, se coloro che si sono autoproclamati guru della comunicazione in rete ritengono che mandare a fare in culo i lettori dalle colonne di un editoriale di una collana che vende decine di migliaia di copia sia una oculata strategia di marketing, allora non stupiamoci del livello insoddisfacente delle storie del rilancio-sfascio di Dylan Dog. Loro si difendono sostenendo che così si parla di Dylan Dog. Che dopo anni e anni di silenzio e indifferenza Dylan è di nuovo al centro dell'attenzione! A parte il fatto che questo può essere stato vero, più o meno, tra il settembre 2014 e il maggio 2015, anche quel banale clamore è stato consegnato alla storia. Gli autori scrivono Nun ce rompete e i lettori rispondono Non vi rompiamo, è che proprio abbiamo smesso di comprare Dylan Dog, così voi state più sereni. Un reciproco mandarsi a fare in culo sormontato da storie scritte a cavolo, secondo una delle espressioni più colorite nelle discussioni social. Da parte loro, gli autori sono stati animati dalle migliori intenzioni. Davanti a scelte coraggiose, tra cui il pensionamento di Bloch, bisogna dare risposte coraggiose. Perciò, anziché mandare a fare in culo i lettori, sarebbe meglio spiegare quali erano gli obiettivi e se questi sono stati raggiunti. Reazioni di questo tipo fanno capire che non solo gli obiettivi non sono stati raggiunti, ma che è dovuto tornare Sclavi a scrivere le storie e qui comincia il capitolo più interessante. Mettetevi comodi, perché ora viene il bello. Noi ce ne siamo occupati in un pezzo pubblicato sul nostro sito straordinario pochi giorni fa. La storia del siluramento di Gualdoni come supervisore della collana. Era il 2013 e Dylan andava male. Vendite in caduta libera. Allora non c'era il segreto come oggi. Sia nelle fiere che nelle interviste sui giornali, autori ed editore davano i dati di vendita e quelli di Dylan erano disastrosi. Tra il 2010 e il 2013 la testata era scesa da 200.000 a 150.000 copie. E scendeva ancora. Ogni mese perdeva migliaia di lettori. Venne subito trovato il colpevole: Giovanni Gualdoni, che aveva preso in carico la collana nel gennaio 2010. Secondo quanto riferito dal sito di Craven Road 7, Sclavi avrebbe tracciato le linee guida delle nuove storie e il supervisore. Linee guida che gli autori successivi avrebbero eseguito. Il tutto per far risorgere l'Indagatore dall'Incubo peggiore nel quale potesse finire: il declino definitivo in cui è piombato per una serie di fattori non tutti dipendenti dalle cattive scelte.
 

Oggi sappiamo che le cose non sono andate come si aspettavano. Critiche, in massa, dalla rete e fuori dalla rete. Gli editoriali del numero 344 dimostrano che il malcontento non era limitato solo ad internet o ai social e che non si trattava di un nugolo di giapponesi intrappolati su qualche isola del Pacifico senza più ordini da Tokyo. Il malcontento era anche fuori della rete e di certo si stava riverberando sulle vendite, ma qui entriamo nel campo delle ipotesi. Se la collana non andava nel 2013 e si rivelò necessario cambiare il curatore, oggi, anche se dati ufficiali non sono stati diffusi, ma l'analisi delle discussioni sulla rete e sui social costituisce un elemento indubitabile che le cose non sono andate bene, dovrebbe avvenire la stessa cosa. Un nuovo curatore e un nuovo rilancio. Ciò implicherebbe nuovi autori che prenderebbero il posto di quelli attuali, che non sono riusciti a riaccendere la fiammella dell'interesse dei fan. Una strada che non è stata percorsa. E' di dominio pubblico il ritorno di Tiziano Sclavi, il quale, tuttavia, non ha mai mollato la collana. E' lui il deus-ex-machina del rilancio e delle idee che gli attuali autori si sono presi la briga di attuare. Compare anche nei credits come supervisore e quindi perché si ritiene che Sclavi ritornando come scrittore possa invertire la rotta se è lui che ha deciso di pensionare Bloch? Sclavi ritornerà con una storia inedita dedicata all'alcolismo che sarà pubblicata nel novembre 2016 in coincidenza con la fiera di Lucca e già immaginiamo un albo con tante cover speciali e tanti collezionisti che rimpingueranno le casse editoriali. Non finisce qui, perché come dimostra la foto sopra, Sclavi ha realizzato anche una seconda storia. Che significa questo? Sclavi ritorna in pianta stabile a scrivere le storie di Dylan Dog? Se fosse così si avrebbe la dimostrazione definitiva che il rilancio iniziato nel 2013 è fallito. Un altro curatore non avrebbe migliorato le cose? Ne siamo certi? E se anche Sclavi fallirà quale sarà il destino della collana? Si spegnerà come quella di Mister No dopo un trentennio di pubblicazioni? Non nutriamo molta fiducia nelle capacità di Sclavi di invertire la rotta visto che le idee del rilancio flop sono venute dalla sua mente. E' allora colpa degli autori che non hanno saputo realizzarle? Può essere, ma sta di fatto che anche ai suoi tempi Sclavi veniva contestato, tanto che nel numero 93 sbottò e negli editoriali risposte Nun ce rompete! Molti sono convinti che il meglio di Dylan Dog siano state le prime 50 storie e che la collana avrebbe esaurito i suoi argomenti con il numero 100! Poi si sarebbe trascinata per due decenni perdendo lettori in maniera costante. La crisi del settore iniziata nel 2001 ha accelerato il processo di distruzione progressiva. C'è di buono che con Sclavi come scrittore il livello dei testi migliorerà e se le cose dovessero andare bene tutti inizierebbero a chiedere che Sclavi torni al suo ruolo di curatore editoriale. Ma se le cose dovessero andare male? Sarebbe la fine. Per quanto ci riguarda, siamo molto poco fiduciosi che lui riesca a sistemare le cose. Di certo i fan sarebbero contenti se Sclavi decretasse il ritorno di Bloch sollevandolo dall'incubo della previdenza inglese! Che Rania tornasse a fare il suo lavoro in qualche Paese arabo e che tornassero quelle avventure horror che hanno fatto la storia di questa collana. Ritorna Sclavi e quindi tutti si aspettano che dopo il rilancio fallito, torni anche il vero Dylan Dog. Non l'imitazione. Dimitri Temnov.

Nessun commento:

Posta un commento

Il tuo messaggio sarà sottoposto ad approvazione dei proprietari e/o amministratori, gestori di questo sito. Se conterrà insulti, offese, minacce, intimidazioni, anche velate ed indirette ed altri contenuti offensivi o minacciosi, sarà segnalato all'Autorità Giudiziaria con conseguente presentazione di denuncia/querela.