domenica 15 maggio 2016

MORGAN LOST: QUANTE COPIE DEVE VENDERE PER PROSEGUIRE? LE VALUTAZIONI SUL FUTURO DELLA COLLANA!!

O meglio si potrebbe dire: quante copie deve vendere per non chiudere? Morgan Lost è una testata scritta da Claudio Chiaverotti che ha fatto il suo esordio nelle edicole nell'ottobre 2015. Il personaggio esce circa dieci mesi dopo la chiusura per basse vendite di Brendon, altra serie creata dallo stesso autore, ma le somiglianze con il personaggio di Nightwing della DC Comics sono notevoli. Perfino molte delle ambientazioni del fumetto richiamano scene e atmosfere di Gotham City. Ci sono elementi sufficienti, secondo il nostro punto di vista, per poter parlare di un omaggio grazioso ad un personaggio iconico. Morgan Lost è partita come serie regolare per la quale sono stati preparati, secondo quanto dichiarato da C. Chiaverotti in questa intervista concessa a Fumettologica, già i primi venticinque numeri. A meno di clamorosi tracolli, tutti preventivabili e vista la delicata situazione di mercato, per nulla impossibili, Morgan dovrebbe andare avanti fino al novembre 2017. Poi dipenderà da una serie di fattori che in questo pezzo cercheremo di analizzare qui cercheremo di analizzare. In premessa, va specificato che il nostro sito straordinario, per il fatto di avere espresso un giudizio sfavorevole, è stato attaccato in modo piuttosto aggressivo da alcuni social con insulti e diffamazioni di vario tipo. Perché abbiamo espresso un desiderio così deciso? Come lettori abbiamo il diritto di esprimere la nostra opinione, anche in modo radicale e alla luce della decisa connotazione ideologica del personaggio, che secondo Chiaverotti rispecchia il suo modo di vedere le cose, in modo ancora più marcato visto che non condividiamo idee politiche di sinistra e quindi il nostro punto di vista nei confronti di Morgan Lost non può che essere critico. Non tutti l'hanno presa bene. Lo stesso autore ha usato toni molto duri nei nostri confronti, ma, come spesso ribadito, accettiamo le critiche e le confutiamo nell'ottica di un contraddittorio al quale non ci sottrarremo. Non ci piegheremo alle logiche aggressive dei social secondo cui basta disegnare un bersaglio su una persona o un sito, come accaduto nel nostro caso, per concretizzare un effetto intimidatorio. Reagiremo in tutte le forme e i modi che si renderanno necessari a tale scopo. Ancora mentre scriviamo queste righe riceviamo insulti dal gruppo di fan di ML. Sperano così con il linciaggio mediatico di diminuire la rilevanza delle nostre idee critiche. Attenti controlli ci hanno permesso di ricostruire i termini dell'accaduto. Un utente bizzarro, che ha dichiarato pubblicamente di manifestare odio nei nostri confronti, ma che noi non conoscevamo affatto prima di pochi giorni fa, ha condiviso un nostro pezzo nel gruppo di ML allo scopo di scatenare contro di noi la verve polemica degli utenti. Insulti e minacce sono arrivate a pioggia, regalandoci con sua somma disperazione un aumento esponenziale di visualizzazioni. Poi, ha confessato il fatto addirittura scusandosi con gli altri per avere alzato un pandemonio quando, in realtà, il suo obiettivo scellerato era proprio questo. Abbiamo conservato gli screenshot per fini cautelativi. Pochi giorni fa un altro episodio. Un nostro pezzo che conteneva una tabella riepilogativa con i dati di vendita quasi tutti ufficiali della Bonelli dal 2012 ad oggi, ha spinto il Gianfranco Manfredi a invitare i suoi fan a non condividere più i nostri articoli usando termini peraltro molto pesanti nei nostri riguardi. Non ci siamo scomposti ed abbiamo fornito le prove, gli screenshot, delle fonti alle quali abbiamo attinto! Grande sarà stata la sorpresa nell'apprendere che quei dati che aveva definito bufale erano stati forniti da Mauro Marcheselli, allora direttore editoriale della Bonelli, al sito di Fumettologica! A quel punto, siccome abbiamo diffuso dati pubblici e ufficiali, abbiamo chiesto a Gianfranco Manfredi di indicarci lui i dati che, dal suo punto di vista, sarebbero reali. Non è giunta alcuna risposta. Ne abbiamo parlato qui. Ci duole osservare che molti parlano prima di conoscere. Ma oggi vogliamo parlare di altro e come precisato ad inizio di articolo, intendiamo capire quante copie deve vendere o riuscire a vendere Morgan Lost per non concludere la sua corsa con il numero 25 o addirittura prima se le cose dovessero precipitare e i presupposti ci sono tutti. Cominciamo con una premessa: in casa Bonelli i fumetti vengono prodotti con un sistema che parte almeno dodici mesi prima che l'albo arrivi in edicola. Le storie di Morgan Lost attuali sono state scritte più di un anno fa. Se ne deduce che ora Chiaverotti non stia lavorando a nuove storie di Morgan Lost.
 


Mentre scriviamo queste righe, è appena uscito il numero 8 e l'autore è stato molto impegnato nella promozione dell'opera. Una promozione partita anzitempo prima che il numero 1 uscisse in edicola attraverso la diffusione ammiccante di tavole in cui i protagonisti manifestavano intenti omicidi verso Morgan Lost e poi dopo l'uscita del numero 1 attraverso una serie infinita di incontri, conferenze, dibattiti, ecc. Lo scopo ultimo: sostenere la collana in una difficile situazione di mercato. Con Morgan Lost la Bonelli vuole dimostrare che è ancora in grado di imporre serie regolari, l'ultima delle quali è stata Dragonero. Finora non c'è riuscita. Tutte le maxi o miniserie proposte non sono andate al di là della scadenza programmata. A nostro avviso, si trattava di serie che non offrivano molti spunti di lettura nell'ambito di un contesto sociale come quello attuale in cui le idee della sinistra sono in evidente recessione. Per aumentare le vendite, dovrebbero proporre opere di destra, cattoliche, ma chi è stato cresciuto nell'area politica del PCI ed è stato contaminato in maniera irreversibile da quelle idee folli illiberali non ha più i mezzi per proporre qualcosa di diverso. Il numero 1 di Morgan Lost ha venduto 39.000 copie in edicola. Il dato è stato fornito da Alessandro Bottero in un post sul suo profilo Facebook. Chiaverotti in un post sul suo profilo Facebook ha parlato invece di 47.000 copie considerando tuttavia anche fumetterie, librerie e variant cover. In sostanza, il dato di Bottero collima con quello di Chiaverotti. Un dato in linea con la del venduto medio di un numero 1 in edicola, vale a dire all'incirca 40.000 copie. Non è sempre così. Il numero 1 di Ut di Paola Barbato e Corrado Roi ha venduto 31.000 copie nelle sole edicole. Rispetto a Morgan Lost significa 10.000 lettori in meno. Bottero ha poi rivelato che attualmente Morgan Lost veleggia sulle 24-25.000 copie. Siccome è uscito da poco il numero 8, Bottero si riferiva alle vendite medie della collana con riguardo ai numeri 4-5 della collana. In sei mesi Morgan Lost ha perso circa 15.000 lettori. Nel post che vedete sopra, il Chiaverotti ha dichiarato che la collana sta subendo ancora scosse di assestamento verso il basso e ciò significa che Morgan Lost continua a scendere e perdere lettori. Si può ipotizzare che oggi stia sulle 22.000 copie circa o forse meno. Quante copie deve ora vendere Morgan Lost per proseguire dopo il numero 25? Non deve scendere sotto quota 20.000 copie. Tenuto conto però del fatto che la collana è a colori il saggio di sicurezza dovrebbe essere più alto. La collana non può quindi permettersi di perdere altri lettori. Altrimenti subirà lo stesso destino di Adam Wild, che partito sotto i migliori auspici è sceso fino a 11.500 copie e infatti è stata già annunciata la chiusura con il numero 26 con buona pace di Manfredi. Nel post che leggete sopra, Chiaverotti non ha fornito alcuna garanzia per il fatto che Morgan Lost prosegua. Spera che gli scossoni di assestamento siano sempre minori e che la collana possa attestarsi forse sulle 20-21.000 copie. La Bonelli non può permettersi di aspettare. Ci sono tempi tecnici che devono essere rispettati. Morgan Lost ha altri 2-3 mesi di tempo per convincere l'editore che vale la pena ancora investire su di lui. Se le vendite continueranno a scendere e la collana calerà sotto quota 20.000 copie, sarà difficile che il nuovo direttore Airoldi dia l'assenso per continuare. Stesso discorso per Orfani di Roberto Recchioni. Al momento, la collana gira sulle 20.000 copie. Sono lontanissimi i tempi in cui Rrobe e compagni speravano di riempire lo stadio San Paolo di Napoli. Il discorso degli haters è ridicolo quando viene tirato fuori per giustificare questi flop. Se Morgan Lost non proseguirà non sarà colpa di Comix Archive. Non abbiamo il potere di far fallire una collana, così come non abbiamo il potere di farne aumentare le copie vendute. Le nostre mega-recensioni di Tex sono quasi sempre positive, ma Aquila della Notte perde una media di 10.000 lettori all'anno. Dal nostro punto di vista, il problema è politico. Il fumetto è identificazione in un personaggio. Puntare oggi su character politicamente scorretti o contro il perbenismo morale non è una buona scelta. I giovani d'oggi sono lontani da queste idee. Non le sentono proprie soprattutto quando al governo c'è un PD semidistrutto dagli scandali di corruzione e un premier con forti legami con il mondo bancario. Il futuro è la Grande Destra. I giovani si sentono naturalmente ispirati da essa. Puntare su storie che si richiamano ad idee sorpassate è una scommessa persa in partenza. Al Plano.

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