mercoledì 13 aprile 2016

COMICUS: UN UTENTE CITA I DATI DI VENDITA BONELLI DIFFUSI DA BOTTERO! E' IL CAOS! LA CHIOSA DELL'ADMIN

Qualche settimana fa Alessandro Bottero, ex-editor della Play Press nel periodo 1990-1998 e attuale editore con Bottero Edizioni, ha pubblicato sul suo profilo FB un post in cui ha citato alcuni dati di vendita di albi della Sergio Bonelli Editore di Milano. Ce ne siamo occupati in alcuni articoli pubblicati sul nostro sito straordinario e ne sono derivate diverse polemiche. In modo soft ma con ritmo in crescita fino alla deflagrazione generale sul forum di Comicus! Tre sono le cose che ci sono parse significative: il tentativo disperato del curatore di Dylan Dog di convincere tutti quelli che sono intervenuti di non dare ascolto a Bottero; la costante attenzione che, invece, gli utenti manifestavano per l'argomento; l'intervento di Lamberto Lamarina, alias l'admin Rosencrantz, ex-collaboratore di Rw Edizioni, che ha chiuso la discussione con la sua abituale pacatezza d'animo. Ma cominciamo dall'inizio. Un utente, tale Blizzard, che forse ignorava la sacra regola non scritta di quella community di non menzionare mai il nome di Alessandro Bottero o peggio ancora del nostro sito (per la cronaca, Bottero è bannato a vita da Comicus) apre una discussione che avrà fatto sbiancare il gruppo di potere cosmico al comando della community. Imperterrito e impavido scrive:
 
Il mese scorso Alessandro Bottero su facebook ha postato un pò di dati di vendita degli albi Bonelli in edicola. Non ho visto discussioni specifiche al riguardo (e quello che si dice nel topic sulle edicole sfiora solo in parte l'argomento), quindi mi permetto di aprire io un topic al riguardo. Se fosse doppio senza che me ne sia accorto mi scuso in anticipo e potete anche chiuderlo e/o cancellarlo. Pur non trattandosi di dati ufficiali, sembrano abbastanza affidabili e mostrano una situazione che a mio avviso è preoccupante sia per la Bonelli che per il mondo dei fumetti da edicola in generale.
 

Povero d'un Blizzard! Come poteva vedere discussioni su Comicus su Bottero se di Bottero sul forum non si può parlare (o se si può parlare, possibilmente male o con toni offensivi). Cita i dati di cui abbiamo già trattato ampiamente nei nostri articoli in attesa delle risposte degli altri utenti. Tra i dati quelli che fanno più impressione sono quelli relativi ai progetti sui quali è impegnato il Curatore Dylaniato, cioè Dylan Dog, che da quando lo ha preso in carico ha perso all'incirca 25.000 lettori in tre anni e Orfani, forse il flop più clamoroso della storia del fumetto, la serie con cui doveva riempire il San Paolo, quella che avrebbe portato nuovi lettori alla Bonelli, ecc. Oggi Orfani vende 20.000 copie e continua a perdere lettori come tutte le altre serie dell'editore milanese, che forse rimpiangerà i 3 milioni di euro messi in preventivo per le sue prime due stagioni! Dopo l'uscita dell'utente Blizzard ci saremmo aspettati una selva di insulti diretti contro Bottero e lo stesso Blizzard, che sarebbe stato accusato, secondo la logica distorta che guida la mente di alcuni degli utenti di quella community, di essere lo stesso Bottero sotto mentite spoglie o di qualche suo amico. E invece un altro utente, un tale Ratman, domanda se i dati si riferiscono solo all'inedito di Dylan Dog o alle ristampe. E' solo la quiete prima della tempesta, la calma prima del diluvio universale e infatti l'utente Tom Sawyer se ne avvede e scrive:

Scommetto che in un periodo di mezzo coma per il forum, dove si fatica a veder aperte e frequentate discussioni sulle nuove uscite, questo topic (anche per mio contributo) raggiungerà le due o tre pagine prima di domani.

E' da tempo che il forum di Comicus, così come altre community, attraversa una profonda crisi di visibilità e di qualità nelle discussioni. In una community con poca libertà, ove è difficile criticare un certo fumetto se quel fumetto è realizzato da amici o collaboratori del gruppo di potere cosmico che controlla la community stessa, ci si deve annoiare parecchio. Tom Sawyer aggiunge poi in modo ingenuo:

Un giorno qualcuno dovrà spiegarmi l'ossessione ragioniera e contabile degli appassionati di fumetti. Non che poi appassionati di cinema, musica, libri non discutano di dati di vendita, tirature, successo di pubbblico, ma mai in modo ossessivo e permanente come per l'appassionato di fumetti medio.

All'utente ingenuo (o fintamente ingenuo) Tom Sawyer rispondiamo noi: tanta attenzione per i numeri e i dati di vendita ha una ragione ben precisa. Esiste un massiccio gruppo di persone che non vede l'ora che gli editori falliscano. In parte perché diffondono idee politiche invise alla massa nelle loro opere, in parte perché molti autori e addetti ai lavori, causa attacchi proditori sulla rete e sui social, si sono creati una vasta platea di nemici che aspettano seduti sulla riva del fiume. C'è anche una parte non indifferente di lettori che ritiene che la Bonelli sia stata la causa della mancata evoluzione del fumetto in Italia a differenza di quanto avvenuto in Francia e in Giappone e non vede l'ora che la Bonelli chiuda per fare spazio a nuovi editori liberi di veicolare idee nuove senza i vincoli attuali e di vario genere che glielo impediscono. Ci ha colpito l'intervento dell'utente Kolok, il quale rammenta tempi diversi in cui la Bonelli, dalle colonne dei suoi editoriali, si vantava delle sue tirature. Su Dylan Dog n. 45 del giugno 1990 scritto da Chiaverotti e disegnato da Dall'Agnol, ad esempio, dichiarava che la collana aveva raggiunto la tiratura di 200.000 copie! Poco più avanti l'utente Rimatt ricorda come in seguito Dylan Dog arrivò a vendere anche di più. Verso la metà degli anni novanta ci fu il boom con 600.000 copie del solo inedito! Erano i tempi in cui Tex Willer vendeva oltre 400.000 copie, una testata come l'Uomo Ragno della allora Marvel Italia vendeva circa 28.000 copie. Ma c'era anche Spawn & Savage Dragon della Star Comics che vendeva circa 40.000 copie! Altri tempi. Molto diversi da quelli miseri attuali in cui la Bonelli ha iniziato la triste moda americana di vendere tazzone con le immagini dei suoi personaggi. Finora nessun insulto per Bottero! Incredibile. La tregua dura poco e infatti un utente chiamato Mac Coy inizia con le offese al mitico editor, scrivendo:

Bottero? Affidabile? I suoi numeri del lotto varranno qualcosa quando si deciderà a citare fonti sicure. Per il momento è la solita fuffa.

Povero Mac Coy! Non aveva argomenti. Avrebbe fatto meglio a tacere. Avrebbe evitato una gran figuraccia. Quando non si hanno argomenti iniziano gli insulti e Mac Coy ci è cascato in pieno. Gli altri non gli danno ascolto e lo ignorano. Il suo tentativo di far tracimare la discussione nella caciara fallisce miseramente come le sue velleità comunicative. Kolok si meraviglia del successone del Tex d'Autore disegnato da Serpieri, che secondo Bottero ha venduto 60.000 copie! Che pena gli utenti di Comicus. Sono così ignoranti, forse perché molti di loro sono giovani e incolti, che non sanno che Tex Willer è, nonostante la perdita di lettori, uno dei capisaldi del fumetto italiano. Mentre altri come Dylan Dog o Zagor sono falliti, il Tex Willer è duro come una roccia. Un momento, però! Dov'è il curatore di Dylan Dog, storico avversario di Bottero? Come mai non è ancora intervenuto per dichiarare, come autorevoli precedenti, che il Bot-Man diffonde dati fasulli? La pazienza è stata ripagata. Interviene il curatore di Dylan Dog e con la sua consueta verve scrive lapalissiano:

Questi topic sono puntuali come le tasse. Bottero ne sa di dati di vendita quanto Papa Francesco ne sa di porno.

Povero Papa Francesco usato per un esempio così truce! Il porno è una della passioni del curatore dylaniato. Ha anche aperto un sito sul portale Tumblr, ove si possono ammirare alcuni suoi disegni pornografici. Ecco il link. Non siamo proprio ai livelli dei maestri del genere, ma comunque, mettere nella stessa frase le parole porno e Papa Francesco è un pochino troppo anche per Dylan Dog. Benché forte, il suo scopo aveva un fine preciso. Visto che il Papa non conosce di porno, Bottero non sa di dati di vendita. Ma Bottero ha più volte precisato che le sue fonti sono costituite da persone vicine o interne alla Sergio Bonelli, quindi... c'è poco da discutere! Se prestiamo attenzione, notiamo che il curatore non ha detto che Bottero spara cazzate o diffonde dati falsi. Ha detto invece che egli non può conoscere i dati, ma siccome li ha forniti e ha spiegato la sua fonte, non ci sono dubbi che quelli di Alessandro Bottero sono dei dati veri come quelli forniti in passato. I dati di vendita della Bonelli sono il classico segreto di pulcinella. Alle fiere tutti gli addetti ne parlano come di un argomento solito. Ecco che a dare man forte al curatore dylaniato arriva in suo soccorso l'utente Dedalus, il quale scrive:

Più che altro, è assurdo parlare di dati di vendita senza parlare dei guadagni generati da quelle vendite. Sul blog bottero risponde indignato che lui parla solo di copie vendute, non di fatturato, il che è un po' come discutere di quante siano le sale in cui un film è in visione senza parlare dei guadagni; in questo campo, l'ignoranza sul web è assoluta, gente convinta che la Bonelli sta per fallire, quando i bilanci mostrano guadagni notevoli per l'Italia - anche qui, per dire, quanti di voi sanno che la "Sergio Bonelli SpA" è solo una delle aziende del gruppo Bonelli, e quindi solo una di più fonti di guadagno? io non so quante siano le società in questione, ma stefanelli anni fa parlava di "una piccola galassia".

Ma quale blog? Il povero Dedalus impegolatosi nel delirio di attaccare Bottero a tutti i costi scambia il suo profilo Facebook per un blog! Parla di bilanci notevoli! Eppure il bilancio del 2012 si è chiuso con 34 milioni di euro di fatturato e quello del 2014 si è chiuso con 30 milioni di euro. 4 milioni in meno. Ecco il link con la fonte di queste notizie di bilancio: qui. Ma a parte questo, interviene Spidey007 e scrive a favore del post di Alessandro Bottero:

Sono d'accordo; personalmente considero i dati affidabili, circolano in Rete ed alle mostre già da un pò, quindi penso si riferiscano al "saldo" 2015, Bottero fu sommerso di insulti quando annunciò i dati di vendita del primo numero di Orfani, poi si scoprii che il dato era corretto ma a parte questo, fino a qualche anno fa non interessavano a nessuno oggi è diverso, i numeri sono importanti non solo per chi vende ma anche per chi compra, è un tipo di curiosità che non aveva senso avere perchè nessuno pensava che una serie potesse chiudere, oggi invece succede in continuazione e sapere qualcosa sullo stato di salute di quello che si compra aiuta a fare valutazioni adeguate.

Poteva mancare all'appello l'utente Jenny che in ogni occasione che interviene sul forum, parlando di noi sfoggia cattiveria infinita e malafede? Non sappiamo se si tratti di una donna o di un maschio con un nick femminile. Né se sia omosessuale o altro. Ma se Jenny Sparks è gay perché non coglie l'occasione per fare outing? Invece sfoga la sua frustrazione contro il nostro sito e scrive:

Senza dubbio si riferisce a ciò che millanta Comix Archive...

Povero/a Jenny! In tutti i nostri articoli sono contenuti i link delle fonti delle notizie. Non pubblichiamo dati o notizie riservate. Ma nel suo odio viscerale contro il nostro sito, non esita ad attribuirci accuse gravissime che tradiscono soltanto la sua insicurezza. Poi scrive ancora Blizzard, che spiega il suo intervento:

Ho aperto questa discussione perchè da vorace lettore Bonelli leggendo quei dati mi sono un pò preoccupato e volevo parlarne con voi. Null'altro. Nessun desiderio di sparare a zero sulla Bonelli (poi dopo come riempio le ore che dedico a quegli albi?), nessun attacco a qualcuno, niente di diverso da quanto ho scritto. Intervenire su fb non mi pareva il caso perchè lì la discussione verteva su altro, e quindi ho pensato di parlare qui di quello che interessava... e cioè la preoccupazione per determinati dati. Che poi siano veri o meno non lo so. Come ho scritto mi sembrano verosimili. Perchè? Semplice... parto dalla base di due presupposti: 1) E' innegabile che i lettori siano in calo (con le dovute eccezioni) ma sicuramente si vende meno di qualche tempo fa (sia per la crisi che per questioni culturali - il tempo usato in altra maniera, internet che prima non c'era etc etc); 2) Guardando questi dati. e confrontandoli con quelli riportati in linea di massima sembrerebbero compatibili col trend ipotizzabile. Mi spiego meglio: prendendo per buoni quei valori, se una serie come NN nel 2012 vendeva 41.000 copie, nel 2013 erano 37.000, nel 2014 34.000, non sembra impossibile che proseguendo nel trend abbia venduto nel 2015 30-31.000 copie e a inizio 2016 circa 28.000. Stesso discorso per Dampyr: perdendo 2-3mila lettori all'anno siam lì. Anche per Tex siamo lì sulle 10mila fuoriuscite all'anno. E così per quasi tutte le altre testate per cui sono stati forniti dei valori. Solo per Dylan non si può fare un raffronto perchè è l'unico che da sempre oscilla in maniera per cui l'interpolazione si va a far benedire. Ma la cosa non ha importanza perchè ci tengo a sottolineare di nuovo che il mio non è un attacco a nessuno. Il mio è un discorso generale sulla situazione. Terminando quindi la risposta al tuo quesito, devo in parte contraddirti perchè io mi pongo il problema dei dati di vendita anche per quanto riguarda cinema, musica, libri e quant'altro. Forse non sarò l'utente medio, ma tant'è.. Quando guardo una serie tv mi premuro di verificare lo share per capire se ci sia il rischio che chiuda o meno, controllo se un attore X o Y ha prolungato il contratto per capire se resterà nel cast o meno. E penso di non essere l'unico se sui siti specializzati compare di tanto in tanto il topic in cui si fa il resoconto delle serie che verranno rinnovate e di quelle che sono in bilico o stanno per chiudere. Per i film stesso discorso. Anzi le classifiche dei più visti sono fatte proprio in base agli incassi. Musica idem: i dischi d'oro, di platino etc si assegnano in base alle vendite. Ed io, datemi pure del folle, me le vado a guardare. Magari sarà morboso, ma io lo interpreto come un modo per stare più vicini a cose che in determinate occasioni sembrano davvero lontane anni luce. Ti dirò di più... io mi preoccupo anche delle vendite del commerciante sotto casa da cui mi servo perchè se chiude ne devo trovare un altro di cui fidarmi e con cui ricreare il "rapporto di fiducia" e cerco di capire lo stato di salute del centro commerciale o del negozio di elettronica dove mi reco. Quindi parlare di vendite di fumetti mi sembra legittimo, almeno imho. Per come l'ho intesa io (e magari non ci ho capito nulla) Bottero si è soffermato sulla politica prezzi della Bonelli e la vendita di Ut a 4 euro. Comix archive ha ripreso i dati di quest'ultimo.
 
Jenny Sparks non si da per vinto/a e continua ad attaccarci con accuse gravissime. Scrive:

Non mi riferivo a Bottero, ma a spidey007: quando dice che questi dati circolano in rete ed alle mostre già da un po' non può che riferirsi alle millanterie di Comix Archive (che non sa un piffero). Infatti ricalca paro paro le parole del blogger (uno).

E noi ribadiamo, ma tutti possono verificarlo, che nei nostri articoli sono indicati i link con le fonti. Jenny questo lo sa benissimo, ma continua ad offendere il nostro portale. Invidia, frustrazione? Impotenza davanti a dati di fatto che lui/lei non può contrastare? Rispunta il curatore di Dylan Dog che scrive:

Io ve lo ripeto: state facendo riflessioni su cifre largamente sparate a caso.

Anche in questo caso, come il precedente intervento, non afferma che i dati diffusi da A. Bottero sono falsi, ma solo che essi sono sparati a caso. Che è concetto ben diverso dalla falsità. Forse perché lui sa che quei dati sono veri e non li può contestare. L'utente Slum King gli risponde e fa osservare che:

RRobe però il Bot è una vita che va a ficcanasare a destra e a manca e non spara numeri a caso. Anche quando parlò di Saguaro tutti a prenderlo per il culo, poi invece aveva ragione lui. Che poi la gente utilizzi quei dati per farsi i film o screditare le aziende e le persone è una cosa. Utilizzarli per analizzare l'andazzo del mercato e speculare su come bisogna trasformarlo per salvarlo è un'altra.

Già! Il caso-Saguaro. Bottero affermò che avrebbe chiuso tra il numero 30 e il numero 35. La serie chiuse con il numero 35 ad aprile del 2015. Ma che la collana avrebbe chiuso si sapeva già dal 2013, quando venne diffusa la notizia che la realizzazione delle storie si era interrotta! Bottero venne attaccato e insultato dalla solita cricca, ma tutti si zittirono quando la serie venne chiusa qualche mese dopo.

Il curatore di Dylan Dog continua ad attaccare Bottero, che non si può difendere in quanto bannato da Comicus e scrive:

A me questo mito che il Bot avesse ragione su Saguaro fa sempre ridere. Disse che avrebbe chiuso. Anni dopo, Saguaro chiuse.

Non si tratta di un mito. Bottero ha precisato che le sue fonti sono nella Bonelli e quindi non può citare dati sbagliati. Non è vero, come sostiene il curatore, che egli si limitò a dire che Saguaro avrebbe chiuso. Disse invece che avrebbe chiuso tra il numero 30 e il numero 35. Ed infatti chiuse con il numero 35. E dopo che i successivi interventi citano un altro sito che ha pubblicato alcuni articoli dal tono sbeffeggiatorio contro il nostro sito, ricalcandone, in chiave satirica, i temi, arriva la chiusura di Lamberto Lamarina, alias l'admin Rosencrantz, che scrive:

Dato che il topic si basa su dati di fantasia di un noto cazzaro dalle personalità multiple e redazioni scandinave, chiudiamo qui la discussione basata sul nulla.

A Rosencrantz, alias Lamberto Lamarina, ex-collaboratore di Rw Edizioni (scriviamo ex-collaboratore perché da qualche mese il suo nome non compare più nei credits degli albi di Batman e Superman insieme a quelle di un altro suo collega forumista di Comicus, Massimo Rubbino alias Uomo che Ride), precisiamo che la discussione è stata originata da dati di vendita riportati dai Alessandro Bottero sul suo profilo Facebook e che l'utente Blizzard ha citato nel suo post iniziale sul forum di Comicus. Il nostro sito straordinario, Comix Archive, ha dedicato all'argomento alcuni articoli, i cui link non sono mai stati riportati sul forum comicussino! Perciò, il cazzaro, semmai, dovrebbe essere riferito a Bottero. Quello che ci sorprende è l'uso del termine offensivo cazzaro a cui l'admin ha aggiunto l'espressione dalle personalità multiple. Epiteti offensivi che lasciano il tempo che trovano visto che Rosencrantz, evidentemente a corti di argomenti come suo solito, ha ben pensato di insultarci e chiudere la discussione attribuendo a noi la paternità di dati in realtà diffusi da Bottero, che è bannato dal suo forum a vita. In questo link sono riportate le regole di comportamento del forum di Comicus, che evidentemente non valgono per gli admin. E' scritto: è vietato offendere o chiamare in causa in qualunque modo persone assenti, che non possiedono dunque la possibilità di difendersi e controbattere. Rosencrantz ha violato questa regola fondamentale, ma forse per lui le regole non esistono. Egli, come esempio di garanzie, è al di sopra visto che ha profferito insulti assai gravi, mettendo in dubbio le capacità di una persona assente. Poi si è scagliato contro le nostre sezioni scandinave! E qui ci sovviene un altro appunto da fare. Qualche mese fa, con nostro immenso stupore, alcuni nostri amici norvegesi e finlandesi (Facebook è uno strumento meraviglioso sotto certi aspetti) ci hanno segnalato la presenza in Finlandia di Rw come editore di Superman e soci! Grandissima fu la nostra sorpresa. Da Arzano in provincia di Napoli ad Helsinki pensammo?! Se non ci credete ecco il link della pagina FB della Rw finlandese! Grandi appassionati della DC, i nostri amici finlandesi hanno cercato notizie e di reperire gli albi. Non sono stati fortunati. Gli albi DC targati Rw Finlandia non si trovano da nessuna parte. Per ora c'è solo una pagina FB aperta da chissà chi con 315 amici! A Lamarina-Rosencrantz chiediamo, quindi, di fornirci maggiori elementi per reperire questi albi onde consentire ai nostri amici finlandesi di leggere Superman e soci. Per il resto, ci uniamo al dispiacere di molti (e saranno tanti, immaginiamo) che non vedono più il suo nome come collaboratore di Rw nei credits degli albi. La discussione finisce qui. La chiusura dell'admin non ha permesso ad altri utenti di esprimere la loro opinione sui dati di vendita della Bonelli. Secondo lui, si trattava di una discussione basata sul nulla. Quel nulla che è molto vicino alla serietà delle regole del forum, come quella che vieta di insultare o chiamare in causa persone assenti e che non possiedono la possibilità di difendersi o controbattere. Un fatto democratico. Kristoffer Barmen.

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