giovedì 5 maggio 2016

LE ORIGINI SEGRETE DI TEX: DA DICK TRACY A FURIO ALMIRANTE! L'IPOTESI SCONCERTANTE DI PENNACCHIOLI!

Sauro Pennacchioli, autore molto noto per avere curato i testi di alcune serie bonelliane come Martin Mysteré e Zona X, oltre a curare Cucador per la Garden Editoriale di Andrea Corno e ideato Ronny Balboa per la Play Press, pubblica sul suo sito un articolo molto approfondito sulla possibile origine di Tex Willer, il più popolare fumetto italiano di sempre insieme a Diabolik. La versione ufficiale vuole che Aquila della Notte sia stato creato da Gian Luigi Bonelli e Aurelio Galeppini nel lontano 1948, uscendo prima nel classico formato delle strisce e poi nel formato libretto, che sarebbe passato alla storia come il formato Bonelli, il 16x21. Secondo Pennacchioli, Tex sarebbe derivato da Dick Tracy, il popolarissimo personaggio a fumetti nato dalla fantasia di Chester Gould che fece la sua prima apparizione il 4 ottobre 1931 come strisce sul Chicago Tribune Syndacate. Tracy è ritenuto un personaggio che appartiene all'area politica della destra nazionale repubblicana. Non era facile in quel periodo pubblicare fumetti così in America. Le strade erano dominate dalla mafia italo-americana. Salvatore Maranzano contendeva a Giuseppe Joe Masseria il controllo delle attività criminali in tutto il territorio Usa. L'anno prima era scoppiata tra i due la guerra castellamarese, che si concluse con la vittoria di Maranzano (questi, infatti, era originario di Castellamare del Golfo), l'uccisione di molti esponenti di spicco della fazione avversa, tra cui Giuseppe Morello, Joe Aiello, Al Mineo, Steve Ferrigno e lo stesso Masseria. Credendo di avere sgominato tutti i suoi avversari e preparandosi a dominare le attività illegali negli Usa, Maranzano convocò nel settembre 1931, circa un mese prima dell'uscita delle strisce di Tracy, un meeting tra tutti i capi per essere eletto il nuovo Boss dei Boss. Pochi giorni dopo Maranzano cadde sotto i colpi di quattro killer ebrei assoldati da Salvatore Lucania, alias Lucky Luciano, che così divenne il Signore del Crimine di tutti gli Stati Uniti d'America, titolo che mantenne anche quando, nel 1946, a guerra finita in Europa, venne estradato in Italia ove morì nel 1961. L'influenza della mafia in America era tale in quel periodo da influenzare perfino l'elezione di Roosevelt alla Casa Bianca nel 1933, lo stesso anno in cui in Germania Hitler divenne cancelliere del Reich. Ciò nonostante, Dick Tracy spopolò grazie ai suoi modi duri con cui combatteva il crimine. Nel 1989 venne prodotto anche un film con Warren Beatty nella parte di Tracy. Beatty ha interpretato anche il film Bugsy ispirato al mafioso ebreo Benny Siegel, uno dei più fedeli sodali di Luciano. Tra finanzieri, mafiosi e artisti/autori, gli ebrei recitavano un ruolo significativo nel contesto culturale americano, così come del resto avviene oggi. La popolarità di Dick Tracy attraversò l'oceano e arrivò nei duri anni trenta anche in Europa ove si stavano affermando i totalitarismi. Pennacchioli riporta una pagina di Spirou del 1938 in cui si vede Dick Tracy. In Italia le cose non andarono allo stesso modo. Il regime applicava una rigida censura su tutto ciò che potesse turbare l'animo delle persone, dei bambini soprattutto. Il fumetto non era ben visto. Un errore che la destra paga ancora oggi, visti i massicci investimenti compiuti dai comunisti nel settore culturale e fumettistico in specie. La Chicago Tribune Syndacate inviò lo stesso le tavole delle strisce ai principali editori del vecchio continente, tra cui a Gian Luigi Bonelli, che non poté procedere con la pubblicazione a causa delle restrizioni di polizia. Quel materiale restò custodito nella sua scrivania con cura per tutto il decennio, guerra compresa. Ciò tuttavia non impedì alla casa editrice Vittoria di creare grazie al giornalista Vincenzo Baggioli un personaggio con caratteristiche simili a Dick Tracy chiamato Dick Fulmine! I disegni erano di Carlo Cossio, che iniziarono ad apparire sulla rivista di regime degli Albi dell'Audacia nel 1938. Sempre sugli Albi dell'Audacia qualche mese dopo, sul numero 19 del 1939, fece la sua prima apparizione Superman con il nome di Ciclone. In quegli anni Gian Luigi Bonelli collaborava con alcune testate come Rin Tin Tin, l'Audace e l'Avventuroso, tutte riviste di regime, ma solo nel 1940 decise di mettersi in proprio acquistando i diritti della rivista Audace, che attraverso vari cambi di nome è oggi nota come Sergio Bonelli Editore! Oggi, i più agguerriti lettori comunisti di Dylan Dog impazzirebbero se sapessero che l'editore milanese è partito come editore che in quegli anni doveva esprimere idee del regime. L'anno dopo, in piena guerra, crea il personaggio di Furio Almirante su disegni di Cossio che ebbe un notevole successo tanto da essere pubblicato sino agli anni sessanta. Per quanto possa apparire incredibile, per un breve periodo Bonelli fu anche l'editore di Superman in Italia! Tra il gennaio e il marzo 1940 uscirono sull'Audace moltissime storie di Superman/Ciclone. Poiché peraltro il materiale americano iniziava a scarseggiare e il pubblico italiano mostrava di apprezzare le gesta dell'Uomo d'Acciaio venne dato incarico ai fratelli Zenobio e Vincenzo Baggioli di disegnare storie inedite di Superman apparse sulla rivista l'anno precedente. La rivista Audace chiuderà i battenti nel 1944 con il numero 467. Con il territorio italiano devastato dagli atti di guerriglia dei partigiani comunisti, che il più delle volte erano di ostacolo all'avanza americana dal sud sulle forze italo-tedesche in ritirata verso nord, non fu più possibile svolgere attività editoriale. Per evidenti ragioni, Gian Luigi Bonelli fu costretto a riparare in Svizzera onde evitare rappresaglie e solo a guerra finita poté tornare in Italia stabilendosi a Genova da dove iniziò a collaborare con l'uomo d'affari Giovanni De Leo, che in Francia stava svolgendo una discreta attività editoriale. Nel 1949 alla corte di De Leo arrivò il giovane Gallieno Ferri che aveva risposto ad un annuncio sul giornale di ricerca di un disegnatore. Ferri si dividerà per tutti gli anni cinquanta tra l'Italia e la Francia ottenendo grande successo. Tra il 1946 e il 1948 Bonelli sarà molto attivo creando diversi personaggi tra cui Tex insieme a Galeppini. Torniamo alle tesi di Pennacchioli perché la situazione si scalda.
 

Dagli elementi raccolti dal Sauro Pennacchioli sembra emergere un sottile filo nero che collega tra loro Dick Tracy, Superman, Dick Fulmine e Tex Willer! Abbiamo già visto che Bonelli fu costretto a riparare in Svizzera e fece ritorno in Italia nell'estate 1945. Nell'agosto dello stesso anno riprese le attività la rivista Audace, l'antesignana della attuale Bonelli. La direzione della collana passò a Tea Bertasi, ex-moglie di Bonelli. Ci sono buoni motivi, secondo Pennacchioli, per ritenere che Dick Tracy sia confluito in Dick Fulmine come sua versione italiana. All'epoca era normale. Quando un personaggio non rispecchiava le idee del regime fascista, ne veniva cambiato il nome, l'aspetto, il costume o veniva ricreato secondo dei canoni diversi. Superman venne ribattezzato Ciclone, mentre Batman era noto come l'Ala d'Acciaio. Pennacchioli indica sei elementi a sostegno: il nome dei due personaggi che sarebbe lo stesso; sono entrambi agenti in borghese; sono poliziotti di Chicago; hanno la mascella quadrata; Dick Fulmine esce nel 1938 in Italia, lo stesso anno in cui esce in Francia Dick Tracy; il disegnatore Carlo Cossio era specializzato nel realizzare versioni nostrane di personaggi Usa. Tra il 1938, anno del suo esordio in Italia e il 1940, Dick Fulmine acquisì grande notorietà e rappresentò il pezzo forte degli Albi dell'Audacia. Gian Luigi Bonelli, che proprio nel 1940 aveva acquisito la proprietà della rivista l'Audace, non poteva restarsene con le mani in mano e nello stesso anno (il 1940) creò un personaggio clone di Dick Fulmine chiamato Furio Almirante! In quel periodo gli Almirante erano una famosa famiglia di attori, di cui faceva parte anche Giorgio Almirante che nel dicembre 1946 fu tra i fondatori insieme ad altri reduci della Repubblica Sociale Italiana del Movimento Sociale Italiano. Erano tutti fascisti, come del resto tutti gli italiani del periodo. Un periodo in cui tutti erano fascisti? In quel momento, lo si era o si doveva esserlo. Del resto, non si poteva fare lo scrittore negli anni 30-40 se non si era fascisti. L'alternativa era emigrare in Francia insieme ad altri fuoriusciti. Bonelli aveva lavorato parecchio negli anni '30 tanto che nel 1940 disponeva delle risorse economiche per rilevare la proprietà della rivista Audace, ponendosi da quel momento come editore, oltre che scrittore e creatore. Furio Almirante presentava molte delle caratteristiche che sarebbero state infuse in Tex. Si presentava come un uomo forte e robusto con folti capelli castani ondulati. È un pugile italiano che è emigrato negli Stati Uniti verso il 1920 e che ha acquistato una fattoria in una regione boscosa del Missouri. In seguito all'arrivo di una lettera proveniente da Milano è costretto a viaggiare per il mondo (le prime storie sono ambientate in Sud America) e a vivere molte avventure in compagna di un gorilla di nome Serafino. Insofferente verso le ingiustizie, ben presto impara a farsi giustizia da solo, proteggendo se stesso e i più deboli in un mondo in cui la legge è impotente. Durante la seconda guerra mondiale il personaggio indossa una divisa da soldato, facendo assumere un tono propagandistico al fumetto, mentre nel dopoguerra adotta una mascherina prendendo il nome di Furio Mascherato. Insomma, le sue storie non erano ambientate in Italia, ma in Paesi con regimi plutocratici, cioè con politici sul libro paga di ricchi finanzieri. Nulla di diverso da oggi e infatti i principali personaggi attuali dei fumetti italiani non operano in Italia. Tex negli Usa. Dylan Dog in Inghilterra e Diabolik nella immaginaria Clerville che richiama atmosfere francesi e inglesi. Dal Dick Tracy di Gould sono nati, quindi, Dick Fulmine e Furio Almirante, personaggi per certi versi molto affini. I lettori d'oggi, quasi tutti di sinistra si stupirebbero nel prendere atto del fatto che i personaggi di cui leggono le storie sono ispirati ad una ideologia di destra, anche estrema. Questi personaggi operavano in un clima in cui la violenza costituiva il modo abituale di risolvere i problemi. Un po' come gli squadristi che, quando c'era bisogno di far capire a qualche socialista che per lui non era aria, arrivavano, picchiavano a sangue tutti quelli che erano presenti e devastavano il locale. Fatti che tra il 1919 e il 1924 era abituali. Poi il fascismo da rivoluzione divenne regime istituzionalizzato e le violenze cessarono per riprendere una dimensione di legalità formale. Tex era di idee di destra come lo erano i suoi autori e nei suoi modi denotava tutti gli elementi del tipico eroe del genere. Modi bruschi, di poche parole. Altero e supremazista. I neri erano chiamati pezzi di carbone. Pennacchioli sostiene che alcuni dialoghi sono stati modificati nelle ristampe per rappresentare Tex più democratico e meno di destra. Gli autori attuali stanno cercando di trasformare Tex Willer in un comunista o socialista. Una recente doppia storia di Manfredi (Tex n. 654-655) ne è l'esempio. Tex che parla come un sindacalista della Fiom rappresenta una novità! Quando sono messi alle strette si difendono sostenendo che Tex sarebbe un apolitico! A sinistra sono fatti così: ti considerano sano di mente se la pensi come loro, altrimenti sei un folle. Un atteggiamento tipico di chi vive fuori dalla realtà. Pennacchioli ha ragione quando sostiene che il Tex di oggi è snaturato, lontano dall'essenza del vero Tex e ciò spiega perché molti lettori sono delusi dalle sue storie e lo stanno abbandonando. Negli ultimi due anni Tex ha perso 20.000 lettori passando dalle 190.000 copie del 2014 alle attuali 170.000 (fonte: Bottero). Vista la distanza dalle origini, dal vero Tex, il Pennacchioli alla fine si chiede: Tex sta andando a puttane? Per dire: che fine sta facendo? Poi conclude con un riferimento a Recchioni che lo aveva criticato per avere omesso di menzionare, in un articolo su Ronny Balboa, Lazarus Ledd! Con pazienza il buon Sauro spiega che il Balboa da lui creato uscì nel 1989, mentre il Lazarus Ledd era del 1993! Della serie: anche i curatori magister toppano! Tex sta andando davvero a puttane? Noi pensiamo di no, almeno fino a quando Boselli ci sarà. Se Boselli esce di scena per Tex sarà la fine. Altro che puttane. Dimitri Temnov.

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