lunedì 2 maggio 2016

ORFANI: DA SERIE CHE AVREBBE SALVATO IL FUMETTO ITALIANO A FLOP! DOPO DUE ANNI ESCE UN DVD! QUINDI?

L'uscita di una raccolta in dvd di un cartone animato, chiamiamolo così anche se la definizione più corretta è quella di motion picture, non è sufficiente per escludere che il progetto della serie a fumetti da cui tutto è nato non sia un fallimento. Orfani, secondo le intenzioni iniziali, doveva essere la serie che avrebbe aperto alla Bonelli nuovi mercati, avrebbe portato nuovi lettori, avrebbe in particolare posto soluzione al drastico calo di consumatori specifici di prodotti fumettistici di settore oltre ad aprire le porte della Bonelli alla modernità, che secondo la visione ristretta di certi autori si riduce al modo tipico degli americani di realizzare fumetti di supereroi marvelliani, cioè tutti colorati, tutti di sinistra, tutti vicino all'uomo mediocre. Orfani è la serie che doveva riempire il San Paolo. Lo dichiarò lo stesso Roberto Recchioni, creatore della collana e attuale curatore di Dylan Dog in una intervista concessa al Fatto Quotidiano. Ecco il link. Le sue storiche parole: L’ho detto agli amici: se non riempio il San Paolo mi suicido. E poco prima gli fa eco l'allora direttore editoriale Marcheselli, che dichiara: Dopo il numero 1 proviamo ad assestarci sopra le 50mila copie, sarebbe un fenomeno sopra le 80mila. Per Marcheselli Orfani era così importante da dichiarare nella stessa intervista: dalla fantascienza di Orfani dipende anche un pezzo di futuro del fumetto italiano. Il genere è in forte crisi: 20 anni fa noi vendevamo quattro volte le copie che facciamo oggi dopo un’erosione nelle vendite che per ogni nostra testata è andata dal -3 al -7 per cento annuo. Davvero Marcheselli credeva che Orfani avrebbe risolto i problemi della Bonelli? Non solo il San Paolo non è stato riempito. La capienza iniziale dello stadio napoletano era di oltre 80.000 spettatori ed oggi è diminuita, ma il primo numero di Orfani non superò nemmeno le 50.000 copie. Lo disse lo stesso curatore in una intervista a Fumettologica. Ecco il link. Nei due mesi precedenti molti avevano insultato Bottero per avere fornito lo stesso dato considerato falso. Quando Recchioni confermò le parole dell'ex-editor Play, nessuno parlò. Da favolosi vigliacchi quali erano, nessuno trovò il coraggio di chiedere scusa sui forum.
 

Oggi sappiamo che Orfani è stato un flop. Non ha salvato il fumetto italiano come pensava Marcheselli (e chissà perché lo pensava). Non ha portato nuovi lettori alla Bonelli. Oggi Orfani, secondo i dati diffusi di recente da Alessandro Bottero, vende 20.000 copie. Ecco il link. Il suo andamento è stato così disastroso che perfino una serie lanciata nello stesso periodo storico, Dragonero, è riuscita a fare meglio con 23.000 copie (sempre secondo Bottero). Se poi consideriamo che Orfani, essendo a colori, ha costi di produzione più elevanti, avendo toccato oggi la soglia di sicurezza di 20.000 copie potrebbe già essere in perdita. E' interessante notare che nessuno è intervenuto per smentire i dati forniti da Bottero. Nemmeno lo stesso Recchioni, il quale, essendo interno alla casa editrice, dovrebbe conoscere i dati (anche se in questo caso, trattandosi di compensi legati alle vendite precise di una serie, forse questa conclusione non è scontata). Sul suo profilo FB Recchioni annuncia orgoglioso l'uscita in dvd dei motion di Orfani. In realtà, la stagione di poche puntate del cartoon (lo possiamo chiamare così?) è uscita nel 2014, a distanza di circa un anno dall'uscita del fumetto. Nei primi mesi del 2015 si pensava di farne un seguito (link), ma ad oggi non si è visto più nulla. L'unico risultato che il motion di Orfani ottenne fu quello di essere condannato dal Moige, il Movimento Genitori, per l'eccessivo uso di violenza. E sappiamo bene come certi argomenti funzionano sulla Rai. Da allora nisba. Quello che ci sorprende è l'atteggiamento di Recchioni, per cui la sola uscita del dvd del motion, che sarà stata già contrattualizzata a suo tempo (!), è elemento sufficiente per affermare che Orfani non è stato un fallimento. Noi invece siamo convinti del contrario, soprattutto alla luce degli ambiziosi proclami iniziali. In realtà, Orfani, che riprende temi e situazioni di popolari videogiochi e disegnato come un comics americano, non aveva alcuna chance di ottenere successo. E non immaginiamo sulla base di quali argomenti Marcheselli sia stato indotto a credere del contrario. Sappiamo solo che leggere i commenti sotto il post dei fanboy che immaginano fantasiosi rosicamenti è troppo divertente. Al Plano.

Nessun commento:

Posta un commento

Il tuo messaggio sarà sottoposto ad approvazione dei proprietari e/o amministratori, gestori di questo sito. Se conterrà insulti, offese, minacce, intimidazioni, anche velate ed indirette ed altri contenuti offensivi o minacciosi, sarà segnalato all'Autorità Giudiziaria con conseguente presentazione di denuncia/querela.