mercoledì 2 marzo 2016

SCLAVI RITORNA SU DYLAN? MA SE IL RILANCIO E LE IDEE DELLE NUOVE STORIE SONO STATE CONCEPITE DA LUI!!

In questi giorni il mondo dylaniato del fumetto è in gran fermento per il ritorno di Tiziano Sclavi, che secondo quanto riferito dal profilo pubblico dell'attuale curatore, proporrà due storie nuove di Dylan Dog. Non sappiamo se esse siano davvero storie nuove o storie scritte anni fa e corrette per essere proposte oggi. Non che questo faccia molta differenza. Secondo la maggioranza dei fan, Sclavi ha esaurito tutti gli argomenti relativi a Dylan Dog nei primi 50 numeri e con il numero 100 bisognava chiudere in grande stile. Poiché, però, le vendite allora erano alte, l'editore non se la sentì di calare la serranda. Oggi, forse, rivedrebbe quella decisione. Soprattutto alla luce del flop del rilancio iniziato sotto i migliori auspici a metà del 2013. Quello che i fan critici hanno etichettato RRylancio! Un più attento esame della dysastrata situazione dylaniata rivela una realtà che tutti hanno fatto finta di non vedere. Il ritorno di Sclavi può essere considerato vero come ritorno come scrittore in presa diretta, non certo quello di un autore che da anni è stato lontano dalle vicende della serie. Dunque, nessun ritorno. Anzi, il RRylancio è farina del sacco di Sclavi. Dalle dichiarazioni pubbliche degli autori interessati dal progetto, è stato possibile apprendere che tutte le idee delle nuove storie, a cominciare dall'assurdo pensionamento di Bloch, all'introduzione di poliziotti musulmani e a temi socialisti, sono state decise da Sclavi. Gli autori che hanno firmato le storie sono stati esecutori delle sue idee. Una realtà che oggi qualcuno, come detto sopra, fa finta di non vedere. Analizziamo i fatti. Sclavi è stato fino al numero 344 il direttore responsabile della serie. E i credits di ogni storia lo indicano come supervisore. Sclavi, dunque, non si è mai allontanato dalla collana. E tutto quello che è stato dalla metà del 2013 in poi, benché seppellito dalle critiche, è nato dalla sua fantasia. L'unica differenza è che ora, preso atto del disastro del rilancio, si è ben pensato di farlo figurare anche nelle vesti di sceneggiatore. La qualità dei testi aumenterà, ma, temiamo, non quella delle storie che continueranno a sottolineare il carattere insoddisfacente delle attuali. Sclavi, afflitto da gravi problemi di alcolismo e depressione, ha sempre ammesso che per lui la scrittura è fonte di sofferenza. Ma le storie portano anche soldi e pagamenti dei diritti. Il fattore economico influisce al pari degli altri. Dopo circa 3 anni il rilancio di Dylan Dog si è risolto in un fallimento e se nel 2013 era stata avvertita la necessità di salvare la collana, oggi si avverte il medesimo bisogno. E se il problema fosse stato proprio questo? E' stata una buona idea affidare a Sclavi la direzione del rilancio? Qualcuno intravede nel decadimento delle nuove storie una sorta di autodistruzione che avverte chi soffre di problemi di alcolismo e depressione. Come se i germi di questi problemi fossero penetrati nelle idee nuove, affossando ogni velleità di rivalsa. In esse Dylan Dog è apparso apatico, privo di energia. Spento e avviato al tramonto della sua esistenza editoriale. I lettori lo hanno capito quasi subito ed oggi solo i pochi adoratori del RRylancio, che nel settore sono noti come amebe coglionazze, fanno finta di non capirlo. Tanto che, arrivati a questo punto, il rischio per loro di essere passare da amebe coglionazze a Stronzi Galleggianti, è molto vicino.
 

La prima storia annunciata è stata programmata in uscita a novembre 2016 in coincidenza con la fiera di Lucca. Evidente l'intento di reclamizzare al massimo l'evento. Immaginiamo già il tripudio di variant e lo stesso Sclavi che firmerà i volumi. Folle impazzite e grandi clamori. Si pensa così di mettere in secondo piano il fallimento del RRylancio e ricollocare Sclavi al centro del mondo dylaniato. Se non funziona nemmeno questo, per Dylan Dog sarà la fine. Finora la Bonelli ha investito molto nel progetto e la necessità di rientrare dei capitali è evidente. Non dimentichiamoci che Sclavi era contestato anche quando in modo stabile scriveva le storie. Il suo eccessivo peso dato alle idee di sinistra e di chiara avversione verso la Chiesa Cattolica non sono state digerite, anche se le storie apparivano in un certo qual modo toccate da profonda sensibilità. Sclavi ha esaurito la sua verve creativa? Molti sono convinti che già dopo i primi 50 numeri era arrivato al capolinea. Poi ci fu un boom inaspettato nei primi anni novanta, che ha tenuto botta per circa un decennio. Dal 2001 è in atto il crollo verticale, passando dalle circa 600.000 copie del 1994 alle circa 100.000 attuali. E forse anche di meno perché molti addetti ai lavori all'ultima Lucca Comics & Games parlavano di cifre inferiori. Ciò posto, non era meglio affidare il rilancio di Dylan Dog ad autori di primo livello come Boselli, Ruju o Faraci? Sclavi è stato grande ai suoi tempi, ma il flop del rilancio dimostra che forse è il meno adeguato per questo compito. Molti si lamentano che nelle storie di Dylan Dog non si vede più l'horror! Incolpano di questo l'attuale curatore, il quale, tuttavia, avrebbe soltanto eseguito le istruzioni di Sclavi fin dalla riunione riservata che tenne insieme alla Barbato nel 2013 secondo quanto riferito da un articolo pubblicato sul sito di Craven Road il 22 maggio di quell'anno. L'unica differenza l'abbiamo notata nell'accentuazione di riferimenti satanistici ed esoterico-massonici presenti nella serie di John Doe. E subito dopo trasferiti nelle nuove storie insieme alle idee sclaviane. L'horror classico dov'è? Dylan Dog non era una testata horror? Nella riunione segreta citata dal sito di Craven Road con Sclavi, l'attuale curatore e la Barbato, si afferma che per volontà di Sclavi: Tiziano Sclavi quindi, in due fogli scritti a mano, spiega come deve essere scritta una storia di Dylan Dog e come non deve essere scritta. Niente più horror adolescenziale, vampiri giovani e cose simili. Ecco, è questo il punto. Niente più horror per adolescenti, vampiri e cose simili. In altri termini, tutto ciò che ha reso famoso Dylan Dog ai suoi tempi e che ora è stato del tutto cancellato! I lettori hanno dimostrato invece di non apprezzare questo nuovo Dylan Dog che con il vecchio non ha nulla a che fare. Si parla di una storia basata sull'alcolismo, ma a quale giovane può interessare una storia simile se in una testata si aspetta di trovare delle storie horror? E lo stesso dicasi per il sociale. I giovani sono ignoranti. Di politica e ideologia non capiscono un cazzo. E fatte salve le frange di sinistra più estreme perse nella follia del terrorista Guevara, un Dylan Dog comunista, anticristiano e vicino alle esigenze dei gay non interessi più a nessuno. Servono riferimenti a chi ha tutti gli attributi al proprio posto, fisici, morali e politici. Kristoffer Barmen.

4 commenti:

  1. Fantastici...serietá e professionalitá al servizio degli amanti del fumetto...grazie!

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  2. De nada. Quello che ci ha stupito di più è il sensazionalismo intorno ad una non-notizia. Sclavi ritorna, ma, in realtà, non è mai stato lontano da Dylan Dog. Le idee del RRylancio sono sue e se le cose non hanno funzionato, ciò dimostra che si sarebbero sortiti esiti migliori se in Bonelli avessero confidato in altri autori. E' come se oggi alla Marvel per rilanciare l'Uomo Ragno dopo il disastroso ciclo di Slott, si affidassero ancora a Stan Lee.

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