sabato 30 aprile 2016

DARYL DARK: IN ARRIVO IL SECONDO VOLUME! IL TERRORE SERPEGGIA NEL MONDO DYLANIATO DEL FUMETTO!!!

Il mondo dylaniato del fumetto ha molti motivi per essere sfiduciato. Non solo il rilancio orchestrato da Roberto Recchioni è andato male, ma non si profilano all'orizzonte elementi da far pensare che le cose potrebbero migliorare a breve termine. A turbare i sonni già agitati dei lettori che sostengono il progetto del fumettista romano, è arrivata la notizia del grande ritorno di Daryl Dark, il nuovo investigatore londinese del soprannaturale edito dalla Cagliostro E-Press, il cui secondo volume contenente 15 storie inedite farà la sua apparizione alla prossima Lucca Comics. Quando ogni speranza di rivitalizzare un settore affossato dalle storie della nuova gestione di Dylan Dog erano scadute, l'arrivo sulla scena di Daryl Dark, con la sua freschezza narrativa e quel tocco di horror autentico, frutto di uno studio attento delle origini del genere, ha riacceso la speranza. Non tutto era perduto. L'horror poteva essere salvato da Daryl Dark, ripreso dal punto di vista grafico da Joseph Finnies, un attore inglese con tutti gli attributi al posto giusto. Mentre infatti si afferma che Dylan Dog sia ripreso da Rupert Everett, che non ha mai nascosto la sua omosessualità, tanto che in qualche storia, come quella del numero 342 in cui Dylan Dog ha affermato di non avere mai amato alcuna donna (la storia era scritta dallo stesso Recchioni), in Daryl Dark il problema non si è mai presentato. La sua ispirazione era genuina. Traeva linfa vitale dai capisaldi del genere, mentre il Dylan Dog creato da Sclavi nel 1984 (e lanciato nel 1986) si poteva rappresentare come una poco armoniosa sovrapposizione di elementi pescati a caso in qualche opera che il suo creatore deve avere letto, facendone valvola di sfogo delle sue frustrazioni, dei suoi problemi personali che, in ultimo, hanno condotto Dylan sul cammino dell'autodistruzione. E' opinione comune infatti che Sclavi abbia detto tutto quello che doveva dire con questa sua creatura nei primi 100 numeri e che se Dylan non fosse stato baciato dalla fortuna a metà degli anni novanta con vendite importanti, oggi sarebbe chiuso da anni. Non è difficile ipotizzare che Sclavi sia stato indotto a tornare sulle pagine di Dylan Dog per salvare un progetto che, secondo quanto riferito dal sito Craven Road 7, è farina del suo sacco. In questo link si narra, infatti, che sia stato Sclavi a convocare Recchioni e la Barbato in una riunione riservata per dettare le linee guida della nuova gestione. Una riunione che Recchioni sul suo blog ha negato essere stata indetta e tenuta (link), mentre alla stessa il Gualdoni non era stato invitato! Ora non è importante stabilire se questa riunione ci sia stata o meno perché l'autore del pezzo su Craven Road 7 fa capire che la sua fonte era da ricercare in qualche autore scontento di non essere stato invitato. Quello che importa sottolineare è che l'ideatore di tutte le trovate che hanno destato la rabbia dei lettori dylaniati sia Sclavi. Recchioni e la Barbato hanno avuto un ruolo di esecutori, benché in qualche storia è emersa una connotazione politica precisa più vicina alle idee di sinistra di Sclavi che a quelle non meglio precisate di Recchioni, che non ci è mai parso di sinistra, ma non per questo ci ha convinto d'essere di destra. Una ricerca sull'archivio storico di Repubblica conduce alla scoperta di un fatto sorprendente capace di spezzare le convinzioni del più rigido fanboy. Un articolo del 4 novembre 1994 indica Roberto Recchioni come autore di un fumetto di sostegno alla destra dell'allora rampante Gianfranco Fini! Roberto Jannarilli, che in quel momento si occupava del lancio di Alleanza Nazionale, cita un fumetto propaganda del partito successore del Movimento Sociale Italiano con protagonisti Fiammetto e Fiammetta al centro di avventure nel regno di Alitia, anagramma di Italia (link). Il pezzo porta la firma di Alessandra Longo, che chiude così: Fiammetto e Fiammetta,  impavidi eroi del nuovo corso, aiutati dal Cavaliere Nero, se la devono vedere con alcuni strani figuri: il rozzo Tricobossi, il tricheco che vuol dividere Alitia; e  Lupocchetto, baffuto e perfido nemico di Fiammino, aiutato nei suoi intenti sinistri da Topodalema. Ancora Occhetto?  Sì, ancora lui - dice Jannarilli, potevo farlo piccolo, invece l'ho valorizzato. Nella prima puntata del fumetto, Lupocchetto sta predisponendo un losco piano nell'ombra. L' ultima battuta rivela l' inquietudine dei vincitori:  Il futuro di Alitia è sempre più buio, si salverà il nostro Fiammino? Un fumetto politico in piena regola che oggi lascerebbe di stucco i fan duri e puri del curatore dylaniato. In Daryl Dark il peso della politica si avverte, secondo noi, in un rifiuto di ogni costruzione basata sui veleni e gli inganni del socialismo. Il vero horror è la società che vorrebbe costruire la sinistra, piena di iniquità e mortificazioni dei diritti umani. Daryl Dark è l'antidoto contro questo veleno. Mentre però il Recchioni del 1994 realizzava un fumetto in cui D'Alema era Topodalema e Occhetto era Lupocchetto, oggi Dylan Dog è la maschera di se stesso. Molti attribuiscono il flop a Recchioni perché è lui che figura come curatore. I più attenti lettori rilevano invece che in tutte le storie Sclavi appare come supervisore. Tutto quello che viene pubblicato è approvato da lui. Anziché attaccare Recchioni, che comunque nelle storie che lo hanno visto impegnato come scrittore ha tradito tutti i limiti che, a nostro parere, emergevano anche in John Doe, c'è da chiedere a Sclavi perché abbia scelto per il Bloch un nome che sembra fatto apposta per generare polemiche. E soprattutto perché lo abbia pensionato visto che i nuovi arrivi, il nero Carpenter e la musulmana Rania, sembrano stereotipi irritanti.


Al contrario di Dylan Dog, il progetto Daryl Dark non si è basato sulla provocazione, sul sensazionalismo, sull'irritazione dei lettori, sulle grida nel deserto. Una gestione attenta della comunicazione, senza le esagerazioni e le provocazioni gratuite, hanno fatto di Daryl Dark il fenomeno mediatico-fumettistico del 2015. Il massimo clamore si è avuto con l'uscita del mitico numero zero in cui ha fatto la sua apparizione Robert R. Reelich, nemico storico di Daryl e da allora sparito nel nulla. E' probabile che torni nel secondo volume! I fan lo chiedono a gran voce. Vogliamo Reelich! Vogliamo Reelich! Vogliamo Reelich! Il motivo di tanta attenzione non è di difficile comprensione. Robert R. Reelich rappresenta lo stereotipo dello scrittore fallito che per imporsi nel mondo al di fuori della sua fantasia è stato costretto a rivolgersi ad organizzazioni occulto-satanistiche, che lo hanno trascinato nella dimensione della disperazione. E' stato Daryl che lo ha liberato nel citato numero zero. Fino a quel momento era costretto a vivere nella illusione dei suoi fanboy della rete e delle recensioni comprate dei siti amici. Quale sarà il ruolo del Reelich nelle nuove avventure di Daryl Dark? Dal 1994 di acqua sotto i ponti ne è passata. Berlusconi non è riuscito ad attuare un cambiamento della società italiana, nel frattempo si sono consolidati gruppi di potere più o meno celati che fanno sentire tutto il loro peso in riforme che, anziché favorire il futuro dei cittadini, mettono al sicuro i forzieri delle banche. In un mondo dominato dalla mancanza di valori, dall'anticlericalismo, dalle seduzioni malefiche delle unioni tra persone dello stesso sesso, che la sinistra strumentalizza per i suoi loschi fini intesi alla distruzione della famiglia quale cellula fondamentale dello Stato Repubblicano, si sente un gran bisogno di quei valori che comunichino un messaggio positivo alla gente. Daryl Dark sarà il veicolo di questi messaggi. Non sarà un compito facile. I più ostinati asslickers che infestano come una possessione diabolica i gruppi di discussione sui social network scateneranno in maniera brutale tutto il loro odio. Non servirà. Come non è servito lo scorso anno. Fatti oggetto di pubblico ludibrio sono stati contrattaccati e gettati nel mare della ignoranza dal quale erano abusivamente fuoriusciti. Il momento per colpire è quello giusto. Il mondo del fumetto italiano è attraversato da una crisi senza precedenti. Vendite in caduta libera hanno messo in ginocchio editori che, fino a qualche anno fa, non avrebbero mai preso in considerazione l'idea di pubblicizzare il marchio sugli elementi igienici. Qualcuno ha ironicamente osservato che se un fumetto si legge nel bagno, perché non farlo seduti in modo marchiato? L'impatto di Daryl Dark sul mondo dylaniato del fumetto è stato devastante. E' la stessa Cagliostro che sul suo sito riporta, in un articolo (link) del 28 luglio 2015 i commenti dei vari addetti ai lavori. Si cita quello di Roberto Recchioni che scrisse Lo adoro riferendosi a Daryl Dark, oltre al nostro commento passato alla storia: Daryl Dark, molto più di un semplice indagatore dell'Incubo. Daryl Dark è passato alla storia come il passo in avanti dell'evoluzione del genere, superando perfino il più celebre Dylan Dog. Un evento che resterà scolpito per sempre nella storia del fumetto di tutto il mondo. Daryl Dark è stato creato da Piero Viola con la supervisione magica di Filippo Burighel. Simone Michelini realizzò i disegni dello storico primo numero, oggi diventato oggetto di culto. Preda di collezionisti di tutto il mondo. Daryl Dark ha portato fortuna ad alcuni autori, che oggi lavorano per case editrici importanti a dimostrazione della bontà del loro lavoro. In un primo momento, gli asslickers più pericolosi e folli, quelli che si scatenano in maniera brutale contro tutto ciò che si pone in termini critici verso Dylan Dog, provarono ad attaccare Daryl. Ne uscirono con le ossa rotte. A quel bislacco tentativo vi fu una ondata di sdegno collettivo. Qualche sito, particolarmente incattivito cercò di diminuire la rilevanza di Daryl Dark. Anche in questo caso senza riuscirci. Ma se volete farvi quattro risate con questi tentativi potete leggere qui. Ci ha sorpreso la recensione positiva di Bad Comics, da sempre vicino alla Bonelli (link). Gli attacchi più ridicoli arrivarono dal forum di Comicus, non una sorpresa visti gli stretti legami di admin e fondatore con il polo Bonelli/Panini. Ne abbiamo parlato qui. Gli insulti, perché così solo possono essere definiti, arrivarono dall'utente Jenny Sparks, dietro cui si nasconde forse un ragazzo che da moltissimi anni imperversa in alcuni forum e dal 2010 potrebbe collaborare con qualche editore. Non tutti sanno, infatti, che questo Jenny ha anche un blog (link). Al di là di questi attacchi sciagurati, Daryl Dark si è imposto all'attenzione mondiale come la più incredibile delle alternative al Dylan Dog di Sclavi/Recchioni, in un momento in cui quest'ultimo affrontava l'incubo peggiore, il rilancio iniziato nel 2013 con la benedizione di Sclavi, che infine ha accelerato e non fermato il dissanguamento di lettori. Appuntamento a Lucca Comics per il secondo volume di Daryl Dark e del suo socio, il sensazionale Hardo. Nel mondo del fumetto servono due elementi per sfondare: buone idee e il coraggio di attuarle. Le buone idee ci sono, il coraggio di attuarle no. Ma attuare certe idee significa porsi contro certi centri di potere. Gli stessi che controllano banche e finanza. Il fumetto può essere lo strumento per comunicare valori positivi, ma se la gente ha smesso di leggere fumetti è perché i valori positivi nei fumetti non li vede più. In Daryl Dark ci sono idee e concetti molto positivi e va sostenuto. Gabriel Piazza.

Nessun commento:

Posta un commento

Il tuo messaggio sarà sottoposto ad approvazione dei proprietari e/o amministratori, gestori di questo sito. Se conterrà insulti, offese, minacce, intimidazioni, anche velate ed indirette ed altri contenuti offensivi o minacciosi, sarà segnalato all'Autorità Giudiziaria con conseguente presentazione di denuncia/querela.