lunedì 16 maggio 2016

BONELLI: VENDITE IN CALO! LA REAZIONE RABBIOSA DEI FANBOY SULLA RETE E GLI ATTACCHI AL NOSTRO SITO!!!

A sinistra sono fatti così. Se gli fai notare la loro appartenenza politica si arrabbiano. Ritenendole verità assolute, dogmi, non accettano che le loro idee abbiano lo stesso peso delle altre. Il socialismo è l'unica alternativa al caos e alle iniquità di un regime democratico in cui sono riconosciuti a tutti diritti fondamentali. E anche se la storia ha bocciato il socialismo, molti ci credono ancora. E' bastato sottolineare che un fumetto è un fumetto di sinistra per scatenare contro la nostra pagina Facebook l'attacco brutale di un'orda di fanboy assetati di sangue. Minacce ed intimidazioni sono giunte da diverse persone, in tutto una ventina, che, incuranti del fatto di firmarsi con i loro nomi, ce ne hanno dette di tutti i colori. Alcuni hanno perfino osato scrivere messaggi di contenuto provocatorio sulla nostra pagina, ma sono stati subito bannati come si conviene in questi casi. Altri, invece, si sono mostrati più moderati e con civiltà hanno espresso le loro opinioni alle quali abbiamo dato risposta senza problemi. Il tentativo di linciaggio ai nostri danni è stato fomentato da un tizio che ha ammesso, tra i molti post deliranti che ha generato, di farci la guerra da due anni, ma di cui oggi ci siamo accorti per la prima volta! Così giusto per dare l'idea del precario equilibrio mentale di persone che avvertono la necessità di crearsi dei nemici immaginari sulla rete e scatenare contro di loro un odio feroce. Un odio che non può non avere origine patologica. Non esistono altre spiegazioni. A fomentare l'odio ci si sono buttati anche autori e addetti ai lavori. Nervosismi, tensioni di cui le ragioni sono riconducibili alla crisi che sta annientando il settore. Lentamente ma inevitabilmente. La crisi non ha rispariamo nessuno. Grandi e piccoli. Perfino la Bonelli oggi conosce un preoccupante calo di lettori che si mescola con una certa difficoltà di creare contenuti in grado di intercettare l'interesse dei fan. Nel giugno 2014 dichiarava l'allora direttore editoriale Mauro Marcheselli al sito di Fumettologica (link): Per noi il mercato è in sofferenza ormai da tanti anni. Chiamatela crisi o come volete, ma la verità è che il pubblico dei nostri lettori si riduce significativamente, anno dopo anno. Ed è un fenomeno che riguarda tutte le nostre testate e non conosce soste. Parole difficili da accettare perfino per molti fanboy d'oggi, ma che in quel momento generarono diverse polemiche. In quell'articolo vennero citati dati di vendita ufficiali SBE, che permisero di stabilire la condizione in cui versava l'offerta dell'editore milanese. Quelle parole furono confermate da altri noti autori. Seguirono le chiusure per basse vendite di Brendon e Saguaro e dei progetti nati come maxiserie poi non proseguiti come Lukas e Adam Wild. Gli Almanacchi sono stati trasformati in Magazine e tutti i giganti tranne quello di Tex hanno chiuso. Si è concretizzato il flop di Orfani di Recchioni, che partito con speranze di assestamento sulle 50.000 copie (solo il numero 1 vendette tanto), oggi ha più che dimezzato i suoi lettori. E parliamo di una serie molto costosa, a colori che nelle intenzioni originarie avrebbe dovuto portare nuovi lettori alla Bonelli e aprire nuovi mercati. Ne fecero anche un motion comic nel 2014, di cui però solo dopo due anni è uscito il suo dvd! Di recente, il popolare Alessandro Bottero ha diffuso su alcuni post sul suo profilo Facebook i dati di vendita di alcune testate. Ne abbiamo parlato in alcuni nostri articoli in modo più che dettagliato a seconda del personaggio di riferimento e oggi ne parliamo in modo completo. Per rappresentare il quadro della situazione abbiamo costruito una tabella con i dati di vendita ufficiali diffusi dal Fumettologica nel giugno 2014 con i dati di vendita ufficiosi di Bottero del 2016 e l'impressione che ne deriva, come era logico, è negativa. Il link dell'articolo di Fumettologica lo abbiamo indicato sopra. Questi sono i due link dei dati di Bottero: link numero 1 e link numero 2! Nei commenti in fondo ai due post di Bottero sono riferiti altri dati interessanti. Qui sotto potete leggere la tabella che pone a confronto la situazione del 2014 e la situazione del 2016. Per dare maggiore rilevanza al quadro della situazione abbiamo aggiunto anche i dati di vendita, sempre ufficiali, riportati da Fumettologicamente nel 2012. Ecco il link.


Il dato che più balza all'occhio è il rilevante calo delle vendite di Tex, passato dalle 210.000 copie del 2012 alle 170.000 copie del 2016. In termini percentuali il calo di Aquila della Notte è quantificabile in un secco 19,04%. Il dato non ci riempie di gioia. Tex Willer è una delle nostre serie preferite, di ispirazione di destra secondo la nostra interpretazione. Le nostre mega-recensioni di Tex Willer sono quasi tutte positive. Ci rassicura il fatto che oggi la collana venda ancora 170.000 copie, che sono tante e che quindi per i prossimi anni continuerà la sua corsa. La rilevanza di Tex travalica i confini della casa editrice. Tex è il fumetto italiano. L'impronta e i principi che lo caratterizzano devono caratterizzare il fumetto italiano nel mondo. Esempio di integrità morale, onestà e giustizia. Tex è tutto quello che può ispirare un esempio positivo di un cittadino di uno Stato civile, forte e basato su principi di ordine morale degni di questo nome. Come era immaginabile, la situazione di Dylan Dog è tutt'altro che florida. Il rilancio è andato male. Dylan Dog vendeva 140.000 copie nel 2012 secondo quanto riportato dal sito Fumettologicamente. Ecco il link. Due anni dopo, nel 2014, secondo quanto riportato da Fumettologica, quindi in pieno rilancio, le vendite erano scese a 112.000 copie. Dal 2012 al 2014 la serie dell'Indagatore dell'Incubo ha perso 28.000 lettori. Tra il 2014 e il 2016, secondo i dati ufficiosi riportati da Bottero, sono andati perduti altri 17.000 lettori. In totale, Dylan Dog ha perso, dal 2012 al 2016, all'incirca 45.000 lettori, cioè un terzo di quelli che aveva quattro anni fa. Non sta molto meglio il Maxi, che da Maxi Dylan Dog ha cambiato titolo in Maxi Old Boy. Dalle 77.000 copie del 2012 si è passati alle 39.000 copie del 2016. Il calo è stato abissale: -49,35%. Molto preoccupante la situazione di Nathan Never. Antonio Serra, co-creatore del personaggio, ne parlò in termini abbastanza difficili in una intervista a Fumettologica pochi mesi fa. Ecco il link. La collana ha quasi dimezzato i suoi lettori negli ultimi quattro anni, passando da 45.000 copie a 27.000 copie. Ha perso quindi il 40% dei suoi acquirenti. Dispiace un po' per Dampyr, scritta dall'ottimo Mauro Boselli, curatore di Tex Willer. A conferma che il genere horror e vampiresco è in crisi da anni, la collana è passata dalle 34.000 copie del 2012 alle 21.000 copie del 2016. Non hanno fatto meglio le nuove collane che nel 2013 la Bonelli ha lanciato per riguadagnare quote di mercato. Dragonero e Orfani sono in calo come le altre serie. Dragonero ha perso 5.000 lettori negli ultimi due anni passando dalle 28.000 copie del 2014 alle 23.000 copie del 2016. Orfani di Roberto Recchioni ha fatto peggio perdendo il 31,03% dei lettori e passando dalle 29.000 copie del 2014 alle attuali 20.000 copie. Orfani è una serie a colori e ha costi più elevati rispetto alle altre collane. Ne deduciamo che abbia, forse, già superato il punto di sicurezza che attualmente sarebbe proprio di 20.000 copie sebbene per collane in bianco e nero. Dal 2012 la Bonelli non ha lanciato più serie regolari sul mercato, concentrandosi soltanto su maxi o minisierie, nessuna delle quali però è riuscita a proseguire al di là della originaria programmazione. Di Lukas e Adam Wild è stata infatti annunciata la chiusura. Oltre alla crisi economica, che ha generato un furioso aumento dei prezzi (tra il 2014 e il 2016 gli albi sono aumentati di 0,30 euro), secondo la nostra opinione ha pesato parecchio la connotazione ideologica di sinistra di molte serie. E' noto infatti che il partito comunista a partire dagli anni cinquanta ha investito miliardi di vecchie lire nella cultura per averne il predominio, mentre la destra, sbagliando, è rimasta silente. Sta di fatto, però, che il popolo italiano è in maggioranza di centro-destra. La sinistra occupa circa il 28% delle preferenze di voto. Molti autori sulla rete dichiarano di appartenere all'area politica della sinistra e qualcuno si arrabbia quando facciamo notare che certe connotazioni politiche sono rinvenibili nelle loro opere. A sinistra sono fatti così. Se gli fai notare che le loro idee non sono verità assolute, si arrabbiano. Gunnar Andersen.

2 commenti:

  1. Dubitiamo che sul tuo forum conosciate il significato di queste parole, mozo. Però comprendiamo il tuo grido di dolore. Sottostare a certe direttive non deve essere il massimo della vita. Specie quando ti fanno certe promesse e non le mantengono. Quando devi bannare qualcuno che non si è sottomesso ai diktat del gruppo di comando. Quando non puoi esprimere un parere critico perché certi editori hanno investito su certi autori e non puoi manifestare un parere in controtendenza. Poi passano gli anni e scopri che nel frattempo le catene di plastica che pensavi di poter spezzare in ogni momento sono diventate di acciaio.

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