lunedì 28 marzo 2016

DYLAN DOG N. 355: GLI UTENTI DEI FORUM DI CRAVEN ROAD E COMICUS STRONCANO LA STORIA DELLA BARBATO!

In attesa che venga nominato il nuovo curatore editoriale della collana, i lettori di Dylan Dog continuano a manifestare il loro malcontento nei confronti di un progetto di rilancio che ormai pare avviato al declino definitivo. L'Indagatore dell'Incubo è messo peggio rispetto al 2013 quando vendeva 120.000 copie. Oggi ne vende 95.000 e continua a calare, checché ne dicano alcuni autori, i quali, se da un lato affermano di guadagnare nuovi lettori, dall'altro non dicono quanti ne perdono. A sollevare il velo del mistero è stato Alessandro Bottero in un post pubblicato qualche giorno fa sul suo profilo FB. Un post che entrerà nella storia, mettendo tutti davanti al fatto compiuto. Il rilancio è andato male. Ha snaturato il personaggio e la responsabilità è dello stesso Tiziano Sclavi, il quale, come riferisce il sito Craven Road 7 in questo pezzo, nonché degli autori che hanno attuato in pratica le sue idee. E quelli che ci avevano creduto per davvero? Quelli che in buona fede avevano pensato che Dylan sarebbe tornato ai fasti di una volta, della sua epoca d'oro, quella sclaviana? Poveri disastrati, che in tutto questo tempo hanno continuano a comprare la collana con la speranza che prima o poi sarebbe arrivato quello buono, quello della svolta, salvo ritrovarsi con un pugno di mosche morte in mano. Dopo il 350 molti hanno mollato la collana ed oggi, fatta eccezione per gli adoratori del rilancio, che in gergo vengono chiamati asslickers, non interessati lecchini pronti a tutto pur di avere un like di uno dei loro sinistrati idolini, sono rimasti soli, in trincea, a sostenere il peso di una offensiva che non può più essere contenuta. Qualcuno li definisce, con sottile metafora di sclaviana memoria, amebe coglionazze, oggi più coglionazzi che amebe, visto che Dylan Dog di horror non ha più un cazzo secondo il parere diffuso nel mondo dell'Indagatore. Riporta il webmostro del sito di Craven Road nel pezzo sopra linkato: Infuriato dalle numerose proteste dei lettori e di alcuni autori sull’andamento qualitativo di Dylan Dog, Tiziano Sclavi ha indetto una riunione con tutti gli autori per discuterne seriamente. Alla riunione però alla fine vengono invitati soltanto Paola Barbato e Roberto Recchioni. Tiziano Sclavi quindi, in due fogli scritti a mano, spiega come deve essere scritta una storia di Dylan e come non deve essere scritta. Niente più horror adolescenziale, vampiri giovani e cose simili. Tutto chiaro? Niente più horror adolescenziale, vampiri giovani e cose simili! Quindi, le storie che tanto affascinavano i giovani allora erano cose per adolescenti? Davvero Sclavi era infuriato? E se si, la sua ira era diretta verso il Giovanni Gualdoni, curatore dal 2010 al 2013? Anche il numero 355 da poco uscito in edicola ha raccolto pareri molto negativi come gli albi precedenti. Scrive l'utente del forum Craven Road7 Etilpropano:


Io non ho parole per salvare qualcosa di questo albo osceno, se non che come al solito è disegnato ottimamente. Ma non è sufficiente infiocchetarla bene per mascherare che questa è la storia più brutta della Barbato, senza se e senza ma. È pure sconclusionata, perditempo, arriva alle 55 pagine come un macigno e ci arriva talmente bloccata che ha bisogno di un classico colpo di fortuna per riuscire a proseguire. L'incertezza sulla location aiuta soltanto a rendere più confusionario l'andamento della storia, che parte da una buona idea e poi si arrovella fino ad un deludente finale, dopo che per cento pagine Paola era riuscita ad illuderti di avere qualcosa da dire. Mamma che pazienza con sta testata. Siamo sempre di più ai livelli di fan fiction.

Seguono alcuni commenti che ironizzano sulla copertina che si illumina al buio e sui motivi che hanno spinto la casa editrice a puntare su mezzi così espliciti per attirare l'attenzione dei lettori. Compiendo una vera e propria capriola diplomatica l'utente Rimatt da un lato loda la Barbato e dall'altro la demolisce:

L'uomo dei tuoi sogni è un buon numero, con una vicenda ben strutturata e un antagonista degno di nota; eppure, nonostante i buoni disegni di Marinello, manca proprio quella capacità di creare angoscia che fino a poco fa la Barbato possedeva in abbondanza, e che anzi salvava anche le sue storie meno riuscite. Ora, al contrario, c'è più mestiere e c'è molta professionalità, ma l'effetto finale è l'opposto, ovvero quello di "raffreddare" anche storie incendiarie.

Siamo certi che Rimatt si consolerà con la lettura di Daryl Dark, il nuovo investigatore del soprannaturale della Cagliostro E-Press, che tornerà con il secondo volume contenente storie inedite alla prossima fiera di Lucca. I fan sperano di leggere una nuova avventura del nemico storico di Daryl, quel Robert R. Reelich, scrittore finito nei tentacoli di una associazione di occultisti che lo ha utilizzato per veicolare nelle sue opere precise simbologie.

L'utente Dipintendo ironizza ancora sulla copertina e se ne esce con una battuta da premio oscar:

Quando ho letto Dylan Top mi sono chiesto a quale target di fan puntasse Bonelli con DD. Ora che è uscito con la cover fluo, me lo chiedo di nuovo; quando uscirà il numero con lo yo-yo, allora avrò la conferma che DD non punta ad una fascia di lettori, ma direttamente ai lettori in fasce.

L'utente Belfagor non è meno severo nei confronti della Barbato rispetto ai suoi colleghi:

come Bonellide, sarebbe ottimo. Come albo di DD per me è una storia appena mediocre, non mi ha detto nulla e il personaggio femminile è caratterizzato in modo davvero troppo scarso per avere una qualche rilevanza. Ma giusto per capirsi (non è una polemica), quando votate ottimo intendete mettere questo albo al pari di storie come non so, Memorie dall'invisibile? storie nelle quali 96 pagine contenevano un intero mondo pieno di sfaccettature? a me sembra che non ci siano più buone idee a supportare le ultime uscite della testata, solo puro spirito commerciale (altrimenti non si spiegherebbe l'abbondanza di copertine variant, ospiti illustri, numeri speciali, rivisitazioni delle vecchie storie in allegato con la gazzetta dello sport, sbrilluccicamento al buio e mille altri specchietti per le allodole che il buon Recchioni continua giustamente a proporre, probabilmente con successo). Non voglio risultare polemica, è che semplicemente mi sorprendono i 12 ottimo che ha ricevuto questo (a parer mio) insipido albo. Noi aggiungiamo: Belfagor, prova il primo volume di Daryl Dark della Cagliostro E-Press e ritroverai il vero horror, quella essenza che nelle storie di Dylan Dog non trovi più.

Wolkoff punta le sue critiche ancora sulla copertina, che non è proprio piaciuta e scrive:

Io per adesso ho soltanto letto il redazionale, e vedermi affibbiata una copertina magistralmente disegnata da Stano, quando Angelino non ci ha messo più di un quarto d'ora, telefonata alla suocera compresa, mi ha fatto pensare a questo.

Goblin aggiunge:

L'idea era anche buona, ma realizzata molto male, Storia confusionaria, idee strampalate, il bagno col sogno in coppia, tirato fuori così. E come spesso succede nelle storie della barbato capovolte nette nei comportamenti dei personaggi ad esempio Dylan nel finale che si offende, vabbe' dovevano troncare, ma allora perche' dylan ricorda e lei no? Non era piu' semplice non ricordavano entrambi, e non c'era neanche da giustificare l'offesa di dylan, boh. Poi certi dialoghi, mah. Si salvano i disegni, anzi ottimi disegni di atmosfera e dettagliati e le scene horror che si alternavano alla trama.

Gli Ut(ot)tentotti del forum poi proseguono la diatriba tra di loro, parlando dei contenuti della storia e noi spostiamo l'attenzione al forum fumettistico di sinistra italiano per eccellenza, Comicus, i cui utenti non sono da meno come competenza di quelli di Craven Road7. A differenza di quest'ultimo, però, Dylan Dog viene guardato con maggiore distacco e tono critico superiore. Che il rilancio sia stato un mega flop è subito presente nella visione degli Ut(ot)tentotti comicussini, Escludiamo i primi commenti che non ci sono sembrati attendibili. Di solito, quelli che commentano per primi non hanno letto nemmeno l'albo, salvo sfogliarlo in edicola e nel caso del numero 355 la curiosità consisteva nello stabilire se l'albo si illuminava al buio. Good old Jack scrive:

Sono un pò deluso. Non dalla storia. Dalla copertina glow in the dark. Fin da quando l'ho vista nelle anteprime, ho notato che l'ombra sul viso di DYD aveva la forma di un teschio e ho detto: "Figo, il teschio su DYD ci sta". Invece ad illuminarsi c'è solo un effetto scarsetto e la chiave al centro. Teniamo per buono che è la prima in casa Bonelli e quindi è già un evento, ma si poteva fare uno sforzo in più tant'è che le premesse "ombrose" c'erano tutte.

Elwood, la cui competenza in ambito fumettistico è noto in tutto l'orbe terracqueo, scrive:

Disegni splendidi, la storia boh, l'ho trovata priva di mordente, sembra scritta col pilota automatico. A me generalmente la Barbato piace, ma questo mi è sembrato un compitino senza infamia e senza lode.
 
Gli risponde l'utente Jenny, che non è chiaro se sia un uomo o una donna o altro. In questi mesi si è fatto/a sentire per giudizi lapidari contro Daryl Dark della Cagliostro E-Press, che scrive:
 
Considerato il pallore del volto del protagonista, pensavo si sarebbe illuminato. Secondo me c'è stato un errore in fase di produzione che spiegherebbe perché è parzialmente ruvido pure il viso. Non immaginavamo avesse competenze nel settore della illuminazione delle cover degli albi della Bonelli. La nostra speranza è che riveda il suo giudizio contro Daryl Dark o che in alternativa faccia outing. Il sospetto che lavori per un grosso editore c'è.
 
E come non citare Ankhpaten? Il più duro dei contestatori daryldarkiani, che se ne esce con una battuta da medaglia d'oro olimpica. Scrive:
 
Solo per dire che la mia gatta ha visto brillare qualcosa nel buio. Gli ho detto che era solo la copertina di un fumetto in decadenza. Ora da buon felino curioso vuole sapere quando uscirà quella che sanguina, quella che ti minaccia o quella che va in putrefazione.
 
Cap.Crumb è uno degli ut(ot)tentotti del forum più antichi. Iscritto come leggendario numero 13 scrive:
 
Cmq letto, senza infamia e senza lode, dei pochi numeri letti del nuovo corso ho capito che oramai i bonellidi "classici" sanno regalarmi poco o nulla, poi se si tratta di storie horror...diciamo che sono fin troppo "rodato" io, ecco.
 
Wolvie66 è più deciso e scrive:
 
Una delle poche volte che la Barbato mi ha deluso. Ormai Dylan Dog è precipitato in un baratro di qualità decisamente scarsa. Per questo motivo ho deciso di abbandonare Dylan Dog, che seguivo da più di vent'anni.
 
Ric77, che pare essere stato scelto come consigliere alla sicurezza nazionale Usa, in preda a visioni oniriche scrive:
 
Appena finito. Piaciuto. Manca quasi del tutto l'ironia ma c'è l'orrore, c'è la tensione e c'è pure una puntina di splatter. Molto belli i disegni. In paio di vignette - tipo quella in alto a dx di pagina nove - mi hanno ricordato Araki. Il finale invece mi ha riportato alla mente One More Day, anche se questa volta non mi sono incacchiato. Anche in questo caso, siamo certi che Ric77 si delizierà con il secondo volume di Daryl Dark, in uscita tra pochi mesi. Werner von Hauser.

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