mercoledì 4 maggio 2016

MEGA-RECENSIONI: RECCHIONI RIDE MA C'E' POCO DA STARE ALLEGRI! LE VENDITE DI DYLAN DOG SONO IN CALO!

Il nostro sito straordinario è molto seguito dagli autori e dagli addetti ai lavori perché solo qui esiste la possibilità di avere un quadro veritiero della situazione, mentre sugli altri siti, legati in modo diretto o indiretto alle case editrici, si possono leggere solo spot promozionali di fumetti od opere che, nella maggior parte dei casi, si rivelano immonde schifezze. Fumetti brutti, sozzi e socialisti, spesso usati come veicolo di idee anticlericali e posizioni antidemocratiche. In alcuni casi, si ride di vero cuore, non per il fumetto in sé ma per gli sforzi di autori ed editori che, in modo sempre più disperato, cercano senza riuscirci di sconfiggere la realtà. Quando il fumetto chiude perché nessuno è stato così stronzo da comprarlo, la colpa è del lettore che non ha capito un cazzo di quello che ha letto. Poi inizia la campagna volta a rappresentare quella deformata versione di un fumetto in qualcosa che un giorno sarà rivalutato. Fino a quel momento sarà pianto sui principali forum come un tesoro che non è stato decifrato. Nel post che vedete sotto raffigurato e catturato con una comoda funzione Roberto Recchioni ha scritto che ha riso di una mega-recensione. Dal momento che le recensioni mega le facciamo solo noi (gli altri si guardano bene dal criticare, anche in buona fede, i fumetti italiani), ci piace pensare che il curatore dylaniato si riferisse al nostro sito. La mega-recensione più recente che abbiamo pubblicato è stata quella di Dylan Dog n. 354, albo scritto da Gigi Simeoni, curato dallo stesso Recchioni e supervisionato da Tiziano Sclavi (o almeno così è riportato in seconda di copertina). Ecco il link. Nel leggere il pezzo, se lo ha letto perché l'articolo è molto lungo come è nostra abitudine, Recchioni non avrà avuto piacere perché abbiamo sottolineato punti molto critici di una storia che non ci è mai parsa credibile o quanto meno corrispondente ai tradizionali standard bonelliani. Che ne abbia riso ci fa piacere. Non scriviamo pezzi per rendere triste la gente e le reazioni che suscitano sono sempre personali. C'è chi si dispiace nel constatare la lenta discesa nell'abisso di Dylan Dog, che dal 2013 è nettamente peggiorato. Recchioni non sarà d'accordo, ma la sua gestione è stata ed è tuttora bersagliata da critiche continue. In qualche intervista ha sostenuto che, in realtà, le critiche provengono da un ristretto ma numeroso gruppo di persone. Una tesi difficile da credere visto che la gente ha altro da fare durante la giornata che stare lì a inventarsi dei fake o account fasulli per criticare o parlare male di un albo o di un autore. Quando un prodotto non piace, lo si ignora. E' un comportamento naturale, altrimenti Dylan Dog non avrebbe perso 25.000 lettori negli ultimi tre anni della sua gestione. E' molto più accettabile la tesi secondo la quale il suo Dylan Dog, che poi è il Dylan Dog concertato insieme a Sclavi, non è piaciuto.
 

Questi dati, sui quali c'è poco da ridere, li ha forniti qualche settimana fa Alessandro Bottero sulla sua pagina Facebook. Ecco il link. Nessuno si è permesso di smentire Bottero, nemmeno Recchioni, che in passato ha avuto più di uno scazzo con il popolare ex-editor della Play Press. Il motivo è di facile comprensione. Se smentisci una persona, devi fornire elementi per confutare le sue affermazioni. Recchioni si è guardato bene dall'affermare che quelli forniti da A. Bottero sono dati falsi, sia perché Bottero ha citato una fonte in Bonelli, una fonte che non ha voluto rivelare per non esporla a delle rappresaglie, sia perché avrebbe dovuto fornire i dati ufficiali, sempre che li conosca. Bottero ha citato anche i dati delle vendite di Orfani, altra creatura di Recchioni (ne abbiamo parlato qui), che negli ultimi due anni ha perso 9.000 lettori. Due anni fa vendeva 29.000 copie. Oggi ne vende 20.000 ed è in ulteriore calo. Se una testata perde in due anni il 31% dei suoi abituali acquirenti non si può parlare di successo. I rapporti tra Recchioni e Bottero devono essere migliorati parecchio perché qualche giorno fa sul forum di Comicus, il curatore dylaniato ha affermato che il numero 1 di Orfani nell'ottobre 2013 vendette 50.000 copie, confermando il dato che Bottero aveva sempre riferito! Ecco il link. Nell'immagine del post che vedete sopra, Recchioni ha affermato di avere riso, ma non ci ha citato direttamente per non farci pubblicità. Altrimenti, avrebbe commesso lo stesso errore di Gipi di qualche giorno fa quando, condividendo un nostro post sul suo profilo FB, ci regalò oltre 5.000 visualizzazioni. Nell'era della comunicazione globale non si cita chi critica per non dargli spazio o visibilità. Facendo due calcoli, visto che il profilo di Recchioni è seguito da oltre diecimila persone, il nostro sito ne ricaverebbe circa 7-8.000 visualizzazioni, vale a dire quelle che ricavano gli altri siti, come il Bad Comics ad esempio, che scrivono articoli positivi delle sue opere e che lui condivide sul profilo. E' un vecchio do ut des. Io scrivo un pezzo, l'autore lo condivide sul suo profilo ed entrambi ne ricavano benefici. L'autore perché il pezzo ha parlato bene del suo lavoro. Il sito perché vede crescere le sue visualizzazioni e i ricavi dei banner pubblicitari. Recchioni, quindi, non ha alcun interesse a condividere il link delle nostre mega-recensioni critiche dei suoi lavori. Anche se lo facesse e i fanboy si scatenassero in una selva continua di insulti, ci regalerebbe quella visibilità che è meglio non offrire. Anche la notorietà deve essere ben usata. Recchioni lo sa bene visto che si espone molto sulla rete, talvolta assumendo posizioni che gli attirano più antipatie che simpatie. Ciò che ha scritto nel post può essere vero o meno, ma noi siamo convinti che non ci siano molti motivi per essere felici di questo nuovo corso di Dylan Dog. Dimitri Temnov.

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