venerdì 6 maggio 2016

MFR OVVERO IL MONDO DEL FUMETTO ROMANO! LE IMPRESSIONI DI ALESSANDRO BOTTERO SULL'ARF DI ROMA!!!

Pochi giorni fa il popolare Alessandro Bottero, ex-editor della Play Press degli anni novanta e uno dei massimi conoscitori ed esperti del mondo del fumetto a livello mondiale, nonché autore di numerosi saggi sull'argomento apprezzati dalla critica, ha scritto un post sul suo profilo FB in cui ha fatto presente, dopo essere passato per una piccola manifestazione di fumetti tenutasi a Roma chiamata ARF, di avere avuto l'impressione netta di stare sui coglioni a qualcuno, mettendo in evidenza che il problema, secondo lui, è il Mondo del Fumetto Romano, d'ora in avanti MFR. Per avere una comprensione maggiore di quello che è successo, è necessario capire che cos'è il MFR e cos'è ARF. Per MFR si intende il Sistema rappresentato dai fumettisti romani che ha in Roberto Recchioni uno dei suoi esponenti più conosciuti. Esso si compone di fumettisti di Roma o dell'area circostante o di sodali vari anche se non romani. Come in tutti i sistemi affini, MFR è caratterizzato da un vincolo di solidarietà interna. Se uno dei membri ha nemici, avversari o concorrenti, questi diventano nemici, avversari o concorrenti di tutto il Sistema. Fedeltà assoluta ai dettami e principi che sono a base dello stesso. Chi non condivide è fuori. Fuori da tutto ciò che il Sistema domina, controlla o in qualche modo influenza. Chi è dentro ed entra a far parte del sistema, riceve tutti i benefici che una organizzazione affine è in grado di offrire come opportunità di lavoro, visibilità e/o eventi sociali. L'ARF è espressione dell'MFR. ARF ha luogo a Roma. ARF 2016, come si evince da questo link, è organizzata da Mauro Uzzeo, autore amico di Roberto Recchioni con il quale collabora a progetti editoriali della Bonelli, tra cui Orfani. Gli altri arfer, se così si possono chiamare, sono Daniele Bonomo detto Gud, che dal 2009 collabora alla rivista Mono della Tunuè, Paolo Campana detto Ottokin, fumettista, grafico e fondatore di Bloggokin ma soprattutto collaboratore del progetto grafico di Orfani per la Sergio Bonelli insieme ad Uzzeo e lo stesso Recchioni, Stefano Piccoli, creatore del personaggio noto come Il Massacratore per la Factory, una casa editrice fallita diversi anni fa che aveva tra i suoi massimi animatori ed esponenti, oltre a Roberto Recchioni, anche Luca Bertelè e Walter Venturi, che oggi collaborano con la Bonelli Editore e infine Fabrizio Verrocchi, che si occupa della parte grafica dei volumi a fumetti di editori come Bao, Coconino e Tunuè. Da qualche mese a questa parte Bao Publishing e Bonelli Editore escono insieme in un catalogo, come spiegato in questo articolo. Cinque fumettisti con stretti legami tra loro, non solo di amicizia, ma anche di lavoro fin dalla esperienza con la sopraccitata casa editrice fallita della Factory. Come orientamento politico non hanno mai nascosto simpatie per l'area della sinistra, che nel fumetto così come in molti settori della cultura ha sempre investito fin dagli anni cinquanta con il PCI, che così utilizzava le risorse che arrivavano dall'Urss. Sono loro che hanno creato ARF, che è, nella sostanza, una mostra del fumetto organizzata dai fumettisti o da persone che lavorano nell'illustrazione. ARF è, dunque, una creatura di MFR. Lo scorso anno si è tenuta la prima edizione. A presentarla Roberto Recchioni in questo post pubblicato sul suo profilo pubblico Facebook:


Belli, bravi e intelligenti ma Alessandro Bottero ha avvertito la sensazione di essere rimasto sui coglioni a qualcuno. A chi di preciso? Il post di Alessandro, in verità, ci ha stupito. I cinque protagonisti di ARF sono collaboratori della Bonelli per la serie Orfani. E' noto che i rapporti tra Roberto Recchioni e Alessandro Bottero non sono ottimi. Sui social network e in rete i fan hanno potuto assistere a scambi di battute poco felici. Litigi veniali per carità ma che portano precise conseguenze. Così se una manifestazione è organizzata da persone che lavorano su una testata che è stata bersaglio di critiche veementi da parte di altri autori o addetti ai lavori, è giocoforza concludere nel senso che gli autori di queste critiche non potrebbero che essere mal tollerati in seno ad una manifestazione organizzata dagli autori della testata oggetto delle critiche. Quando Orfani uscì alla fine del 2013 dopo diversi mesi di promozione sul blog di Recchioni, Bottero, dalle colonne di Fumetto d'Autore, rivelò i dati di vendita del numero 1 precisando che esso non aveva venduto più di 50.000 copie. Bottero venne sommerso di critiche, insulti, offese da una moltitudine di fanboy scatenati e assetati di sangue. Un assalto brutale, cattivo da parte di utenti Ut(toniti) che forse il fumetto di Orfani non lo avevano nemmeno letto. Ecco il link dell'articolo di Bottero. Era il 6 dicembre 2013. Non passa nemmeno un mese che dalle colonne del sito di Fumettologica lo stesso Recchioni confermò che Orfani n. 1 aveva venduto circa 50.000 copie. Ecco il link dell'intervista. Nessuno si scusò con Bottero, che anzi continuò ad essere bersaglio di critiche feroci, attacchi sui vari siti, forum, blog, social, ecc. Bottero è un apprezzato scrittore e per la casa editrice Star Comics ha pubblicato la miniserie Nox. Ecco il link. Ciò nonostante, nessuno lo avrebbe mai invitato alla Bonelli per collaborare ad una serie per l'editore milanese visto che aveva in pubblico affrontato un tema, i dati di vendita, che sono ancora oggi tabù. Qualche giorno fa sul forum di Comicus, Recchioni, che nonostante tutto è stato onesto nelle occasioni in cui ha parlato dei dati di vendita di Orfani, ha confermato quanto già si sapeva: il numero 1 ha venduto 50.000 copie. Ecco il link. Bottero non ha fatto nulla di male nel citare i dati di vendita di una collana, precisando peraltro l'attendibilità della fonte. In un altro post sul suo profilo FB ha ricordato come oggi Orfani venda circa 20.000 copie che, considerando gli elevati costi di produzione di una collana a colori, sono pochini se inquadrati dal punto di vista del pareggio. Orfani è in perdita? Poiché, nessuna serie Bonelli in questo momento sembra guadagnare lettori, anche Orfani è in calo, forte. Ecco il link dei dati forniti da Bottero, che quindi viene considerato dai più come un fervente antibonelliano. Nell'ottica della bassa cultura della rete, dominata da ignoranti, il diritto di critica non esiste. Se critichi un fumetto passi per hater, per uno che odia l'autore e non il fumetto. Sciocchezze che, però, servite su un piatto d'argento agli ignoranti fanno presa. Eccome. Perché stupirsi se Bottero non viene chiamato dalla Bonelli per scrivere una serie? Perché stupirsi del fatto che una manifestazione organizzata da fumettisti bonelliani Bottero non sia ospite gradito? Arf 2016 è stata organizzata da Mauro Uzzeo che lavora su Orfani.


Nessuno ha negato a Bottero l'ingresso all'ARF. Lui stesso asserisce nel post di essersi fatto un giretto trovando la manifestazione carina e scrive sul suo profilo FB: oggi sono passato all'ARF!, uno degli eventi di fumetti che si tengono a Roma, accanto a Romics e Strippando. Ho visto il programma di questi tre giorni, molto carino. E ho capito che per una certa parte del mondo del fumetto romano io non esisto, malgrado traduca fumetti e altro dal 1990, malgrado scriva libri di critica ritenuti ottimi, malgrado abbia sceneggiato un bel po' di storie per Eura, Disney, Star Comics, malgrado tutti gli incontri che faccio in giro per altre manifestazioni. La domanda è: starò sui coglioni a qualcuno? La mia risposta è: sì. Bottero di che è nell'ambiente dal 1990. Ha scritto e scrive libri, tiene incontri e ha rapporti con molti editori. Lui stesso è anche editore con il marchio Bottero Edizioni, ma all'ARF ha avuto la sensazione di stare sui coglioni a qualcuno. A chi non lo dice. Rispondendo al commento di un utente sotto il post scrive: no no, attenzione. non sono triste, rosicante, invidioso, o altro. davvero. mi limito a rilevare un fatto e a prenderne atto. Starei quasi per dire che sono divertito, visto che venerdì e sabato sono stato alla StarCon, dove ho tenuto due incontri. Bell'ambiente, persone molto interessanti e un mondo editoriale (quello della fantascienza) intrigante e soprattutto ricco di fermenti. Poi uno torna a casa e trova il solito tenerissimo adorabile mondo del fumetto romano. Bottero non fa nomi, ma parla del mondo del fumetto romano, l'MFR, che con lui non è tenero. Ciò conferma i rapporti non felici con Recchioni che all'ARF è di casa e degli altri autori di Orfani, che lui ha criticato e nell'ottica degli autori stessi, danneggiato diffondendo dati di vendita. Ma, noi ci chiediamo, come si può danneggiare una testata dicendo quanto vende? Anche se non se ne parlasse, se la serie non vende chiuderebbe lo stesso. Poi parla ancora di ARF e dice: la manifestazione era sicuramente più grande e ariosa dell'anno scorso, ed è un bene. l'ho vista poco, perché sono stato dalle 16 alle 18 di domenica.comunque c'erano più editori, e delle belle proposte editoriali. Sicuramente sotto questo profilo Arf! è più ricco di Romics. Romics è più popolare e accoglie intrattenimento a 360# con cinema, animazione e altro. Arf! è solo fumetto. la cosa è lecita e legittima. Sono convinto che un evento come ARF, accanto a Romics e altri completi il panorama dell'offerta romana. Detto questo ho notato spazi troppo affollati e stretti nella sezione degli Stand. Probabilmente bisogna riflettere meglio sulla logistica. HO visto ben posizionate le auto produzioni e gli editori alternativi, anche se non ho capito bene perché certi editori erano nelle auto produzioni e NON nello spazio editori. Mi è parsa una manifestazione molto sotto l'ombrello Bonelli, con uno spazio ampio riservato alla casa editrice. Troppo ampio? Poco Ampio? Ampio il giusto? non lo so. Certo che da Lucca 2015 in poi si nota un attivismo e un cambio di paradigma mentale da parte della Bonelli nei riguardi delle manifestazioni. Prima Sergio Bonelli aveva stabilito che la Bonelli non vendeva i suoi albi nelle manifestazioni per non fare concorrenza sleale alle edicole. Oggi lo stand Bonelli è un alluvione di ristampe cartonate, copertine variant, e altre cose...

 
...che servono per fare cassa. Come se la Bonelli fosse tornata ai primi anni '90, quando Star e Play Press usavano le copertine variant. Quindi la mia conclusione è: la Bonelli è una seguace di Nietzsche e applica il Mito dell'Eterno Ritorno. Ciò che dice Alessandro è interessante. Oggi la Boneli si comporta come un editore di comics che pubblica su licenze i fumetti americani. Variant, esposizione mediatica, invasione delle fumetterie, librerie, ecc. Ma è servito? I dati che abbiamo a disposizione del 2012 e del 2014, dati forniti dalla Bonelli e i dati del 2016, forniti dallo stesso Bottero, indicano che invece la Bonelli è in netto calo. Un dato su tutti: avete presente il Maxi Dylan Dog, che con la gestione Recchioni è diventato Maxi Old Boy? Nel 2012 vendeva 77.000 copie. Oggi ne vende 39.000 copie. Una lenta discesa che il rilancio orchestrato da Sclavi ed eseguito da Recchioni non ha frenato. Un utente espone la sua testimonianza di ARF 2016 e non gli è piaciuto: Ora vi dico una cosa che mi ha lasciato perplesso (parlo da utente e appassionato di fumetti). Volevo andare ed alla fine non sono andato ad ARF quest'anno. L'anno scorso mi era piaciuta molto, proprio perchè SOLO fumetto, con un programma di conferenze interessanti. Quest'anno volevo tornarci e ho visto che le conferenze di maggior interesse, con interventi di autori e disegnatori, erano camuffate da stage di un giorno? infarcite di marketing e, soprattutto, a pagamento. Ora, in una manifestazione di Fumetto in cui si paga già l'ingresso gli incontri con gli ospiti di riguardo secondo me dovrebbero essere compresi. Non vi dico poi cosa ho pensato quando l'incentivo a pagare di più (cioè ad aderire a più eventi) erano cose come la "pergamena firmata" del "corso" o il caffè con Stan Lee. La cosa mi ha irritato ed ho deciso di disertare. Magari a mente fredda il prossimo anno ci ripenso. Magari no. Incontri a pagamento? Non è che la crisi ha colpito anche la sinistra? Non ci sono più i comunisti di una volta che ricoprivano d'oro tutti gli editori e autori disposti a parlare bene del socialismo. Tra gli interventi troviamo quello di Giovanni La Mantia, alias l'utente Jelem del forum di Comicus, che sì riconosce: Alessandro Bottero sta sui coglioni a diverse persone del settore. Ma gua, GUAI, se non ci fosse: una voce fuori dal coro e che non è abituata a seguire la direzione del vento ci vorrebbe sempre e ovunque. L'autorevolezza poi ognuno se la costruisce a suo modo e tempo. Il problema è che tra coloro che lo incensano ci sono alcuni soggetti che stanno sui coglioni molto più di lui e in confronto a lui non hanno nulla di concreto da dire né autorevolezza vera o presunta. E tali soggetti influiscono nella percezione che alcuni hanno di Alessandro Bottero, di fatto squalificandolo, come se fosse automatico che il suo pensiero collimasse in toto con quello di questi altri individui. Il commento di La Mantia è curioso: chi sono questi tipi che stanno sui coglioni più di Bottero? La nostra naturale modestia ci porta a pensare che forse si riferisce a noi visto che Comix Archive è l'unico sito che dice le cose come stanno e quindi, si rischia di essere sui coglioni a molti. Ma di questo non ce ne frega un cazzo. Stare sul cazzo a chi racconta stronzate è una buona cosa. Più i cazzi sono rotti più significa che facciamo bene quello che facciamo adesso.


Se abbiamo bene interpretato il pensiero di La Mantia, quando pubblichiamo un articolo che ha ad oggetto dati o notizie riportate da Bottero contribuiremmo a squalificarlo! Ci fa piacere che creda davvero ad una cosa simile. Si, perché significa che stiamo facendo bene quello che facciamo. Qualcuno può pensare che quello che noi scriviamo o le idee politiche che diffondiamo sono anche le idee politiche di Bottero? Ognuno è libero di pensare ciò che vuole. La Forza delle nostre Idee è Invincibile. E tanto basti. Stupisce l'intervento di Uzzeo, uno degli autori di Orfani ed amico di Recchioni, che dice che all'ARF non c'erano incontri a pagamento: Intervengo soltanto per precisare le complete inesattezze riportate dall'utente Marco Garaffo. Esattamente come nello scorso anno, LA TOTALITA' delle conferenze dell'ARF! (della durata di un'ora, un'ora e mezza) erano COMPLETAMENTE GRATUITE. Conferenze di altissimo livello sulla traduzione, gli autori in mostra, l'eredità di Pazienza, il confronto tra gli autori satirici italiani, una spiegazione sui recenti fatti di Angouleme alla presenza di Julie Maroh e con la conduzione della scrittrice/giornalista Carolina Cutolo completamente GRATUITE e molto, davvero molto, seguite. A pagamento erano ESCLUSIVAMENTE sei masterclass tenute in una sala a parte, dove un numero massimo di 40 allievi poteva assistere a delle lezioni intensive - della durata di 3, 4 ore - di sceneggiatura, disegno e colorazione, tenute da autori del calibro di Gipi, Leo Ortolani, LRNZ, Francesco Artibani, Roberto Recchioni, Giacomo Bevilacqua, Annalisa Leoni e Lorenzo De' Felici. Il costo della lezione, comprensivo di un abbonamento per i tre giorni di festival del valore di 20 euro, era di 60 euro a persona e, oltre a donare un attestato di partecipazione autografato dai "docenti", quelli che hanno scelto di comprarne più di una si sono visti omaggiate anche dei cataloghi delle mostre, poster, eccetera. Quindi, siamo davvero molto ma molto lontani da quel che racconta Marco Garaffo. Ma per saperlo, bastava anche solo leggerlo sul sito, o venire all'ARF! Mah, l'intervento di Uzzeo è una contraddizione in termini. Prima dice che tutti gli incontri di ARF erano gratis, poi però dice che alcuni, che lui ha definito Masterclass erano a pagamento! E chi erano i magistri per sentire i quali bisognava pagare? Si trattava di: Gipi, Leo Ortolani, LRNZ, Francesco Artibani, Roberto Recchioni, Giacomo Bevilacqua, Annalisa Leoni e Lorenzo De' Felici. In sostanza, non è corretto ciò che dice Uzzeo. Alcuni incontri o masterclass che dir si voglia erano a pagamento. E' lo stesso Bottero che poi interviene e conferma: non mi pare che Marco Garaffo abbia detto cose diverse "ho visto che le conferenze di maggior interesse, con interventi di autori e disegnatori, erano "camuffate" da stage (di un giorno?), infarcite di marketing e, soprattutto, a pagamento (!!!). Ora, in una manifestazione di Fumetto in cui si paga già l'ingresso gli incontri con gli ospiti di riguardo secondo me dovrebbero essere compresi. " Ha detto che secondo lui le conferenze di maggior interesse (per lui) erano (secondo lui) camuffate da stage e a pagamento, cosa che te confermi. Te dici che c'erano degli stage a pagamento. Quindi dove sarebbero le falsità di Marco? Infatti, alcuni incontri erano a pagamento. Stop.


Dopo Uzzeo, arriva uno dei magistri, Francesco Artibani che scrive: Tre ore di incontro non sono una conferenza stampa ma qualcosa di leggermente diverso ma soprattutto, tenetevi forte, facoltativo. Tutto chiaro, ma sempre incontri a pagamento erano! Uzzeo insiste: Come l'altr'anno, le conferenze - sia quelle più, sia quelle meno, interessanti - erano sempre tenute da autori e disegnatori (molti di loro esattamente quelli che hanno tenuto anche le Masterclass) e esattamente come l'anno scorso, sono gratuite. Metterle in paragone con delle masterclass di 3/4 ore a pagamento, non c'entra assolutamente nulla. Non sono una a discapito dell'altro. Non abbiamo tolto una cosa bella all'edizione dell'altr'anno, ne abbiamo AGGIUNTA un'altra. Si usa ancora il termine masterclass, ma a prescindere dall'etichetta, sempre di incontri a pagamento si trattava. E Bottero insiste: MASSIMA LIBERTA' e RISPETTO dell'organizzazione di organizzare COME LE PARE una cosa che organizza LEI e solo LEI. ok? personalmente provo però un po' di perplessità nell'usare il soldo come strumento per delimitare un numero chiuso per eventi che si attuano all'interno di un evento pubblico. io personalmente se dovessi organizzare una mostra di fumetti e dovessi organizzare delle master class o corsi (e li faccio anche io da anni a Etnacomics) non metterei come strumento per decidere il numero chiuso il pagamento di una tariffa, ma altri metodi. Ma siccome ARF! non l'organizzo io chi l'organizza fa come gli pare. Però non è vero che Uzzeo ha smentito quello che ha detto Garaffo. Garaffo ha detto che c'erano eventi (PER LUI ) interessanti a pagamento. e questi c'erano. quindi, ripeto FATTA SALVA LA LIBERTA' di fare come pare e piace, dove sarebbero le falsità dette da Garaffo? Temendo il peggio dalla rete, Bottero scrive: scommettiamo che tra un mese girerà la voce che ho detto che all'ARF! sono avidi e inventano trucchi per spennare i poveri lettori ingenui? facciamo cinque euri? Ora però la cosa diventa noiosa. Un utente fa osservare in sostanza che gli incontri più importanti erano a pagamento. Gli arfer sostengono invece che quelli non erano incontri, ma masterclass! L'esperienza insegna che la forma non può prevalere sulla sostanza e quindi, secondo noi, Garaffo aveva ragione. Che si chiamino masterclass o in altra maniera, per sentire gli intervenuti bisognava pagare una somma ulteriore al prezzo del biglietto di ingresso. La discussione finisce lì. Restano gli elementi che abbiamo portato in questo pezzo. Bottero sostiene di stare sul cazzo a qualcuno e in particolare a qualcuno del Mondo del Fumetto Romano. Facile pensare a Recchioni visto che i due hanno spesso litigato sul web. Facile pensare agli autori di Orfani, visto che Recchioni è l'ideatore della serie. Per certi versi incredibile sono le parole di La Mantia/Jelem: prima dice che è un bene che la voce di Bottero ci sia, proprio perché si tratta di una voce fuori dal coro, ma poi aggiunge che altri, usando le sue parole, lo squalificano! Ricordiamo a Jelem/La Mantia che Bottero è bannato a vita da Comicus! Quindi, se la sua voce è così importante perché fuori dal coro, come mai è stato buttato fuori dal forum? Ci resta la sensazione di fare bene quello che facciamo. Queste discussioni lo dimostrano. Kristoffer Barmen.

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