giovedì 28 aprile 2016

BOTTERO: IL DURO SFOGO CONTRO I SUOI CONTESTATORI! NOI DICIAMO: DENUNCIALI TUTTI! NESSUNO ESCLUSO!

Se non fosse per Alessandro Bottero, per il sito di Fumetto d'Autore e per il nostro Sito Straordinario, i lettori sarebbero all'oscuro di molte vicende pubbliche che ciò nonostante resterebbero confinate nel limbo della disinformazione o della segretezza. Questo è il motivo per cui Alessandro Bottero è fonte di fastidio per il Sistema, che nell'epoca della comunicazione globale, non potendo impedire la libera diffusione del pensiero umano, reagisce scatenando i suoi mastini da guerra, cani da guardia e asslickers, non tutti prezzolati, ma alcuni sfruttati per la loro intrinseca debolezza psichica, con una missione precisa: attaccare, screditare, offendere, insultare, mistificare pur di ottenere un risultato spregevole. I lettori, vera vittima di queste charlotte macchinazioni, si accorgono solo alla fine del sottile inganno. La serie sbandierata ai quattro venti sulla rete risulta miseramente fallita, cancellata. Perché gli editori non diffondono i dati di vendita? Il motivo, difficile da spiegare senza affrontare tematiche più complesse, può essere ricondotto all'idea, fuori dalla realtà, che se il fan sapesse che la collana è in calo smetterebbe di acquistarla! Una stupidaggine al centro di politiche editoriali vetuste degne dell'era mesozoica. Bottero si lamenta del fatto che quando nel 2013 diffuse il dato delle vendite di Orfani n. 1 molti lo attaccarono sulla rete con insulti, offese assortite e mistificazioni. Ne abbiamo parlato spesso nei nostri pezzi. Bottero lo scrisse in un articolo del 6 dicembre 2013 (link). Sui forum e sui social network venne massacrato, insultato, offeso e messo alla berlina e rappresentato come qualcuno che, mosso da invidia (ma poi invidia di cosa, visto che oggi sappiamo che Orfani è stato un flop?) sparava cifre inventate sperando che gli editori fallissero. Gli stessi editori che lo avevano rifiutato. Ma anche se fosse vero (e non lo è stato) è obbligatorio augurarsi che gli editori prosperino? Una casa editrice è una azienda privata che investe nella realizzazione, produzione e commercializzazione di un prodotto destinato come tale al grande pubblico. Non è obbligatorio amarla e se qualcuno pensa che i suoi prodotti non siano di qualità li può criticare. Esiste un diritto di critica che il Sistema intende calpestare perché non si possono criticare prodotti costati milioni nella loro produzione. Orfani è costato un sacco di soldi. Lo stesso creatore, Roberto Recchioni, in una intervista dichiarò che per le sole prime due stagioni erano stati messi in preventivo circa 3 milioni di euro (ecco il link). Non sono noti i budget delle stagioni successive, ma se oggi, come ha ricordato Bottero in un recente post su FB (link), la collana è calata fino a 20.000 copie, un motivo ci sarà. In due anni e mezzo, rispetto al venduto di quel primo numero, sono andati perduti circa il 50% dei lettori. E se questo non è un fallimento, poco ci manca. Nel 2014 Fumettologica diffuse dati ufficiali avuti da Davide Bonelli e Mauro Marcheselli e Orfani vendeva 29.000 copie. Negli ultimi due anni quindi la collana ha perso altri 9.000 lettori (link). Ma torniamo ad Orfani n. 1 e ai dati di vendita che a fine 2013 Bottero diffuse e per i quali venne messo in croce dal Sistema. I soliti noti, soprattutto sui forum, lo misero in croce, sbeffeggiandolo, attaccandolo e offendendolo in modo grave. Si usarono termini poco degni della mente di un essere pensante e conclusioni che avrebbero rivaleggiato per sagacia con quelle di una scimmia. Il martirio durò poco. Infatti, in una intervista (link) concessa al sito di Fumettologica del 16 gennaio 2014 arrivò la rivelazione shock di Roberto Recchioni, che confesso che si, il numero 1 di Orfani aveva venduto 49.000 copie! Proprio come aveva detto Bottero! Quindi, Bottero aveva detto la verità! E se la conferma arriva da Recchioni, da sempre noto per la sua posizione critica contro il popolare ex-editor, significa che è proprio la verità! Tuttavia, nessuno pensò di chiedere scusa ad Alessandro Bottero. Non gli utenti del forum di Comicus, che pensavano di essere al sicuro sotto i loro nick name, non coloro che sui social network, presentandosi con i nomi e cognomi reali, lo avevano diffamato. A distanza di due anni, scuse non sono arrivate, ma al contrario Bottero ha continuato ad essere il bersaglio di questi diffamatori di professione. L'ultimo affronto pochi giorni fa quando un admin del forum di Comicus scrisse che Bottero era un cazzaro dalle personalità multiple. Non solo veniva messa in dubbio la sua buona fede, cosa già gravissima, ma addirittura si mettevano in dubbio le sue capacità di raziocinio. Peggio di quello che avviene nelle peggiori dittature, cercando di screditare una persona dipingendola come un pazzo. Sono i metodi del Sistema con cui si cerca di mettere a tacere le persone scomode.


Non fu l'unica volta in cui Roberto Recchioni confermò i dati indicati diffusi da altri. Abbiamo parlato di quelli pubblicati da Fumettologica il 16 giugno 2014. Dylan Dog a 112.000 copie e Orfani a 29.000 copie. Subito iniziò il tiro al bersaglio verso il popolare sito di settore. Sono dati falsi o addirittura falsi per come rappresentati! Che significa una cosa del genere? O sono falsi o sono veri e poiché dalla Bonelli non arrivarono smentite, bisognava concludere che quei dati fossero veri. L'autore dell'articolo li aveva ottenuti da Davide Bonelli e Mauro Marcheselli. Non potevano non essere veri. Come detto fu ancora una volta Recchioni, che in una intervista concessa a Repubblica dichiarò che Dylan Dog nel 2014 vendeva 112.000 copie. L'intervista (link) era del 26 settembre di quell'anno. Tre mesi dopo i dati di Fumettologica venivano confermati dal curatore di Dylan Dog in persona! Quindi, i dati forniti da Fumettologica non erano falsi! Qualcuno ha chiesto scusa all'autore dell'articolo di Fumettologica? No, perché il Sistema non tollera che si dica la verità. Eppure nel 2012, cioè appena due anni prima, Dylan Dog vendeva 140.000 copie. Ancora una volta fu Fumettologica a diffondere i dati. Poche ora fa, Alessandro Bottero scrive un nuovo post sul suo profilo Facebook (lo vedete nella figura sopra), in cui riporta una dichiarazione di Recchioni contenuta in un suo post sul forum di Comicus. Il nick name associato alla persona di Recchioni è Rrobe, che è anche la firma con la quale spesso si riporta sui disegni pubblicati in rete. Scrive: Noi il San Paolo non lo abbiamo riempito. Capienza stimata, 60.000 posti. Venduto in edicola di Orfani 1: 50.000. Diecimila posti li abbiamo lasciati per gli haters. Il San Paolo aveva in origine 83.000 posti. Orfani n. 1 ha venuto 49.000 copie, quindi poco più della metà. Ma quello che ci sembra più grave è la seconda parte della dichiarazione. Che significa che 10.000 sono stati lasciati per gli haters? E chi sono gli haters? Recchioni vuole intendere che 10.000 copie non sono state vendute perché qualcuno lo odiava? Quindi, Recchioni ha 10.000 persone che lo odiano e solo per questo non comprano i fumetti che scrive o cura? Se è così, ma noi non ci crediamo, sarebbe grave. La Bonelli ha sul libro paga un fumettista così odiato che 10.000 fan non comprano gli albi che portano la sua firma? Secondo noi, la verità è un'altra. Checchè ne dica o pensi il curatore, gli haters non esistono. Se davvero esistessero, temiamo che nessuno lo prenderebbe. Nessun editore sarebbe disposto a correre il rischio che 10.000 copie di un albo o libro non siano vendute perché l'autore è così avversato. Premesso quindi che gli haters non esistono, la gente non compra Orfani perché Orfani non piace. Un fumetto ripreso da alcuni videogiochi, nella speranza che sol per questo sia comprato, rappresenta una strategia miope, che tradisce mancanza di conoscenza del settore. Tra l'altro, Orfani n. 1 vendette quanto gli altri numeri 1 della Bonelli del periodo, oscillando tra le 45-49.000 copie. Nessun exploit. Dopo due anni, la media vendite dei numeri 1 si è quasi dimezzata. Dalle 49.000 copie di Orfani n. 1 alle 31.000 copie di Ut n. 1. Un disastro. Nessun editore, ripetiamo, assumerebbe uno scrittore che ha tanta gente che lo odia. Che poi non sta scritto da nessuna parte che i fan devono amare un autore. A volte è il contrario. Ora Bottero pretende giustizia. Scrive nel suo post: I successivi anni li ho passati a ricevere insulti e sberleffi perché ovviamente mi ero inventato tutto. E siccome non rivelavo le mie fonti ero un cazzone invidioso e rosicone. Poi aggiunge: Ossia due anni e mezzo dopo l'autore di Orfani ammette che i numeri che davamo su Fumetto d'Autore erano corretti. Non è così. Sopra abbiamo riportato il link di un articolo del gennaio 2014 dove Recchioni già ammetteva che il primo numero di Orfani aveva venduto quanto precisato da Bottero. Lo stesso Bottero ne aveva preso atto in un articolo scritto il giorno dopo su Fumetto d'Autore (link). E chiude così: Mi aspetto le scuse da parte di tutti quelli che hanno detto che sono solo capace di inventare numeri. Solo scuse? Piuttosto, Alessandro Bottero li dovrebbe denunciare tutti. Dovrebbe recarsi nel più vicino comando dei Carabinieri e sporgere querela per diffamazione. Sarebbe il minimo. Dopo la presentazione della denuncia, poiché sui social network molti si presentano con nomi reali, i diffamatori si vedrebbero arrivare a casa i militi per l'avviso che nei loro confronti è stata presentata una denuncia. Non andranno in galera, ma finirebbero comunque sotto processo e con buona probabilità condannati con conseguente fedina macchiata. Kristoffer Barmen.

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