venerdì 1 aprile 2016

PANINI: MERLONI ESCE DAL GRUPPO! IL NUOVO PADRONE E' LA CORDUSIO FIDUCIARIA DEL GRUPPO UNICREDIT!

Una volta, quando l'editoria a fumetti aveva ancora un volto umano e il condizionamento dei gruppi occulti di pressione non era elevato come oggi, l'aumento dei prezzi delle collane veniva preceduto da annunci in cui gli editori quasi scusavano. Allora esisteva il vecchio conio e un aumento di 200 lire finiva per essere oggetto di polemica per mesi. Un albo Marvel pubblicato dalla Star Comics di Perugia costava 2700 lire e anche se marcava dei forti contenuti di sinistra grazie al team di Marco Marcello Lupoi, il salto alle 2900 lire non fu indolore. Aumenta il costo della carta, le vendite calano, aumentano i costi, ecc. Non c'era un solo elemento al quale non ricorrevano per far capire ai lettori che se non avessero aumentato il prezzo di quelle 200 lire sarebbero miseramente falliti. Gli editori avrebbero chiuso e loro sarebbero ritornati agli studi universitari. Erano tempi che se una collana andava male doveva essere chiusa, altrimenti si rischiava di trascinare tutte le altre, spalmando le perdite sulle collane sane, danneggiandole irrimediabilmente. Oggi gli editori hanno cambiato la loro politica. Quando aumentano il prezzo delle collane, non avvisano più! Il malcapitato lettore si accorge del misfatto quando è troppo tardi. Ma come, non costava 2,90 euro? L'edicolante fa spallucce e si limita a sorridere. Che vuoi che ti dica? Oggi non si capisce più niente. Aumenta tutto. Lo scorso anno la Panini annunciò che, nel quadro di una più ampia ristrutturazione del suo parco testate, molte serie sarebbero passate da 80 a 48 pagine con diminuzione di prezzo, che dalle 3,50 euro passava alle 2,90 euro. Sessanta centesimi risparmiati ma 32 pagine in meno! Nella sostanza era un aumento mascherato. Si pagava di meno per leggere molto di meno! Qualcuno trasse un respiro di sollievo. Delle tre storie interessavano solo due e molti furono lieti di smettere di pagare per qualcosa che non amavano. C'è anche da dire che quell'aumento era la conseguenza della grave situazione in cui la Panini versa attualmente. Il 2015 si è chiuso con un debito spaventoso con le banche di 109,4 milioni di euro! Ecco il link! Come mai tanti debiti? La Panini è tutt'altro che una società sana dal punto di vista finanziario. Merloni se la comprò nel 1999 con una operazione che all'epoca in Italia era vietata: il leverage buyout. Reso legale solo nel 2003, permetteva di comprare una società e di intestare alla medesima il debito che era stato contratto per acquistarla! Dopo 17 anni in cui i debiti anziché scendere sono saliti esponenzialmente, Merloni ha capito così che deve vendere. E ha trovato anche il modo per guadagnare sui debiti. Dalla fusione di Waterfall Investments e Artemis Connection, della sub-holding Id4 Investimenti e della società operativa Panini è nata la nuova società capogruppo, Dolly s.r.l. oggi controllata da Cordusio Fiduciaria.
 

Nonostante questo ipervorticoso gioco di scatole cinesi, i debiti del gruppo Panini sono residuati, ma la fantasia sfrenata degli operatori finanziari è tale che, appoggiati da un sistema legale che permette molte cose, anche da una montagna di debiti possono uscire soldi in attivo. Dolly si è impegnata a pagare in tutto 755 milioni, 102 milioni dei quali al momento dell’operazione di riassetto e acquisto delle quote, quindi pure di quella dei Merloni e i restanti 653 milioni a lunga scadenza, senza interessi e grazie ai flussi che la Panini genererà, come prospettato dal business plan al 2024. Resta, però, da sciogliere il nodo dei 102 milioni che da qualche parte devono uscire. Per trovarli si è deciso di ricorrere al vecchio sistema, ossia contrarre altri debiti! Contatti con gruppi bancari sono stati già avviati e il futuro è quello di una azienda che continuerà, come ha fatto finora, a vivere sui debiti senza mai vedere un futuro in attività. Non stupiamoci allora se i prezzi dei fumetti della Panini continuano ad aumentare. Nel 2015 gli albi di 80 pagine sono stati ridotti a 48 pagine e il prezzo è sceso dalle 3,50 euro alle 2,90 euro. Da gennaio 2016 la musica è cambiata! Gli albi sono stati riportati di nuovo al prezzo di 3,30 euro, ma le pagine sono rimaste 48! In pratica, quello che era stato dipinto come un abbassamento di prezzo, si è rivelata una manovra che ha avuto come esito il dimezzamento delle pagine con mantenimento del prezzo precedente. Oggi i lettori pagano lo stesso prezzo del 2015 ma possono leggere solo la metà delle pagine che leggevano prima. In tutto questo si cela anche l'aumento del prezzo di copertina del quindicinale dell'Uomo Ragno! Non ve ne eravate accorti, vero? Il prezzo di 3,30 euro è salito a 3,50 euro. Poco, ma un poco che genera i famosi flussi di liquidità che permettono di finanziare le operazione di leveraged buyout. Oggi, pertanto, i Merloni sono usciti dal gruppo Panini e a breve fruiranno della liquidità che Dolly si è impegnata a pagare. Il nuovo padrone del gruppo Panini è la Cordusio Fiduciaria, finanziaria del gruppo Unicredit. Gira e rigira ci sono sempre le banche di mezzo che grazie al loro potere economico controllano tutto, a cominciare dalla politica. Lo stesso governo Renzi viene spesso tacciato di favorire interessi bancari anziché quelli dei cittadini che ingenuamente lo hanno votato. E nel mirino potrebbe esserci la Bonelli, già di fatto controllata dalla società modenese dal 2010 quando cessarono di essere concorrenti con l'affido alla Panini della gestione dei diritti esteri di Tex e soci. La Bonelli ha vissuto in questi mesi cambiamenti di vertice. Mauro Marcheselli è stato sostituito come direttore editoriale da Michele Masiero, antico collaboratore di Lupoi alla Star, mentre a Davide Bonelli è stato affiancato come direttore generale Simone Airoldi, ex-direttore della Panini Comics! Al Plano.

2 commenti:

  1. Tutto giusto tranne che renzi non l'ha votato nessuno ;-) l'hanno messo direttamente i poteri forti...

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  2. Eppure alle recenti europee Renzi e il "suo" Pd presero il 40% dei voti! Anche se in quella occasione pesò molto il fattore "80 euro". Renzi è presidente del consiglio perché la nostra costituzione lo consente. Qualunque cittadino, anche se non parlamentare, può presentarsi in Parlamento quale rappresentante di un movimento politico e chiedere la fiducia al Parlamento. E fino a quando questa fiducia resterà, quell'uomo "politico" (Renzi) continuerà a governare. I poteri forti (come li chiami tu) non hanno fatto altro che sfruttare una "debolezza" politico-istituzionale del Paese, che i politici attuali ben si guardano dal modificare. La crisi politica italiana è la conseguenza della mancanza di uomini politici autorevoli, forti, che sappiano essere indipendenti e neutrali dal potere economico. Il politico forte, autorevole, rappresentativo del popolo ha la forza di presentarsi davanti ai poteri forti (che sono poteri economici) e dettare la sua linea di condotta a beneficio del popolo. Oggi, però, il politico forte e autorevole non c'è. Non è un problema di ideologia.

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