sabato 2 aprile 2016

DYLAN DOG: I NUMERI DEL FLOP! DALLE 112.000 COPIE DEL 2013 ALLE ATTUALI 95.000! I LOVERS SOTTO SHOCK!!!

I nostri articoli sui dati di vendita recenti di Tex Willer e Dylan Dog riportati da Alessandro Bottero in un post sul suo profilo Facebook hanno scosso il mondo del fumetto e minato le certezze di una buona parte dei lettori italiani che non immaginavano che la situazione della Bonelli fosse così difficile. L'ex-editor della Play ha citato i dati di altre serie Bonelli, tra cui quelli di Dampyr, che gira sulle 21.000 copie (due anni fa vendeva 27.000 copie), Dragonero che vende 23.000 copie (due anni fa era a 28.000 copie) e Orfani, che dalle 29.000 copie del 2014 è passato alle attuali 20.000. I cali vistosi di Dylan e Tex destano preoccupazione. Dylan nel 2014 vendeva 112.000 copie. Oggi vende 95.000 copie. Tex Willer nel 2014 vendeva 190.000 copie. Oggi circa 170.000 copie. Bottero cita anche i dati di alcuni numeri di Dylan Dog che permettono di capire l'enormità del fallimento del rilancio. Il numero 336, ultimo della prima fase del rilancio, ha venduto 118.000 copie. Il numero 337, primo della seconda fase, ha venduto 132.000 copie. Il numero 338 ha venduto 125.000 copie per scendere fino alle attuali 95.000 copie del gennaio 2016. C'è stato, quindi, un aumento tra il numero 336 e il numero 337 di 14.000 copie, ma già con il numero successivo sono stati persi 12.000 lettori ed oggi rispetto alla media vendite di Gualdoni, Dylan Dog ha perso 25.000 lettori per strada! Forse il calo più vistoso è stato quello successivo al numero 350, in coincidenza del quale molti lettori stufi delle promesse non mantenute avranno deciso di mollare con il famosissimo numero a colori di Ambrosini.


Questi numeri fanno il paio con le voci che vogliono la nomina di un nuovo curatore verso la fine dell'anno. L'annuncio potrebbe essere dato a Lucca Comics. Il problema della Bonelli però è un altro. Si sussurra che il successore dell'attuale curatore potrebbe essere uno dei suoi assistenti. Se, come sembra, lo sponsor dell'attuale curatore sia stato Sclavi, si può affermare che sia sua la responsabilità di uno dei flop più clamorosi della storia. In un articolo (link) su Craven Road 7 si dice che Sclavi fosse furente per il calo di lettori e le critiche durante la gestione Gualdoni. Come può oggi essere contento se le vendite hanno seguitato a calare? In autunno Sclavi tornerà con una storia inedita e forse in quella occasione sarà lui ad annunciare il nuovo curatore. In ogni caso, sarà ben difficile riprendere i lettori perduti. Dopo le grandi promesse fatte nel 2013 e le delusioni che ne sono conseguite, nessuno più crederà a ritorni di grandezza che esistono più nel piano della fantasia che nella realtà. Per la Bonelli il danno è stato enorme. Il vistoso calo nelle vendite di tutte le sue collane la riprecipita in una crisi come quella che visse negli anni 80. Allora fu Dylan Dog che la salvò dal crac. Oggi non si notano all'orizzonte premesse per risorgimenti in grande stile. A pesare sul flop del rilancio, oltre alle storie prive di qualità, anche i continui contrasti sulla rete e non del curatore, che hanno spaccato in due il fronte dylaniato, tra adoratori (pochi, per la verità) e contestatori (la grande maggioranza) per inimicarsi buona parte del mondo del fumetto bonelliano e non.

Non solo Dylan Dog, il flop ha interessato un'altra testata sulla quale la Bonelli aveva scommesso molto: Orfani. Anche qui idea del nuovo curatore, che in una intervista rivelò che per le sole prime due stagioni erano stati messi in preventivo circa 3 milioni di euro! E in un'altra intervista concessa al Fatto Quotidiano affermò che con le vendite di Orfani avrebbe voluto riempire lo stadio San Paolo di Napoli! La realtà ha avuto uno sviluppo molto diverso. Calato il sipario sui protagonismi e le parole forti pronunciate nelle interviste, Orfani n. 1 vendette 49.000 copie. A rivelarlo fu il Bottero dalle colonne del sito di Fumetto d'Autore. Il curatore contestò, ma dopo un paio di mesi fu lui stesso a confermare quel dato sulle colonne di Fumettologica! Poi ci fu il crollo. A giugno 2014 le vendite erano scese a 29.000 copie e oggi siamo sulle 20.000 copie come riportato da Bottero, che come fonte cita soggetti vicini alla casa editrice milanese, ma di cui non svela l'identità per ragioni di tutela. Anche il Maxi Old Boy va male. Secondo i dati riportati da Bottero, la collana gira sulle 39.000 copie. Se la situazione non fosse così grave non avrebbero richiamato Sclavi per fargli scrivere storie (si dice inedite) dell'Indagatore. Le idee sulle quali il rilancio è stato attuato sono di Sclavi, quindi la responsabilità del disastro è sua e di coloro che le hanno attuate. Il nuovo direttore generale Simone Airoldi avrà dunque molti problemi da risolvere e quello delle vendite assume valenza prioritaria. Airoldi proviene da Panini, con la quale la Bonelli collabora (per loro stessa ammissione).

Preso atto dunque del fallimento del rilancio, bisogna porre rimedio e decidere chi dovrà essere il nuovo curatore. Visti i problemi di questa gestione, si pensa a qualcuno che non sia molto esposto sui social per evitare nuovi contrasti con i lettori, cioè con potenziali clienti! Assumere pose provocatorie non aiuta la comunicazione ed è deleterio per gli affari. Serve più serietà, equilibrio. Nel 2013 si pensava che sarebbe stata LA Paola Barbato a dirigere il mondo dylaniato. Le sue storie non fanno gridare di gioia molti lettori, ma la sua esperienza e proverbiale compostezza in questo momento potrebbero far pendere per lei l'ago della bilancia. I lettori si augurano comunque che il nuovo curatore non sia scelto nella cerchia di rilevanza dell'attuale responsabile. Ne deriverebbe una linea di continuità non solo non gradita ma foriera di ulteriori disgrazie. Dylan ha bisogno di equilibrio, di buone avventure e di scrittori validi. Finora non si sono visti questi elementi e le opinioni concordato sul fatto che l'attuale gestione abbia fatto peggio di quella Gualdoni. La scelta è tra uno dei veterani come Abrosini, Ruju, Marzano, ecc. o puntare su una giovane come la Barbato, che, si dice, rientra tra i favori di Sclavi. A risolvere il problema sarà Airoldi, il nuovo deus-ex-machina della Bonelli, che sembra non gradire molto le posizioni provocatorie che certi autori assumono su Facebook, né pare impazzire per quei disegnatori che denotano un ritmo di lavoro lento. Riuscirà a salvare la Bonelli? All'orizzonte non si vede un nuovo Dylan e a tenere la baracca è rimasto solo Tex. Al Plano.

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