domenica 10 aprile 2016

TEX WILLER: VENDITE IN CADUTA LIBERA! IN 2 ANNI PERSI 20.000 LETTORI! I FAN PREOCCUPATI PER IL FUTURO!

Qualche giorno fa un post di Alessandro Bottero, famoso supervisore degli albi della Play Press dal 1990 al 1998 e oggi apprezzatissimo editore, ha sconvolto il mondo del fumetto rivelando i dati di vendita della casa editrice Bonelli di Milano. E' opportuno chiarire che non si tratta di dati di vendita ufficiali nel senso che non sono stati riconosciuti o confermati dall'editore. Ma non fa differenza visto che parliamo di Bottero, il quale, fino ad un annetto fa sulle pagine del sito di Fumetto d'Autore, di cui mantiene tuttora la carica di direttore, diffondeva dati di vendita sulle principali serie a fumetti d'Italia e in tutti i casi, al di là di quei vili attacchi di certi autori ed addetti che avevano interesse affinché tali notizie non fossero rese di pubblico dominio, essi erano riscontrati dalla realtà. Questa volte Bot-Man, come viene simpaticamente chiamato dai suoi aficionados, ha scelto le colonne del suo profilo Facebook per svelare l'arcano. Questo è il link! Nei giorni scorsi abbiamo già parlato del dato relativo a Dylan Dog, che, come era prevedibile, segnala un fortissimo calo nelle sue vendite, passando dalle 112.000 copie del 2014 (fonte: qui) alle attuali 95.000 copie! E pensare che alcuni autori in questi mesi, nonostante le critiche severe della rete e fuori dalla rete, avevano affermano che stavano prendendo nuovi lettori! Sarà stato pure vero, ma si sono dimenticati di riferire quanti lettori stavano perdendo per strada. Poiché la fonte è piuttosto autorevole, non ci sono state smentite dalla casa editrice e soprattutto gli attacchi dei soliti mentalmente instabili su forum e social network si sono mantenuti in ranghi piuttosto ridotti. Non sono arrivati attacchi o risposte dal curatore di Dylan Dog, i cui trascorsi con Bottero hanno fatto registrare vibranti polemiche, spesso con toni accesi. In questo link, ad esempio, manifestò un apprezzamento particolare per il sito di Fumetto d'Autore, scrivendo di uno dei loro collaboratori: mi sta sul cazzo perché collabora con un sito di merda, lo fa consapevolmente, apportando dei contenuti ancora più di merda. E poi ancora: collabori consapevolmente con un sito che è merda e produce merda. Merda che tu partecipi a creare. All'epoca non era ancora curatore di Dylan Dog, ma l'episodio destò molte discussioni in rete e fuori dalla rete. Un modo colorito che forse tradiva simpatia visto che lo stesso articolo riporta poco dopo un altro giudizio su Fumetto d'Autore ritenuto un sito che fa giornalismo. Poco più di un anno dopo una nuova polemica scoppiò per le vendite di Orfani. Bottero rivelò che il primo numero aveva venduto circa 49.000 copie. Questo è il link. Una soglia ben lontana dalle ottantamila copie che il curatore in una intervista aveva sperato di ottenere (link). In una nuova intervista concessa un paio di mesi dopo il curatore dylaniato confermò il dato di Bottero. Orfani n. 1 aveva venduto circa 49.000 copie (link). Oggi, la collana, come riferisce lo stesso Bottero nel post citato, vende sulle circa 20.000 copie, una soglia che forse è inferiore a quella della sicurezza. Orfani è stato uno dei flop più clamorosi della storia del fumetto italiano. E' tutto spiegato in questo link. L'editore ha fatto già dietrofront. La quarta stagione della collana sarà di soli tre numeri e non di dodici come previsto. Oggi, però, parliamo del principale personaggio a fumetti d'Italia: Tex Willer, la cui rilevanza è fuori discussioni. E' Tex che con le sue vendite ha permesso all'editore milanese di primeggiare per decenni nel mercato.


Oggi, però, Tex è in difficoltà. Le vendite dei tempi d'oro sono un sogno sbiadito nelle nebbie del tempo. Nel 2000 Tex vendeva del solo inedito 300.000 copie! Ecco il link. La stessa fonte riporta che nel 2009 le vendite erano scese a 240.000 copie. Non un calo vistoso se spalmato in una finestra di tempo di quasi un decennio. Un'altra fonte abbastanza autorevole riporta che Tex negli anni ottanta vendeva qualcosa come 400.000 copie. Ma già nel 1994 si era sulle 350.000 copie. Ecco il link. Numeri imponenti che permettevano alla Bonelli di guardare tutti dall'alto in basso, di dominare il mercato, di determinare le scelte degli altri competitor soprattutto per quanto riguardava la politica dei prezzi. Le robuste vendite di Aquila della Notte e nel periodo d'oro anche di Dylan Dog (1990-1996), consentivano alla Bonelli di tenere bassi i prezzi dei suoi albi, costringendo gli altri editori ad adeguarsi. Lo spiega Bottero nel post succitato. Parla di prezzi tenuti bassi in modo artificiale. Infatti, se Tex aveva un certo prezzo di copertina, una testata che vendeva il 70% in meno non avrebbe potuto avere lo stesso prezzo stampato sulla cover! E invece ciò accadeva. Le perdite delle altre collane erano colmate dalle vendite gigantesche del noto ranger del Texas. Oltre ad alimentare un collezionismo che ancora oggi mantiene dimensioni importanti. Le altre case editrici dovevano adeguarsi. Il prezzo dei loro albi, che vendevano molto, ma molto meno, dovevano essere uguali a quelli della Bonelli perché altrimenti i lettori non li avrebbero degnati di attenzione. Si doveva fare concorrenza contando su fumetti venduti allo stesso prezzo di un fumetto che vendeva dieci volte di più! Spiega Bottero nel post: La Bonelli per decenni pur di catturare i lettori manteneva i prezzi bassi, impedendo ai lettori di crescere e arrivare a capire che un fumetto a 96 pagine prodotto dovrebbe avere lo stesso prezzo più o meno di una visione al cinema o di un DVD, ossia tra i 6 e i 9 euro. Mantenendo artificialmente bassi i prezzi, grazie alle vendite di Tex e Dylan Dog che calmieravano le perdite o gli scarsi guadagni delle altre testate, la Bonelli manteneva i prezzi a 2 euro obbligando tutti gli altri ad uniformarsi. Poi la cuccagna è finita. La crisi economica, il mancato cambio di generazione dei lettori e un crollo verticale nella qualità dei suoi albi, hanno costretto la Bonelli ad adeguarsi alla realtà. Ut, una miniserie uscita in questo periodo, ha un costo di 4,00 euro perché, come spiega Bottero, non si possono buttare via i soldi. Ut fa parte della collana Romanzi a fumetti, che secondo l'ex-editor della Play Press, vende 12.000 copie. Con il crollo delle vendite di Tex Willer e Dylan Dog la Bonelli è costretta ad adeguare il costo dei suoi albi alla vendibilità dei medesimi. Un albo che vende 12.000 copie non può costare quanto un albo che vende oltre 100.000 copie! Ha costi di produzione diversi e incassi diversi. In una intervista a Fumettologica del giugno 2014, l'allora direttore editoriale Marcheselli rivelò che Tex vendeva 190.000 copie. Dichiarò: Per noi il mercato è in sofferenza ormai da tanti anni. Chiamatela crisi o come volete, ma la verità è che il pubblico dei nostri lettori si riduce significativamente, anno dopo anno. La crisi ha continuato. Secondo Bottero, oggi Tex vende 170.000 copie e ciò significa che in due anni ha perso 20.000 lettori! Una testata che perde 10.000 lettori all'anno non è un buon segnale se sulle sue spalle si regge tutto il settore.

Oggi Tex vive un momento di grande difficoltà. Crisi economica, mancato ricambio generazionale, ma soprattutto idee povere per storie lontane anni luce da quelle classiche. I lettori di Aquila della Notte lo sanno bene. Tex è l'unica collana che vanta uno zoccolo duro di lettori di una certa età. Lettori maturi ai quali le cazzate o le manie di protagonismo in rete degli autori provocano fastidio. Manifestazioni che provocano in loro un insopprimibile desiderio di allontanarsi da Tex e qui la Bonelli dovrebbe riconoscere che le politiche di comunicazione di questi ultimi anni sono state un autentico disastro. Il nuovo direttore generale, Simone Airoldi, che proviene dalla Panini, sa bene quali sono i problemi della Bonelli ed è stato chiamato per risolverli. Non fosse altro perché ormai Panini e Bonelli sono in pratica la stessa cosa. La Panini gestisce i diritti Bonelli all'estero, quindi non sono più concorrenti in Italia viste le varie iniziative che la casa di Modena sta attuando sui suoi personaggi. Non ultimo l'album delle figurine di Tex. Ma è anche vero che la Panini ha chiuso il 2015 con un debito spaventoso con le banche pari a 109,4 milioni di euro! Ci siamo occupati dei problemi finanziari della Panini in questo articolo. Quindi, il futuro per il fumetto italiano si fa difficile. Merloni ha messo in vendita il gruppo Panini già nel 2013 e negli ultimi mesi si sono intensificati i passaggi che dovrebbero favorire il cambio della proprietà. Cosa significherà questo per la Bonelli? Il nuovo padrone vorrà continuare a mantenere i rapporti attuali alla scadenza dei contratti? Al di là di queste vicende che interessano il mondo finanziario, le storie di Tex hanno conosciuto un costante declino. Nei gruppi FB dedicati al personaggio i lettori più attenti lo hanno chiarito. Tex non è più lui. Il curatore Boselli riesce ancora a garantire un certo livello, ma non basta. Non ci sono nuovi lettori e quelli vecchi si allontanano. Leggono le vecchie storie, le ristampe. Non le nuove storie. Temono che la Bonelli, spinta dalla necessità, attui per Tex un rilancio dello stesso tenore di quello che ha distrutto Dylan Dog negli ultimi tre anni. Temono che Kit Carson possa confessare di essere gay o che Tex non abbia mai amato donne. La Bonelli sa che per continuare ad andare avanti deve trovare nuovi lettori, ma un personaggio come Tex legato alla tradizione dei film western Usa non ha alcuna speranza di interessare i giovani. In teoria, si potrebbe provare puntando sulle storie, sul fascino di una narrazione senza tempo, ma i lettori italiani d'oggi sono ignoranti, privi di valori e se negli anni una serie come Dylan Dog, che esprimeva tutti gli aspetti negativi della società civile, è riuscita ad intercettare il disagio di una generazione di giovani perduti, ciò non può avvenire per Tex. Aquila della Notte simboleggia l'ordine, la forza e il rispetto. Tutti valori che il giovane lettore d'oggi, drogato e depravato, non ama. Il lettore d'oggi è una ameba che cerca l'oblio nel caos. La lettura è l'ultimo dei loro impegni. Alla Bonelli lo sanno. Ecco perché hanno proposto una serie come Orfani, ma hanno fallito lo stesso. Speravano davvero di riempire il San Paolo con una serie ripresa pari dai videogiochi, ma si sono accontentati del Garilli. E se il futuro fosse Nick Leggeri? A breve pubblicheremo una nuova intervista del mitico autore islandese di Revolver Samurai e Gringo Sensei con una notizia-bomba! Quella precedente l'abbiamo proposta in questo articolo (link). Dimitri Temnov.

21 commenti:

  1. Trovo questo articolo molto interessante

    RispondiElimina
  2. Grazie. Purtroppo, la crisi della Bonelli assume proporzioni sempre più preoccupanti. Negli ultimi anni, specie per Dylan Dog, si sono affidati ad autori giovani e inesperti ai massimi livelli. Hanno, inoltre, commesso errori terribili nella comunicazione. Aspettiamo che il nuovo direttore Airoldi sistemi le cose, ma i problemi sono tanti e difficilmente risolvibili.

    RispondiElimina
  3. Il problema è che Tex ormai è troppo uguale a se stesso... non sanno scrivere una trama originale?
    Una "Crisis" bella e buona ci vorrebbe! Io ho un paio di idee... bisogna avere il coraggio di far crepare qualche personaggio importante (sono tutti invulnerabili e hanno rotto).

    1) "El Muerto" (o il figlio) uccide 3-4 amici di vecchia data: Gros-Jean, Jim Brandon e un altro paio. Kit Carson lo affronta in duello e schiatta. Tex lo manca più volte. Crisi sulle sue qualità. Tanto i morti possono sempre tornare in narrazioni flashback
    2) Tex alla sbarra per abuso di potere. Nuovo comandante dei Rangers non permette più i suoi comportamenti. Scontro Tex-Carson con amici schierati dall'una e dall'altra parte. Qualcuno però schiatta prima che i due si riconcilino... nel frattempo avventure di Tex come fuorilegge...
    Ovviamente approfondimenti morali, crisi, scontri psicologici, etc. etc. come da copione.

    Insomma, basterebbe una cosa che alla Bonelli è sempre mancata. IL CORAGGIO DI RINNOVARSI.

    Saluti,
    b.

    RispondiElimina
  4. Più che di coraggio oggi Tex avrebbe bisogno di autori di qualità, ma tolto il curatore Boselli non resta niente. Il problema maggiore di Tex oggi sono i suoi contenuti, che non interessano ai giovani troppo ignoranti e privi di valori morali per identificarsi in un personaggio come Tex.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Lo stesso curatore scrive le storie dei comprimari e il protagonista non è mai Tex. Il primo che lo sta distruggendo è lui,glielo dicono tutti,il protagonista deve essere Tex e piantala con questa narrazione troppo complicata,metti qualche didascalia in più e se glielo fai notare si arrabbia,perché i nel frattempo,poco dopo,oppure scrivere dove si trovano Tex e i pards per lui è roba antica,lui deve scrivere moderno. Ha criticato aspramente Nizzi per anni,perché scriveva in maniera troppo classica e poi ha stravolto il modo di scrivere oltre al far sparire Tex dal suo stesso albo.

      Elimina
    2. Boselli è un ottimo scrittore, senza dubbio il migliore scrittore di fumetti d'Italia. Un novelliere di prim'ordine e uno dei pochi in grado di costruire trame molto intricate ma ben coordinate e credibili. Il suo approccio verso Tex è diverso dai suoi predecessori. Noi crediamo che egli voglia far evolvere il personaggio, donargli quella maturità che nei decenni passati non aveva. Questo può creare dei problemi. Da un lato, entra in contrasto con i lettori storici che stentano a riconoscere Tex. Dall'altro, non riesce a comunicare con i nuovi lettori, ignoranti e depravati, che verso cultura e lettura non hanno alcun interesse.

      Elimina
    3. Perfettamente d'accordo con unknown. Il problema è proprio il curatore Boselli che appesantisce le trame ed ha stravolto il personaggio Tex. Nizzi era di un'altra categoria, gli stessi Manfredi (of course...), Faraci e Ruju sono migliori di lui. Io mi domando come si fa ad osannare uno (Boselli), a cui vanno imputate, a mio avviso, le scarse vendite del Tex attuale... mah...

      Elimina
    4. Le vendite di Tex sono in calo da anni. Sarà difficile invertire la situazione. All'orizzonte non appaiono solide alternative. Se oggi siamo sulle 170.000 copie, con una perdita costante di 10.000 lettori all'anno, tra cinque anni Tex sarà sceso sotto le 100.000 copie, mentre tutti gli altri fumetti Bonelli venderanno tra le 2.000 e le 5.000 copie. Già oggi il terzo fumetto più venduto è Julia a 29.000 copie (due anni fa era a 35.000 copie).

      Elimina
    5. Tutto giusto, per carità! Ciò non toglie che anche Boselli ci sta mettendo del suo...

      Elimina
  5. Ciao, ma insomma Tex prima era più fascio-anarcoide (yin-yang, in un'interessante altalena tra questi due poli) e aveva un senso della giustizia tutto suo, prima ti sparava e poi ti chiedeva chi eri (nei primi numeri ne ammazza un boato tipo "Uno contro venti" o quelli della Mano Rossa, dove li fa fuori uno per uno altro che la lista di Kill Bill.)

    Dopo, dalla gestione Nizzi si è istituzionalizzato e forse per questo è divenuto meno simpatico: i giovani soffrono l'autorità costituita, penso non sia mancanza di valori morali ma la spinta alla ribellione tipica dell'età.. (che a me peraltro non mancherà mai, ma questo è un altro discorso).

    E poi troppi comprimari e tutti invulnerabili, alla fine due maroni così. Io ho smesso di comprarlo, continuerò quando esce il prosieguo a colori, ma giusto per collezione, manco li leggerò.

    Il fascino di episodi tipo "Lotta sul mare" o "All'ombra del patibolo" è perso per sempre, oramai...

    RispondiElimina
  6. Tex ha conservato, in massima parte, le sue caratteristiche originarie, anche se qualche autore, volendo far primeggiare la sua personale ideologia, finisce per snaturarlo. E' accaduto con le due recenti storie di Manfredi. Le critiche sono state forti. C'è chi afferma che Tex è un personaggio fuori dal tempo, ma rappresenta ancora un valido motivo di lettura, per chi ama la lettura. I giovani d'oggi non amano la lettura. Non hanno cultura. Non hanno valori morali. Il fatto di essere insofferenti all'autorità democratica costituita è la conseguenza di ciò. Questo è il motivo per cui i fumetti oggi vendono poco. Non solo la crisi economica, ma anche crisi di cultura e di valori. I giovani d'oggi sono immorali e depravati nella maggior parte e soffrono il disagio conseguenza di un abbandono da parte delle Istituzioni che non curano il loro futuro e la loro formazione morale e culturale. Serve uno spirito nuovo, che questo Paese non ha più avuto negli ultimi 80-90 anni.

    RispondiElimina
  7. Ciao, certo se ne fai una questione sociologica non posso che esser d'accordo... ;-)

    Però non perdiamo di vista il fatto che il fumetto è "evasione" dal quotidiano, quindi c'è spazio per tutto: l'horror, il personaggio "negativo" quello ultra-positivo etc.

    Io ritengo che Tex sia stato appiattito nel senso che sappiamo sempre come va a finire ogni storia: tutti i personaggi importanti si salvano evitando gragnuole di proiettili e amen, Carson a 96 anni ancora se la ride e si capisce fin dall'inizio di ogni episodio chi dovrà schiattare per dare una drammaturgia al racconto: dopo 600 numeri secondo me occorrerebbe veramente una sterzata che spazzi via un po' tutti... ci vorrebbero più sorprese, più continuity.

    Un altro aspetto del "problema" Tex è che non solo lui è tutto d'un pezzo ma lo sono tutti gli n-mila comprimari: dai pards a El Morisco, Montales, Gros-Jean, Pat, Jim Brandon, Nat e tutta la pula di San Francisco... il troppo stroppia per tutti. E poi ripeto non succede MAI nulla di nuovo.
    [Mentre in alcune storie di Nolitta (ad es. "Giubbe Rosse") c'erano personaggi ambigui (Donovan, il profeta...) che avevano aspetti interessanti.]

    In finale, io non credo la crisi dei valori stia dietro alla crisi di Tex (d'altronde sono in crisi anche personaggi non a tutto tondo come lui, no?), o quantomeno che questa non ne sia la ragione principale, ma questi son punti di vista, ovviamente. Ciao.

    RispondiElimina
  8. Come sopra, il problema maggiore di Tex in questo momento sono gli scrittori. Tolto Boselli, il resto non ai livelli a cui negli anni i lettori sono stati abituati. Quanti attualmente alla Bonelli meritano di occupare il posto? Vogliamo parlare di nuovi scrittori impegnati nel rilancio di Dylan Dog? O del declino delle storie di Nathan Never? O di veri e propri sperperi come Orfani, Morgan Lost e Adam Wild? Il problema ha una soluzione semplice. O alla Bonelli ricominciano a presentare scrittori di livello oppure sarà il baratro. E poi, come detto nell'altra risposta, il lettore d'oggi è un ignorante depravato. E te ne accorgi dalle loro dinamiche sui social. Il fumetto è cultura e quindi difficilmente può andare d'accordo con esseri che la cultura non hanno.

    RispondiElimina
  9. Storie nuove con personaggi nuovi, ambientazioni e luoghi delle storie dovrebbero dare più fantasia al lettore, insomma ci vogliono idee per far avvicinare anche i meno giovani a questo mondo che comunque è sempre affascinante. Il problema vero, secondo me è che adesso i ragazzi leggono poco e quindi ci sono poche probabilità che si trovino in mano un albo da poter leggere e appassionarsi! Troppa tecnologia!

    RispondiElimina
  10. Un buon libro ha un costo di accesso inferiore alla tecnologia. I giovani vogliono qualcosa che non implichi l'uso del cervello. Pensare, per loro, è un gesto così faticoso che preferiscono optare per altro. In Italia la cultura non è un valore perché una massa colta è più difficile da controllare di una massa incolta. Il popolo e le sue idee in Italia sono un problema, mentre in altri Paesi (vedi, la Francia, la Germania o il Giappone) sono una risorsa importante.

    RispondiElimina
  11. Se dovessero fare un Tex che picchia Kit Carson. Se ammazzassero gli amici di Tex. Se mettessero Tex agli arresti per abuso di potere. Se facessero scontri e litigi tra i pard. Se facessero un Tex che fallisce. Se riempissero Tex di approfondimenti morali e crisi psicologiche. Se facessero un Tex ribelle. Se riempissero Tex di personaggi ambigui (compreso Tex) e di morale ambigua.

    In questo caso, non comprerei mai più Tex finchè campo.

    Come con la Marvel dopo Civil War: da allora sono dieci anni che non ho mai più preso nè seguito nulla della Marvel e non ho la minima intenzione di ricominciare.

    Se alla Bonelli vogliono fare cose simili e perdere ancora più lettori, si accomodino. I soldi che sprecate sono vostri.

    RispondiElimina
  12. Al momento è impensabile che alla Bonelli attuino massicci programmi di modificazione delle caratteristiche essenziali di Tex. Sono troppo impegnati a trasformare Dylan Dog in qualcosa di diverso da ciò che era per prestare attenzioni non dissimili a Tex.

    RispondiElimina
  13. Leggo tex dal 1987(avevo 11 anni ed oggi ne ho 40).Continuo a ritenere tex il personaggio a fumetti piu'valido.Percepisco dei cambiamenti dal punto di vista narrativo e dei disegni.Molti giovani(e bravi disegnatori)stanno evolvendo le inquadrature,i tratti.le trame sono piu'articolate e gli approfondimenti psicologici maggiori.Ogni personaggio nelle storie vive di vita propria.tex ripsetto al passato che ricalcava tratti e storie di film americani in bianco e nero e storie semplici e'piu'complesso,articolato,maturo.Se qualcuno pensasse di rivoluzionarlo troppo sarebbe un errore.Io penso che non ci sia una vera e propria crisi del fumetto,c'e'solo piu'offerta.Fumetti venduti con i quotidiani,nei mercatini e tante tante testate.prima c'era solo tex.Chiaramente tex non rispecchia piu'i giovani e la societa'caotica di oggi impegnata all'apparire,alla moda del momento e alla tecnologia.Pero'ho conosciuto persone8ed anche ragazzini,di cui uno mio cugino)a cui ho fatto leggere alcune storie di tex ed ora....stanno recuperando su ebay le serie in quanto fulminati.tex rappresenta la sete di giustizia,i valori,lo stato per come dovrebbe essere(o l'antistato).E'sempre schieratoper istinto dalla parte del piu'debole,sa sempre per istinto da che parte stare.ognuno vorrebbe avere tex accanto.Ma la societa'cambia,si parla poco.Non e'piu'bello cio'che e 'bello ma cio'che ti fanno piacere.I giovani sono soli.Noi generazione anni 90 i fumetti ce li prestavamo ,ne parlavamo alliceo,ne eravamo entusiasti(vedi caso dylan dog).Ci prestavamo i dischi,ascoltavamo e cantavamo le canzoni insieme e a squarciagola.Oggi anche la musica che'e'un grido di gioia e'ascoltata in maniera solitaria,alle cuffie,singolarmente.vedo ragazzi isolati sempre alle cuffie.Solo dove si scommettono le squadre di calcio c'e'una massa di adepti.L'identita'e'in crisi,il mercato discografico pure ,un certo tipo di cinema pure,il teatro pure.tex come fa a superare tutto questo?Bisognerebbe farlo leggere scoprire.ma come?

    RispondiElimina
  14. Caro Joe, un Tex che picchia Carson l'avevano fatto (e pure la copertina), con tanto di disegni di Galep, e pure tanti anni fa: i testi non a caso erano di Nolitta invece che dell'imbolsito padre, erano quelle "sotto il segno di Cruzado". Poi non hanno avuto il coraggio e non le hanno pubblicate, ma la storia era comunque molto bella e non finiva a tarallucci e vino come al solito, e le tavole circolano un po' ovunque.
    Ah, ti ricordo poi che Tex era un bel po' ribelle specie nei primi sacrosanti numeri. Mi sorge il dubbio che tu sia un polemico che non lo ha mai letto approfonditamente.

    Senza offesa Joe, a te va bene Tex ciclostilato, a me ha rotto, ecco perché non lo compro più: un'altra cosa che mi ha rotto è la messe incredibile di dialoghi cianciati che riescono a far stare in una nuvoletta. Veramente troppi.

    Infine trovo uno spreco comprare l'albo in B/N quando dopo un po' esce grande a colori x Repubblica: forse il calo di lettori è dovuto anche a quello, magari ComixArchive può dirci che ne pensa!

    RispondiElimina
  15. Con la ristampa a colori si cerca di accontentare quella fetta di pubblico, non piccola, che chiede una proposizione a colori e in grande formato su carta di maggiore qualità di Aquila della Notte. E' un errore? La scelta sottrae lettori all'inedito in b/n? Per ora l'opzione sembra tenere perché è grazie a Tex che la Bonelli esiste ancora. Se sottoponessero Tex ad un progetto di rilancio come quello che ha fatto a pezzi Dylan Dog dal 2013 ad oggi, la Bonelli perderebbe masse enormi di lettori e chiuderebbe i battenti. La principale critica che oggi viene rivolta a Tex è di essere un personaggio bloccato, a metà strada tra il Tex d'annata e un Tex pantofolaio e saggio. Le scelte coraggiose di un tempo non si vedono più. Quel Tex era figlio dei tempi, di una società che voleva di più e insofferente a restare circoscritta in un ambito ristretto. Oggi, il comandante supremo del mondo texiano è Mauro Boselli, amato da alcuni, contestato da altri. Boselli, tuttavia, è l'unico scrittore che in casa Bonelli riesce a offrire testi di qualità narrativa superiore, mentre altri scrittori appaiono largamente inferiori. Di alternative a Boselli non ce ne sono. Il calo di lettori non è legato essenzialmente alla insoddisfazione dei lettori, ma alla crisi economica che spinge i lettori a fare delle scelte. Se ho un budget di 10,00 euro, posso comprare al massimo tre collane e il texiano di ferro compra solo Tex e le sue ristampe o volumi. Tutto il resto viene ignorato. Ecco perché le serie minori della Bonelli sono finite in un baratro spaventoso. Zagor vendeva 34.000 copie nel 2014. Oggi oscilla tra le 27-28.000 copie e continua a calare come le altre. Dylan Dog il prossimo anno scenderà sotto quota novantamila e allora molte decisioni dovranno essere prese, in primis liberarsi della cura editoriale che attualmente sta annientando l'Indagatore dell'Incubo.

    RispondiElimina
  16. io non compro più Tex da due anni.mi sono stufato di vedere storie trite e ripetute allo sfinimento.penso che sia venuto il momento di chiudere la serie.bisognerebbe sommessamente ammettere che Tex non può più continuare all infinito e che,come i film western,fa parte della storia passata.

    RispondiElimina

Il tuo messaggio sarà sottoposto ad approvazione dei proprietari e/o amministratori, gestori di questo sito. Se conterrà insulti, offese, minacce, intimidazioni, anche velate ed indirette ed altri contenuti offensivi o minacciosi, sarà segnalato all'Autorità Giudiziaria con conseguente presentazione di denuncia/querela.